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biccio
cloridrato di sviluppina » Blog Archive » Il dilettantismo e’ la cosa piu’ fica del mondo, peccato che non funzioni. - http://sviluppina.co.uk/il-dile...
reputo sia una cavolata. così, tanto per condividere. ;) - Valentina*
Diciamo così: il numero di grandi foto non è aumentato di pari passo col numero dei fotografi. Di contro, la possibilità di vedere foto fatte da non-grandi fotografi è diventata enorme. - dario
Concordo con Valentina, anche in modo più aspro. Non è assolutamente vero. - Federico [Kurai]
di mio, sono arrivata alla (temporanea) conclusione che sia sempre e solo una questione di etica/estetica assolutamente personali. cosa "funzioni" è imprevedibile. ma se, in ogni settore e ad ogni livello, c'è chi vuol sapere e vuol fare e chi vuol fare e basta (quelli che vogliono sapere e basta si tagliano le gambine da sé): è cosa nostra chi giudicare "coi controcoglioni" e chi no. a me, per esempio, piacciono e sono sempre piaciuti solo i fuoriclasse. - Valentina*
ciò non toglie che ci siano tanti picchi di successo raggiungibili, per tutti. non credo di dovere essere io a sconfermare 'sto titolo!, per quanti esempi si potrebbero fare. ;) anche il dilettantismo molte volte passa, moltissime volte. lo sappiamo. ce lo vogliamo e possiamo dire? - Valentina*
@dario: naturalmente, non parlavo di foto. :) il contenuto del post (mi è parso) è solo una cavolata qualsiasi per confermare la cavolata qualsiasi che (mi è parso) è il titolo del post. - Valentina*
et @dario semper: chiariamoci anche sui termini, no? quello di cui parli tu è "amatorialismo". ma ci mancherebbe che uno, prima di far quattro scatti, sia anche tenuto a cacciare "grandi foto"! il "dilettantismo" è quello di chi riesce a far mercato sul proprio semplice e fondamentale, esclusivo "amatorialismo". quindi. non fatemi mettere a elencare "dilettanti" che "funzionano" ...e funzionano anche parecchio bene! :P :) non faccio crociate, sono felice per loro. per me, pago e compro in modo differente. - Valentina*
il segreto sta nell'accesso. Molti di più hanno accesso alla possibilità di scattare buone fotografie. Molti di più hanno accesso alle buone fotografie altrui. Tutti vincono. - dario
Per contro, IO bestemmio perché devo sprecare ore (poco & male fatturabili) su Photoshop a correggere luci, colori e messa a fuoco sulle altrui fotografie "fatte in casa" anziché chiamando un fotografo o imparando i fondamentali, per risparmiare. Quindi, gli amatori possono fotografare tutto ciò che vogliono, i dilettanti a casa (alé). - dario
ho condiviso per discuterne. Io ad esempio penso che troppo spesso l'amatorialismo sia un alibi, e bisogna stare molto molto attenti. Se vedo una conferenza filmata con un telefonino agitato e con audio incomprensibile, non grido alla novità e alla figata, tanto per capirci. - biccio
Credo che il punto sia un altro, Biccio. Ovvero, almeno per me, il fatto che ci sono molte più possibilità di espressione. Meno barriere all'entrata= più spazzatura, ma anche più contenuti che non avrebbero avuto modo di uscire fuori. Poi, d'accordo con te, il senso critico va esercitato in modo ancora più accorto. - Federico [Kurai]
non dico che il dilettantismo sia da condannare... però se chiunque possiede una macchina fotografica pensa di essere un fotografo, chiunque ha un computer pensa di essere un art director, una (vecchia) macchina da scrivere pensa di essere un copy o una videocamere un gran regista... beh, mi spiace ma mi schiero con chi cerca di difendere la propria professionalità... - bastet
@bastet: finché hanno un mercato, perché non dovrebbero sentirsi quello che si sentono? - Valentina*
La professionalità è una costruzione sociale. Dai, su, chi fa le foto al gatto non va in giro a dire di essere un fotografo professionista. E però esistono tantissimi amatori che possono competere con i professionisti. - Federico [Kurai]
ricordiamoci che c'è stato un tempo in cui chiunque sapeva installarsi frontpage era un "uebdesigner", e in parte è ancora così. Io, e lo dico da "coinvolto", sono molto preoccupato dall'uso di qik e mogulus. Ci si sta abituando alla merda, e la si considera "figa". Forse sulle foto c'è ancora la capacità di distinguere tra foto come "bella foto" e foto come "social content" - biccio
detto ciò, ben vengano gli strumenti agili e democratici, capendo però che oltre a risolvere un problema, ne pongono dieci altri. - biccio
Per inciso: negli usa, chi decide chi è un fotografo professionista? L'esattore delle tasse: è professionista chi abbia dichiarato una cifra maggiore ai 5000$ in proventi derivati da fotografie. Non mi sembra un criterio che dica molto sulla qualità effettiva, no? - Federico [Kurai]
il professionista che ha paura di dilettanti/amatori nel proprio settore, probabilmente è meglio che cambi mestiere. - marco frattola (sbarrax)
marco, non si tratta di paura. Io ad esempio sto in mezzo fra broadcasters da una parte e ugc-fans dall'altra. Penso solo che da qualche parte il professionismo deve esserci, perchè assicura una qualità che in qualche contesto deve esserci. - biccio
il professionista ci campa su una determinata attività, fa quello tutto il giorno e tutti i giorni, e deve preoccuparsi di essere competitivo e fornire qualità e garanzia; suvvia, saranno mica cose nuove, no?!? - marco frattola (sbarrax)
Federico: "E però esistono tantissimi amatori che possono competere con i professionisti.". No. Quantomeno, non "tantissimi". - dario
Questo lo dice anche Shirky. È che alcune costruzioni relative a cosa sia professionismo stanno già cadendo, volenti o nolenti. Cioé: è professionismo ciò che è definito tale da un ente (composto dagli stessi professionisti, tra l'altro) o ciò che raggiunge una certa qualità, indipendentemente dalla fonte? - Federico [Kurai]
Marco, questi professionisti di cui tu parli dovrebbero certamente mettere in discussione il loro mestiere, o meglio, avrebbero dovuto farlo da un bel pezzo. - biccio
dario: per professionisti io intendo definiti e riconosciuti come tali. Credo che tutto sia un problema di definizioni - Federico [Kurai]
Federico, sono d'accordissimo sulla costruzione sociale. Io dico solamente che la qualità è un concetto cangiante e opinabile, ma vero. Poi per carità, siamo alle solite, è il mercato che decide. Ma, per stare sui tuoi terreni, se anni fa fosse passato il concetto che tre tabelle html e un po' di dreamweaver ti facevano il sito, quel professionismo sarebbe morto prima ancora di nascere. E invece si è spinto nella direzione di far comprendere il valore della qualità. O sbaglio? - biccio
molto ben detto, @Marco. :) è un paragone che manco si pone. funzionano i professionisti. e molto spesso funzionano anche i non-professionisti (che poi sono sempre "tali" giusto nell'accezione di fantomatici terzi - perché sfido chiunque anche qui a sputare sulla propria audace e consapevole "professionalità" :D). di base c'è solo che il professionista, il modo di operare del non-professionista, manco lo prende in considerazione tanto gli fa "schifo" :) - Valentina*
No, non sbagli per nulla. Ma proprio il fatto di poter spiegare cosa fosse la qualità a bassi costi ha spinto il tutto nella direzione giusta (well, sort of, qui in Italia c'è ignoranza e lo sappiamo bene). Tra l'altro sono d'accordo con te su qik e compari e sulla non qualità di un evento ripreso con il cellulare, ci mancherebbe. È una questione di passaggio da sistema a ecosistema. Credo che alla fine sia un bene, però, che certe costruzioni cadono. Sta a chi sa far bene le cose fare comprendere la qualità - Federico [Kurai]
giorgia, sono d'accordissimo su questo, anzi, sono il primo a essere felice della rottura di certe barriere. Oggi io posso pensare, girare, montare e distribuire un reportage tutto da solo con una telecamera e un computer. Ma passo notti insonni a studiare e a rfilettere sul linguaggio di quello che sto facendo, e se lo so fare è perchè ho anche fatto anni di televisione tradizionale. Poi se ciò che faccio piace o meno è un altro discorso, e se qualcuno gira uno spot fighissimo col cellulare, buon per lui. - biccio
Comunque, fabrì, io sarei più ottimista neh. La qualità alla fine si vede (almeno, io in quello che fai la vedo, eccome). :) - Federico [Kurai]
ok, mi pare di poter dire che siamo tutti d'accordo sulla bontà della rottura delle barriere d'ingresso per far emergere nuovi modi di fare qualità con strumenti agili e innovativi, e siamo tutti d'accordo sull'esecrabilità di certe figure che pensano di poter lucrare sull'improvvisazione. - biccio
federico, ti assicuro che non mi preoccupo per il mio qulo. Ne faccio proprio una questione culturale. - biccio
io assolutamente d'accordo con @fede :) tu sei esageratissimo @biccio :D mi è capitato di buttar l'occhio giorni fa su un tuo post che affrontava le stesse tematiche e - visto che venivo anche dai filmati di conversazionidalbasso e del romecamp - sai che ho pensato? ti prego di prendermi alla lettera. "ma con chi va a mettersi a paragone, questo??" :) - Valentina*
Ci si sbatte da decenni e si finisce sempre, puntualmente, a ricamare sulla definizione e sul significato di "professionismo" e "professionalità". Io pratico - e talvolta insegno - un' "arte" --a craft-- che esiste da almeno cinquecento anni e la cui tecnica e linguaggio continuano a evolversi tuttora. Le possibilità di accesso a quell'arte ora sono praticamente infinite e chiunque la pratica, per hobby o lavoro, ha oggi infinite possibilità di avanzamento. - dario
E non potrei esserne più felice. Ma oltre ai talenti, che vanno fatti emergere, e agli 'amatori' che sono pure bravi, è vitale, e necessario che l' "arte", il suo linguaggio, la sua forma, continuino ad evolversi, come ha sempre fatto, con un passo irregolare ma sempre presente. Allora, gli 'amatori' sono in grado di contribuire a tutto questo, portare anche nuovo sangue? Quello che vedo io in generale (nel mio, ma non solo) è un aumento di quantità incredibile, ma un rallentamento nella creazione di nuovo - dario
E insomma, i fatti mi cosano. - dario
io vorrei riprendere @giorgia - così sempre perché sia spunto di brainstorming tra tutti -: sicuramente non si parlava no di "qualifica professionale". però è importante dire che "forma mentis" non è una buona formula. per il motivo semplice che il dilettantismo nasce nasce molte volte - ma ripeto, senza nessun particolare giudizio negativo da parte mia (come si dice: "contenti loro...") - proprio dove c'è SOLO "forma mentis" :D prendete l'esempio classico dell'artista o del creativo... ;) - Valentina*
credo che la qualifica professionale è, al limite, quella che ti guadagni nel settore. prendiamo una arrivata come annamaria testa. per il resto sì forma mentis, ma che io declinerei in un senso preciso: "cristo santo, per fare quello che mi piace fare, ho bisogno di tanta e tanta e di più e sempre di più "techné"" :) - Valentina*
in questo senso, quella del professionismo è per tanti versi un percorso ad libitum :) mi capita quotidianamente di allenare sportivi che non sanno dove sta di casa padroneggiare per davvero un addominale, o come respirare negli intercostali. e io mi faccio tante domande, mi irrito, o eccetera. ma la verità è che portano dei buoni risultati comunque, molto spesso. ed è chiaro che potrebbero essere molto più forti, molto più "professionisti", se per davvero dominassero tutto quello che io - Valentina*
e/o altri riteniamo (per il dono, che è insieme anche il limite, delle "nostre" conoscenze) "il" professionista *debba* dominare. ma la verità resta che saremo sempre "poco" per chi è di più e "molto" per chi è di meno. ognuno lavora all'avverbio di "qualità" che lo interessa e lo diverte di più. :) - Valentina*
@giorgia: mi dispiace tu sia così arrabbiata :) se mi hai letto, avrai trovato scritto che 'il tuo ragionamento non fa una piega' a parer mio. mi sono solo permessa di annotare - a valle del tuo esempio, che era concluso e chiuso - che parlare di "forma mentis", in molti casi, è proprio ciò che diventa così foriero di "bestialità" :) - Valentina*
@valentina: non l'ho mica capita la frase "con chi va a mettersi a paragone..." ecc. - biccio
mi è sembrato assurdo! intendevo raccontarti che lì, come qui (nella stessa e identica ottica di federico, lui mi è sembrato molto chiaro), sono rimasta colpita tu possa anche considerarla, tanta robaccia :) ci ho visto allora e ci vedo ora un classico mettere a paragone 'la lana con la seta'. ;) nient'altro. :) - Valentina*
Secondo me, chiamando in causa un tweet di Niki, state "oziando" troppo... ;-) - marco frattola (sbarrax)