Il passo successivo è fargli spazio tra i 10 comandamenti :)
- SecondoMe
Per fortuna Luna non dirige Glamour. Ci troveremmo Valentino premio Nobel e un paio di Loboutin come diritto costituzionale.
- Smeerch
il prossimo passo di Luna è chiedere l'abolizione della FAO a favore della Apple.
- Robie
@Kaspar: il diritto deve essere generale, non particolare. L'accesso che va garantito è alle informazioni. Di qualsiasi tipo esse siano e indipendentemente dal veicolo. Non al singolo mezzo. Mica nella Costituzione c'è scritto che ogni cittadino ha il diritto di potersi recare in edicola a comprare un quotidiano. Almeno non in questi termini. ;)
- Smeerch
like a Smeerch per il primo commento :)
- prezzemolo
@Kaspar: a mio modesto parere, non sono principi universali che necessitano l'inserimento nella carta costituzionale. Ma ovviamente si può (anzi si deve) intervenire con manovre pubbliche di finanziamento alle infrastrutture e con programmi di "scolarizzazone digitale" (se così possiamo chiamarli).
- Smeerch
Detto in altri termini: tirassero fuori i soldi per la rete di nuova generazione, piuttosto. ;)
- Smeerch
nella costituzione non c'è abbastanza libertà di parola, figuriamo internet
- cannedcat
quando avevo detto che queste sparate sono cazzate qualcuno mi ha rimproverato ma queste boutade non fanno bene
- Maurizio Goetz
from BuddyFeed
Mah... vedendo il livello che ha raggiunto Wired Italia (vi ricordo che sull'ultima copertina c'è Fiorello, come se fosse TV Sorrisi e Canzoni) e notando che Wired US è disponibile anche in Italia a un prezzo competitivo su iPad, se fossi Luna inizierei a preoccuparmi, no?
- Stefano Maggi
@Stefano non solo non mi preoccupo ma ne sono così fiero che il 9 giugno ospito a Milano Scott Dadich e Jerome Clarck per una serata sulla meravigliosa app di Wired Us, abbiamo tanto da imparare e lo faremo. Alcune cose le abbiamo già imparate: per esempio un paio di volte l'anno loro prendono una Celebrity e gli fanno interpretare una idea. L'ultimo è stato Alec (Rosario) Baldwin
- Wired Italia
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@riccardo mi sembra un'ottima idea, anch'io sarei fiero dei colleghi US. Il mio riferimento a Tv sorrisi e canzoni e a un cambiamento della rivista italiana è dovuto all'orientamento sempre più decisamente "mainstream" di Wired. Forse è colpa del mezzo (rivista) che per fuzionare bene deve accontentare tutti. Forse però in un mercato fatto di tante minuscole nicchie una soluzione "per tutti" finisce per piacere a pochi. Si tratta solo di un mio personalissimo parere, da abbonato a partire dal primo numero.
- Stefano Maggi
Sono d'accordo con Stefano. Sono un abbonato e di tutti i numeri che mi sono arrivati l'unico che ho davvero apprezzato è stato il numero sulla dot Italiana in Africa: era pieno di articoli che univano la tecnologia a temi importanti. Molto bello e interessante, tant'è che mi capita di rileggerlo ancora. Trovo che la tecnologia fine a se stessa o usata per sterili estetismi sia inutile.
- Alessandro Marocchini
Riccardo, non credi che Fiorello abbia già parecchio spazio altrove, non penso aggiunga molto leggere di come abbia iniziato a fare mela C mela V a 50 anni. Non usava internet fino a ieri? Ora lo usa? Benissimo, sono contento per lui, ma, perchè dovrebbe interessarmi? Stiamo forse cercando di legittimarci? Non credo. Non dobbiamo convincere nessuno che Internet sia una rivoluzione, è la storia ad averlo fatto per noi... Non credi?
- ottavio nava
Non credo @Ottavio, ma capisco il tuo punto di vista e apprezzo il garbo con cui lo hai espresso
- Wired Italia
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@Stefano @Alessandro mainstream? Le cover prima di Fiorello erano: un ragazzino di un centro sociale di Catania, un operaio di Settimo Torinese e una blogger cubana...
- Wired Italia
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@Riccardo io non ho mai parlato di mainstream, ne di Fiorello. Ho parlato di contenuti e, anche se ti apprezzo molto come direttore e giornalista, gli ultimi numeri di Wired (a parte il già citato numero della dot in Africa) non mi sono particolarmente piaciuti. Preferisco quando parlate di tecnologia applicata per risolvere problemi reali e importanti per l'uomo. Per esempio sul prossimo numero mi piacerebbe leggere qualcosa sul caso della fuoriuscita di petrolio in Louisiana e di come la tecnologia possa risolvere il problema, magari parlando del prodotto di un'azienda pugliese che giorni fa si era proposta (per bocca del presidente Vendola) come soluzione al problema del petrolio della BP. E comunque il mio parere conta poco, come quello di qualsiasi altro abbonato di Wired, può darsi anche che sia solo io che non sia soddisfatto. In bocca al lupo comunque.
- Alessandro Marocchini
forse qualcuno non ha capito che il pubblico di nicchia di FF viene usato per legittimarsi sul pubblico mainstream. da sempre sostengo che i contenuti della rivista sono coerenti con il suo posizionamento. il target non siamo noi.
- Maurizio Goetz
from BuddyFeed
e aggiungo che la penso come Maurizio e trovo che il fatto che il target non siamo noi è positivo.
- Gianluca Diegoli
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Il discorso sul target scusate, non lo condivido. Ho comprato ogni numero da quando è nata la rivista, spesso la regalo anche a mio fratello(14anni), penso di essere UNO dei target. In ogni caso, credo che la sensazione che gli ultimi numeri siano stati un po' sotto tono sia sentimento di molti, vedremo cosa succederà nei prossimi...
- ottavio nava
@maurizio Gianluca Roberta. altri: non so se FF serve per testare temi, sdoganarli, metterli alla prova ecc. quel che mi sembra di osservare è che (tra le altre cose) permette di mettere a fuoco i temi e creare consenso in modo connesso (o anche dissenso). non credo però che wired (o il suo direttore) lo usino in questo modo. mi sembra invece venga tollerato come un luogo in cui non c'è il "paese reale di Internet" che Wired si è preso il compito di "rappresentare". Invece mi poacerebbe ci fosse dibattito anche con chi risiede qui. senza strizzate di occhio, senza consenso del mainstrram blogger o del tecnoentusiasta generalista.
- gba
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per me l'obiettivo non e' quello si sente lontano un miglio l'uso del marketing conversazionale per fare buzz. Niente di male ma qui queste pratiche sono risapute e non sempre queste pratiche funzionano. Su altri target invece il discorso e' diverso
- Maurizio Goetz
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oppure si dovrebbe tornare al punto di merito: IMHO (edit ;) wired IT o chiunque altro (inclusa la giuria del nobel) non hanno un buon punto nel parlare di "internet" e pace nel mondo, o "internet" e costituzione, per il semplice fatto che l'oggetto preso così è molto, molto mal definito e si presta a ogni gioco, buono o cattivo che sia
- lga11i
poi volendo uno apra un altro tiro su wired e wired IT, ma allora sarebbe il caso di vedere la faccenda con un occhio più lungo, dal wired pre-new economy della "ideologia californiana" ai giorni nostri
- lga11i
infatti la credibilità di Wired Italia e' tutta da costruire e si impongono dei ragionamenti differenziati fra vecchi e nuovi lettori
- Maurizio Goetz
from BuddyFeed
#wired#fiorello io penso che fiorello in prima pagina possa permettere di diffondere WIRED a chi non ha (ANCORA) gli strumenti culturali per leggerlo. E' una realtà, non snobismo perchè nn veniamo tutti dallo stesso percorso quindi quella cover diventa un atto di democrazia verso l'italia (anche perchè nn sn tutte cosi..) è un giornale che deve essere diffuso per il suo METODO di ricerca,
- creattivina
e cmq affondare dei tentativi di cambiamento non aiuta il cambiamento, amesso che i 'cittadini' lo vogliano. ma qsto lo vedremo da mille altri segnali, diversi dal mero acquisto di una rivista. La credibilità di una rivista così... consta nella capacità di coinvolgere le menti delle persone. Io ho sempre trovato ALMENO la metà dei contenuti di ogni uscita MOLTO INTERESSANTE (abbonata dall'inizio...nonostante LA FALLACIA terrificante delle SPEDIZIONI). Siamo diversi e magari mettiamo tutti delle aspettative enormi su un 'prodotto' editoriale che da solo nn farà cambiamento ma certo può alimentare dialogicamente un movimento di idee aperte e sensibili a valori comuni.
- creattivina
Leggendo meglio (fra le righe) la proposta di Luna odora di veltronismo un pò vago, ma andando al sodo cosa ne viene per "internet" trovarsi in una costituzione che fra l'altro è quotidianamente calpestata dalle leggi e chi le fa? Quello che avrebbe bisogno internet è una "costituzione" tutta sua, nuova, 2.0. (con gli articoli di lunghezza non oltre i 140 caratteri per intenderci), che magari lo Stato italiano sappia tramutare in leggi, codici e regole. Insomma una carta dei diritti e doveri delle rete dei suoi "abitanti". Se l'uscita di Luna può aiutare in questa direzione, ben venga, altrimenti è un abbozzo gridato e niente di più.
- Daniele Lombardi
posso dire una cosetta "sintetica" da avvocato? Well...1) l'art. 27 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo riconosce già ad ogni individuo il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità e di godere delle arti e della cultura. 2) Il Parlamento ed il Consiglio d'Europa hanno ribadito questo principio con riferimento alle RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA in sede di approvazione della nuova direttiva quadro delle comunicazioni elettroniche. 3) a marzo del 2009 il Parlamento EU ha rafforzato le libertà fondamentali sulle reti. Questo nuovo (o semi tale) framework regolamentare dovrà essere recepito dagli Stati membri...quindi, dovrà esserci internet nelle ns. libertà costituzionali, prima o poi
- cipriana maiameraime