Io faccio come te. E per ora non ho ancora avuto dubbi.
- blimunda
Io non faccio come te, ma non mi occupo di comunicazione, e nel mio "campo" si lascia sempre una porta aperta. Linkedin in questo senso è stata ed è una grande opportunità. Poi, fatto salvo la discrezionalità che ognuno usa (io non accetto colleghi), c'è sempre la possibilità di inattivare un contatto.
- Francesco
Su LinkedIn solo persone con cui ho contatti lavorativi, ex colleghi di MBA/Università e pochissime persone conosciute sui social network (ma comunque sempre incrociate dal vivo)
- Giuseppe M.
Come Giuseppe e te. Tra l'altro, essendo i profili pubblici e ricercabili a prescindere dal link, non ne capisco il senso, a meno che qualcuno non pensi ancora che avere un sacco di contatti fittizi serva a qualcosa.
- Gianluca Diegoli
più o meno come voi, con qualche eccezione. Tipo se qualcuno mi dice "seguo sempre il tuo blog di analytics e vorrei essere in contatto su linkedin". però quelli li tengo d'occhio :D
- Tambu
io faccio come te e preferisco, è un profilo dove non contano i grandi numeri ma i rapporti di lavoro effettivi, credo.
- paolina
anch'io come te. a volte un contatto "rimandato" si è dimostrato prezioso, perché cambiare modalità di interazione ha consentito un reale approfondimento dei motivi per i quali avrei dovuto/potuto aggiungere la persona alla mia rete. con un seguito, per lo più.
- giuliana
a me però non arrivano richieste senza motivazione, e i contatti poi anche se numerosi non sono fittizi ma di scambi, passati e correnti. Forse dipenderà dal settore come dicevo? Intendo dire che come accade dal vivo (fiere, congressi, presentazioni..) chiedi un contatto perchè poi davvero vuoi scambiare qualcosa.
- Francesco
fino a un'anno fa circa ho usato linkedin in modo canonico, selezionando persino tra i contatti di lavoro effettivi quelli da linkedinare, poi ho deciso che era ora di togliere il freno a mano e di usare lo strumento in modo più proattivo e meno ingessato. ovviamente continuo a rifiutare (sempre rispondendo) le richieste non motivate e motivo sempre le richieste che mando a persone con le quali non ho avuto precedenti contatti in altro contesto. quello che ho appurato (ma magari è una specificità legata alla mia attività) che conviene sempre essere schietti e diretti.
- Nasini
@Francesco a me le richieste che arrivano sono, al 90%, la frase standard "Vorrei aggiungerti alla mia rete professionale su LinkedIn.".
- Alessandra Farabegoli
però, che fantasia, chissà nel business come saranno creativi :-)
- Nasini
Anyway, sono mesi che non mando richieste di collegamento... Al massimo valuto quelle che arrivano (spesso vecchie conoscenze interessate a trovare un nuovo lavoro)
- Giuseppe M.
io accetto chi si presenta e ha interessi affini, anche se non lo conosco di persona. così come a volte invio inviti a persone che potrebbero avere affinità con il mio profilo e/o essere utili per il lavoro/carriera (banalmente: gli headhunter del settore, ad esempio). non vedo nulla di male ad avere una rete estesa, purchè coerente: prima o poi un contatto potrebbe tornare utile, mentre la connessione ad una persona sconosciuta non vedo che dannigrandi possa fare (insdomma vedo più benefici che rischi)
- Max Kava
@Alessandra io mi sono sempre chiesto se fosse utile, e come potesse essere gestita una rete con oltre 500 contatti. Poi però, confrontandomi con contatti stranieri, la risposta è stata semplice quanto chiara nel sottolineare la differenza culturale italiana. Nella mia esperienza, gli stranieri trovano del tutto normale avere tantissimi contatti, chè come dice MaxCava, non si sa mai. Ma nel loro caso, avevano tutti un'esperienza positiva di richieste di introduzione ad altri contatti, presentazioni per lavori, referenze etc. Dal mio punto di vista, poche volte che ho richiesto di "essere presentato a" non ha funzionato. Per non parlare di referenze e presentazioni per opportunità. Rimane quindi quel carattere italiano di fare "rete" ma solo tra chi si conosce. Un po' per prudenza, un pò per innata paura di perdere chissàcosa (anche se non mi serve non te la concedo), la rete italiana appare spesso la rete dei soliti noti (ad ognuno il suo).
- Francesco
@Francesco ci sto pensando sopra, e proprio per questo ho sentito il bisogno di ascoltare diversi punti di vista :-)
- Alessandra Farabegoli
@francesco: io sul 'resentato a' ho ancora qualche riserva, nel senso che o faccio forward specificando 'giro ma non lo conosco mai lavorato insieme ecc' oppure non giro segnalazioni se l'introdotto è sconosciuto. se invece conosco chi vuole essere segnalato, lo faccio senza problemi. insomma, una via di mezzo tra il tutto e il niente, facilitatore di contatti sì ma solo se posso essere ragionevolmente certo di non tirare pacchi
- Max Kava
@alessandra: mi succede lo stesso e ho sempre applicato una selezione abbastanza rigorosa (del resto confortata nella scelta dall'opinione di Ariel Eckstein, esponsabile Hiring Solutions di Linkedin, con il quale ho parlato a un convegno). Però definisci "conoscersi": io ad esempio penso di conoscere qualcuno con cui ho un dialogo su FF e che seguo sui SN, con il quale ho scambiato commenti e del quale ho letto materiale, anche se non l'ho mai incontrato in carne e ossa.
- bonuck (e gli associati?)
@alessandra (continua) ma so che per alcuni non è così, e infatti una nota manager molto impegnata sulle pari opportunità non mi ha connesso e io mi sono resa conto che a me sembra di conoscerla, ma evidentemente per lei non è lo stesso. Detto questo non accetto connessioni di persone che non conosco proprio e me ne arrivano 3-4 la settimana
- bonuck (e gli associati?)
Anche io in linea di massima cerco di limitare i contatti a persone con cui ho contatti reali. Ma ho aggiunto anche "sconosciuti" che me lo chiedevano purché avessero affinità professionali e motivassero la richiesta. Avere una rete immensa di persone che neanche so chi sono, di cui non ricorderò mai il nome e probabilmente non incontrerò mai, non so a cosa possa mi servire. Ma magari sbaglio.
- chiaracal
Non mi ripresento per l'ennesima volta ma sappi che sto in rete da quando c'è la rete. Allora.. prova a metterti in rete con un nome tipo: "Anestore Babbini di anni 65 professore di matematica analitica" stai serena che non avresti spam. Ma ti chiami Alessandra e si vede che sei una giovane professionist..a. Quindi sei una possibile preda Sex. Sorry, lo so che questo fa incazzare da morire, ma - fatevene una ragione - l'80% della rete si muove per questi inpulsi. Non meno di un mese fa un Gruppo di Discussione per Anestetisti D'Emergenza è stato chiuso dal fondatore causa furiose litigate per motivi sentimentali (leggi corna..). Non c'è scampo.
- Yeridiani
io preferisco mantenere in rete solo persone che "sanno chi sono"; vedo linkedin come una rete di garanzie, non mi serve a nulla avere un contatto solo perché è del mio settore o perché mi piace quello che scrive, voglio nella mia rete persone che se interrogate sul mio conto sappiano dare quantomeno un'indicazione. Questo aiuta chi guarda il mio profilo a sapere quanti gradi di separazione reali ci sono tra me e lui
- Mone
leggermente selettivo ma non tanto da arrivare al livello di "ti tengo li fermo fino a quando mi servirai", in linea di massimo comunque la si pensa allo stesso modo, non andrebbe aggiunto chiunque ;)
- Gioxx
A che serve usare LinkedIn per "mantenere" contatti esistenti? Ci sono mille altri modi. Io lo uso per crearne di nuovi, e finora non me ne sono mai pentita.
- Veronica [FairyVisions]
@bonuck anche per me "online" è solo uno degli ambienti in cui ci si può "conoscere"; qui su FF ,anche se non ci siamo mai visti di persona e magari nemmeno ci ricambiamo il follow, ma poi frequentiamo (e commentiamo) le stesse persone, alla fine ci si inquadra e ci si "conosce", almeno di vista. E sì, può capitare invece che ci siano conoscenze "asimmetriche", come nel resto degli ambienti.
- Alessandra Farabegoli
@yeridiani, su LinkedIn non ho l'impressione che arrivino richieste di contatto motivate dal famoso incentivo F, quelle arrivano più che altro su FB o magari su Twitter, o (purtroppo sempre più di frequente) su Skype. Non me la voglio tirare, è proprio che sto riflettendo su quali siano le prassi migliori
- Alessandra Farabegoli
Di recente sono stato ad un convegno europeo di un'associazione di settore industriale. Per me era la prima volta come membro iscritto e quindi ho cercato di conoscere e presentarmi. Tra tutti i presenti, solo gli italiani erano chiusi in gruppo a parte. Perfino alla cena di gala si sono preoccupati per avere una tavola di soli italiani. Gente di età media over 50, che aveva alle spalle almeno 20 anni di frequentazioni tra incontri diretti, convegni, fiere etc. Per loro la partecipazione era solo farsi vedere (ancora in giro). Gli stranieri invece mi hanno accolto, introdotto ai meccanismi dell'associazione, scambiato contatti, create opportunità. Ecco, ho impressione che anche in rete molti italiani tendono a muoversi allo stesso modo.
- Francesco
@Francesco, non hai ragione, di più: anch'io ho notato in rete la brutta tendenza a fare ghenga ma zero condivisione. Con tutto quello che di buono porta con sé la condivisione.
- emanuela pegurri
Francesco mi sa che hai centrato il punto. Solo gli italiani hanno questa atavica paura di dare accesso ai propri profili alle persone. "oddio e questo chi è? che vuole?". La trovo una cosa ridicola. Va bene la privacy (FB blindato), va bene la riservatezza e tutto quello che volete, ma almeno su LinkedIn, dove si parla di lavoro e si cerca di fare networking, lasciatevi un po' andare. Di che cosa avete questa enorme paura?
- Veronica [FairyVisions]
non lavorando né in ambito comunicazione (giornalismo, marketing,ecc) né in ambito web la mia tendenza è di usarlo come un cv online. Avendo un lavoro/competenze di nicchia è un modo per permettere agli headhunter di trovarmi (ricevuto due/tre richieste di colloquio). La tendenza che dice Francesco è evidente, perché ho all'interno dei miei contatti su Linkedin colleghi stranieri, mentre colleghi italiani invece tendono a rimanere distaccati. Il mio dubbio adesso è se farlo in inglese o in italiano oppure entrambe le lingue
- Jakala
Non penso sia una questione di "paura"... Massima disponibilità a condividere i miei contatti con altri miei contatti, ma una certa cautela nel far entrare in questa cricca gente che non conosco
- Giuseppe M.
Giuseppe: questa "gente che non conosco" potrebbe creare spunti, lavoro, contatti. Quando cerchi un impiego li conosci già a priori i nuovi colleghi? I nuovi capi? I selezionatori?
- Veronica [FairyVisions]
Certo, ci mancherebbe... Infatti ricevo abitualmente offerte dagli head hunter via LinkedIn e se opportuno le giro ai miei contatti; ma il "collegamento" su LinkedIn per me è il simulacro di un rapporto di affari già esistente, non si uno potenziale
- Giuseppe M.
La vediamo in modo di verso, ma così facendo secondo me ti precludi opportunità potenzialmente interessanti.
- Veronica [FairyVisions]
io un po' di timori li ho perchè avere qualcuno tra le proprie connessioni significa dire al mondo "siamo amici di lavoro" e con persone che non conosco proprio ci vado piano. Succede anche offline che qualcuno millanti rapporti, capirai online...
- bonuck (e gli associati?)
bonuck: non è esattamente così. Quando inviti qualcuno ad entrare nel tuo network hai la possibilità di scegliere tra amico, collega, collaboratore, partner e via dicendo. Essere nella rete di contatti di qualcuno non significa assolutamente "siamo amici di lavoro" (che cosa vuol dire poi??).
- Veronica [FairyVisions]
@bonuck: boh, continuo a non capire. quel "siamo amici di lavoro" mica significa che lo raccomandi a tutti, per quella c'è infatti la raccomandazione.
- Jakala
@Veronica, probabilmente sono un utente utonto, uso i tag per gestire le mie connessioni, ma quando guardo le connessioni di qualcuno non vedo i tag che questo qualcuno ha messo, c'è la possibilità di evidenziarli?
- bonuck (e gli associati?)
Non uso i tag quindi non te lo so dire, il mio commento era per spiegarti che se c'è la possibilità di scegliere la "categoria" lo sai tu come lo sa chi visita il tuo profilo e non da per scontato che siano tutti tuoi "amici di lavoro". Ma magari anche conoscenti, parenti, amici normali.
- Veronica [FairyVisions]
@Jakala ti faccio un esempio: se un mio allievo mi chiede la connessione accetto senza problemi, abbiamo condiviso un percorso, non gli faccio la raccomandazione se non l'ho visto lavorare, ovviamente. Avrà pure un significato appartenere a un network professionale, che vada al di là di essersi scambiati un click?
- bonuck (e gli associati?)
Si, ma allora spiegami a che serve. Se tutti avessero solo contatti con i quali hanno già lavorato, a che serve un network? Magari per fare networking? Ecco. Perdonami ma non ci arrivo a capire l'utilità di un gruppo chiuso. Su internet.
- Veronica [FairyVisions]
beh no veronica, il perchè hai aggiunto una persona lo sai tu e basta, se sfoglio il profilo di qualcuno non vedo il perché di una connessione, vedo la connessione e basta; metti che vada sul tuo profilo perché potresti interessarmi per un lavoro, vedo che abbiamo un contatto comune allora chiedo a lui; se lui sa appena chi sei io ho solo perso tempo e non so nulla di nuovo su di te. Per nuovi contatti e discussioni ci sono i gruppi e le ricerche, se poi il contatto si trasforma in rapporto di lavoro si fa sempre in tempo a diventare anche "amici". Tutto IMO ovviamente :)
- Mone
Mone: mi sembra un filo macchinoso. Per sapere chi sono le persone ci sono ancora i buoni vecchi colloqui, si lavorava anche quando non si aveva la possibilità di cercare in lungo e in largo anche la taglia di scarpe del proprio candidato. L'innovazione, secondo me, serve a creare un punto di vista diverso, ma se usiamo i social network (perchè di quello si tratta, a scopo lavorativo, ma sempre un SN è) come useremmo la rubrica personale del telefono, io non vedo innovazione.
- Veronica [FairyVisions]
@Mone: mah, il tuo esempio non mi convince mica. Ho bisogno di una persona che abbia delle conosce x, cerco fra i miei contatti se qualcuno ha conoscenti simili. una volta trovato chiedo se lo conosce/raccomanda, mi dice che non sa dirmi nulla (magari non si ricorda perché l'ha aggiunto), allora semplicemente gli chiedo di farmi da tramite per un colloquio. Nel frattempo io comunque ho avuto dei contatti di persone che hanno le caratteristiche che mi servono senza passare né da un headhunter né mettendo in giro avvisi
- Jakala
jakala, " semplicemente gli chiedo di farmi da tramite per un colloquio." ma puoi farlo anche senza essere linkato direttamente, no? è una delle funzioni primarie di linkedin.
- Gianluca Diegoli
Esatto... Per questo non capisco l'esigenza di aggiungere connessioni quando esistono tali forme di contatto
- Giuseppe M.
hint: voi avete profili che danno accesso ad un indirizzo o a qualcosa che sia consultabili, altri no. Tipo se volete contattarmi o lo fate tramite un mio contatto o lo fate tramite una "falsa richiesta di amicizia". Ripeto mi sembra che molti di voi vedano il network come una estensione della rete di amici, secondo me Linkedin non era pensato secondo questa mentalità. L'idea è di raggiungere entro il terzo collegamento una persona con determinate caratteristiche e che normalmente non è sul mercato: esempio esperti di Atex (parola con cui esce il mio profilo in genere).
- Jakala
jak, le rules e lo spirito di linkedin sono che tu devi collegarti solo a chi conosci già: questo è l'uso pensato da LN: che infatti ti da' la possibilità di contattare chiunque purchè sia a max 3 nodi di distanza, passando anche per non-contatti, ma che siano contatti (veri) di qualcuno. se tutti sono contatti di tutti, tanto vale fare una ricerca su google. imho.
- Gianluca Diegoli
gluca ma se "le rules e lo spirito di linkedin sono che tu devi collegarti solo a chi conosci già", qual è il vantaggio di usare LN rispetto a qualsiasi altro modo diretto (telefono, mail, incontro)? Perchè temo di non averlo (LN) intepretato correttamente. Io lo vedo come strumento per estendere, allargare le conoscenze.
- Francesco
like a Francesco. se sono tutti contatti supernoti, chiamo e scrivo direttamente. per questo dico di non mettere emettere sconosciuti nel network ma allo stesso tempo di creare una rete di contatti 'affini', in modo che sia un valore per tutti
- Max Kava
il vantaggio di usare LN è che nel momento del bisogno, quando cerchi un profilo (eg esperto di pincopallo), LN ti mette in ordine i profili che corrispondono alla tua ricerca in base alla vicinanza al tuo di profilo, questo teoricamente dovrebbe rendere più facile l'aggancio al profilo cercato. Puoi, sfogliando i contatti di questa persona che hai trovato, farti un'idea dell'ambiente in cui ha lavorato. Infine LN ti mostra la "strada" da fare per contattare questa persona attraverso una rete di conoscenze che potranno garantire/sconsigliare questa persona prima che tu la contatti veramente. Il tutto vale anche se invece d'assumere vuoi farti assumere. Per allargare semplicemente le conoscenze ci sono i gruppi che aiutano anche a delineare le aree d'interesse
- Mone
sono stata fuori tutto il pomeriggio, ma stanotte vi leggo tutti con calma e se riesco faccio un post riassuntivo
- Alessandra Farabegoli
Sbaglio o Su linkedin viene chiesto la natura della relazione e viene scritto esplicitamente di linkare solo gente che si conosce? Perché dovrei linkarmi a gente che devo ancora conoscere? Che possibilità di dare referenze sul mio conto una persona che non mi conosce? Questo utilizzo facebookiàno dello strumento penso sia inutile e ne vanifichi l'utilità
- zuck
from fftogo
L'utilizzo facebokkiano casomai è quello di avere una stretta cerchia di persone che si conoscono realmente. Fare networking è ben altro.
- Veronica [FairyVisions]
Per utilizzo facebookiàno intendo quello con cui mi linko a chiunque conosco ànche senza averci avuto rapporti di lavoro. Io con molte persone su fb e ff ho solo rapporti di amicizia o di vicinanza di idee. Ma non potrei farne una referenza lavorativa e quindi su linkedin non mi sono utili
- zuck
from fftogo
@zuck: esempio pratico, lavoro presso il cliente x a stretto contatto con uno dei suoi tecnici per una giornata. Finisco il lavoro e chiudo la pratica (potrei non lavorare più per loro). Lui mi chiede il contatto, che fare? A leggere voi dovevo rifiutare/tenerlo in sospeso, io l'ho aggiunto per le ragioni che ho espresso sopra.
- Jakala
se lo ritieni valido lo aggiungi, se pensi sia inutile gentilmente declini. perché deve valere una sola regola? :D per dire, io mi tengo lontano anche da alcuni miei stessi colleghi, da quanto penso siano inutili e a tratti pure dannosi...
- Tambu
@jakala hai ragione: ho la tendenza a valutare con il mio metro di giudizio anche situazioni a cui non si può applicare. Nel caso che descrivi non saprei che fare perché non mi capiterebbe mai nel mio lavoro.
- zuck
from fftogo