commento sadico di maria: "che buona l'aria!"
- antonio pavolini
....non è affatto sadico....l'aria è buona...spesso....dipende molto dal luogo in cui ti trovi e dall'umore che hai.... anche io da bambina assaporavo, spesso, l'aria dei posti che mi piacevano particolarmente....non sto scherzando..... ;)
- Claudia Anselmo
...non ho mai assaporato l'aria di un posto, in cui vivono tanti rospi....ma ....immagino possa essere, senza dubbio, più gustosa e salubre di quella che respiriamo qui noi a Trucidopoli ( non so se conosci.....confina con Coatcity, limitrofa a Buzzurlandia) ;)
- Claudia Anselmo
domenica pomeriggio in via del corso: il bello di roma e' che, all'occorrenza, sa anche essere provinciale
dato che il prof. Lessig ha rispolverato la storica slide del 2004 sulla coda lunga, desidero informarvi che mi ritengo autorizzato a continuare ad utilizzarla nei miei corsi, presentazioni e seminari per altri 5 anni. Bertolaso comunica di aver messo a disposizione del pubblico appositi rifugi insonorizzati nei principali capoluoghi di provincia
La coda lunga è un'ottima descrizione di un fenomeno, ma tutte le considerazioni sul business sono state ampiamente dimostrate errate da molti economisti!
- roberto dadda
ma anderson nel suo libro mica aveva detto che ne sarebbero scaturiti x soldi nell'anno y...aveva solo individuato un trend...sono quelli che si sono frettolosamente rivenduti la coda in chiave business ad aver sollevato aspettative irrealistiche
- antonio pavolini
from fftogo
Nella parte finale del volume viene ipotizzato il fatto che le aziende della testa per continuare a guadagnare dovrebbero porre attenzione alla coda e cambiare le proprie strategie, vari economisti hanno dimostrato che questo non è vero!
- roberto dadda
Mandaci il calendario dei tuoi eventi che evacuiamo la zone prima.
- gianandrea
from FreshFeed
Io sono d'accordo con Pavolini. Anderson ha individuato delle possibilità nell'aprirsi di nuovi mercati (che esistono e non servono gli economisti per dimostrarlo, basta osservare). Non ha mai detto che la coda lunga avrebbe distrutto la testa. Il senso della parte citata da Roberto è semplicemente che anche le aziende della testa possono affiancare le nicchie alle hit senza paura di perderci. E per esempio nel mercato dei videogame funziona già così da qualche anno
- Federico [Kurai]
from iPod
Anderson, che non dimentichiamolo non è un economista, ma un giornalista, ipotizza un effetto disruptive del fenomeno della coda lunga su chi decide di stare nella testa, la cosa è stata analizzata da una serie di economisti di Harward che lo hanno duramente contestato senza che lui abbia mai risposto in modo convincente perché era troppo occupato a scrivere un libro su un futuro tutto gratuito che viene venduto a caro prezzo,,, (http://tech.slashdot.org/article...)
- roberto dadda
Dissento. La ricerca di hardvard parte da un'interpretazione errata del libro. In ogni caso, proprio il mercato dei videogame che citavo prima dimostra come la coda lunga (peraltro gestita malissimo dai vari marketplace) stia avendo effetti notevoli e stia contribuendo a cambiare il panorama
- Federico [Kurai]
from iPod
Ecco... io non mi fiderei molto degli economisti...
- Andrea T (Axell)
Beh se la interpretazione del libro è sbagliata magari l'autore ce la poteva spiegare, io do la stessa interpretazione di harward il che vuole dire che quantomeno non è chiaro.
- roberto dadda
Pierluca, non vedo cosa c'entri con il discorso sulla coda lunga, però.
- Federico [Kurai]
from iPod
Del resto quando gli ho chiesto in una conferenza stampa come accadesse che io devo pagare 30 dollari per un libro che mi spiega che il futuro sta nel tutto gratuito non mi ha risposto!
- roberto dadda
Bene, prendo atto del fatto che non ci sia alcuna intenzione di discutere
- Federico [Kurai]
from iPod
@federico se non hai voglia di discutere questo è un problema solo tuo, io sono felicissimo di farlo! La credibilità di un autore va giudicata nel suo insieme e in ogni caso nella parte finale del libro si ipotizza un massiccio passaggio del business sulla parte finale della coda a detrimento della testa, questo non è successo, la testa guadagna sempre di più e la coda pur significativa...
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- roberto dadda
Sinceramente spostare il discorso sulla persona mi pare volere a tutti i costi evitare l'argomento (anche perché io ho parlato di un caso in cui la coda lunga ha effettivamente modificato il mercato). In secondo luogo anderson non ha mai detto che le nicchie avrebbero distrutto la testa, anzi: parla proprio di cultura dell'and che sostituisce la cultura dell'or! E proprio nella parte finale che citi
- Federico [Kurai]
from iPod
@Federico: C'entra. Anderson è un guru nell'accezione negativa del termine. Le sue teorie non hanno trovato riscontro [vd. il post che ho "spammato"] che per lui e le sue conferenze, come cita roberto dadda. I sogni sono belli, la realtà pure.
- PierLuca Santoro
Ma se ho appena citato un mercato nel quale la coda lunga sta funzionando come descrive nel libro e voi avete spostato il discorso su free, che non c'entrava nulla!
- Federico [Kurai]
from iPod
C'è anche un altro discorso, forse più "politico", come ricorda Andrea Fumagalli che afferma come “Siamo di fronte a un paradosso o meglio ad una potenziale contraddizione: il general intellect consente la creazione di un valore che trae linfa dalla cooperazione sociale, ma che viene distribuito tramite processi di espropriazione sociale”.
- PierLuca Santoro
Coda lunga e crowdsourcing non sono la stessa cosa.
- Federico [Kurai]
from iPod
Certo. Ma sono tutte sfaccettature, nella mia interpretazione, della stessa visione. Prendilo per un tentativo di avere una visione d'assieme. Per principio non escludo di sbagliarmi, ovviamente.
- PierLuca Santoro
Peraltro proprio nel mercato che citavo è successo che il rilasciare un prodotto gratuitamente ha poi permesso di venderne moltissime copie su un'altra piattaforma(iphone). È il caso, emblematico, di canabalt.
- Federico [Kurai]
from iPod
federico, ti ho lasciato solo! :) in ogni caso, se leggiamo il libro di anderson con gli occhi di un economista, arriveremo sempre alle solite conclusioni. per il mio settore (l'analisi dei modelli di distribuzione dei media) le sue ipotesi si stanno avverando, eccome. nel senso che non c'e' un nuovo business, ma se si vuole sopravvivere non si puo' ignorare il trend. vedi netflix, itunes, amazon ecc. ecc.
- antonio pavolini
from fftogo
Io francamente una grande attinenza tra coda lunga e marketing social non la vedo, comunque sono andato a risfogliare il libro con le mie sottolineature: in più punto Anderson afferma che chi sta nella testa corre un grande rischio se non tiene conto della coda e non ci investe. E' una bella teoria, molto affascinante, ma alla prova dei fatti non si è rivelata vera, chi sta nella testa...
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- roberto dadda
scusa roberto, ma, a parte il fatto che - ripeto - tutte le grandi major e i principali broadcaster stanno correndo ai ripari (nicchiando e segmentando tutto il segmentabile) "non si è rivelata vera"....quando? aveva per caso detto anderson che avremmo visto una rivoluzione epocale nel 2010? (parlo solo del settore dei media)....
- antonio pavolini
scusate, ho letto a ritroso il post e solo adfesso mi accorgo che era già citata Harvard :-( sorry
- Massimo MaxKava Cavazzini
guarda, io rispetto qualsiasi teoria, ma l'importante è che l'argomento non sia "l'ha detto harvard". perchè se ad harvard dicono "i soldi si continuano a fare ancora alla vecchia maniera" ci sto. Se dicono "si continueranno a fare alla stessa maniera" comincio ad avere dei dubbi. Se poi dicono "non è successo nulla e non potrà mai succedere nulla del genere" allora sono cazzate, anche se le dicono ad harvard.
- antonio pavolini
la rivoluzione e' epocale ma i soldi ndo' stanno? scusa x la brutalità del discorso.
- PierLuca Santoro
from BuddyFeed
e daje: non ci sono nuovi soldi, semplicemente se vuoi prendere gli stessi soldi che c'erano prima devi cominciare a rivolgerti alle nicchie, giocando sulla diversità e non puoi continuare a omologare all'infinito sedendoti sugli allori di quando avevi il monopolio della capacità distributiva. lessig ha tirato fuori la slide in questione per parlare di un fenomeno sociale (maggiore facilità di accesso a una diversità di contenuti) non di business. e lessig non è "un giornalista".
- antonio pavolini
Ecco, l'ha detto bene Antonio. E comunque se EA (la più grande azienda produttrice di videogame nel caso qualcuno se lo fosse perso) ha cominciato a investire su piccoli gruppi di sviluppatori indipendenti istituendo anche un apposito laboratorio e contemporaneamente investendo meno sulle grandi IP, qualcosa vorrà ben dire. E in un mercato dove, lo ripeto, non esistono i raffinati strumenti amazon like per spingere verso le nicchie
- Federico [Kurai]
Cavazzini, come ho già detto la teoria di Harvard parte da premesse sbagliate. Anderson non ha MAI detto che il mercato della testa sarebbe crollato sotto il successo delle nicchie. Ma semplicemente che un mercato che prima di fatto non esisteva si sarebbe affiancato a quello degli hit. E questo sta succedendo, è sotto gli occhi di tutti
- Federico [Kurai]
Avevo qs white paper tra i preferiti "The longtail of news: To unpublish or not to unpublish" - http://www.journalismproject.ca/en... - Magari è utile al dibattito, visti gli specifici riferimenti al mondo dei media fatti.
- PierLuca Santoro
@pierluca - il riferimento era a tutti i media, non solo ai media informativi, dove questo dibattito si intreccia con molti altri (l'etica del giornalismo è uno di questi, e direi che la situazione americana è clamorosamente diversa da quella italiana).
- antonio pavolini
Sul fatto che l'america sia una realtà molto distante dalla ns sfondi una porta aperta. Forse qualche equivoco nel dibattito si è creato sui riferimenti; io mi riferivo in maniera specifica a giornali e giornalismo nei miei ragionamenti e nei link segnalati.
- PierLuca Santoro
finalmente ha chiara quale sia la garanzia che offrono i giornalisti iscritti all'albo: quella di non fare domande scomode http://www.repubblica.it/politic...
io sono un likatore folle ho più like che commenti
- Michele Melis
in media... ora sono un po' di più i commenti : )
- Michele Melis
la bigelow poteva finire su tutte le prime pagine anche giocando sulla notorieta' pregressa, senza fare altri film, mostrando una bella scollatura sul red carpet. invece ha fatto un gran film con un budget ridicolo rispetto ad avatar e ha battuto tutti gli uomini. ma semplicemente togliersi il cappello no, eh?
Ha stravinto con un film strepitoso e a basso budget basato su una storia difficile e completamente al di fuori degli standard di Hollywood. Poi stravincere con Avatar (e l'ex marito) è stata la ciliegia sulla torta, una ciliegia da 15 chili. ;-)
- RiccardoP
strange days gran film, ha fatto anche k19 e point break
- Nicola JM
meritatissimo per gli standard di Hollywood, finalmente per lei l'Oscar ™. anche se quello di Tarantino è strepitoso (ma non mi aspetto che gli ammerigani riescano ad apprezzarlo fino in fondo :)))
- ezekiel
ieri sera ho visto the hurt locker e mi è piaciuto ma non lo ritengo questo capolavor che tutti descrivono. Secondo me tutti gli oscar ricevuti denotano solo che probabilmente non c'erano altri film di valore in gara o che, come ha già scritto qualcuno, gli americani hanno metabolizzato la guerra in Iraq.
- wolly
The Hurt Locker ha incassato in Italia 45.000€, quindi lo hanno visto 6.500/8.000 persone e perciò molti criticano senza averlo visto. D'altra parte pure i critici sono rimasti spiazzati alla nomination tutti presi a fare il panegirico in ginocchio di Baaria, costato 30 milioni di euro contro i 12 milioni di dollari del film della Bigelow.
- cannedcat
from fftogo
Io l'ho visto ieri sera su Sky e mi è piaciuto molto. Ammetto che al cinema non ci sarei mai andato a vederlo. Hollywood questa volta ha davvero premiato il cinema e non le statistiche del botteghino. Avatar è un capolavoro da intrattenimento oltre che tecnologico; THe Hurt Locker ti da il piacere di certe storie intime, raccontate senza affondare ma così bene da lasciartele addosso sulla pelle. Ho ancora la sabbia tra i denti.
- M3rl1n0
Point break, Strange Days e The Hurt Locker. C'è da togliersi tre cappelli.
- RiccardoP
strange days > Ralph Fiennes e va beh, sono ricordi
- Daniela Ferrando
@RiccardoP, Appunto! @Daniela Ferrando, aver utilizzato Fiennes in un ruolo "insolito" per lui in The Hurt Locker è un bellissimo esempio di dialogo con gli spettatori! E anche questa è classe della Bigelow
- cannedcat
Certo che l'ex marito fa il film della vita, quello che aveva nel cassetto da decenni, con un budget stellare e l'Oscar lo vince l'ex moglie con un film low budget su alcuni artificieri in Iraq. C'è da capirlo ... ;-)
- RiccardoP
@cannedcat. Concordo con la critica. E' un film nudo e crudo che non offre un giudizio illuminato su quanto accade ma si limita a raccontare una storia, con grande attenzione a ogni inquadratura e stile particolarissimo. Ho già voglia di rivederlo! ;-)
- RiccardoP
Bello. Ma Strange Days era più visionario e quest'anno District 9 avrebbe meritato di più
- Paola Bonomo
@Paola, District9 è sicuramente un ottimo film, ha solo il problema che gli manca quel quid che hanno i film americani, sopratutto quelli di un certo genere: gialli e fantascienza. Insomma, si sente che la mano del regista è sudafricana.
- cannedcat