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"La bellezza come condanna. Arrivederci Lilli".
"... when a system is stacked against the truth, dance around it".
Concerto romanes per fisarmonica e oboe, musica sotterranea.
Tutto subito, tutto facile. Fare senza sporcare. Così il giocattolo soppianta i vecchi utensili, e libero dalla loro concorrenza mette i bambini all'ingrasso, incoraggia i loro vizi, sollecita e sfama la loro vanità, il desiderio di primeggiare senza rischi e senza sconfitte.
Se tutto si fa giocattolo, tutti siamo bambini.
"Ma sa, i libri non servono a niente".
ἐὰν μὴ ἔλπηται ἀνέλπιστον οὐκ ἐξευρήσει, ἀνεξερεύνητον ἐὸν καὶ ἄπορον
"... Anna Maria Colli racconta a riguardo che la morte per Giorgio arrivò fulminea e per un disegno del destino fermò la sua mano su un frammento eracliteo, che può essere assunto quale testimonianza del suo modo di essere: chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada".
Come pensi di viziarmi oggi, sussurra il dio.
La vita delle donne è terribile.
Nella terra del sogno anche gli incubi sono veri.
Vorrei dirti rimani lì, rimani lì nella tua infanzia, mio piccolo tesoro.
"Try to lose. Be complimentary. Be impressed. Admit a failing or a weakness". - http://www.inc.com/jeff-ha...
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Lardovate è quel luogo dove i baristi guardano con sospetto chi entra, se non assomiglia alle mummie parlanti che ne rappresentano la clientela abituale; dove gli esercenti si rassegnano di malavoglia a cambiare una banconota, o francamente si rifiutano, non hanno mai spiccioli, sicché si deve sperare nella benevolenza del ristoratore cinese o turco, nella cortesia levantina dell'albanese o del moldavo. A Lardovate impera l'aristocrazia della meschinità e del luogo comune, trasversale per censo ed estrazione sociale, che considera straniero chiunque non si rassegni alla sua religione, e quando si è stranieri a Lardovate si può pietire un posto alla corte dei padroni bianchi, un posto defilato, dove verranno a trovarti di nascosto. - Erranti 404
"Φεύγει ο καιρός και πού πηγαίνει / κανείς δεν ξέρει, ούτε ρωτά, / φεύγεις κι εσύ και πίσω μένει / τ' άδειο μου χέρι να χαιρετά".
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"Sei tu che porterai il tuo amore / per cento e mille strade / perché non c'è mai fine al viaggio / anche se un sogno cade / sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia / mentre mi vieni incontro / e imparerai che per morire / ti basterà un tramonto / in una gioia che fa male di più / della malinconia / ed in qualunque sera ti troverai / non ti buttare via / e non lasciare andare un giorno / per ritrovar te stesso / figli di un cielo così bello / perché la vita è adesso" - Scalea, estate 1985 - Erranti 404
Certi colpi di rasoio, certi fendenti la cui forza e precisione sono tali che i corpi neppure s'avvedono d'esser stati fatti a pezzi, e da morti continuano a camminare per inerzia, dovrebbero mettere sull'avviso questo mondo di ciechi.
Dalla schiena possente, dalle unghie spesse e dure, dai pettorali tesi come scudi indovini la belva.
Maggiore è la potenza femminile, maggiore è la disponibilità di cui gode, e tanto maggiore disponibilità le vien chiesta, anzi, ove possibile, estorta. Pretendono che si comporti come il potere, che o si esercita fino all'estremo limite, o è nulla.
La potenza femminile, che tutto ottiene facilmente, ed è dunque viatico all'abbondanza, destinazione prima delle suppliche, vittima già designata del sacrificio.
Se entri nella serie, devi rifiutare l'unico. Se accetti l'unico, la serie ti rifiuta.
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"Ogni volta che fai spazio alla vita / non farti cogliere dalla mezzanotte / sta' a occhi aperti finché torna il mattino / perché davanti a te c'è una rete sempre tesa. // Questa rete ha nomi pesanti / che sono scritti in un libro sette volte sigillato / è l'invidia dei morti, dice qualcuno / altri dicono sia l'amore di un inizio di primavera // Se una volta resti impigliato nei suoi lacci / nessun altro potrà farti uscire / tu solo devi cercare l'estremità del filo / e se la sorte ti aiuta, ricominciare". - Erranti 404
"Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi".
Di un certo azzurro, di un certo biondo, di certe cadenze e accenti, di certi frantumi di versi, che cantavano mari, metamorfosi, donne rapite, guerre ritorni e omicidi, luce dei sedici anni.
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