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Alessandra Farabegoli
[pensata altre volte ma sempre più vera] Tornare freelance è stata una delle scelte migliori della mia vita
Dammi delle ragioni per farlo. - Matteo Balocco
@Alessandra avevi anche tu quelli che ti dicevano di non farlo? - PiccoloImprenditore
Da freelance, questa discussione mi interessa :) - Claudio Cicali
Secondo me dipende tutto da come prendi la vita, conosco persone felicissime e gente che è tornata di corsa in azienda. E poi conosco un notaio. - PiccoloImprenditore
anche io vorrei ragioni e motivazioni (qualche volta ci penso eh) - markettara
Matteo lo è stata per me, ciascuno ha la sua strada. @PI, a parte i vecchi soci, gli altri (perfino mia madre) han capito da molto tempo che dirmi di fare o non fare qualcosa è fiato perso. - Alessandra Farabegoli
Ragioni e motivazioni: avevo voglia e bisogno di dedicarmi a pochi progetti, ma fare solo quelli che veramente mi interessavano. Con un'azienda - seppur piccola - che faceva capo a me, oltre a spendere gran parte del mio tempo in gestione e diplomazie societarie, dovevo (mi dicevano che dovevo) accettare lavori che servivano a dar da mangiare alla baracca tutta. Ora sono libera, se voglio, di dire no - e, credeteci o meno, più lo faccio, più proposte interessanti arrivano. - Alessandra Farabegoli
A un certo punto della propria vita è bello potersi scegliere i progetti e i clienti, rimanere fuori da certe dinamiche aziendali e coltivare la propria crescita professionale e umana. - Raffiro
io sono con Alessandra. Lavoro di più, probabilmente guadagno di meno e con zero sicurezze, ma la libertà è impagabile e avere contatti con le aziende solo laterali, pure. Ma sono anche con Piccoloimprenditore quando dice che non è la strada per tutti. - blimunda
Sono un dipendente da tanto... ma forse solo formalmente... mi piace questo argomento e come lo state sviscerando. - BraGiu
In un anno e mezzo sono ringiovanita di dieci anni, in corpo e spirito. A 46 anni, non è una brutta cosa. Mi posso permettere di scegliere di guadagnare un po' meno, in favore della libertà. E parlo sia di libertà di gestire il mio tempo, sia di libertà di dire / scrivere ancor più liberamente ciò che penso. - Alessandra Farabegoli
Chi è giovane secondo me un'esperienza da libero professionista la *dovrebbe fare*, prima di cercare il posto fisso. Non ci rimette niente (la p.iva costa molto poco) e magari scopre un lato di sé che altrimenti scoprirebbe con difficoltà. Se sei giovane e trovi il posto fisso, beh, ricorda che poi cambiare è *difficile*. E la bella notizia è che non sei mai troppo vecchio per fare il professionista :P - Claudio Cicali
Il problema, secondo me, e' l'esperienza accumulata da "dipendente" o, comunque, da "non freelance". Non sempre e' spendibile e reinventarsi completamente non e' poi cosi' semplice... - Marco Dal Pozzo [mdp]
So che non è la strada per tutti, e rispetto chi non se la sente o ha un approccio diverso alla vita e al lavoro, o ha bisogno di altre sicurezze rispetto a quelle che servono a me. Era una riflessione tutta e solo personale, non un consiglio. - Alessandra Farabegoli
Ma certo Alessandra :) Ed e' ovvio che io porto il mio caso personale...pero', nell'economia di una discussione allargata, ci stava bene e mi <edit>sapere</edit> piacerebbe cosa "si pensa" - Marco Dal Pozzo [mdp]
Certo Marco :-) - Alessandra Farabegoli
(Dipendente! Sentite che parola brutta, la dipendenza, smettere si può) Marco secondo me anche se l'esperienza da dipendente è spendibile sul mercato devi reinventarti lo stesso. Banalmente, il primo problema: quanto mi faccio pagare? Quanto vale sul mercato quello che faccio? Se non mi pagano? Da dipendente queste domande non te le poni (di solito). - PiccoloImprenditore
Io ho pensato il passo diverse volte, ma quando avevo come fardello un mutuo, due bambine, genitori anziani e tutte le scuse più credibili che potessi inventarmi. D'altro canto ho sempre lavorato come se l'azienda fosse mia... senza le stesse responsabilità, ma neanche gli stessi onori... - BraGiu
ammiro chi ci crede, chi ha così tanta fiducia in se e anche quel pizzico di incoscienza... :) - BraGiu
PI, parola bruttissima...ma come si puo' chiamare chi non e' freelance? Ottimo input comunque il tuo :) E se la metti cosi', di motivazioni, ne ho una in piu' ;) - Marco Dal Pozzo [mdp]
BraGiu, il problema e' che sono sempre troppo poche le persone che lavorano "come se" l'azienda fosse la propria...sono gli altri che ti fanno incazzare :-/ - Marco Dal Pozzo [mdp]
Marco .. hai ragione e da tempo ho cercato (non sempre ci riesco) di non badare molto a quello che fanno ... o meglio non fanno altri... colleghi o non. Diciamo che mi piacerebbe togliermi la soddisfazione di capire se sono all'altezza e ... come detto... non è mai troppo tardi per farlo. Concordo comunque che, soprattutto daggiovani :) dovrebbe essere un'esperienza obbligatoria... un pò come il militare... lo devi provare e poi scegli. - BraGiu
il problema dei giovani (di cui faccio parte) è generalmente non hanno un decimo della dinamicità e della voglia di imparare che sono richieste se fai il libero professionista (soprattutto nei "nostri" settori). vedo gente che è seriamente convinta che fare l'università li prepari per il "posto fisso". sarà che non ho mai avuto un "posto fisso", ma il passaggio al libero professionismo (anche se non strettamente freelance) è stato un passo veramente semplice. - Davide Tarasconi
Poi, secondo me, gioca un ruolo importante come la famiglia ti ha cresciuto e come sei tu caratterialmente... - BraGiu
BraGiu: verissimo. E nella mia esperienza anche il rapporto che si ha con il denaro. - PiccoloImprenditore
'mmazza Ale... che hai scatenato? :D rasentiamo la filosofia applicata :D - BraGiu
Giuseppe, delle volte mi faccio paura ;-) - Alessandra Farabegoli from iPhone
ahahahah - BraGiu
E i clienti come li trovo? E quanto mi faccio pagare? E cosa mi serve di pragmatico da fare (notaio? commercialista? in UK mi son semplificato la vita, ma ancora non le so ste cose)? Ecco, avessi risposte a ste domande... :D (ovvero, quello che diceva @PiccoloImprenditore sopra, non son cazzate, sono le prime domande!) - Folletto
Da ignorante quale sono credo che una volta che hai capito la strada (cosa vuoi fare) la passione compensa migliaia di ostacoli che ti si parano davanti... ma forse è solo una visione romanzesca la mia... - BraGiu
Folletto io la prima volta che l'ho fatto (seriamente) avevo sottovalutato un sacco di problemi, e li ho affrontati dopo. Del resto, anche quando ho fatto un figlio avevo un'idea solo approssimativa di cosa avrebbe comportato. - Alessandra Farabegoli from iPhone
Del resto l'ho già dichiarato più volte, io pendo dalla parte del "why not" più che da quella del "yes but" - Alessandra Farabegoli from iPhone
(ondata di licenziamenti domani mattina) - PiccoloImprenditore
@Alessandra: sicuramente il mio problema è più psicologico che logistico (e diciamocelo, anche per una sfilza infinita di botte di culo lavorative, meritate, ma mi rendo conto che il culo serva) però io parto dalla posizione che non sono mai riuscito a vendere qualcosa, quindi il trovare clienti è la cosa che mi preoccupa di più al momento. Poi ok, mi son appena spostato in UK e quindi ho rimescolato le carte, cmq è un grosso dubbio. :) - Folletto
Quindi, domanda diretta: come trovo i clienti? Vado a bussare porta a porta? :D - Folletto
Se la situazione lo permette, l'ideale è avere il proprio datore di lavoro come primo cliente. Poi ti puoi "proporre" ad ex datori di lavoro, ex colleghi, ecc. Insomma fai gradualmente fruttare il network di contatti che ti sei costruito negli anni. - PiccoloImprenditore
la cosa più bella che può capitarti è poter scegliere (ovvietà). quando sono gli altri a farlo per te, non si è mai felici al 100% (seconda ovvietà). Essere freelance o essere dipendenti non è sempre frutto di una scelta. La differenza è tutta lì. Io non ho scelto di essere freelance e oggi mi piacerebbe far parte in pianta stabile di una (sola) organizzazione. Però cerco di approfittare di questa (momentanea?boh, magari sarà sempre così) situazione per "far girare le rotelle" e sperimentare cose nuove, gestendo tutti i rischi del caso. Il risultato? Ansia, sicuro, ma anche la capacità di affrontare situazioni imprevedibili ("mai avrei detto di essere capace di ecc"). Insomma, io non lo so se funziono meglio come dipendente o libera professionista. Ma intanto non smetto di crescere. @Folletto: forse non tutti i settori sono uguali, nel primo viene premiata la bontà di un'idea - LaMarra
Nel primo? :) - Folletto
@PiccoloImprenditore: ecco, vedi, mi frega sempre il solito network di conoscenze :P - Folletto
Su su, è come cercare lavoro, solo che lo cerchi sempre. - PiccoloImprenditore
Ehm... forse è qui il punto: io non ho praticamente mai cercato (vedi "botte di culo per quanto meritate" di cui sopra) :D - Folletto
Il culo non esiste: se non hai cercato vuol dire che hai il network di contatti. Culo è se ti sorteggiano. - PiccoloImprenditore
Folletto che parla di botte di culo. Domani nevica rosso. :D - Fabio Cristi from iPhone
(network non vuol dire 500 persone, ma 5) - PiccoloImprenditore
@Fabio: è la forma più breve per fare intendere cosa voglio dire, non è che posso citare filosofia a ogni pié sospinto deh! :D — Poi però @PiccoloImprenditore chiede: quello che definisco culo è sempre una questione di probabilità, se preferisci chiamarlo così, e le nostre azioni possono avere o non avere successo, ma sostanzialmente agire all'interno di un sistema che non è deterministico, ma probabilistico. O, ancora più correttamente, (in)determinato dalle leggi del caos. Quindi sicuramente ogni volta son stato cercato, ma è "culo" (frasona lunga di cui sopra) che in quel momento avessero tutti bisogno, in quel modo, in quel giorno. — Ciò detto, non era una precisazione in merito al nostro discorso ma al senso di culo. Per tornare a noi, ho capito il senso di quello che vuoi dire, in particolare con la precisazione non 500 ma 5. Grazie. :) - Folletto
Ecco io son con te @Alebegoli. Io ce l'avevo fatta: dopo anni di lavoro da dipendente e con un mutuo e due bimbi piccoli, con tutti contro, ho scelto la libertà, a novembre mi sono licenziata e ho continuato a lavorare per la stessa agenzia come free lance (maicontent, appunto). E' stato bello, finché è durato. In questi 6 mesi ho potuto andare a prendere i miei bimbi all'asilo, lavorare di notte, pensare "io sono mia". La libertà è soprattutto uno stato mentale: mi sono finalmente sentita libera. Ora il mio principale (quasi unico cliente) è in crisi e mi arriva un superproposta senza se e senza ma: un lavoro molto bello, ma non vogliono freelance, solo "dipendenti". Ho accettato. E sono fortunata lo so. Però io quella scelta l'avevo sofferta, voluta. come te pensavo fosse la cosa migliore. Eppure questa è la mia ultima settimana da piva. è la vita. Lo vedi? non siamo maicontenti :) - l@nto
in questo periodo torna molte volte il discorso di steve jobs alla stanford university. se non ve lo ricordate ascoltatelo di nuovo: stay hungry stay foolish. libero professionista da sempre. - depinamug from BuddyFeed
Ale, concordo. Anzi, Concordissimo! http://www.brunozzi.it/2011... - simone brunozzi
ci sono posizioni che non possono essere coperte da freelance e ci sono persone che hanno bisogno di un contesto di sicurezza per rendere meglio, detto questo e per me personalmente: l'indipendenza è un valore irrinunciabile e la puoi praticare da imprenditore, da freelance, da temporary e anche da dipendente, Lavora da freelance per un'azienda come se le conseguenze del tuo intervento ricadessero su di te e comportati in termini di fedeltà e condivisione della missione come se fossi un dipendente. Da dipendente (a livello di responsabile/dirigente) pensa come se fossi un freelance e se il tuo posto non fosse garantito (che poi in pratica garantito non lo è). - bonuck (e gli associati?)
Io amo bonuck. Anche da freelance puoi essere prigioniero, il passo verso la parasubordinazione è un attimo. L'unico vero consiglio che mi sento di dare è di avere sempre almeno tre clienti attivi, il monocliente è pericolosissimo. - Peggy Guggenheim
Per quanto riguarda il trovare clienti, io non li ho mai saputi cercare, né da freelance né come società (ho gestito per sette anni una microsocietà). È stato un problema solo negli anni pesantissimi della crisi (2001/2003), per il resto se sei bravo e non fai cazzate ti trovano loro, eccome se ti trovano. - Peggy Guggenheim
Se non mi sbaglio era Fullo a dire che se hai un cliente che porta più del 15% del fatturato quel cliente è un problema. - Matteo Balocco
Matteo, quello secondo me è vero per una piccola società, per un freelance meno. Il mio equilibrio è di avere almeno un contratto lungo (diciamo sei mesi) che mi porta al break even (spese fisse coperte) e sul resto decidere quanto guadagnare. - Peggy Guggenheim
Che poi si dice spesso che puoi decidere di guadagnare di meno, ma è vero anche che puoi decidere di guadagnare molto ma molto di più ;-) - Peggy Guggenheim
Unico accorgimento nella scelta la consapevolezza di come si è: essere imprenditore richiede avere quel tipo di testa e spirito, normalmente o si è fatti per essere indipendenti (e si soffre la gabbia di un lavoro subordinato) o per essere dipendenti (e l'idea della "solitudine" terrorizza)... Non vi è giusto o sbagliato, solo il sistema che più si confa' a noi - zetaraffix
buon lavoro a chi ce l'ha: la mia "rete" si è rivelata un colabrodo :( - mbuto
io ho iniziato da pochi mesi, leggervi è bellissimo! per ora non tornerei assolutamente indietro, anche perché per ora, mettendo tutto insieme, in questo preciso istante poi magari le cose cambiano, guadagno più di prima. ovviamente prima ero un contratto a progetto sottopagato, quindi non è stato difficilissimo il salto ;-). - giuliadev
condivido in pieno, la scelta più azzeccata della mia vita - Roberto Pasini
avete un bell'approccio, complimenti. Aldilà del fatto che molti di voi hanno una professionalità riconosciuta e un "nome" il che ovviamente rende solo merito a tutti voi. Ma io, con un figlio e un mutuo, non lo farei mai. Piuttosto mi ammazzo di lavoro tra il fisso e il flessibile ma non lo mollo. Per un paio di anni ho preso il part time (prima del figlio) per potermi muovere liberamente e penso tornerei a fare la stessa cosa. Certo la "libertà" è un obbiettivo anche per me :) (volevo dire la mia:) ) - frasens
Questa si che si chiama condivisione... - BraGiu from BuddyFeed
@franzen, la professionalità riconosciuta aiuta, ma come dice Zetaraffix è soprattutto una questione di testa. Il nome poi te lo fai lavorando, all'inizio non ti conosce proprio nessuno. - Peggy Guggenheim
Infatti, certo. La mia testimonianza era per confermare la questione di testa...purtroppo io quel "sussidio" (come chiamo affettuosamente lo stipendio) non riesco a non metterlo in conto...ma è anche vero che io sono entrata nel posto fisso in piena new economy in assoluta controtendenza con chi si occupava di marketing e comunicazione allora... - frasens
per me è cruciale anche trovare un equilibrio tra quantità di lavoro e tempo e energie per studiare/cercare nuovi clienti/pensare: quando le cose iniziano ad andare bene si rischia di essere travolti dalla produzione e trascurare tutto il resto (e si paga dopo). - Tiziana Ferrando
A me l'unica cosa che stressa veramente tanto di testa vita è la parte burocratica/amministrativa: contabilità, preventivi, riscossione crediti ecc che già una volta ha preso il sopravvento sul lavoro. Per il resto i clienti sono sempre arrivati senza cercarli, ma qui ha giocato un po' anche la fortuna o meglio i casi della vita - Laura Comoglio from iPhone
(un thread sulla libera professione che non parla di tasse! fighissimo :)) // @santoro quel poster è magnifico :) - Claudio Cicali
Anch'io in piena new economy avevo il posto fisso, sono stata assunta a tempo indeterminato due volte, un incubo :-) - Peggy Guggenheim
bel thread! Ho letto con interesse tutti i vostri interventi e non mi sembra che nessuno abbia citato quello che a mio avviso è il principale colpevole della mentalità da posto fisso degli italiani, ovvero lo Stato e la società. In un paese come questo dove se non hai una busta paga non puoi accedere a nessun tipo di credito e aiuto ( mutuo, auto, graduatorie asili etc etc) è ovvio che nella testa della italiota gente si inneschi ben radicata la mentalità del posto fisso visto come una meta. Un porto "sicuro" dove gettare l'ancora e dove aspettare, nella migliore delle ipotesi, tranquilli e senza troppi sbattimenti, la pensione. - Massič
scusate se mi intrometto, ma sottoscrivo in pieno mafe. da quando me ne sono andata è cominciato il periodo più bello della mia vita. - chicca némirovsky
Questa discussione è un colpo durissimo per uno che da tempo pensa di diventare freelance (oltre che per libertà per poter fare le cose "bene" dal proprio punto di vista) ma si fa mille scrupoli, primo fra tutti: continuare a garantire la sicurezza economica attuale alla famiglia sapendo che il 50% circa di quello che guadagneresti lo vedresti sfumare in tasse. - Daniel Londero
Daniel, ma anche da dipendente il 50% di quello che guadagni va in tasse. Io la prima volta che ho letto per davvero il mio cedolino mi sono presa un colpo. - Peggy Guggenheim
@mafe vero ma da dipendente non sono di certo io a preoccuparmene. So benissimo che il dipendente costa il doppio di quello che prende in busta e che tutti i lavori che si prendono, anche se non "belli", servono a mandare avanti la baracca... - Daniel Londero
Mafe no, le tasse che paghi con p.IVA non agevolata sono molte di più rispetto a un dipendente - Laura Comoglio from iPhone
Laura, dipende dalle spese però; io quest'anno sono al primo anno di iva non agevolata e comunque vado in rimborso irpef (inps lasciamo perdere). Gli scaglioni però sono gli stessi, è che pagarli tu dopo che li hai presi fa molta più impressione. - Peggy Guggenheim
Aspetta il secondo anno :) - Laura Comoglio from iPhone
No, wait: secondo la commercialista l'anno brutto è questo, perché l'anno scorso l'anticipo era basso. E comunque, 11.000 euro di INPS, non è che sia molto allegra. - Peggy Guggenheim
Ma a parte il vil denaro io parlo della preoccupazione/tranquillità che ne deriva. Ipotizzando di sapere ad un certo punto che in quel mese non saprai come pagare la rata del mutuo mi angoscia non poco... - Daniel Londero
Non so voi, io ieri ho ricevuto la mail del commercialista. Sono al secondo anno da freelance e mi sono rotto il cazzo. Non è possibile pagare somme simili di tasse. Sembra di non riuscire a mettere da parte nulla, e non credo sia solo un problema di percezione, o psicologico. È proprio una mazzata. - ubu
Non mi ricordate l'INPS di quando ero in P.IVA: la schiena rotta. Ubu la penso come te. - Stefigno
intendiamoci io non lo difendo il posto fisso (e il mio è fisso fisso, di quelli che non mi mandano nemmeno a casa) anzi non mi piace per niente tutta la baracca ma MA ho trovato il compromesso col mio carattere. In effetti ho poche ansie professionali, il che non è certo un bene, però timbrato il cartellino posso fare quello che mi pare (vi prego solo gli ultimi specchi sui quali riesco ad aggrapparmi per lavorare nella pa, leggendo voi pare un mondo magnifico là fuori...) - frasens
@ubu pensa che a me girano perchè le tasse le prendono tutte PRIMA e non posso manco sgarrare di un euro...e certe mazzate di irpef e imposte regionali comunali ecc ecc...al netto prenderei il doppio - frasens
Non so, io per evitare drammi avevo messo da parte il 40% del lordo, ovviamente poi l'imponibile scende e quindi la cifra è la metà di quello che mi aspettavo #pollyanna - Peggy Guggenheim
Per alcuni clienti (soprattutto quelli "grandi") il freelance è una figura a gettone, incapace di restituire la fiducia e la tranquillità che un'azienda più strutturata può garantire in determinati progetti: ti pago come mi pare, ti tratto male e condivido con te il minimo del sapere, perché tanto passerai presto al miglior offerente. È la mia personale percezione ora che lavoro a contratto indeterminato in un'azienda dopo 3 anni di p.iva come freelance. - stefano mizzella
scusate tutto verissimo, ma ditemi perché quando dici "sono cococo o freelance", sia per gli affitti che per gli acquisti delle case vedi subito delle reazioni perplesse. (qualcuno più su ne parlava). - LaMarra
FranZen: io ce la rimetterei la firma, su un contratto da dipendente, proprio perché almeno so davvero su quanto posso contare e quanto no. Il commercialista m'ha detto: vedrai, il secondo anno tirerai il fiato, perché avrai già pagato l'anticipo nel primo. Invece m'è arrivata una mazzata tremenda più grande della prima. Comunque: o cambio sistema, o cambio commercialista. - ubu
@ubu, domanda interessata: ma hai fatturato molto di più o speso molto di meno? O non è cambiato niente? - Peggy Guggenheim
come diceva LaMarra più su: dipende se è una scelta o meno. io sono dovuto diventare freelance, altrimenti non si potevano fare contratti. e probabilmente lo sono diventato in uno dei periodi peggiori degli ultimi anni (o poco prima). un paio d'anni in più in una realtà più strutturata non mi avrebbero fatto male, magari per poi scegliere realmente io la strada da freelance. i guadagni sono bassi (sto facendo anche il giornalista, eh). nella mia bilancia, nonostante il vantaggio della libertà, forse il piatto pende di più dal lato negativo. - Roberto | kzk
è bellissimo essere freelance, è meno bello esserlo in Italia. - Stefano Mainardi
(Stefano wins) - PiccoloImprenditore from iPhone
ci sono casi nei quali essere freelance è l'unica soluzione e non mi riferisco a motivi "professionali" ma caratteriali (che poi, boh, in certi casi forse sono la stessa cosa). Io sono un mezzo fricchettone, non disciplinato e con una marea di abitudini che mi impedirebbero di lavorare in contesti diversi da casa mia. Ma questo ai fini della discussione conta poco. Quello che voglio dire è che il successo/fallimento di un'attività da freelance è in larghissima misura legato alle aspettative (nel mio caso, lavorare con i miei ritmi in un ambiente amichevole) - Sid
Personalmente credo che sia *principalmente* una questione caratteriale, con in mezzo tutte le varie sfumature :) - Folletto
Sono stata via una mattina e il thread è ancora vivo, wow! Tasse: io da imprenditrice ho fatto i conti sul costo complessivo dei dipendenti, contributi compresi (che sono tuttora più alti di quelli delle p.IVA), e so che è tutta questione di pianificazione delle proprie risorse. E di carattere, certo. Non a caso nel twit ho scritto "della MIA vita". - Alessandra Farabegoli
roberto, secondo me bisognerebbe prima sperimentare entrambe le cose (soprattutto nel nostro settore) per poter capire i vantaggi e (i tanti) svantaggi del free lance. c'è un'altra cosa da dire: non tutti i settori sono uguali. Se si tratta di lavori piuttosto specifici, di cui c'è grande richiesta e il cv è discreto, onestamente è da fessi rimanere dipendenti perché tanto non mancheranno mai i clienti e puoi trattare bene sui compensi - LaMarra
Vuoi diventare freelance designer? Ecco un kit http://webdesignledger.com/giveawa... - Raffiro
non ti basta? eccone un altro http://codecanyon.net/bundles... - Sid
Visto che il thread langue :) aggiungo una riflessione: Il dipendente (mia casistica) diciamo che ha le spalle coperte dalla figura dell'imprenditore. Non è sempre così e sicuramente posso esser tacciato di qualunquismo, ma di dipendenti che fanno (male) il loro lavoro perchè tanto alle 17.30/18.00 staccano il cervello e se ne vanno fregandosene ne conosco parecchi, mentre ne conosco tanti altri che si ammazzano di lavoro per tre... detto questo è vero che un'imprenditore di se stesso (aka freelance) o lavora al massimo sempre oppure... non entrano i soldi e la sua brand reputation si va a fare benedire. - BraGiu
Io cerco di lavorare con un occhio alla mia personal brand reputation, ma è faticosissimo... e posso solo immaginare quanto lo sia per un freelance... D'altro canto le soddisfazioni, credo anche leggendo qui, siano immensamente maggiori. - BraGiu
@mafe: sì in effetti ho fatturato un po'di più, ma quel po' non giustifica (secondo me, ma io che ci capisco?) la mazzatona. Sob. - ubu
Beh ... allargando il discorso è un pò (?!??!) assurdo che si debba aver paura di fatturare... La fatturazione, ergo avere clienti paganti-possibilmente-, dovrebbe essere uno dei dieci comandamenti di ogni azienda..no? #illuso - BraGiu
@BraGiu: (post sopra) discorso corretto, solo non avrei usato gli orari come esempio. E' una *malsana* tradizione italica e statunitense quella degli orari. La produttività *non* è correlata con il numero di ore che passi in ufficio. ;) — Questa è giusto una precisazione, so che hai usato gli orari solo come esempio e son d'accordo con il discorso che fai. :) - Folletto
@Folletto: si era solo esemplificativo... spesso anche io esco alle 18 e poi a casa la sera mi smazzo lavoro fino alle 23 (volevo scrivere 11 e ho errato :)) ... senza pagamento di straordinari... ma volevo solo dire che il peso di responsabilità è completamente diverso... :) Giusta la tua precisazione. - BraGiu
volevo sottolineare una cosa che sfugge a molti: non esiste più il contratto a tempo indeterminato, per nessuno, almeno nel privato. Finirà anche nel pubblico (o è già finito) e così saremo tutti freelancers volente o nolente. Occorre farsene una ragione quanto prima possibile. È un po' come tutti quelli che hanno chiesto aiuto per aver contratto un mutuo a tasso variabile. Le cose sono andate storte ma i primi anni nessuno ne parlava mentre c'erano quelli che pagavano le rate a tasso fisso due-tre volte superiori. Non dobbiamo né possiamo più chiedere aiuto allo stato, ma solo incazzarsi se i soldi delle nostre tasse non verranno impiegati in modo corretto. - depinamug from BuddyFeed
Pare che vogliano aumentare i contributi prvidenziali al 33% per le partite iVA - cannedcat
@depinamug Cosa intendi esattamente? Mi pare ci sia ancora "tempo indeterminato" e l'amico Art.18, no? - Folletto
Io sono diventato freelance senza sceglierlo: mi sono licenziato da un lavoro che non mi piaceva con in banca i soldi per vivere 2 mesi max, convinto che avrei trovato un posto (parlo comunque di cocopro dipendentizzato monocliente) e invece mi sono entrati progetti veri. Da lì poi P.Iva agevolata e ora sono al terzo anno di P.Iva piena. Ringrazio il destino di avermi mostrato e offerto la vita da freelance: poter scegliere Su cosa lavorare e avere la libertà di gestirsi il tempo è impagabile. - Cristiano Siri from Android
dico che ti fanno un tempo indeterminato dopodiché l'azienda va in crisi, mobilità, cassintegrazione e ciao. È utopico pensare che in questo sistema attuale le uniche cose fisse che parano il culo ai lavoratori siano i contratti a tempo ind. Non esiste più quella specie di ovattata tranquillità che avevano i nostri genitori: lo stato mamma che ti abbraccia, ti conserva, ti difende e ti coccola. Forse è anche l'unico modo per cambiarlo questo stato se non gli dobbiamo nulla. - depinamug from BuddyFeed
ragionamento interessante ma mooolto complesso. Segnalo perché in topic il bellissimo libro "vita da freelance" http://www.amazon.it/s... - Sid
@depinamug Ah ok, adesso è chiaro. ;) - Folletto
qualcuno di ACTA ha seguito questa discussione? - bonuck (e gli associati?)
@Sid l'ho messo in wishlist qualche tempo fa, appena finisco altri 4-5 libri in coda vedo pure quello :) - Daniel Londero
Su ACTA si parla dell'aumento, infatti: http://www.actainrete.it/2011... - Mariela De Marchi Moyano
La via freelance è variegata, logicamente, per definizione varia a seconda della persona. Io sono freelance dal 2003, da quando ho mandato a cagare un cliente cretino dell'azienda dove lavoravo (mi trattava come uno straccio e io avrei dovuto continuare a sorridere... ma neanche per sogno!). In quel periodo ho avuto anche possibilità di entrare in un'azienda in forte crescita, ma volevo avere figli e seguirli da vicino nei primi anni, e sapevo che da dipendente sarebbe stato molto difficile. - Mariela De Marchi Moyano
Un po' alla volta la mia attività è cresciuta e al contempo ho ampliato i servizi e mi sono specializzata (da "semplice" traduttrice tecnica a specializzata in SEO multilingue), ma poi ho avuto una crisi personale (un periodo di resa dei conti non economici, ecco). Non mi sentivo in grado di governare me stessa, figuriamoci un'attività professionale! Allora ho provato a cercare, di nuovo, la via da dipendente: niente da fare, ero troppo brava, troppo specializzata, troppo fuori dagli schemi tradizionali, e almeno nella mia città non c'era verso di trovare il posto "fisico" che apprezzasse le mie competenze. Quindi sono tornata a lottare, per me e per la mia vita professionale, e proprio quando mi sono rimboccata le maniche sono stata cercata, come freelance, da una grossa società quotata in borsa. Chi mi cercava aveva lavorato prima presso un'agenzia di search marketing con cui ho collaborato in passato, quindi raccolgo ciò che ho seminato. - Mariela De Marchi Moyano
Sono più felice che mai, ringiovanendo e riscoprendo il gusto di scegliere - non è sempre bello, ci sono periodi in cui prendere una decisione è l'ultima cosa che vorresti fare! Pensate a questi lussi: fare la spesa il martedì mattina con supermercato deserto e ben fornito, lavorare in bikini senza dover per forza avere l'aria condizionata, vestirmi e comportarmi come più mi garba... sono diventata più esigente nei confronti degli altri e i cretini non li reggo più, la libertà costa ma la voglio. - Mariela De Marchi Moyano
"sono diventata più esigente nei confronti degli altri e i cretini non li reggo più, la libertà costa ma la voglio" - Mariela, esatto. - Alessandra Farabegoli
Io mi sento sempre di più una specie di idraulico o elettricista, figure freelance per definizione e senza farsi troppe menate. Anche nelle professioni (medici, avvocati etc) il freelance è l'inquadramento naturale, il dipendente è uno meno bravo, no? - Peggy Guggenheim from iPhone
mi piace il paragone con l'elettricista, mafe, ora applico le sue tariffe :) io invece mi sento molto un multi-shared-dipendente, mi sento meglio, ho bisogno di casacche da indossare, cose così. - Gianluca Diegoli