La differenza rispetto alla ricongiunzione è che, in questo caso, la contribuzione del lavoratore è talmente frammentata, che il soggetto non avrebbe la possibilità di chiedere la pensione ad alcuna delle gestioni separate, poiché non ha maturato il diritto alla pensione in nessuna delle casse cui ha versato i contributi. Altro esempio? Il Signor Rossi ha lavorato per 10 anni come co.co.co (contributi versati nella gestione separata dell'INPS) e poi è stato assunto a tempo indeterminato presso un'azienda, dove ha lavorato per altri 10 anni (contributi versati nella gestione semplice dell'INPS), per chiudere la propria carriera nel settore pubblico con un'anzianità di servizio di 10 anni. Il Signor Rossi potrà richiedere la totalizzazione di tutti i contributi delle diverse gestioni (10+10+10) che gli danno diritto ad ottenere una pensione.
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Pertanto, se l’obiettivo è quello di “aiutare” questa specifica categoria di professionisti ad avere un tenore di vita al pensionamento adeguato, obbligandoli al risparmio previdenziale, si dovrebbe però prevedere la libertà di scelta sulla modalità e sulla tipologia d’investimento in cui impiegare il proprio denaro. È chiaro che la libertà non può essere assoluta: un presidio del legislatore deve esserci per scongiurare investimenti rischiosi che sortirebbero l’effetto opposto. Attualmente, però, il mercato delle forme di previdenza complementare è ricco di strumenti sicuri e molto redditizi: si vedano le gestioni separate a consolidamento annuale dei PIP, con rendimenti minimi garantiti. Il lavoratore si sentirebbe artefice del proprio destino e quindi più responsabilizzato.
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La rateizzazione dei debiti Inps non passa più dagli sportelli dell'istituto: con la circolare 48 del 27 marzo scorso, infatti, è stata rilasciata la procedura che consente, attraverso i servizi online messi a disposizione sul sito internet www.inps.it, l'invio telematico delle istanze e il monitoraggio della pratica fino al provvedimento di accoglimento o di rigetto. I datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens e gli intermediari abilitati da essi delegati (consulenti del lavoro e professionisti) devono quindi trasmettere le domande di dilazione e di riduzione delle sanzioni civili utilizzando l'apposita funzionalità predisposta all'interno del "cassetto previdenziale aziende", denominata "istanze on-line". L'ambito di applicazione riguarda i soli crediti in fase amministrativa, disciplinati dalle circolari 4/2011 e 106/2010: per tali si intendono le posizioni debitorie non ancora oggetto dell'avviso di addebito e della contestuale consegna a Equitalia.
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Istituire uno sportello permanente e competente per orientarsi sulle nuove problematiche professionali; assicurazione obbligatoria, gestione fiscale e legislazione sul lavoro, formazione post-universitaria, acquisto software/strumenti di lavoro, accesso al credito e alle agevolazioni. Rendere efficaci ed operative le commissioni deontologiche affinché le eventuali denunce di comportamenti scorretti deontologicamente non cadano nel vuoto, ma diventino uno stimolo per ristabilire i presupposti per un corretto svolgimento della professione.
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La Commissione lavoro della Camera aveva giudicato già alta la loro contribuzione ed aveva auspicato la separazione nella Gestione separata dei professionisti vere P. IVA. Cosa e’ in arrivo invece? Di separazione non se ne parla minimamente; quindi tutti sempre nello stesso carrozzone e con aliquote sempre crescenti, assurde ed inique, per finanziare non le nostre pensioni, bensì la pensione ai 58 enni lavoratori dipendenti (vedi governo Governo Prodi) e prestazioni per altri lavoratori (esodati, apprendisti etc. etc.). Invitiamo pertanto il Ministro del Lavoro ed il Governo a non andare avanti su questa strada perché i professionisti veri con vera P.IVA non potranno sopportare un carico contributivo superiore del 18% circa degli altri professionisti con Casse di previdenza e superiori del 13% degli altri prestatori di servizi iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti.
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Un primo dato: in alcuni paesi gli autonomi non hanno l’obbligo di contribuzione. E’ il caso della Danimarca dove lo schema universalistico di base (finanziato tramite le imposte) copre tutti i cittadini, ma lo schema assicurativo è obbligatorio solo per i dipendenti. In Germania i liberi professionisti hanno i propri schemi a cui l’iscrizione è obbligatoria, mentre i parasubordinati non hanno obbligo di contribuzione al pilastro pubblico. Gli stessi limiti di copertura riguardano il Regno Unito, dove gli autonomi contribuiscono al sistema universalistico di base (Basic retirement pension) fino ad un massimo del 9% del reddito imponibile. Gli autonomi non sono invece iscritti al sistema pensionistico legato al reddito (SERPS, adesso S2P). Altre forme atipiche di contratto, ad esempio con un totale di ore lavorate inferiore a 15 per settimana, non sono coperti dall’assicurazione pubblica.
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Uno: è perfettamente inutile, oggi, preoccuparsi del futuro pensionistico dei giovani professionisti, se per effetto della sua rapina camuffata da prelievo solo una minima parte di loro arriverà professionalmente viva all’età pensionabile. Insomma, è perverso uccidere i bambini in culla con la scusa di voler garantire ai superstiti una pensione maggiore. Ciò è talmente lampante da far sorgere il ragionevole sospetto che i fini della sua manovra siano altri e che l’argomento da lei evocato sia una pietosa foglia di fico per nascondere ciò che oggi le ha contestato anche Anna Soru, presidente dell’Associazione Consulenti Terziario Avanzato: “Questo aumento serve solo a finanziare la riforma, cioè ad assicurare le risorse per l’Aspi (la nuova forma di ammortizzatore sociale che ricomprende la vecchia cassa integrazione e l’indennità di mobilità), che noi non vedremo mai, perché tutela il dipendente e non il professionista”.
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LETTERA APERTA In Italia ci si ostina a negare pieno diritto di cittadinanza a una parte consistente della società: lavoratrici e lavoratori della conoscenza, professionisti del terziario avanzato, dei servizi. Persone che operano nella formazione, nella cura della persona, negli studi professionali, che si occupano del patrimonio culturale, che lavorano nello spettacolo promuovendo l'arte e la creatività.La riforma del mercato del lavoro tradisce una concezione antistorica per la quale i diritti dei lavoratori non possono che passare attraverso un impiego tradizionale di tipo subordinato. Ma il Governo ritiene che l'unico modo per assicurare diritti a un lavoratore indipendente sia quello di costringerlo a rinunciare alla propria autonomia per approdare al posto fisso.
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Dopo gli interventi legislativi dell'estate 2010, che hanno disincentivato il ricorso alla ricongiunzione dei periodi assicurativi e hanno abrogato la legge 322/1958, che consentiva il trasferimento gratuito dei contributi accreditati da una gestione alternativa verso l'Inps, i soggetti che possono vantare i contributi accreditati in diverse gestioni previdenziali possono ricorrere all'istituto della totalizzazione nazionale, disciplinata dal Dlgs 42/2006. Oltre all'assicurazione generale obbligatoria (Ago) è possibile cumulare i periodi contributivi anche delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell'Ago (come ad esempio il Fondo Elettrici, Telefonici, gli iscritti all'ex Inpdap), i periodi gestiti dalle Casse privatizzate dei liberi professionisti nonché gli iscritti alla gestione separata dell'Inps (non totalizzabile quando l'istituto era disciplinato dall'articolo 71 della legge 388/2000).
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L’aumento è criticato dalle partite Iva perché, al di là del sovraccarico di oneri, non ricambia con un miglioramento delle prestazioni, tanto meno della nuova Aspi (l’assicurazione sociale per l’impiego) al cui finanziamento è diretto il rincaro contributivo. E’ proprio per replicare a tale critica che Elsa Fornero fa quell’affermazione. “L’aumento dell’aliquota contributiva”, spiega, “serve ai giovani per avere pensioni più dignitose quando usciranno dal mercato del lavoro. Nulla di quanto versato verrà perso”, rassicura. “E’ un contributo per i giovani professionisti che altrimenti rischierebbero di vivere in condizione di indigenza in futuro”, è la sua conclusione.
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Grandi le vs mail ai Senatori! http://www.actainrete.it/2012... Grazie a chi ha person. il testo: c'è anche lo spagnolo "Soy un profesional autónomo .."