Sign in or Join FriendFeed
FriendFeed is the easiest way to share online. Learn more »
[&> /dev/null]
Lardovate è quel luogo dove i baristi guardano con sospetto chi entra, se non assomiglia alle mummie parlanti che ne rappresentano la clientela abituale; dove gli esercenti si rassegnano di malavoglia a cambiare una banconota, o francamente si rifiutano, non hanno mai spiccioli, sicché si deve sperare nella benevolenza del ristoratore cinese o turco, nella cortesia levantina dell'albanese o del moldavo. A Lardovate impera l'aristocrazia della meschinità e del luogo comune, trasversale per censo ed estrazione sociale, che considera straniero chiunque non si rassegni alla sua religione, e quando si è stranieri a Lardovate si può pietire un posto alla corte dei padroni bianchi, un posto defilato, dove verranno a trovarti di nascosto. - Erranti 404
"Φεύγει ο καιρός και πού πηγαίνει / κανείς δεν ξέρει, ούτε ρωτά, / φεύγεις κι εσύ και πίσω μένει / τ' άδειο μου χέρι να χαιρετά".
[&> /dev/null]
"Sei tu che porterai il tuo amore / per cento e mille strade / perché non c'è mai fine al viaggio / anche se un sogno cade / sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia / mentre mi vieni incontro / e imparerai che per morire / ti basterà un tramonto / in una gioia che fa male di più / della malinconia / ed in qualunque sera ti troverai / non ti buttare via / e non lasciare andare un giorno / per ritrovar te stesso / figli di un cielo così bello / perché la vita è adesso" - Scalea, estate 1985 - Erranti 404
Certi colpi di rasoio, certi fendenti la cui forza e precisione sono tali che i corpi neppure s'avvedono d'esser stati fatti a pezzi, e da morti continuano a camminare per inerzia, dovrebbero mettere sull'avviso questo mondo di ciechi.
Dalla schiena possente, dalle unghie spesse e dure, dai pettorali tesi come scudi indovini la belva.
Maggiore è la potenza femminile, maggiore è la disponibilità di cui gode, e tanto maggiore disponibilità le vien chiesta, anzi, ove possibile, estorta. Pretendono che si comporti come il potere, che o si esercita fino all'estremo limite, o è nulla.
La potenza femminile, che tutto ottiene facilmente, ed è dunque viatico all'abbondanza, destinazione prima delle suppliche, vittima già designata del sacrificio.
Se entri nella serie, devi rifiutare l'unico. Se accetti l'unico, la serie ti rifiuta.
[&> /dev/null]
"Ogni volta che fai spazio alla vita / non farti cogliere dalla mezzanotte / sta' a occhi aperti finché torna il mattino / perché davanti a te c'è una rete sempre tesa. // Questa rete ha nomi pesanti / che sono scritti in un libro sette volte sigillato / è l'invidia dei morti, dice qualcuno / altri dicono sia l'amore di un inizio di primavera // Se una volta resti impigliato nei suoi lacci / nessun altro potrà farti uscire / tu solo devi cercare l'estremità del filo / e se la sorte ti aiuta, ricominciare". - Erranti 404
"Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi".
Di un certo azzurro, di un certo biondo, di certe cadenze e accenti, di certi frantumi di versi, che cantavano mari, metamorfosi, donne rapite, guerre ritorni e omicidi, luce dei sedici anni.
[&> /dev/null]
"Bello, senza riserve, è l'amore della verità. Esso porta lontano, ed è difficile giungere al termine del cammino. Più difficile però è la via del ritorno, quando si vuol dire la verità. Voler mostrare la verità nuda è meno bello, poiché turba come una passione. Quasi tutti i cercatori di verità hanno sofferto di questa malattia, da tempo immemorabile". - Erranti 404
Ciao. :-) - Erranti 404
Ciao, se dici a me :) - palmasco
C'è solo il tuo like, sì che dico a te. :-) - Erranti 404
[&> /dev/null]
"Strinse il parapetto, come un affamato il cibo. Lo superò con uno slancio, da quell’eccellente atleta che era stato da giovane, con orgoglio dei genitori. Mentre le mani via via allentavano la presa, intravide tra le sbarre della ringhiera un autobus, che avrebbe facilmente coperto il rumore della sua caduta, gridò piano: - Cari genitori, pure vi ho sempre amati! - e si lasciò cadere giù. In quel momento il ponte era percorso da un traffico interminabile". - Erranti 404
[&> /dev/null]
Il grande chiavatore, primo araldo della quantocrazia, fruitore dell'abbondanza più ambita, quella sessuale, di fronte a cui si è condannati a essere emuli più o meno di successo, inevitabilmente invidiosi, in ogni caso o aspiranti o rassegnati alla penuria. Lo riconosciamo dalla chiave del suo fascino, che è il disprezzo, il non cale, l'indifferenza, poiché i membri di una serie sono indifferenti e sostituibili, e ricavano ogni loro valore dall'appartenenza alla serie, vale a dire dall'essere o essere stati predati dal grande chiavatore. Propaganda pervasiva, persecutoria, protesa a nascondere il vero: che fummo fin dall'inizio dediti all'unico, uno senza secondo, e alla sua epifania, che non c'è altra fortuna né altra felicità. - Erranti 404
Spiccano, certe presenze, certi sguardi dissestanti, come schegge meteoriche, spine di metalli remoti forgiate da un fuoco primevo, nella tessitura friabile del tufo grigiastro, reperti di altre ere geologiche.
"... crediamo di determinare con i nostri comportamenti, modi o maniere, la produzione di beni e servizi, ma è la produzione che decide cosa deve piacerci o no".
[&> /dev/null]
"Non basta che le condizioni di lavoro si presentino come capitale a un polo e che dall’altro polo si presentino uomini che non hanno altro da vendere che la propria forza-lavoro. E non basta neppure costringere questi uomini a vendersi volontariamente. Man mano che la produzione capitalistica procede, si sviluppa una classe operaia che per educazione, tradizione, abitudine, riconosce come leggi naturali ovvie le esigenze di quel modo di produzione". - Erranti 404
"Old shadows for bars".
Pane al pane, nudo e crudo: la più insidiosa delle mistificazioni. Falsa è la dichiarazione, falsa la sincerità, non per intenzione ma perché inevitabile: scostare il velo non fa vedere di più, ma di meno. Perciò ama nascondersi, perché ama mostrarsi.
Wazzdown.
Noi mendicanti con la mano tesa, e rifiutiamo l'elemosina.
Tristezza dell'io che teme di essere inutile, sostituibile, perché lo è: si produce infatti in serie, variando un numero di ingredienti tutto sommato ristretto, un miscuglio vale l'altro e tutti, alla lunga, annoiano.
Non distinguendo l'arte dal talento, né il talento dalla mediocrità, inutile frequentare mostre, inutile la macchina fotografica sempre al seguito, inutile guardare se non vedi, inutile che tu pianga sulla mediocrità versata.
Tristezza dell'io che si vede oltrepassato e negletto, poiché di fronte all'epifania dell'unico o accetta l'annichilimento, o si contenta di esser re di illusioni entro il perimetro ristretto della sua cella, o cerca di appropriarsi dell'unico per dominarlo, fatica vana, l'unico è inafferrabile, e se qualcosa afferri, è la sua spoglia.
Eravamo noi a portare la cappa stellata degli amanti? Così si chiedevano, asciugandosi gli occhi nel grembiule da lavapiatti.
Pranzi sontuosi imbanditi alle colpe, di cui ci è concesso assaggiare gli avanzi a festa finita, a luci spente.
Di tutti gli amori di cui s'è detto che finirono, e giacciono addormentati o assopiti in qualche retrobottega, o rincantucciati in lacrime in piccoli sgabuzzini bui, in struggente attesa.
Pianamente ci vengon lasciate sul tavolo le istruzioni per la corda, lo sgabello, le ultime parole non famose.
Ci sentiamo parlare la lingua del tecnico di buon grado, del connivente a tempo pieno, della prostituta di buona volontà, quasi entusiasta, la lingua che abbiamo imparato perché riscuote consenso, la lingua franca, che non paga dazio.
Le scelte non obbligate sono indifferenti. Ma quasi tutte le scelte sono obbligate, accanto alle quali tuttavia si apre, per una frazione di secondo, un esile interstizio, un impercettibile varco.
Other ways to read this feed:Feed readerFacebook