UMG Media Group srl ricerca per stage in area commerciale candidato max 30 anni. Richiesta laurea Economia conoscenza lingua inglese principali strumenti web e social media web. Titolo preferenziale precedente esperienza stesso ambito. Previsto rimborso spese commisurato alle reali capacità del candidato. Sede di lavoro Catania. Info@votailprof.it
Mai visto un rimborso spese commisurato alle capacità del candidato.
- Alessandro Di Nicola
No? Di solito io faccio cosi: offro una base di rimborso, che in base a quanto rende il candidato resta fissa o cresce nei due mesi successivi (che se sei bravo e lavori devi essere pagato piu di un rimborso spese). Al terzo mese se non va lo stage muore. Se invece il candidato è valido offro un contratto.
- Roberto Chibbaro
per quanto sia lodevole la cosa, non so se si possa fare, cmq in caso dovresti specificarlo perchè sennò così sembra che paghi la persona meno meritevole 100, uno un po' di più 300, e uno braverrimo 500...
- alesstar
ma chiamare le cose con il suo nome? Quella appena descritta è una retribuzione. Che poi la si faccia passare per un rimborso spese è un'altra italica cosa.
- Robie
Eh, l'italica diffidenza. Ribadisco: io cerco una figura per uno stage in area commerciale. non cerco un direttore commerciale. Non 10, 20 o 50 stagisti a cui fare differenze. E a quella figura, se è interessata ad uno stage, offro un rimborso spese. Inoltre aggiungo: caro amico, se sei bravo, lavori, mi dimostri che sei la persona giusta aumento il rimborso spese. Se alla fine del percorso tu sei felice, e io pure io ti offro un contratto, tu mi dici se ti va bene e speriamo che viviamo tutti felici e contenti.
- Roberto Chibbaro
ma chiamare le robe con "periodo di prova retribuito". Lo stage E' UNO STRUMENTO DIDATTICO, no una scorciatoia per pagare meno tasse
- A. Morloi Grazioli
scusa roberto, ma c'ho il dente avvelenato con gli stage all'italiana
- A. Morloi Grazioli
Rispondo conn serenità, mi spiace per il tuo dentr avvelenato. Lo stage è uno strumento didattico, infatti non mi pare ci sia scritto: "vai in miniera ed improvvisa" c'è scritto che fai uno stage. Mi pare scontato che qualcuno ti prenda sotto di se, ti insegna le cose e valuta il tuo apprendimento. Poi, perchè parli di scorciatoie? Se alla fine non va bene, tu hai appreso qualcosa che puoi spendere in curriculum, e io non mi trovo incasinato con l'assunzione di qualcuno che non ho idea di come lavori. Ci sono passato e mai più sarà.
- Roberto Chibbaro
Appunto spiegata così è molto meglio. Chessò pure la forma "rimborso spese + bonus in base al rendimento" (letta in rete) faceva tutt'altro effetto.
- Robie
@roberto, capisco il tuo punto di vista, però chiedere uno stage a uno che ha precedente esperienza mi sembra un controsenso, il che non vuol dire che è colpa tua, ma che attualmente in Italia probabilmente non ci sono gli strumenti giusti per un inserimento lavorativo corretto.
- A. Morloi Grazioli
le spese variabili a seconda della bravura in effetti non si sono mai viste :) rimborso spese uguiale per tutti, retribuzione da 0 a xxx mila se sei bravo :)
- Massimo MaxKava Cavazzini
per chiarezza nell'annuncio ( se lo posti anche altrove) dovresti spiegare bene questo tipo di retribuzione, e quanto è il fisso di partenza. detto così sembra che "ok, vedo il tuo cv, se vali poco ti dò cento, se vali un po' di più 200, e poi a mano a mano saliamo se te lo meriti: se poi un mese vai bene ti alzo e il mese dopo vai male ti riabasso o addirittura ciao ciao". la retribuzione per uno stage dovrebbe essere fissa a prescindere dal candidato e da chi prendi, dichiarata anticipatamente, eventualmente chi prendi lo puoi premiare assumendolo prima del previsto, secondo me.
- alesstar
uno stage ad un laureato? un furto a prescindere
- Sandro
Insisto, scusate. Mi pare eticamente corretto che un candidato valido abbia un rimborso spese crescente nel periodo di stage. Mi pare il miglior modo di attribuire merito al suo lavoro. Alesstar: lo stage ha una durata fissa, per noi in genere 3 mesi. Non è che il rimborso scende sotto la base, hai la tua base ma voglio offrirti di piu se meriti oltre quanto è il rimborso. Se alla fine dello stage non sei il candidato giusto ci salutiamo e amici come prima. Mi pare normale: se tu sei bravo, e io ti insegno e tu apprendi, per quale autolesionismo non dovrei assumerti alla fine?
- Roberto Chibbaro
Sandro, e perche mai? La laurea è anni luce distante dal mondo del lavoro e per cortesia il termine furto usalo nelle situaizoni appropiate, qui risparmiatelo.
- Roberto Chibbaro
si ok, robè, ma dall'annuncio non si capisce. dì quanto è la base e fino a quanto può crescere per particolari meriti, così com'è, liscio, se lo posti altrove, non si capisce. qui si capisce leggendo la discussione, altrove se la discussione non c'è non si capisce. e non è trasparente.
- alesstar
Guardate, volevo utilizzare ff per cercare uno stagista, e assurmelo per le esigenze aziendali se avessi trovato la perosna giusta. non volevo ne derubare nessuno, ne offrivi spunti di ilarità ne tantomeno aprire una discussione su una formula che trovo utile e funzionale per me e di cui nessun candidato si è mai lamentato. Anche questa è esperienza. e per me si conclude qui il tutto. Se qualcuno è interessatomi mandi un DM, grazie.
- Roberto Chibbaro
lungi da me la volontà di fiammeggiare, però dovete aiutarmi a capire una cosa. una azienda come accidenti dovrebbe fare a capire se un candidato è persona con la quale valga la pena di costruire un rapporto duraturo, possibilmente senza rimetterci una fortuna? gli stage non vanno bene, i co.co.pro sono un bagno di sangue, il praticantato non si può fare con i laureati, cosa allora?
- Alessandro Nasini
Roberto, una domanda, ma come mai non offrite uno stage simile ad un diplomato o un laureando, magari potrebbe essere più interessato, potrebbe volere meno soldi, visto che sta studiando, e potrebbe tornargli anche utile quando si laureerà trovarsi già con un'esperienza di lavoro. Tra l'altro noto che cercate una persona anche con già esperienza pregressa
- Mucio
da parte mia, le mie osservazioni erano sulla chiarezza e trasparenza dell'annuncio. per il resto mi sembra inusuale, ma potrebbe anche essere una buona idea. ripeto, ero puntigliosa solamente sulla non chiarezza della retribuzione.
- alesstar
@danilo il periodo di prova è tutt'altra cosa, sia dal punto di vista formale che sostanziale. "Per il lavoratore in prova vige il principio della parificazione economica e normativa rispetto al lavoratore assunto in via definitiva". Prova a fare due conti e ti apparirà evidente il perchè per moltissime aziende il preriodo di prova non è una via praticabile.
- Alessandro Nasini
scusa Alessando, io ho risposto a questa tua domanda "una azienda come accidenti dovrebbe fare a capire se un candidato è persona con la quale valga la pena di costruire un rapporto duraturo, possibilmente senza rimetterci una fortuna?" Con il periodo di prova, che credo sia lo strumento giusto, al massimo ci "rimette" 3 mensilità. Almeno, questo è quello che sembra a me, perchè tu come azienda avrai anche il diritto di capire se io sono il candidato giusto ma io, mentre tu ci pensi, dovrò pur campare o no?
- Danilo Paissan
@danilo tu (tu generico, ovviamente) hai senz'altro diritto di campare. però con il periodo di prova tutto il peso economico (diretto e indiretto) ricade sull'azienda, che peraltro non ci rimette "solo 3 mensilità" (come fossero bruscolini...) ma tre mensilità, i contributi, le assicurazioni, i ratei di tredicesima e quattordicesima, la liquidazione, ed il costo del posto di lavoro (che ti posso assicurare, non è gratis affatto). Se i candidato si rivela persona da assumere, ci si può anche stare. Se è un "esperimento" che non riesce per colpa del candidato (esistono anche i candidati inadatti, quelli incapaci, quelli che ci marciano, etc...) stando al CCN del commercio (ne prendo uno per tutti...) è un giochino da minimo 10-12.000 euro. Presi e buttati dalla finestra. Se vogliamo parlare di problemi, volentieri, però bisogna avere l'onestà di dirla tutta, la verità. In caso contrario non si va da nessuna parte.
- Alessandro Nasini
sì, però al solito si fa il gioco dello scaricabarile del rischio d'impresa dall'imprenditore al "dipendente". Possiamo anche pensare strumenti che alleggeriscano il peso fiscale del periodo di prova (non troppo che poi le aziende ci prendono gusto come con gli stage, dopo vedi il fiorire di periodi di prova uno dietro l'altro). L'azienda deve avere la competenza di selezionare un dipendente che possa funzionare... potrà capitarti di sbagliare, 1, 2, 3 volte... ma se diventa un vizio evidentemente c'è qualcuno che sbaglia. Troppo comodo scaricare gran parte del rischio al candidato. Stesso dicansi per i rapporti "apri la partita iva, che poi ti pago"
- A. Morloi Grazioli
a leggere il thread l'unica considerazione che mi viene da fare è che in Italia fare impresa è un'impresa.
- Simone Biagiotti
fare impresa non è fare l'imprenditore. Fare impresa è creare un ambiente economicamente profittevole e dove gli sforzi siano tutti incentrati nel creare valore economico ed "umano". Spesso invece trovo che gran parte degli sforzi siano sprecati nel gestire il conflitto tra due posizioni che riassumerei in : "Lavorate bastardi nullafacenti" e "Pagaci di più, stronzo!". Questo volevo dire.
- Simone Biagiotti
@morloi fai discorsi che ho sentito decine di volte, sempre uguali e sempre (per come la vedo io...) assolutamente inutili. ma cosa c'entra il "rischio d'impresa"? ma tu veramente pensi che se un imprenditore serio trova un collaboratore valido e preparato abbia il minimo interesse a perderlo? azzerando ogni tre mesi e ripartendo da capo per risparmiare i contributi? ma di cosa stiamo (state...) parlando?
- Alessandro Nasini
@Roberto Chibbaro usare certi termini assolutamente fuori luogo mi sembra assurdo, chi ti conosce sà che sei una persona seria e onesta e un eccellente professionista. Cmq come dice, @Simone Biagiotti, in Italia, fare impresa è un'impresa.
- EmaWebDesign
@alessandro non dico che non esistano imprenditori seri e motivati. Ci mancherebbe. Neanche che Roberto stia facendo la cosa sbagliata. E sono pronto a mettere la mano sul fuoco sulla sua buona fede. Il discorso che si fa (che faccio) vale per la situazione generale in Italia, in cui, credimi, il valore della risorsa, anche fortemente specializzata e trainante, è considerato poco o niente, e spesso l'imprenditore, soprattutto nella micro impresa (ma non solo, ricordo bene di aver sfiorato una "grossa" realtà ITC che su 60 "dipendenti" ne aveva 45 a progetto, chiaramente presenti 8/9 ore al giorno in ufficio), percepisce solamente il costo immediato e non riesce (magari anche volendolo) a progettare a medio e lungo termine.
- A. Morloi Grazioli
@morloi io sono sinceramente convinto che le percentuali siano nettamente a favore degli imprenditori seri e onesti rispetto ai disonesti, specialmente tra le micro e piccole imprese, nelle quali gli imprenditori sono lavoratori diretti, lavorano come bestie e spesso con tutele dimezzate o nulle rispetto persino ai co.co.pro. i distinguo andrebbero fatti prima e non dopo. fare di ogni erba un fascio è il modo migliore di mandare tutto in malora.
- Alessandro Nasini
secondo me quello che ha detto Morloi rigurado la selezione è corretto. Rifiutare un candidato al colloquio è una tutela non solo per l'imprenditore ma anche per il candidato stesso: è meglio essere rifiutati subito (e non è una vergogna come ricordava qualcuno pochi giorni fa) piuttosto che dopo 2 o tre mesi, magari dopo aver lasciato un altro posto. Riguardo alle imprese che si lasciano scappare collaboratori seri, purtroppo, ne vedo ogni giorno, ma forse succede maggiormente in realtà dove non c'è un padrone, dove niente, alla fine, è di nessuno. Forse.
- Danilo Paissan
le regole per inserire annunci di lavoro in questo gruppo: http://friendfeed.com/lavorat... inserisci i riferimenti, per cortesia (ehi,psst, conviente anche te, il thread è digerito dai crawler)
- k0nan
@danilo "padrone", che termine orrendo, in qualsiasi accezione...
- Alessandro Nasini
@Alessandro dipende da come lo intendi... per me non è un brutto termine: se la ditta, l'azienda, il negozio è tuo, tu sei il padrone, niente di male. Chiamare le cose con il proprio nome non è mai una brutta cosa, sono i significati che gli si vogliono dare, a volte, ad essere brutti.
- Danilo Paissan