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Alessandra Farabegoli
Sì, naturalmente queste sono domande per le quali non esiste una risposta netta e definita. "dipende", per quanto insoddisfacente, è l'incipit più onesto. Ri-pensare a come ci si rapporta col mercato, nn dare per scontato di avere una strategia (o che la strategia di ieri vada ancora bene), coinvolger le persone che lavorano in azienda invece di pensare di manovrarle: non si finisce mai, e sono responsabilità da prendere in prima persona - e farsi aiutare dalle persone giuste, anche da fuori. - Alessandra Farabegoli
mi sembra azzeccatissima la valutazione sull'importanza delle agenzie per aiutare le aziende a capire quale social media è più adatto alla propria azienda così come nel consigliare più che sui contenuti sullo stile narrativo...insomma il linguaggio dei social madia va conosciuto (e usato) ed è molto diverso dallo standard usato dalle aziende italiane (es. ci pregiamo di inviarLe la nostra migliore offerta...) - donata landini
il tema è interessante, e anche se non sollecitato, mi sa che butto giù anche io due righe :) - biccio
io comincio a domandarmi se l'esternalizzazione non sia una scorciatoia per evitare il tema più spinoso della gestione delle risorse umane. - marina ricciardi
la questione non è "twitto o non twitto", o "vogliamo anche noi la nostra fanpage su facebook". Che probabilmente a nessuno importa di diventare fan del proprio fornitore di, che ne so, detersivo per i piatti. Le domande da farsi sono come siamo organizzati? come viaggia l'informazione, dentro e fuori? sappiamo chi siamo, o siam qui solo per caso, e facciamo (come azienda) quel che ci chiedono volta per volta, e (come dipendenti) quello che sta fra timbrare e stimbrare il cartellino? I social media non sono la risposta, sono parte della realtà che sta cambiando, e semmai uno stimolo a capire (o un ulteriore livello di difficoltà). - Alessandra Farabegoli
scusate se la metto giù confusa, ma la penso anch'io come @marina, e fra l'altro sono convinta che non tutte le aziende riusciranno a cambiare in tempo (o nel modo giusto), e per l'estinzione di alcune non verserò nemmeno una lacrima. - Alessandra Farabegoli
L'azienda dovrebbe rivolgersi all'esterno per farsi spiegare come funzionano, poi dovrebbe investire su proprie risorse interne (in tutti gli ambiti aziendali, mica solo nel marketing) per sviluppare il discorso. Spesso si fa esattamente il contrario, perché non si conoscono né i social media né le esigenze dell'azienda stessa ;-) - RiccardoP
like per @alessandra! neanche io verserò lacrime :) - marina ricciardi
@gianandrea: sì, esistono anche simpatiche sigle per identificare quelle risorse, ma il punto non è cosa pubblicano per l'azienda le agenzie di pubblicità ecc, credo. il punto è se affidare la reputazione e la presentazione dell'immagine alle agenzie sia sufficiente a "fare" la reputazione e l'immagine dell'azienda. - marina ricciardi
Like di memorizzazione della discussione, poi torno. Mi pare, se non la prima, una delle poche serie sul tema - Pier Luca Santoro
agenzia senza dubbio. A ognuno il suo mestiere. - Roberta Greenfield
il punto è che in alcune aziende c'è un tale sospetto sui social media che magari la risorsa umana più indicata per occuparsene è considerata una perditempo che gioca su internet...e comunque il più delle volte non è minimamente aggiornata se non addirittura informata sulla mission o sulla vision aziendale... - donata landini
Se limitiamo il discorso social media alla sfera marketing-comunicazione-pubblicità, a mio parere non si centra il punto. E' tutta la struttura aziendale che deve fare una riflessione sui social media, in primis il customer care. Ma anche l'ufficio personale. - RiccardoP
quoto riccardo - Laila
@gianandrea per agenzia intendo un professionista della comunicazione, in contrapposizione a persone interne all'azienda che credono di conoscere le regole del comunicare ma non è così. - Roberta Greenfield
@gianandrea, adesso capisco, ma secondo me c'è un discorso da avviare nella aziende che va al di là del discorso comunicazione: oggi, grazie ai media sociali, la presenza di un'azienda è la somma delle sue presenze, on line e off line, nelle campagne marketing, nel servizio clienti, nei percorsi individuali delle risorse umane che ne costituiscono un valore inalienabile. io penso che bisogna ripartire dalle risorse aziendali per questo - marina ricciardi
@Confucio proprio per questo. Nella crisi, fermarsi a ragionare e trovare nuovi modi per fare prodotti migliori e gestire meglio (e con meno costi) il rapporto coi clienti, è sostanza, non lustrini. - Alessandra Farabegoli
discussione molto interessante, in Italia partiamo da una cultura digitale così arretrata che non si può pensare che le aziende accrescano in proprio il talento e l'esperienza, senza aiuto esterno. Eppure è proprio ciò che spesso accade. Chi se ne dovrebbe occupare? nessuno che abbia "agency" nella definizione, direi :) - ezekiel
@Alessandra Hai perfettamente ragione ma è proprio il "fermarsi a ragionare" il primo e, spesso, invalicabile, step. Per questo, una visione dall'esterno può essere fondamentale per capire che là fuori tutto sta cambiando e qualcosa si deve fare. Ma poi è l'azienda stessa che deve giocare la partita. - RiccardoP
@Confucio sì. Non sono di quelli che, vendendo digital media strategy, pensano per questo che la digital media strategy sia la cura per tutti i mali :-) Prima i fondamentali. Anche perché se stai lavorando male (o hai casini), prima devi affrontare i problemi di sostanza. Come scrivevo sopra, alcune aziende semplicemente non ce la faranno, non perché non siano abbastanza cool da twittare bene, ma perché lavorano male, punto. - Alessandra Farabegoli
Tanto per citare Seth Godin, "clothes don't make the man, the man makes the man". - RiccardoP
Visto che è un aspetto che mi pare non emerga, chiedo: quante imprese che utilizzano i social media fanno analisi di coerenza tra la comunicazione interna e quella esterna? Tanto per restare nell'ambito stretto della comunicazione. Poi torno :-) - Pier Luca Santoro
@PierLuca, io l'ho sempre detto che non puoi essere "conversational" e "social" verso l'esterno, e poi tirar nel collo ai tuoi collaboratori ;-) Copio da un mio post su alebegoli.it dell'agosto scorso, "Non possono coesistere a lungo una buona comunicazione esterna (diretta a clienti e mercato) e una cattiva comunicazione interna (diretta a collaboratori e fornitori). Le persone che lavorano in un’azienda sono le stesse che parlano fuori dall’azienda, di quell’azienda, dei suoi prodotti, servizi, e metodi di lavoro. Solo se queste persone si sentono rispettate, coinvolte e partecipi, potranno rappresentare l’azienda in modo positivo, sia nelle conversazioni interne che in quelle esterne" - Alessandra Farabegoli
@PierLuca Bella domanda e la butto là: quante imprese che stanno valutando se utilizzare i social media fanno davvero comunicazione interna? Forse è anche per questo motivo che hanno paura ad affidarsi a risorse interne in quest'ambito. - RiccardoP
@Alessandra: siccome, come ho detto, sto apprezzando l'orientamento - ovviamente a partire dal tuo - di chi discute, che, finalmente, mi pare ragioni a tutto e con onestà mentale. Pongo la domanda ["retorica"] non a fini provocatori ma per evidenziare anche questo aspetto, colto subito da @RiccardoP per altro. - Pier Luca Santoro
sì Pierluca, non ho preso la tua domanda come una provocazione :-) anzi, ti ringrazio per aver rimarcato la questione "come siamo all'interno, come ci vogliamo far vedere all'esterno". - Alessandra Farabegoli
@pierluca e @riccardoP il problema è che se un'azienda (di solito grande) ritiene, in base anche alle sue classiche metriche, di funzionare bene così è davvero difficile partire dal discorso "c'è del marcio, in Danimarca", bisogna passare dalla porta di servizio o usare un approccio ibrido e lì arrivano le complicazioni :) - ezekiel
@ezekiel Portarsi sempre un elmetto, infatti, non guasta ;-) - RiccardoP
Io sul tema sono come al solito ambivalente: nel lungo periodo lavoro perché l'azienda cambi, nel breve spesso so che è meglio accettare di fare da ponte tu (o chi per te). Anche quando ero la responsabile di un'agenzia, e non una freelance, ho sempre preferito vendere outsourcing limitato nel tempo e orientato all'assorbimento della risorsa da parte dell'azienda (come successo per esempio per Style) o un supporto di training on the job di breve periodo (come per Radio 105). Con il Vanz a volte però ci siamo scontrati con risorse interne così poco disponibili e così poco interessate che in quel caso mille ma mille volte meglio una risorsa esterna di buona volontà, teniamo conto anche di questo. - Allegra Geller
straquoto @mafe . Probabilmente in futuro il ruolo delle agenzie sarà quello di "conettori" delle varie attività interne sul piano web e social media (metti il caso ci sia un progetto dato in outsourcing), l'agenzia sarà di supporto e consiglio per le attività legate alla reputazione ecc. La parte operativa spetterà poi al dipartimento aziendale. - Andrea - womarketing
"lavorare per rendersi superflui" in genere - paradossalmente - paga, perché è quel che veramente serve ai clienti. - Alessandra Farabegoli
Alessandra, verissimo, potrei usarlo come pay off ;-) - Allegra Geller
(anche perchè, diciamocelo, dopo un po' anche il cliente migliore viene a noia e si ha voglia di passare ad altro) - Allegra Geller
@mafe com'è vero! i clienti, come i figli, prima imparano a diventare autonomi (e in gamba), e più soddisfazioni ti danno. - Alessandra Farabegoli
@mafe: il facilitatore serve ma quanto incide? @gluca: tra 20 anni quanto servirà? lo chiedo, come sempre, con stima e, se posso, affetto. - Pier Luca Santoro from BuddyFeed
@Andrea: fin ora ho visto il contrario, anche perché il direttore marketing medio, come dice gluca, ha apperemtente, altri interesessi "politici".....prevalentemente. - Pier Luca Santoro from BuddyFeed
wow! Ma che bravi, grazie infinite! Come i lettori regolari sanno, spesso uso una strategia per dimostrarne un'altra. Adesso mi gratto la testa perche' nel blog stesso non riesco mai ad avere una conversazione cosi' ricca -- ma credo di capire perche'. Il tutto, compresa la sintesi di questa conversazione, sara' incluso nel post per domani (notte lunghizzima!) - Valeria Maltoni
@pierluca, incide se riesce a ottenere risultati anche minimi che rompono la sfiducia iniziale - Allegra Geller
@Valeria Maltoni: L’80% delle conversazioni avvengono altrove rispetto al sito web dove sono state generate, o forse per meglio dire, iniziate. http://giornalaio.wordpress.com/2010... @mafe: assolutamente. anche se la discussione è nata sotto l'egida di "agenzia vs non agenzia" al quale l'hai ricondotta, credo che il problema più che in vs out sia Social Media and....Spero di essermi spiegato nella sintesi - Pier Luca Santoro
@Valeria attendiamo il post :-) - Alessandra Farabegoli
a me interesserebbe capire una cosa: si sta parlando di aziende medio-grandi o di aziende medio-piccole? perchè, a mio parere, la differenza è profonda e quindi anche la risposta lo potrebbe essere. - Felter Roberto
@gianandrea e @felter: assolutamente d'accordo, parlare con una PMI (dove trovi la figlia del fondatore, resp. comunicazione per caso) o con la sede italiana di una multinazionale (dove trovi una che ti gira le mail che le arrivano dal quartier generale in California) è molto diverso. Ma un approccio di tipo "lavorare per rendersi superflui" (definizione spettacolare, Alessandra) può andare bene per entrambi i casi, pur con modalità molto diverse. - RiccardoP
mi sto battendo per portare all'interno dell'azienda la gestione delle strategie digitali (e non solo sui social media) fatte tutte da consulenti, al momento,con ritardi, mancanze e tutta una serie di incredibili perdite di tempo (lavoro per una azienda importante e anche medio grande e da quando sono arrivato mi sono stupito parecchio dato che la comunicazione sul web per un brand di lusso dovrebbe essere strategica e prioritaria ) quoto assolutamente azienda e se qualcuno dice agenzia credo che lo faccia perché di parte. - salvo pinella
@salvo concordo, come sopra, ma per il training come la vedi? cioè non è che un (marketing) manager diventi esperto in strategie di comunicazione sui SM così, per imposizione delle mani :) - ezekiel
@ezekiel certo c'è tanto da fare e magari questo potrebbe essere fatto in diversi modi, certo: che una cosa sono i tecnicismi altra la comunicazione .. io nasco esperto di web con una laurea sui temi più sociali che economici ( magari non faccio testo) ma dato che il cluetrain manifesto, anni e anni fa parlava dei mercati come conversazioni .... il problema non è tanto sulla formazione all'uso dei sm ma all'aggiornamento in generale delle strutture manageriali. io non credo che chi ha seguito i principi della ricerca della conversazione abbia tanto bisogno di essere formato sul cosa ma, eventualmente sul come (e quindi sugli strumenti da usare per raggiungere determinati obiettivi) e, sul come (quando si è capito quanto sia strategica la conversazione...), si può fare formazione non tropo difficilmente, ovvero il consulente deve formare non fare le strategie e attuarle,Imho - salvo pinella
Ho fatto le ore piccole - http://www.conversationagent.com/2010.... Ci sara' un follow up sulle agenzie e come si devono ristrutturare. Ce n'e' per tutti :) - Valeria Maltoni
Pure io ho partorito - http://ff.im/io8tV. In pausa pranzo, a conferma che ero proprio preso dalla discussione ... :-) - RiccardoP
How to Hire A Digital Ad Agency (part 1): In short, a door has opened for a new set of specialty agencies and consultants that has created some significant confusion for marketers as to the roles of agencies, writes Sean Corcoran at Forrester. Segue: http://www.marketingvox.com/how-to-... - Pier Luca Santoro
interessantissima discussione. Like per diffusione. - maicontent