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g.g.
Nascondino Network - http://www.bookcafe.net/blog...
condivido la riflessione, in toto, ma ne apro un'altra: facebook è davvero "un posto in cui la gente si iscrive per farsi trovare"? un paio di giorni fa ho scoperto e comprato il libro di un'amica d'infanzia, l'ho divorato, e ieri -guardandolo sulla scrivania- mi sono detta prima "dovrei proprio rintracciarla su pagine bianche e farle una chiamata" e poi "e se questo facebook fosse davvero popolare come dicono e ci si fosse registrata?". lì ho capito quanto utile è uno strumento del genere, via via che il web diventa il mezzo comunicativo per antonomasia, realizzando l'importanza di essere "trovabili". nel pomeriggio, poi, mi sono trovata a telefono con una collega, che mi ha praticamente imposto di iscrivermi, perché "c'è tutta medicina", sì, ma soprattutto "perché si spetteeegola!! si scopre tutto di tutti!". e la stessa mi ha enumerato tante di quelle impostazioni di privacy che, in serata, mi sono iscritta sul serio. quindi arrivo/torno al punto: - Valentina*
FB è un posto in cui la gente si iscrive per farsi trovare o un posto in cui la gente si iscrive per spiare e farsi spiare? - Valentina*
Condivido la riflessione anche io. La gente iscritta su FB è su livelli diversi. Ci siamo noi, da una parte, che siamo su FB, come su qualunque altro social network, con le nostre dinamiche di rete già consolidate. Ci sono poi quelli che lo usano per trovare e farsi trovare, li chiamerei i "per sè e per pochi amici". Ci sono quelli che si iscrivono per spiare, ma non per essere spiati. Ci sono quelli che semplicemente FB è l'evoluzione di MSN senza passaggi intermedi. Ci sono quelli che oramai FB è di moda. - catepol
io credo che ci siano utenti di tutti i tipi, come sempre avviene, e -nello specifico- di entrambi i tipi. e sono felice di essermi registrata e di essere io pure "trovabile", come sono felice siano "trovabili" contatti che, diversamente, sarebbero così "lunghi" a cercarsi da essere "impraticabili". però, mi domandavo e mi domando: di quale "grammatica del medium" fa parte la costrizione a veder scorrere in bacheca la vita di quegli amici la cui "motivazione personale" è orientata a *esplicitare*? - Valentina*
Il problema è che questi livelli non corrispondono a gruppi distinti e separati, circoscrivibili. - catepol
commentando il post di Mantellini che ne parlava tempo fa, mi chiesi perchè non pensare a campagne sorridenti e serene di informazione sull'uso consapevole dei propri dati personali, piuttosto che fare terrorismo. - biccio
a esplicitare perfino le "rimozioni delle situazioni sentimentali"? (http://seppuku.tumblr.com/post...) e esprimerò il mio dubbio terra terra, scusandomi ovviamente per essermi dilungata: perché dovrei/dovremmo usare e spingere a usare un macchinario che, dietro al miraggio "venduto" di farle mantenere o addirittura di farle migliorare, più presumibilmente, molte relazioni contribuisce a provarle esasperarle logorarle? tanto più dove ci sono? - Valentina*
scusandomi anche con caterina e fabrizio, se mi sono sovrapposta così -me ne accorgo solo ora-, aggiungo due (s)punti: 1) il primo è quest'altra segnalazione di giuseppe http://friendfeed.com/e... :D 2) il secondo è la confessione che sarei proprio curiosa di vedere in atto un progetto di semplice "censimento" di identità, e non di vite (visto che a mia volta -come fabrizio- credo avremmo tutto da guadagnare dall'uso, purché consapevole, dei nostri - Valentina*
@vu*: perchè ogni tecnica favorisce e determina il consumo e, nell'aumentare il nostro potere, ci trasforma di strumenti dell'apparato. La volontà di potenza, così come si esprime su FB, porta ad ampliare illimitatamente il campo delle relazioni, in un meccanismo dissipativo. La tecnologia aumenta il potere dell'uomo solo in termini quantitativi (enlarge your...or increase the volume of your...etc) :) . - U.
dati; ma penso pure ci si possa spendere molto di più e molto meglio per educarci e educare a tenersi il più possibile al riparo dalle tempeste emotive in aumento *perfino* davanti allo schermo ...sulla semplice base del fatto che, già dietro allo schermo, ciascuno di noi c'ha assicurato in automatico il suo bel daffare) - Valentina*
@vu* tranqui ti leggevo con piacere in sovrapposizione. :-) Va fatta una sana educazione/informazione sull'uso consapevole dei propri dati online. Noi che già bazzicavamo nel 2.0 prima di facebook ne abbiamo consapevolezza e ci regoliamo di conseguenza. Però appena vedo mio fratello ho già in programma di spiegargli che magari non tutte le foto del parentado (me compresa) andavano messe su FB. Così con tranquillità. E' un esempio banale, ma lui che ne sa. Sa solo di condividerle con una 30ina di amici... - catepol
@utna: io la meccanica della cosa neanche la discuto, perché si racconta da sé. dico solo: se dobbiamo essere strumenti dell'apparato, miglioriamo l'apparato o cambiamolo del tutto. abilitiamo piattaforme pensate innanzitutto per fare il benessere (se non il gioco) dell'uomo. "proviamo", almeno: ché, come ci insegna mafe, poi sostanzialmente-ogni-cosa-va-per-sé :) io dico: "miseria, sono anni che è stato *dimostrato* che scatafascio comporti e stia comportando non incaponirsi sul "dovere" dell'intelligenza - Valentina*
@vu* di quale intelligenza parli? Di quella delle persone o di quella dell'apparato? - U.
emotiva... e io che sono una perdente EMOTIVA, quando la mia amichetta a telefono mi dice no-ma-devi-venire-non-sai-che-bello-come-e-quanto-si-spettegola-su-fb, non dovrei neanche rimanerci secca? per il fatto di non capire che corde di bestialità tocca il bisogno di mettere per iscritto tutto? quando non c'è il benché minimo filo di empatia? quando un apparato totalmente scemo viene usato in modo totalmente scemo per perpetrare tante piccole violenze, perfettamente gratuite, che sceme non sono? - Valentina*
@vu* è tutta gente arrivata alla condivisione di qualunque cosa online passando da MSN...capisco benissimo il tuo fastidio. E' il fastidio di chi dà per assodate alcune cose da anni e qui, ora, bisogna ricominciare dai fondamentali. E' come avere insegnato sempre al liceo e ritrovarti di colpo ad insegnare in prima elementare. Perdonatemi la metafora scolastica. - catepol
L'intelligenza emotiva delle persone non aumenta mica con l'educazione, è una cosa che proprio non puoi finanziare o introdurre in un programma di studi (le scuole poi aumentano solo l'intelligenza dell'apparato). E imho non è nemeno una questione di intelligenza emotiva. Mi spiego. Non usare uno strumento che aumenta un potere (in questo caso il potere di aumentare le interazioni sociali) è oggi considerato follia, così come si considera folle chi non usi le normali tecnologie mediche per curarsi: questo è lo spirito dei tempi, e parecchi nemmeno lo vedono, nè si accorgono della gravità che li conduce inesorabili ad una destinazione che sta fuori dall'uomo. Chi invece rinuncia volontariamente a un simile potere (per quanto piccolo) si pone al di fuori da una logica che è indubbiamente prevalente, e per farlo deve essere principalmente libero. - U.
@paolo: dici? :D - Valentina*
@utna: l'organismo umano è una assoluta, perfetta, meravigliosa, vera e propria macchina da guerra. ti invito ad abbandonare qualsiasi idea di non "trainingabilità" t'abbiano venduto, perché è una cazzata :D per tutto il resto: non hai assolutamente capito il mio punto. (dovrei dire: non mi sono spiegata, ma sono stata alquanto accorta perché sono in piedi da poco. et donc..:D) ricapitolo: abbiamo superato il corriere da un pezzo, hanno toppato e siamo d'accordo tutti. io poi sono una tecnomane finita! - Valentina*
sintonizzati: ben venga la tecnologia, meglio venga che si sia noi a usare e a consumare lei piuttosto che il contrario. ora ti faccio una domanda: ti ricordi come eravamo stronzetti alle elementari? e alle medie? :) bene, io ho evidenziato solo che certi "apparati" consentono a certi "utenti" di restare bloccati lì. e fb mi pare una figata. ma non lo userò :) sai perché? perché quando la mia amica famosa mi chiamerà, e piangendo mi racconterà di come quello che è stato il suo compagno per 6 anni - Valentina*
l'ha lasciata per telefono, tenendo bene a puntualizzare il cambiamento di status online, cosa che le ha mandato in flip il cervello, con esiti disastrosi su cose importanti: ecco, quel giorno non voglio esserci. non voglio dover dare dell'idiota a lei. non voglio dover andare a insultare lui. e assolutamente, assolutamente non voglio mettermi in condizione che chiunque altro mi debba dare dell'idiota o mi debba venire a insultare. :) vada fb e vada come semplice "contattario". con la speranza, mia - Valentina*
personale e quindi del tutto discutibile, che il web intero diventi sempre di più un semplice "contattario". o "sistema operativo" per attività (vita?) altrove, direbbe -forse- una persona che, a differenza mia, ci capisce per davvero :) - Valentina*
@vu* non fosse per il termine "traingabilità" (che mi ha ferito nel profondo) il tuo commento ottimistico e un po' naif sarebbe invero commovente :-) - U.
la mia opinione (che non riuscirò certo a illustrare qui) è che la tecnica ha già superato l'uomo, che è illusorio il controllo che abbiamo, e che niente e nessuno la potrà fermare nella sua corsa verso l'autodistruzione. Si può solo sperare per quello che sarà dopo, se un dopo ci sarà. Questa faccenda di FB è solo un piccolissimo esempio di questa ampia teoria. - U.
(trainingabilità?) comunque certo, immagino :) anche perché io lo sono: ottimista, e schifosamente naive. ma l'importante è far capire che non c'è da "inzupparsi il pane" a tutti i costi. - Valentina*
@vu* posso farti una domanda un po' ingenua? Cosa intendi esattamente con "inzupparsi il pane"? - U.
io vi sto leggendo con piacere ma la mia teoria rimane più semplicistica e banale: internet ce l'hanno quasi tutti oramai in casa e finalmente le persone grazie alla moda di facebook - moda fatta esplodere da giornali e TV e non dagli utenti stessi - ci fanno qualcosa di sociale senza averne la GRAMMATICA. Così torno a quello che diceva giuseppe. Noi siamo ben oltre la grammatica, siam capaci di fare anche l'analisi logica, l'analisi testuale e le traduzioni specialistiche...rimaniamo basiti a guardare - catepol
eheh :) ok, qui hai reso perfettamente. e capisco il punto, che non potrei mai smontare su piano logico. :D però voglio condividere una citazione che racconta bene da dov'è che ci poniamo noi.. "trainingatori" prr :P ora non l'ho trovata (il rif. è Michael Nielsen, che è anche qui su FF), ma il senso è che il "pessimismo" è, a prescindere, una scelta -di metodo- che NON ci convince: visto che non potrai mai sapere che succede, se non hai motivazione a "sbatterti" :) e non sia mai rinunciare alla curiosità. - Valentina*
@utna: le risposte un po' ingenue non fanno per me, non vorrei mai correre il rischio di risultare simpatica :) ;) - Valentina*
@catepol: mboh, io non sono uno di voi, di social network so pochino. Però credo di capire ciò che tu e vu* intendete. Con maggior consapevolezza la gggente è meno esposta ai rischi. E questo, ben inteso, io lo condivido. Il mio discorso afferma invece che i rischi a cui vi riferite sono secondari rispetto al rischio insito nell'uso di una tecnologia (qualsiasi) con la quale ormai siamo in un rapporto di dipendenza e succubanza. @vu: poi in effetti c'è il rischio di esser simpatici che deve esser scongiurato con ogni mezzo! lol - U.
Per chiarirmi meglio questo è quello che ho scritto commentando il blog di Buttha, poco prima di avviare questa conversazione: "mi sono iscritto con un account fasullo proprio martedì, per curiosità, e ci ho trovato il mondo del mio passato e presente, anche un sacco di persone che ricordo con nostalgia. Sono sicuro che non mi iscriverò e che manterrò integro il loro ricordo. Temo questo attrezzo, FB è pericoloso. Mi pare una tecnologia che espande il raggio dei rapporti sociali sottraendoli in buona parte all'arbitrio, trasformando rapporti e persone in ingranaggi di un meccanismo evidente e talvolta crudele. Si può amare un persona senza volerla più vedere? Per me assolutamente sì. Su FB è praticamente impossibile." - U.
@caterina: sì. :) da te si dice che "chi si mette con i bambini, si ritrova con il letto pisciato"? c'è una persona che mi ha insegnato che è sempre così. e allora, credo mi capirai: le ragioni per fare socialnetworking in senso proprio, su FB come altrove, per uno un po' cresciutello restano evidentemente pochine. :) - Valentina*
@vu*: c'è che si ricevono innumerevoli stimoli e inviti a restar fanciulli, perchè i fanciulli desiderano, sono individualisti, non pensano al futuro e soprattutto acquistano come se non avessero domani. Una società di cretini è alquanto remunerativa. Apprezzavo quella canzone fascista "giovinezza" (di cui scherzavano stamane) proprio per quell'idea (che si è persa) che il tempo dell'uomo sia composto da cicli irreversibili, che possono esser rimpianti, ma che un uomo deve saper superare... c'è un tempo per giocare ed un tempo per combattere e così via. - U.
si che si dice :-) FB è pericoloso, concordo. Facebook oramai è una vetrina. Dove per quanto mi riguarda, non riverserò il flusso di cose che già riverso altrove. Vi sembrerà strano, ma ho deciso così. Perchè tanti degli amici ed ex amici che sto ritrovando non hanno idea del flusso. L'uso è una bacheca dove affacciarsi e vedere i tuoi amici cosa hanno attaccato oggi. Non è esattamente lifestreaming come lo intendiamo noi - catepol
Solo che su Facebook è diverso. Provo un senso di fastidio a far della mia bacheca il flusso perenne di live streaming che faccio altrove (twitter, blòog, friendfeed...) E' un fastidio mio. Quello di essere consapevole che Facebook non posso utilizzarlo così. La consapevolezza che è il primo posto dove tutti vanno a guardare - perchè va di moda - per farsi i fatti tuoi online. Ecco, i fatti miei online stanno anche dovunque, ma condivisi con gente che parla lo stesso linguaggio. Su facebook non siamo tutti allo stesso livello. E allora anche l'apparenza del contenitore deve essere curata. - catepol
Io personalmente uso FB in due occasioni solo: 1. quando devo capire chi è qualcuno che mi sta contattando; 2. quando le richieste di amici sono diventate impudicamente troppe. - g.g.
link: http://friendfeed.com/e... ma giusto perché ho percepito che lo stato aeriforme genera un sacco di malumooori, visto che sono tutti abituati a seguire per bene tutto, e neanche oso immaginare lo stress subito per non perdersi nessun rivolo nessuno di questa conversazione :) ;) - Valentina*
Manco mi ero accorto che il mio raccontino di quartiere avesse scatenato tanta conversazione :) Mentre mi prendo il tempo di leggere tutto mettiamo alla prova la rete sociale: se qualcuno conosce i persona i protagonisti citati dica loro di fare ciao ciao nei commenti (senza tirare uova). - Federico Bolsoman
eh, come è possibile? :) quando proooprio il tuo raccontino di quartiere ha scatenato tanta conversazione!! (@gg: allora, mo' che dici? siamo sicuri di doverci giocare 'ste discussioni 'relazionali' ad ogni costo? ;) non è meglio andare pure verso la sconfitta, ma andarci da "ottimisti e naif"? :D) - Valentina*