I professionisti con partita Iva rivendicano i diritti all’assistenza e alla protezione della persona in periodi particolari della vita lavorativa: assistenza in caso di malattia, degenza domiciliare e congedi parentali; ammortizzatori sociali in casi di prolungata assenza di commesse e di disoccupazione; l’adozione della “maternità universale”, un importo da corrispondere per cinque mesi a tutte le madri, indipendentemente dal fatto che siano dipendenti o autonome, stabili o precarie, che lavorino o non lavorino. Formazione. Le partite Iva, che annoverano al loro interno un alto numero di laureati, chiedono la totale deducibilità dei costi sostenuti per la formazione; l’utilizzo di voucher da parte degli utenti, da spendere secondo le loro scelte ed eventualmente con una loro contribuzione, anche al di fuori del sistema vigente degli accreditamenti.
- Acta In Rete
Se venissero trattenute le tasse alla fonte se ne potrebbe pure parlare. Così, è ridicolo.
- Ubikindred
Ma davvero sono l'unico che ha visto dipendenti evadere tutti gli straordinari e secondo lavoro? No perché sempre quando si parla di riconoscere una parità si parte dal presupposto che i titolari di partita iva siano evasori esclusivi ed a prescindere.
- Stefano S.
oggi la stragrande maggioranza delle partite iva lavora per imprese ed enti, quindi emette fattura. La presunzione di evasione è una presa per il culo piuttosto irritante.
- Alessandra Farabegoli
Ubi, mi spieghi? le tasse alla fonte?
- giacomomason
Ecco l'elenco di alcuni dei miei clienti attuali: Banca d'Italia, Finmeccanica, Marazzi Group, Erg Petroli, Tim, Gestioni e management, OpenKnowledge. Non siamo idraulici, putroppo. Funziona così: faccio un'offerta, viene accettata, io lavoro, alla fine del lavoro emetto una fattura, dopo due (ma anche tre quattro cinque sei sette) mesi viene pagata. Io su questa ci pago l'iva ogni tre mesi, anche se non mi hanno ancora pagato (pensa un po'), poi ci pago l'IRPEF (diciamo un valore medio del 30%) e udite udite il 27% di INPS. Senza scampo. Naturalmente posso dedurre le spese professionali, ma non è tutto sto che. Insomma, alla fine non evado e pago invece, talvolta in anticipo sul pagamento da parte delle aziende, circa il 40-50% di tasse. A novembre devi dare l'anticipo INPS, a dicembre l'anticipo IVA di febbraio. E' sempre un anticipo. L'unico inghippo che potrei fare e emettere false fatture verso i miei amici, ma le gabole da fare sono un casino e non conviene. Ora, qualcuno mi spiega che cazzarola c'entra trattenere le tasse alla fonte? Ah, poi se vai a vedere sul sito INPS quanto ti spetta di pensione c'è a ammazzarsi dal ridere: io dopo 5 anni di Partita IVA in cui ho coperto d'oro le casse dell'iNPS ho un corrispettivo pensionistico di 180 euro al mese (lordi). Se lo moltiplico per 4 (altri 20 anni di lavoro), beh fate voi (e meno male che ho i 14 anni in Telecom da dipendente)
- giacomomason
like per tutto quanto ha scritto @giacomomason. non sono a partita iva ma sono sensibile al tema, per via di compagno a partita iva, sorella a partita iva, amici a partita iva. c'è un botto di partite iva intorno a me, e nessuno o minimi diritti per queste persone
- marina ricciardi