te ti trovi daccordo? E se si, come si concilia con l'economia della felicità?
- gabriele niola
ma la gente che non consuma non è felice... quindi la felicità sfocerebbe direttamente in infelicità...
- Alessandra G.
La frase del pubblicitario è interessante perchè mostra che occorre alimentare l'insoddisfazione per stimolare il consumo, ma non la vedrei come un assoluto: penso che le compatibilità tra consumo e felicità siano evidenti; casomai è il consumismo a essere opposto alla ricerca della felicità (come ogni dinamica di soddisfazione di una dipendenza). Salvo naturalmente quello che succede a livello di povertà (dove la dipendenza non è da una spirale di desideri, ma dal bisogno di sussistenza)
- Luca De Biase
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Creare insoddisfazione e/o allarme è una tecnica vecchia come il cucco. Non sbagliata ma "antica".
- PierLuca Santoro
La logica non è tanto quella dell'infelicità, forse, ma piuttosto quella del desiderio. Alimentare il desiderio alimenta il consumo e l'alimentazione del desiderio è opera, in parte o in toto, della pubblicità. Si tratta di una visione del mondo e della felicità opposta a quella epicurea, per cui la felicità si raggiunge con la soppressione stessa dei desideri: noi desideriamo sempre di più e quindi siamo sempre più infelici. Ma qui entriamo in campi molto ampi, su cui generalizzare diventa fin troppo agevole. Il libro di Beigbeder, comunque, che è il pubblicitario citato da Galimberti, è assai illuminante, in molte sue parti.
- lo scorfano
Noi umani siamo macchine per desiderare. E' il motivo per cui Epicuro è un titano, ed è un titano che ha torto.
- Marco Beccaria