Quando ha iniziato a parlare è durato dieci secondi. «Mi avevano detto di non venire, di restare a Roma perché sono ore decisive, e temono che senza di me capiti qualche tranello. Ma ho lasciato lì il nostro caro Angelino», involontaria citazione battistiana. Non ha finito di dire Angelino che il Cavaliere è stato totalmente sommerso dai fischi, da dei buuu molto rumorosi, da epiteti di vario genere, «buffoneee», «in galera in galera», «pedofilo», «puttanììr». Da principio ha provato a scherzare col suo solidissimo repertorio, «siete i soliti, sapete solo odiare. Noi in vent’anni non siamo mai andati a disturbare i vostri comizi. Noi siamo belli e ci divertiamo, io mi sono esercitato anche questa notte, voi con quelle brutte barbe vi svegliate la mattina torvi, e anche se siete nel meraviglioso Frìuli (pronunciato con l’accento sbagliato, ndr.) siete sempre arrabbiati e infelici».
- emi e vonde