Questa storia comincia tanti anni fa, nel cuore dell'Europa più fredda, in un posto chiamato Lettonia
- Karin
(caccia tutti via dall'ufficio, sbraitando)
- Gommapiuma
Il protagonista è un giovane operaio di nome Chanoch Lobovitz. La sua vita non è facile, il suo lavoro in una fabbrica di fiammiferi è duro e la Lettonia non è certo Disneyland. Ma Chanoch ha dalla sua l'amore per la giovane Cerna, con cui spera di convolare presto a nozze
- Karin
Scoppia una guerra. Una guerra grossa. E cominciano a girare strane voci su quello che succede agli ebrei nei Paesi occupati dalla Germania.
- Karin
Nel 1941 la Germania dà il via all'Operazione Barbarossa durante la quale occupa la Lettonia.
- Karin
Chanoch, Cerna e le loro famiglie vengono scaraventati in un incubo. Un incubo fatto di fili spinati, camini, scarpe di legno, neve, malattia e morte.
- Karin
Chanoch sopravvive all'incubo. Quando la guerra finisce, è un uomo distrutto, minato per sempre nella psiche. Dormirà con la luce accesa per tutto il resto della sua vita.
- Karin
(il pubblico attende in un silenzio carico di tensione)
- nandina
Chanoch non ha più nulla, se non la speranza di riabbracciare i suoi cari. Grande è la sua gioia quando ritrova Cerna, l'amore della sua vita. Ma per gli altri, deve ben presto rassegnarsi. I suoi fratelli, le sue sorelle, genitori, zii, cugini. Non è rimasto nessuno. Anche Cerna è rimasta sola.
- Karin
La coppia decide di ricominciare da un'altra parte. Di abbandonare la civile Europa che li ha traditi e partire per una terra dove, pare, stia per nascere una patria per gli ebrei. Mentre aspettano il visto per la Palestina, si sposano e nel 1948 nasce Mendel. L'ultimo Lobovitz a nascere in Europa.
- Karin
(Quando leggo storie così mi sorprendo a chiedermi:"ah ma allora è successo davvero?". Poi dici che non serve ricordare...)
- S.
from m.ctor.org
Cerna e Chanoch arrivano in Israele. Sono poveri ma si rimboccano le maniche. Vivono in una baracca. Nel 1950 nasce Chavah e tre anni dopo Masha.
- Karin
I figli crescono. Nel 1966 Mendel ha diciotto anni e presta il servizio militare a Haifa. Qui incontra una signora lettone, una vecchia amica di famiglia dei Lobovitz. Va a trovarla spesso e Chanoch le manda sempre i suoi saluti. La signora tra l'altro si reca spesso in Lettonia, a Riga, dove vivono alcuni suoi parenti.
- Karin
(vado ad imbiancare il bagno ma poi tornavo per finire di leggerti)
- Isa Dex
Gli anni passano, il servizio militare è lungo (tre anni) ma anche dopo, Mendel rimane in contatto con la signora. Quando passa da Haifa, va sempre a trovarla.
- Karin
Nel 1970, Mendel va a prendere un caffè dalla signora e a un certo punto, con il tono più naturale del mondo, costei gli dice:
- Karin
mi sono mangiata le unghie fino al polso
- Batchiara
"Ah ma lo sai caro Mendel che in tutti questi anni mi sono dimenticata di dirti che IL FRATELLO DI TUO PADRE, TUO ZIO, E' VIVO E VEGETO IN LETTONIA E ANCHE LUI E' CONVINTO CHE TUO PADRE SIA MORTO AH AH PENSA CHE STORIA"
- Karin
Mendel resiste alla tentazione di strozzare quella stronza. Corre da suo padre, a Yavneh (certe notizie non è il caso di darle per telefono, anche perché come vi ho detto Chanoch non era tanto stabile con la testa, poveretto) e gli dà la notizia. Suo fratello è vivo.
- Karin
Chanoch non riesce a crederci. Contatta ambasciate, uffici, l'Agenzia Ebraica, finché non trova l'indirizzo di suo fratello. Gli scrive. Le cose a Riga non vanno benissimo. Chanoch risparmia sulle magre finanze familiari e riesce a pagare a suo fratello il viaggio per Israele.
- Karin
L'incontro avviene all'aeroporto Ben Gurion, a Tel Aviv. I due fratelli si abbracciano dopo trent'anni.
- Karin
Anche il fratello di Chanoch ha risparmiato e ha comprato al fratello un regalo. Con le lacrime agli occhi, consegna nelle mani tremanti di Chanoch un bellissimo samovar.
- Karin
Dopo alcuni giorni, i due fratelli si salutano nuovamente. Rimangono in contatto, Chanoch ogni tanto manda pacchi di derrate alimentari in Lettonia quando l'inverno è particolarmente duro e avaro. Chanoch purtroppo muore pochi anni dopo, nel 1976.
- Karin
Il samovar rimane nel salotto di Cerna, che rimasta vedova si è trasferita a Rehovot, fino al 1987, quando muore anche lei. A quel punto, il samovar torna in Europa, per la precisione in Italia, dove Chava nel frattempo si è trasferita perché si è innamorata di un goy e ci ha fatto una figlia.
- Karin
e la figlia ci racconta la storia del samovar. evviva!
- nandina
Il samovar è ancora lì, nel salotto di Chava. E un giorno, tra cent'anni come si suol dire, verrà trasferito a casa della figlia di Chava, Karin, che nel frattempo ha questa storia da raccontare.
- Karin
Purtroppo con disgraziato ritardo (la storia della mia vita). Ma grazie Karin per aver voluto condividere questi ricordi privati, tanto belli, e il samovar come simbolo dei legami e degli affetti familiari. Piango anch'io va'...
- StefanoHungBaoShi