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Andrea Beggi
Io capisco che @mafe si secca se li chiamiamo "utonti", ma forse un nome da suggerire lo ha lei per uno che mi costringe ad andare dall'altra parte dell'ufficio perché non è in grado di premere un pulsante sul touch screen di una stampante. (E men che meno leggere e comprendere quello che c'è scritto in un semplice italiano).
Gli utonti sono vivi, esistono, ma non lottano insieme a noi. - Gianluca Neri
Gli utonti esistono, è che non bisogna fare i razzisti con loro. Oddio, magari qualche carrozza separata... - bak
gli utonti esistono non occorre dimostrarne l'esistenza - Maurizio Goetz
Se non ci fossero gli utonti, molti di noi sarebbero disoccupati - Marta
gli utonti sono tornati. e hanno un piano. - calca
se mi cancido prometto posti riservati agli utonti in metropolitana - pestoverde
l'ultima che mi è capitata è stata una mail (inviata da me) con allegato un semplice file di Excel. Al suo interno c'erano alcune celle con sfondo rosso in cui inserire dei numeretti in base ai quali venivano fatti certi calcoli. Per maggiore semplicità, ho scritto "compilate solo le celle in rosso", come nell'esempio che vi allego (con screenshot allegato e una mega-freccia ad indicare le celle in rosso). Suona il telefono: "non funziona". Apro VNC e vedo lo screenshot e l'uton...utente che cercava di cliccarci sopra per inserire i numeretti... :-P - Matteo
Andrea, è un cretino, l'interfaccia c'entra poco ;-) - Peggy Guggenheim
uno screenshot in fondo è una mappa dell'impero 1:1 - zio bonino
spesso è spaesamento, paura, mancanza di confidenza con un ecosistema dei cui elementi non riescono a vedere i tratti comuni (che spesso non ci sono, va detto) - biccio
Matteo, non è colpa tua o sua, è che molti - tipo me - appena vedono un excel vanno in confusione - Peggy Guggenheim
non è colpa loro se sono utonti (cit.) - Roberto
mafe, cercava di inserire i dati sullo screenshot. Non si tratta di excel, si tratta di leggere la lingua italiana... :-P - Matteo
gli utonti esistono e sono meno U e più tonti di quanto ti aspetti. Ma esistono anche un sacco di programmatori che studiano interfacce da programmatori. Quanto di più lontano esista dall'usabile (ma con tutte le librerie ajax che fanno molto, molto fico). E occhio che uno screenshot di una finestra è uguale uguale a una finestra. Ho visto di peggio. Noi per esempio usiamo uno standard per gli excel da riempire , blocchiamo il resto e quello da riempire è giallino. - Imprenditore
@Matteo: capitate anche a me diverse declinazioni di esperienze simili, ho cominciato ad applicare la dicitura E' UN ESEMPIO, font 72px - cyb
Nel caso in questione l'interfaccia era molto chiara: "Premi qui per continuare la stampa utilizzando la carta contenuta nel cassetto N.1". - Andrea Beggi
potrei raccontare fantastilioni di storielle dovute alla non-lettura delle due righe in italiano allegate, ma tralascio perché sono un signore... :-P - Matteo
Io non ho nessun problema con excel ma mi capita anche nella vita reale di avere le cose sotto gli occhi e non vederle, capisco benissimo che possa accadere con hardware / software vari. Chi è migliore a disegnare per l'usabilità ha un vantaggio competitivo spesso e volentieri, apple deve buona parte del successo dei suoi prodotti proprio a questo. E quanto a leggere le istruzioni nei manuali sappiamo tutti che spesso è peggio dell'acido lisergico. - delbo
io ho imparato un sistema che disutontizza spesso. Dico "fai come se il computer/apparecchio fosse di uno che ti sta sulle balle. Non avere paura di romperlo!" :) - Felter Roberto
Una delle più grandi intuizioni di Donald Normam è che le interfacce sgradevoli esteticamente sovraccaricano cognitivamente e rendono difficile compiere anche operazioni semplici. Di fronte a tantissime interfacce io ho un rifiuto a priori, se hai qualcuno da chiamare con cui sfogare il disagio lo fai (io non lo faccio perché odio telefonare, di solito faccio un giro, prendo aria e ci riprovo, ma che stress) - Peggy Guggenheim
E' per questo che per me l'utonto non esiste. Perché una persona che ha bisogno di uno screenshot per capire come fare deve dover inserire dei dati in Excel? Perché una stampante deve aver bisogno di un tasto per continuare la stampa? E' una cosa molto seria, detesto liquidarla dando la colpa all'utente finale. - Peggy Guggenheim
Mafe, però è come dire "Perché devo settare il programma sulla lavatrice per farla partire?" Ogni cosa ha un suo funzionamento, più o meno logico, più o meno trasparente. Ma un touchscreen che dice "Schiaccia qui" non mi sembra questa cosa insormontabile. - Giulia B.
Ci sono decine di esempi di utonti, vi ricordate le avventure del call center? Ad esempio il pc e il portatazza? - Maurizio Goetz
Io cito sempre quella del tipo che scaricava l'e-mail e poi telefonava incazzato all'helpdesk perché non gli si materializzava la posta sulla scrivania, ma nessuno mi crede e poi era il 1999. - Giulia B.
Non esiste l'usabilità assoluta. Anche un iPod dato in mano ad un tizio pur scolarizzato di 60 anni è un rettangolo di plastica con un cerchio sopra. L'usabilità si basa molto sulla condivisione di una "grammatica dei simboli" (i famosi, teribbbbili standard) che, se non la si possiede, è difficile se non impossibile acquisire _esclusivamente_ attraverso l'ottimo design dell'artefatto utilizzato. - cyb
L'usabilità assoluta non esiste, ma guardacaso non ci sono storie di utonti per l'iPod o per le lavatrici (a meno che tu non sia un maschietto che preferisce far finta di non riuscirci). - Peggy Guggenheim
L'utonto esiste, solo che spesso si vergogna e voi non ve ne accorgete - Maurizio Goetz
però vi propongo un argomento di riflessione: gli utonti esistono anche perché in fondo ci sono gli espertoni che sanno tutto e che alla minima richiesta di aiuto arrivano in soccorso, eh ! ;-) - Mackley
veramente sul mio primo ipod, e sui mesi che ci ho messo a capire che quella era una rotella, avrei un aneddoto molto imbarazzante. - guia
@mafe: sull'iPod trascuriamo l'aspetto motivazionale. Motivazione molto più difficile da trovare nell'operazione "riempi un foglio excel". Sulla lavatrice, mi sembra piuttosto difficile intuire dai simboli quale sia la vaschetta per il detersivo e quale quella per l'ammorbidente (ad esempio) senza guardare il manuale. A meno che non ci sia stato un training precedente ("vieni da mamma che ti faccio vedere come si fa la lavatrice"). Nulla di universale, appunto: solo condivisione di simboli e di grammatiche. - cyb
ah, su Norman: giunge alla rivalutazione dell'aspetto estetico solo dopo ANNI in cui lui e il suo socio Nielsen predicavano estremismo funzionalista. Tanto da scriverci un libro con intro e primo capitolo colmi di "ehi, raga, mi cospargo il capo di cenere". - cyb
Mafe, lo screenshot era un aiuto aggiuntivo per chi non avesse compreso la locuzione "riempi le celle con sfondo rosso"... :-P - Matteo
Secondo me va fatta una distinzione importante: ci sono gli "utenti inesperti" che non ne sanno nullla ma fanno domande intelligenti e portano rispetto, e poi gli "utonti", quelli che credono che tecnico significhi cameriere, che non si sforzano nemmeno di premere un pulsante perchè tanto c'è il cretino preposto a farlo (con tutto il rispetto per l'intera categoria tecnici della quale faccio parte anche io). - Veronica [FairyVisions]
@cyb, almeno ammette di aver sbagliato. Io non discuto l'esistenza di persone con difficoltà di comprensione delle interfacce, discuto la nostra supponenza nello sfotterli, perché tipicamente porta a sottovalutare la facilità e i vantaggi della riprogettazione partendo dai loro errori. - Peggy Guggenheim
@Giulia, tu sei al tuo computer, invii una stampa e la vai a ritirare. Perché devi alzarti e premere un bottone? E' normale che un comportamento diverso dal solito generi ansia, e l'ansia porta le persone a chiedere aiuto se appena sanno di poterlo fare. Anch'io se qualcuno mi chiede un'informazione sciocca gli dico "cerca su google", ma considerarli minorati mi irrita. - Peggy Guggenheim
Dissento: l'utonto la tecnologia non se la merita, perché non ha voglia di impararla, perché sa che ha un amico che ne capisce e lo aiuta in caso di bisogno. L'utonto spesso non è scemo: è solo pigro. - Gianluca Neri
@Mafe: Ammetti però che quando uno che fa il giornalista e scrive per testate di informatica va in crisi e si mette a urlare isterico che il suo computer non funziona più e non sa che cosa fare e tu vai a vedere e scopri che è semplicemente partito lo screensaver (quello di Win 3.1 con i poligoni multicolori)... Be', è uno strafottuto utonto! - Alice Twain
C'è una differenza fra "minorato" e "pigro". A tutti è capitato di dover usare una macchina nuova, con un'interfaccia nuova: c'è chi ci riesce subito, a occhio, e chi invece ha bisogno della baby sitter anche per le cose più semplici. Io capisco venire incontro all'utente, ci mancherebbe, ma davanti a certe cose penso "Vabbè". - Giulia B.
(E lo dico dovendo fare da coach a mio padre un giorno sì e l'altro pure: certe cose le ha imparate da solo, semplicemente perché motivato.) - Giulia B.
Alice, ribadisco quanto detto ad Andrea: è un cretino, è diverso. Sarà cretino anche quando non usa niente. Sul pigro posso essere d'accordo, ma ammettiamolo: diamo mille scuse a chi non ha voglia per far finta di non capire. - Peggy Guggenheim
aggiungerei che una discreta percentuale delle richieste motivate con "sai, non ci capisco quasi nulla di computer" potrebbero essere liquidate con un "basterebbe saper leggere l'italiano" - Matteo
E la risposta di Matteo fu la definitiva. Grandissimo! - Veronica [FairyVisions]
mi pare di aver capito che sono l'unico fesso che quando cambia lavatrice legge il libretto per capire cosa fare. - esorciccio
ieri un Primario illustrissimo e stimato mi ha chiesto: "se non esce più il colore dice che è la cartuccia? E come faccio a vedere se è finita? E poi? Come la cambio?"... Ma chi gli ha dato la laurea a questi? Cazzarola, provaci, non è impossibile, se sai operare un uomo in sala operatoria penso questo sia più facile no? - Ciccsoft
Esistono gli utenti/clienti e poi esistono i fornitori di servizi. E i secondi esistono per migliorare la vita ai primi. Se non capiamo questo è inutile parlare di marketing, di interfacce, di economia dell'attenzione, di conversazioni, di cultura, di innovazione. Di professionalità e di rispetto. - delbo
sono d'accordo con mafe che esistono innumerevoli esempi d'interfacce che si adattano solo alla mente dei programmatori, ma gli utonti esistono e per loro non serve l'help desk, ma un buon analista (psico, ovviamente) - gibilix
Io ho fatto più di 70 km per arrivare da un cliente al quale, parole sue, era arrivato un virus e da quando lo aveva "aperto" non arrivavano più mail. Beh, il virus era un'innoqua mail di spam. E la posta non arrivava semplicemente perchè nessuno scriveva. - Marco <radel>
ritengo giusto condividere con voi il mirabile concetto di «ip della carta di credito», brevetto del sito delle ferrovie: CartaSi informa che le carte di credito sono soggette a controlli di corrispondenza con l'indirizzo IP del computer dal quale si sta effettuando l'acquisto. Per tale motivo, e per i soli acquisti effettuati su Internet, la transazione potrebbe essere "non autorizzata" dai circuiti di pagamento. - guia
Esistono gli utenti/clienti e poi esistono i fornitori di servizi. E i secondi esistono per migliorare la vita ai primi. COROLLARIO 1: se pensi che i primi siano degli idioti dovresti stare tra i primi, non tra i secondi. Senza offesa, eh? E' pura logica. COROLLARIO 2: i primi pagano, i secondi sono pagati: quale dei due gruppi è obbligato a essere competente, e spesso non si dimostra tale? - delbo
Marcello, non so se ce l'hai su con me. Io mi pongo solo delle domande sul fatto che queste persone non sono in grado di comprendere delle cose abbastanza semplici, anche se non fanno parte del loro bagaglio tecnico. E queste domande mi fanno venire dei dubbi sulle capacità di svolgere il loro lavoro. Magari se invece di perdere tempo a premere pulsanti lapalissiani continuassi a occuparmi della loro infrastruttura sarebbe meglio. - Andrea Beggi
No Andrea ci mancherebbe. Al di là degli episodi specifici, da valutarsi caso per caso, ho solo voluto riportare il punto di vista del tanto bistratto quanto incompreso marketing - la comprensione e soddisfazione dei bisogni dei clienti- contro quello un po' più primitivo del io faccio le mie cose e se gli altri non le capiscono sono stupidi loro. Credo che il primo valga molto più del secondo sia per i singoli che per la società nel suo complesso. - delbo
Marcello, è un po' come se i tuoi clienti/studenti/destinatari del tuo lavoro, invece di valutare le consulenze che gli proponi, ti chiedessero di aiutarli a leggerle, avendo gravi problemi di comprensione del testo. Magari qualche domanda te la porresti. - Andrea Beggi
io sono per il federalismo informatico. Aiuto gli amici stretti, i familiari, i clienti che pagano e le fighe senza senso. Poi arriva il resto della massa, a cui concedo briciole del tempo che avanza. Aiutiamoli gli utonti, ma a casa loro :D - Il gareth in Milano
Andrea è esattamente quello che succede. E il mio compito è aiutare le persone per cui lavoro a raggiungere i risultati che desiderano. Questo è il fondamento del rispetto per il cliente. Capisco che sia difficile da accettare ma chi ha questa mentalità è più bravo. - delbo
diversamente utenti, auhauha :D - Matteo
@Matteo "Ceci ce n'est pas un pipe" ( Magritte), la differenza tra uno screenshoot e ciò che rappresenta è davvero sottile e facilmente può creare confusione :-) - Luca Perugini
d'accordo con marcello del bono ci sarete voi. qualsiasi cosa al di fuori del nostro specifico campo di competenza è ostico e ha bisogno di un minimo di voglia di imparare. succede col telefonino, col microonde, con la lavatrice ecc, sono tanti i casi in cui facciamo lo sforzo di imparare a fare qualcosa. ma quando c'è qualcuno che possiamo fare vittima del nostro bisogno di attenzione è facile diventare pigri. scambiare una jpg per un foglio elettronico o non accorgersi che il monitor è spento è possibile, ma se succede a me dopo qualche secondo mi dò una botta in testa e passo oltre. perseverare e chiamare l'assistenza _tutte_le_volte_ crea problemi a tutti, tiene persone occupate in tante piccole stronzate evitabili, è un costo per l'azienda. - esorciccio
ma passiamo ai problemi seri: perchè dobbiamo imparare a usare un programma o un qualunque coso elettronico? perchè "loro" hanno una capacità limitata di capire noi, quello che vogliamo fare e l'ambiente esterno. visto che non siamo sull'enterprise del capitano picard, cara mafe, la stampante non può sapere dove hai messo la carta intestata, quella costosa, quella normale e quella da riciclo, ed è costretta a chiederti di premere un pulsante per passare da un cassetto all'altro. ti assicuro che se potesse ne farebbe a meno, ma quando si stampano 200 pagine sulla carta sbagliata sono bestemmie, visti ovviamente anche i costi di toner o inchiostri. - esorciccio
Giorgio, io aggiungerei due corollari a quello che dici: 1) per fare in modo che una macchina faccia quello che vuoi, devi prima di tutto averlo ben chiaro tu 2) una macchina fa quello che le dici di fare, non quello che vuoi che faccia. - Matteo
Mi sembra che ormai emerga abbastanza chiaramente anche dalla discussione: c'è chi lavora per risolvere i problemi dei clienti, e chi invece lavora per produrre un'applicazione, un sistema, un software un prodotto e poi se gli altri hanno capacità limitate nell'utilizzarloe, beh fatti loro che si sbattano. Non dico che anche il secondo approccio non sia legittimo ma è vecchio, adatto ad un contesto poco competitivo in cui la domanda tende a superare l'offerta. Un contesto che può essere tipico per l'area IT interna ad un'organizzazione ma che da tempo non è più la norma nella maggior parte dei mercati, sempre più maturi e competitivi. Ognuno poi fa le sue scelte e ne gode i frutti e gli oneri - delbo
Giorgio, perché dev'essere un pulsante e non un comando software? E perché su nessuna stampante c'è l'indicazione del verso, per cui quando un'utonta come me deve stampare su carta intestata bestemmia per ore? Siamo tutti d'accordo che certe pigrizie sono insopportabili, ma ammettiamolo, dai, ognuno di noi è utonto in qualcosa, e raramente è colpa nostra. - Peggy Guggenheim
@xlthlx, esattamente: e se non sai di esserlo? O se ci hai provato un milione di volte (tipo io a programmare il registratore, con tanto di manuale) e non ci riesci? Il mio lavoro è progettare interfacce piacevoli da usare, qualunque spiacevolezza per me è un fallimento (e doversi impegnare è spiacevole). - Peggy Guggenheim
mafe, io ho fatto il tecnico HW su pc, fotocopiatori, fax e stampanti per anni e devo dire che, rispetto ad anni fa, l'attenzione all'utilizzatore è sicuramente aumentata. Tante volte mi hanno chiesto da che lato infilare l'originale nel fotocopiatore e io non mi sono mai arrabbiato per quello. Però la mia risposta era "quando ti viene il dubbio, guarda dove devi appoggiare l'originale, vedi che c'è un disegnino del foglio con un lato scritto e uno no? quello ti dice come lo devi mettere". Ecco se questa persona, dopo tre volte che gli rispondo cosi, mi chiede ancora da che lato mettere il foglio, per me diventa un utonto. :) - Felter Roberto
scoprirmi a volte utonta mi piace! mi fa sorridere ecco! - divemaster
Roberto, mai visto questo disegnino, oggi controllo, ma se non l'ho mai visto è colpa mia? - Peggy Guggenheim
eccerto (ma le concedo la jarrettiera del masochista) - gallizio
@xlthlx In effetti, più idiotizzi il tuo prodotto, più crei idioti. Se costringi la gente apensare SEMPRE la gente si ricorderà di pensare. - Alice Twain
Ecco, l'ultimo commento di Alice Twain è il Male. - Peggy Guggenheim
L'idiotizzazione ha portato a Berlusconi. - Alice Twain
dipende dalle mission... certe aziende vogliono che gli utenti diventino consumatori passivi, costringere l'utente a pensare... potrebbe scappargli il pensiero tipo "ma cosa ci faccio io in questo portale Web ?" oppure "ma chi me lo fa fare di comprare sempre nuovi gadget tecnologici ?" - Mackley
@xlthlx, io se devo spiegare una cosa 100 volte a una persona di solito cambio il modo in cui è presentata, e di solito risolvo il problema. Detto fuori dai denti, questo è uno dei motivi di successo/insuccesso delle iniziative che ho seguito negli ultimi 12 anni. - Peggy Guggenheim
Rolando diciamo in questo thread e in generale nella blogosfera c'è ancora un atteggiamento molto orientato al prodotto o alla tecnologia, agli aspetti tecnici e alla fierezza delle competenze relative invece che al cliente o -dio perdonami per la parola ardita - alle conversazioni. E' un cambiamento culturale che il marketing -pressato dall'evoluzione competitiva dei mercati- ha fatto da tempo ma che invece altri settori faticano ancora a percepire. - delbo
gli utonti sono nazisti! (l'ho detto prima io :P) piuttosto, vedo che si ripetono i "ma perchè non fa così piuttosto che così?" e non credo che domande del genere possano modificare l'hardware o il software che hai sotto gli occhi in quel momento. se hai da usare una vecchia stampante ad aghi a carbone perchè è l'unica che stampa sul modulo a misura di costola di moffetta preteso dal tal ministero lo fai, anche se il pannello ha le scritte in cirillico. poi puoi anche chiamare l'assistenza perchè non sai che il messaggio "JREHTKRJHT" vuol dire "premi qua", ma dalla seconda o terza volta lo capisci, o te lo segni. o sei un imbecille (non ce l'ho con nessuno in particolare eh). idem per il monitor spento e la jpg. poi, quando abbiamo eliminato gli imbecilli dall'equazione, possiamo anche parlare di usability e user experience. - esorciccio
rodano l'abbiamo detto già in 6 lingue, ma nessuno è capace di tornare indietro nel tempo e far modificare il design di qualcosa che esiste già. - esorciccio
Roldano, quando però 100 utenti dicono "ma perché non si fa $così piùttosto che colà" e tutti i $così sono diversi fra di loro... :-P - Matteo
Mafe, ma farti notare l'esistenza del disegnino è compito mio e lo faccio volentieri. Continuare a fartelo notare n-volte perchè a te entra da un orecchio e esce dall'altro perchè sai che tanto lo chiedi a me quando ti serve lo faccio un poco meno volentieri. (lo faccio ugualmente purtroppo, però permetti che almeno il termine utonto tu te lo sia guadagnato? ah, gratis si intende, sia il mio lavoro che il termine utonto :D) - Felter Roberto
so much for wisdom of the crowds :-) - Michele Costabile
RIP, anche se qui siamo un po' prima della wisdom of crowds, siamo proprio ancora al concetto di capire e soddisfare i bisogni bisogni del cliente. - delbo
Marcello, quali bisogni bisogna soddisfare? quelli legati allo strumento o quelli legati alla psiche. Perchè io non posso pensare ad una interfaccia utente che lo faccia svegliare se questo è morto! :) - Felter Roberto
LOl Roberto :). Diciamo che capire quali sono i bisogni da soddisfare fa parte della mentalità di attenzione al cliente di cui parlo, che è basilare per essere competitivi nei mercati in cui ci muoviamo, ancora più -,ma non solo- in periodi di recessione. Ho però ben chiaro la fatica che costa. Se sei in un contesto poco competitivo dove non temi la presenza/ingresso di qualcuno che soddisfa i bisogni dei clienti meglio di te no problem. Ma si tratta di ambiti che tendono sempre più a scomparire. Per fortuna. - delbo
Toh per una volta io e mafe la pensiamo alla stessa maniera :) - delbo
Non saprei, pur non essendo un Utonto totale (di base risolvo tutto con le mie forze e le scarse conoscenze da autodidatta fuori dal sistema), ogni tanto, quando magari il cervello e' gia' in tilt di suo, chiedo aiuto ad amici piu' esperti, probabilmente per cose che loro ritengono stupide ma che cosi' non sono per chi si occupa di altro e vive il progresso tecnologico un po' al margine. Leggendo questo thread in caso di aiuto comunque chiamerei piu' facilmente un Marcello che un Andrea, con cui condivido (come con Mafe) molti piu' punti. Quello che mi chiedo e' che avendola scelta come professione come vi potete lamentare? Intendo, piu' tonti piu' lavoro e poi ognuno e' bravo nel suo. Intendo, anche tu conosci i numeri, sono sempre quelli e magari non e' il tuo caso ma ci sono una marea di persone tra cui informatici professionisti che vengono a piagnucolare per essere aiutati a fare una dichiarazione dei redditi che io da commercialista trovo cosi' normale, bilanci, entrate e uscite, sono numeri, percentuali...eppure...E pensare che non sono mai riuscito a fare bene la pasta della pizza...mah...Ciao. - Maxbi33
Marcello, un miracolo :-) (Torno a cercare di capire come programmare il forno che ho da 20 anni, il cui manuale dice "Ciao, sono il tuo forno! Usami per fare dolci e arrosti buonissimi". Punto. Sono 20 anni che quando va via la corrente per reimpostare l'ora premo i 4 tasti che ci sono a caso finché non trovo la combinazione giusta, utonta io o pessimi loro? - Peggy Guggenheim
@Mafe: Sbagliato il forno. Gas è la risposta. ;-P - Alice Twain
io invece mi secco anche quando li chiamano "utenti" :D il fatto è che qualunque curva di apprendimento si progetti esisterà sempre qualcuno che parte da ancora più lontano in termini di esperienza tecnologica, capacità cognitive, astrazione ecc. Non è colpa sua (e neanche radicalmente del progettista in questo caso) però è una situazione da gestire progettualmente, di solito ai livelli meno visibili, come modelli mentali, le metafore ecc. (sempre nel rispetto degli obiettivi e dei diversi compromessi). - ezekiel
ezekiel, son dell'idea che se uno lavora col computer, indipendentemente da cosa ci faccia esattamente, chiamare l'assistenza perché il monitor é spento (o non essere in grado di premere un tasto sulla stampante) é segno di incompetenza grave. Come se un corriere mandasse il furgone dal meccanico quando finisce la benzina. - el_sime
@el_sime l'ho scritto, è segno dell'essere molto indietro rispetto alla conoscenze tecniche minime che oggi girano normalmente in un ufficio medio. Così come chi non sa almeno un po' di inglese (e in Italia sono ancora tanti). Il punto è che non è (non sono) una colpa di per sè (e a volte può essere dovuta a fattori esterni, per es. l'età) ma progettando bene è possibile includere - almeno in parte - anche queste persone (che hanno certamente altre qualità) ed evitare "rotture" agli altri :) - ezekiel
@el_sime, vedila da un altro punto di vista: nella maggior parte degli uffici ai dipendenti è VIETATO fare alcunché sui propri computer, che devono essere configurati da un tecnico solo con i programmi permessi. Non è esattamente un approccio che facilita l'indipendenza tecnologica, anzi, la scoraggia. - Peggy Guggenheim
@mafe: anche al garzone del panettiere VIETANO di installare la marmitta polini sullo scooter, però se lo scooter lo manda dal meccanico quando finisce la benzina, il garzone lo mandano a casa. e fanno bene. stiamo parlando di premere un tasto, non di configurare una rete. - el_sime
@el_sime, se il garzone dovesse premere un tasto ogni volta diverso a ogni distributore di benzina, probabilmente farebbe le consegne in bicicletta (che non a caso è un'interfaccia quasi perfetta, o vogliamo davvero dire che il fatto che non serva pensare a come pedalare ci rende idioti?). - Peggy Guggenheim
mafe, quante cadute ci vogliono prima di imparare ad andare in bici? io non le ho dimenticate. Mi sembra un problema di usabilità notevole, eppure risalivo e ricominciavo. Perché? Su un prodotto innovativo (o in ogni approccio ad un nuovo artefatto, come nel caso della prima bicicletta per un bambino) la curva di apprendimento è un male necessario. L'iPod touch mi ha richiesto una ri-configurazione cognitiva rispetto ad alcune azioni che normalmente effettuavo attraverso la pressione di tasti o l'utilizzo del mouse. Il "premio" al mio sforzo è stata una esperienza utente decisamente gratificante, possibile da ottenere solo dopo aver superato la fase di apprendimento (quindi: UX design). La gradevolezza estetica del tutto mi ha reso "dolce" la salita della curva d'apprendimento, che in altri casi è ripida (visual design). La coolness dell'oggetto ha abbassato di qualche altro grado la salita (marketing). Quindi non imputerei tutto al solo, generico "design", perché non esiste (anzi: non dovrebbe esistere) "un" design. Poi naturalmente esistono oggetti mal progettati, che respingono ogni tentativo di approccio da parte del nuovo utilizzatore. E utilizzatori mal predisposti, che respingono ogni tentativo di design usabile. Ma non ne farei mai una questione di leggi assolute. - cyb
@cyb, io ne faccio una questione di approccio filosofico (che mi ha sempre premiato), non di leggi. Hai ragione, imparare ad andare in bici è faticoso, ma poi tutte le bici funzionano allo stesso modo (marce a parte). Esistono troppi oggetti mal progettati e interfacce punitive. Nella stragrande maggioranza dei casi l'errore sta nell'approccio filosofico sintetizzabile in una parola con "utonto". Tutto qui. - Peggy Guggenheim
Fatemi fare la Kathy Sierra della situazione: il software è ben fatto quando chi lo usa si concentra sul suo lavoro, senza interessarsi del software, ed è contento di averlo fatto in modo fantastico. - Michele Costabile
@mafe, restando sull'esempio di Andrea, se un lavoro prevede la stampa di documenti, e uno chiama l'assistenza quando deve stampare perché non é in grado di premere un tasto, non é colpa dell'interfaccia, é lui che é un utonto, e non so cosa si potrebbe migliorare dell'intefaccia per renderlo all'altezza del suo compito. Non c'é filosofia che possa rendere questa persona competente. - el_sime
@el_sime esiste un approccio ottimale oggi, che è lo User Centered Design nel nostro ambito, che viene usato anche in altri settori come l'architettura o l'amministrazione pubblica... Al centro c'è l'utente che nella realtà non è sempre "normalizzato" come lo immaginiamo in teoria: a volte è concentrato su altro, a volte ha poca memoria, a volte non ha abbastanza dimestichezza o è intimorito, altre volte è in qualche misura disabile. Dobbiamo escludere tutti? C'è un modo invece di includerli proficuamente. Nel tuo esempio a meno che il tipo non lavori in una tipografia non sarà quello il cuore del suo lavoro; la stampa viene data, giustamente, per scontata. E allora rendiamola più "trasparente" possibile (per es. il touchscreen per quanto figo non è sempre una buona scelta, non è sinonimo garantito di usabilità) - ezekiel
Quando qualcuno troverà l'approccio ottimale ad un utonto è pregato di farmelo sapere. Perchè, a mio parere, un utonto è colui a cui non è possibile approcciarsi in modo ottimale :) (ma neanche in nessun altro modo) - Felter Roberto
un utonto si approccia con la forza bruta - Danilo P.
like a Michele Costabile (e a Kathy Sierra, sempre) - Peggy Guggenheim