Di domenica, senza attesa, ripongo le tazze Wedgwood nello spazio che è limite alla tua assenza imbronciata, avrei dovuto volgere il manico in direzione della luce come piace a te che scegli, e soffocare la distanza che impone il tuo silenzio. Di ronda marcia il ricordo che soffre disarticolato a coprire i passi per la stanza.
- AltraMusa