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Luca Sartoni
Dai commenti: orario di lavoro - http://www.lucasartoni.com/lavoro...
ah ahah ahahah ahahahah AHAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! - Danilo Paissan
scusate, ora torno in me - Danilo Paissan
è capitato pure a me. grossa azienda web emiliana di cui non farò il nome. mandati a cagare immediatamente. - A. Morloi Grazioli
capitato pure a me un paio di volte, una in azienda grossa. se stavi 2-3 h oltre l'orario di lavoro, anche se avevi finito quello che dovevi fare, eri considerato produttivo, altrimenti no. e il bello era che contrattualmente non c'erano vincoli di orario o di presenza. - alesstar
a me è capitato che la frase dopo "lavoriamo senza orari" era "paghiamo poco". - lapaolina
i miei colleghi di altre sedi nelle grandi città lo fanno sistematicamente. qui non ha avuto seguito, dalle 17.00 alle 17.30 (dopo le 8 ore di lavoro) si svuota la sede. - Stefania/stered
Beh, qui da me praticamente tutti stanno fino a oltre le 18. Io sono uno dei pochi che ha sempre puntato i piedi e quando si fanno le 18 o anche poco prima, vado a casa. Il mio contratto dice 9-18, io seguo quello, non le consuetudini aziendali. Già ho poco tempo libero, non intendo regalarne altro all'azienda. - Fabio Cristi
se mi approvi il commento, io avrei detto la mia :P - Davide B.
la mia era una risata isterica - Danilo Paissan
Io alle 18 tendo ad andarmene, anche perchè sono cotto, solitamente. - Andrea Beggi
secondo me è giusto che non ci siano orari fissi per certi lavori perché, ovviamente, gli orari dipendono dalle esigenze del momento. non ci può essere una regola in un senso (tutti i giorni alle 17.30 esco cascasse il mondo anche se sono al telefono butto giù e addio) o nell'altro (tutti i giorni fino a mezzanottte anche se non c'è niente da fare perché fa bello fare i sacrifici). il buonsenso dovrebbe regolare il lavoro, come la vita. - lapaolina
chiedo scusa per i commenti che restano nell'antispam del mio wordpress. da qualche settimana mi chiede di moderare praticamente tutto. E a volte ci metto un po' di tempo ad accorgermene - Luca Sartoni
Considerate che "qui si lavora sempre fino a tardi" sottintende un "non ti paghiamo gli straordinari" e se il contratto prevede un tot ad ora (come qualsiasi contratto di lavoro subordinato), l'azienda vi sta rubando in tasca... Guadagna su un mancato costo. @Luca: tranquillo, wp c'ha le sue cose 30giorni al mese, è risaputo :) - Davide B.
Ma è chiaro che se ci sono scadenze e c'è una cosa da finire, si stia anche di più. Il problema è quando questa cosa è sistematica (che è segno di totale disorganizzazione o di sovraccarico lavorativo per i dipendenti). Dopodiché, ci sarebbe da fare anche il discorso delle pause caffè (qui son capaci di farne anche quattro, belle lunghe, in una giornata). - Fabio Cristi
assolutamente d'accordo con il post - Robbè
paola ha ragione, ci vuole buon senso. se sto in dirittura d'arrivo su un progetto, o c'è un problema e sono necessarie 2.-3 h in più oltre le 8 o cmq oltre quelle stabilite, anche non pagate, ok. il problema è quando diventa una "consuetudine", qualcosa che è normale e regolare e oltre a non essere (sotto)pagata diventa un parametro per misurare la produttività del lavoratore. in questo caso si arriva al mobbing, oltre che allo sfruttamento - alesstar
Il commento secondo me è corretto ed equilibrato. Di solito è lo stesso discorso che faccio quando sono io a colloquio. Ovvero specifico che sono una persona che non ha problemi a fare straordinario, ma che non si presta a lavorare sempre nell'emergenza. Purtroppo non sempre dall'altra parte si trova qualcuno disposto ad essere flessibile almeno quanto viene richiesto a me. - thursdaynext
io considero ragionevole la flessibilità in aumento e diminuzione; se ci sono urgenze (che non capitano tutti i giorni, ma, appunto, sono accadimenti sporadici) le persone stanno finché serve; quando però hanno bisogno loro (di uscire prima, entrare dopo, etc) mi avvisano e ci si organizza di conseguenza. - Alessandra Farabegoli
"anche non pagate" non esiste. Mettiamocelo in testa. Il rischio d'impresa e la relativa responsabilità è dell'imprenditore. Dal dipendente l'imprenditore deve pretendere precisione, competenza e impegno, in relazione allo stipendio e alle relative competenze. Tutto il resto non può essere "aggratisse". Mettiamocelo in testa. IO LAVORO PER IL DENARO. che poi il lavoro mi piaccia non deve essere faccenda che riguardi il datore di lavoro. - A. Morloi Grazioli
il problema è che ci sono aziende che lavorano solo su emergenze, e in genere sono piramidali al massimo: "superiori" che appaiono tramite mail a persone di mezzo per chiedere lavori che necessitano una settimana per due ore dopo, "persone di mezzo" che chiedono il lavoro pronto ai loro sottoposti per un'ora dopo... (dio, che brutte parole mi tocca usare).@morloi : non pagate nel senso che se ti devo fare un'ora di più perchè sto in ritardo o in emergenza, te la posso anche fare, perchè magari quell'ora me l'hai già pagata e me la sono usata come pausa-cazzeggio-telefonata privata. ma un'ora e in emergenza, non 10 :P - alesstar
Il problema di molte aziende è che l'emergenza è routine. Ieri sera ho lavorato fino alle 3 e mezza di notte, lo faccio, ma era un'emergenza. E presumo stasera non lo rifarò. Se il discosrso si sposta sulla regola delle 3 e mezza, il problema non è l'emergenza, ma un'organizzazione sbagliata: a volte si sbaglia veramente, a volte si cresce (e le aziende serie assumono nuove risorse in questo caso), altre volte è uno sbaglio voluto e preordinato. Mi servono 5 dipendenti, ma ne assumo due e cerco di fargli fare il lavoro di 5. Questo è aziendalmente aberrante (l'imprenditore è un deficiente!) e pericoloso per il proprio lavoro, perchè si tratta di aziende in precario equilibrio. - Davide B.
davide ti farei parlare con alcuni dei miei amici assunti in accenture destinati in telecom. la regola è non si va mai via prima del capo. e il capo di solito finisce alle 23.30 - Robie
Nelle aziende di sviluppo di videogiochi questa è spesso la regola, purtroppo. Non vi dico quanto si combatta per avere una gestione del lavoro più razionale. C'è gente uscita da grosse case come EA in condizioni allucinanti. - Federico [Kurai]
oddio poi sono tutti pagati " a modo" però la vita sociale è ridotta a zero, anzi anche meno. Però chi fa di questi sforzi si ritrova in giro per il mondo a seguire i progetti iniziati qui. Per inciso io lo farei sempre tutti i giorni dal lunedì alla domenica. - Robie
@Robie già per lavorare in accenture bisogna avere problemi :) - Mucio
ma infatti io c'ho grossi problemi :D, o meglio ce li vorrei avere - Robie
Ma dici bene Robie, loro son pagati, penso a dovere. Ma tu faresti dalle 8 alle 20, con 40 minuti di pausa pranzo, per 1200 euro al mese? (che oggi sono un signor stipendio...) - Davide B.
io da stagista c.....one (che aspirava ad inserirsi stabilmente) ho accettato questo andazzo, ma in breve tempo mi son reso conto che il gioco rientrava nella logica presenzialista più che produttiva, della serie "chiacchero-telefono-e-faccio-pause-caffè-fino-alle-17.15-ma-poi-dalle-17.16-alle-20-faccio-tutto-di-fretta-e-faccio-vedere-che-son-pieno-di-lavoro-e-faccio-un-sacco-di-cose-e-voi-altri-che-andate-a-casa-alle-18.30-fate-il-parttime...ecc.ecc."... insomma l'ideale per creare un ambiente lavorativo sereno e collaborativo... mah... - Angelo
appena entrati prendono 1200/1300 e fanno lo stesso 9-23.30. E' una questione di dedizione al lavoro e obiettivi, chi non vuole fare quella vita prende baracca e burattini e sa dove è la porta. Giusto o sbagliato che sia. - Robie
comunque qui in Polonia, nella mia azienda, cercano :) - Mucio
@Mucio: chi cosa dove come e perchè? - Angelo
Microstrategy, roba di business intelligence, a Varsavia, ma magari tra un po' anche a Milano o Roma - Mucio
come dice Paola, il buonsenso dovrebbe regolare il rapporto da entrambe le parti. A me sta capitando il problema a livello manageriale. Gente che esce e non viene sostituita e carichi di lavoro non strutturati che cadono a pioggia. Il problema è che, oltre al cattivo ambiente lavorativo, si creano delle situazioni con basi poco solide, e di conseguenza i progetti vanno avanti zoppicando. In una situazione così non ci rimette solo il lavoratore, ma anche l'azienda, che rende un 30% di quanto potrebbe rendere con una struttura migliore. - Francesca
vedere che il male diffuso "tutto l'ufficio si gratta fino alle 17.59 e poi lavora fino alle 20 e oltre" è ancora più diffuso di quanto pensassi, se da un lato mi conforta, dall'altro mi angoscia. E' chiedere troppo sperare che il lavoro venga valutato in base ai risultati e non alla presenza? - Mattia (Raibaz)
uno dei problemi maggiori non è l'orario, ma come è distribuito sulla giornata, ovvero malissimo. la giornata sarebbe molto più produttiva (a parità di ore lavorate, ma anche lavorandone meno) se si potesse interromperla (facendo altro: la spesa, la palestra, una passeggiata,...) per un paio d'ore o più. - Alessandro Nasini
Alessandro non sono completamente d'accordo. Io per esempio avrei due ore di pausa pranzo, ma lavoro a un'ora di macchina da casa e per me quelle due ore sono buttate via, e le baretterei più che volentieri con un orario continuato. Poi io sono probabilmente un caso isolato, perché non lavoro in centro ma in una zona ad alto traffico e qualsiasi spostamento, anche solo per il pranzo, richiede minimo 15 minuti di macchina. - Francesca
è anche perchè le esigenze di tempo sono estremamente variabili da persona a persona (tipo, a me non crea problemi lavorare fino a tardi la sera, ma due giorni a settimana ho gli allenamenti a metà pomeriggio e mi rendo conto che è una situazione atipica) che in un mondo ideale sarebbe bello poter lavorare in funzione dei risultati anzichè degli orari...nei commenti al post originale c'è un'interessante citazione del signor 37signals: “I have no idea how many hours my employees work — I just know they get the work done.” - Mattia (Raibaz)
Io cerco di essere flessibile a lavoro ma alcune volte proprio non ce la fo e vado via alle 18:00, anche perchè sono un essere umano e non una macchina - Alessandro Marocchini
@francesca ovviamente non esiste una ricetta buona per tutte le situazioni. io ho avuto una collaboratrice (che ahimè si è trasferita in veneto per seguire il marito) che tre volte a settimana lasciava studio alle 13 e tornava alle 16. In quelle tre ore faceva la spesa, andava a nuotare e poi tornava. la soluzione era di soddisfazione per tutti. - Alessandro Nasini
ma infatti in un mondo perfetto tutti avrebbero un equilibrio lavoro/non lavoro che andrebbe bene a se stessi, ai colleghi e all'azienda :D ma appunto, in un mondo perfetto... - alesstar
effettivamente, gira e rigira, diciamo tutti la stessa cosa. - Francesca