"“Ecco a cosa stiamo lavorando: controllare i giochi attraverso quella parte di noi che non possiamo controllare, lo stress, la paura, la gioia”. La nuova strategia, a dir poco originale, di Nintendo."
- g.g.
from Bookmarklet
Le persone non hanno assolutamente bisogno di essere incoraggiate al gioco. Giocare è la prima forma di sperimentazione ed apprendimento........................sottovalutata troppo a lungo.
- PierLuca Santoro
lo shift verso la dimensione emozionale interessa tutti i comparti, non solo quello dell'entertainment. In questo sorprende meno
- metakappa aka gino
Le persone vanno in coraggiate a giocare nella misura in cui hanno blocchi psicologici nel farlo o incapacità [se over 50] legate all'utilizzo di Pc o consolle di gioco. I miei riferimenti erano rispetto all'edutaitment - o edutainment - che ho sperimentato con successo in passato e ha attivato sempre, in gruppi aziendali, coinvolgimento ed apprendimento. [more: http://www.slideshare.net/pedroel...]
- PierLuca Santoro
Ma che bel thread. Io poi avrei un po' di cose da dire sul Vitality sensor di Nintendo, che tutti hanno ridicolizzato e che secondo me potrebbe invece aprire scenari interessanti. Thomas: l'attività ludica È apprendimento. Più precisamente è ciò che ci permette di sperimentare nuovi percorsi in un ambiente protetto e di trovare soluzioni. Il gioco è una delle più grandi spinte evolutive umane.
- Federico [Kurai]
Thomas, guarda che c'è *parecchia* letteratura sull'argomento. Compresi studi notevoli sugli effetti dei videogiochi (e io comunque parlavo di giochi in generale). In ogni caso non cogli il punto. Certo che giochi per divertirti. Esattamente come per altre attività utili alla specie il gioco ha degli effetti piacevoli (parlo proprio di chimica, a livello cerebrale) perché serve. A evolversi.
- Federico [Kurai]
@Thomas: Nelle mie esperienze all'interno di convention aziendali abbiamo finalizzato "giochi" tesi a fare formazione sia su aspetti tecnici che comportamentali. Normalmente con la direzione aziendale si sceglieva "il gioco" [creato ad hoc] perchè il tema se trattato in modo classico - riunione + slides - avrebbe provocato disinteresse e/o rigetto. Le slides segnalate precedentemente aiutano a spiegare meglio..........se d'interesse.
- PierLuca Santoro
Sul fatto che serva un punto d'accesso sono assolutamente d'accordo , Thomas, soprattutto nei videogiochi. Su questo, con me, sfondi una porta aperta :). Però credo che la pulsione al gioco sia innata nell'uomo (anche molte attività "serie", passami la semplificazione, hanno uno sfondo ludico più o meno nascosto).
- Federico [Kurai]
Vedo. Procurerò quanto prima (così metto anche questo insieme al post sul Vitality sensor, via)
- Federico [Kurai]
...ma anche incoraggiare i media ad offrire un'immagine meno tecnica e più umanista del videogioco, che deve affermarsi pienamente come fenomeno popolare, liberato dalle èlites dei geeks...
- Gabriele Cazzulini
Interessante. Dimmi di più sulla tesi :) Sui videogame il discorso è lungo è complesso. Ovvio che ognuno gioca un po' come vuole e con quel che vuole, ma è innegabile il fatto che siano il mezzo espressivo di questo secolo, e che, quindi, molto passi di lì (cfr. Ian Boghost, Persuasive Games)
- Federico [Kurai]
xlthlx: così facendo - a livello unitario - costa meno sia il gioco che lo sviluippo dello stesso :-)
- PierLuca Santoro
Sviluppare un videogioco ad hoc ha costi decisamente superiori alla creazione di un gioco da tavola "tradizionale". Questo, ovviamente, è un elemento di assluta rilevanza a meno che non si crei per una grandissima multinalzionale che poi lo localizza per [sparo] le sue 100 filiali nel mondo. Questo è vero e valido sia per l'edutainment che per l'advertaiment...........infatti di bei giochi promozionali che non siano i soliti giochini in flash ne ho visti davvero pochi e solitamente sviluppati - appunto - per aziende dell'automotive. L'altro aspetto è che il videogioco ha curve di apprendimento che richiedono maggiore tempo rispetto ai giochi da tavola. Questo era il senso di quel che volevo dire.
- PierLuca Santoro
Mah, non sono molto d'accordo su quest'ultimo punto, non tanto sui costi di sviluppo (ma anche su quelli ci sarebbe da discutere, a meno che non si parli di titoli AAA), quanto sulla curava di apprendimento.
- Federico [Kurai]
@Federico: forse mi son o spiegato male. Mi riferivo alla curva di apprendimento relativa al "maneggiamento/smanettamento"del gioco in se stesso non alla curva di apprendimento in termini formativi.
- PierLuca Santoro