non mi convince per nulla. Chi sono gli editori che ne dovrebbero beneficiare? Perché non fare lo stesso per musica e altri contenuti piratati? Chi stabilisce quanto? Il traffico fatto dall'estero? Non lo vedo praticabile
- Luca Conti
a me pare un modo per aggirare il problema. una sorta di autotassazione per la sopravvivenza.
- davide turi
non mi sembra corretto. e' come quando hanno aumentato il costo dei cd vergini perché si presupponeva che la più parte di qusti fosse utilizzata per fini illeciti. De Benedetti, che pure stimo, pensa purtroppo con una mentalità ancora vecchia e legata a vecchi schemi. Qui si cerca la pezza anziché progettare e ridefinire totalmente il business. Mi ricorda la situazione che Elserino Piol descriveva per la sua Olivetti degli anni '70, quella che ha preferito la macchina da scrivere elettronica al personal computer. Miopia del vincitore, la chiamava Piol. Anzi, la situazione è ben peggiore. ciao, zeno
- Zeno
io vedo la questione da un altro punto di vista: perché salvare i giornali (ma potrebbero essere le banche, la FIAT, Alitalia o qualunque azienda privata)? Se il loro modello di business è sostenibile si salveranno da soli. Se non lo è, l'evoluzione farà il suo corso.
- Matteo
tanto l'80% del mercato ISP è direttamente o indirettametne in mano a telecom (che si mettano d'accordo tra loro, eventualmente).
- Gianluca Diegoli
Significa semplicemente replicare i criteri della Siae per la musica agli editori sul web. io invece aiuterei i giornalisti che vogliono mettere su una testata propria facilitando l'apertura di nuovi giornali. Pensa che pazzo che sono.
- valentino spataro
@Valentino: io inizierei ad eliminare l'ordine dei giornalisti e le anacronistiche leggi italiane sulla stampa, più che altro.
- Matteo
bella l'analisi di Quintarelli sull'argomento. la domanda finale è: saremmo disposti a spendere 120€/mese per il collegamento internet? Mi sa che la soluzione sta da un'altra parte, micropagamenti?
- Aiace aka Franco
Mi sembra un'ottima idea! Ma mi spingerei più a fondo. Proseguendo su questo ragionamento, oltre a pagare gli editori per quel 30% di traffico, bisognerebbe anche ricompensare adeguatamente chi genera l'altro 70% dei contenuti che vengono visti. Di questi tempi direi che circa il 50% di questi contenuti sono generati da utenti (credo che la mia valutazione vale tanto quanto quella di de benedetti). Ovvero da noi stessi. Quindi se dobbiamo pagare 2 euro al mese per i quotidiani, mi aspetto di ricevere 3 euro al mese per i contenuti che genero. Non vedo l'ora di poter godere di questo euro di sconto.
- Paolo Valdemarin
Io ho una mia idea, non dimostrabile. GLi editori non sono stupidi ma sanno benissimo che l'informazione deve cambiare e questo deve passare attraverso una profonda ristrutturazione (leggere licenziamenti in massa) e stanno aspettando di entrare in grave crisi per poter licenziare a palla e ristrutturarsi con l'aiuto dello stato.
- wolly
l'affermazione meno convincente di tutte in quello'articolo è l'ultima e cioè che la sua ricetta sarebbe un modo per difendere la libertà del giornalismo indipendente. Questo è un tranello in cui non cadere: giornalismo ed editoria sono due cose diverse.
- Nicola Mattina
from fftogo
L'affermazione è poco convincente, parafrasando quanto ha detto Nike "non siamo nel business di salvare l'editoria, ma in quello di offrire informazione di qualità al pubblico" Sta all'editoria trovare nuovi modelli di business all'interno della propria offerta di valore, non cercare di recuperare risorse altrove ed esternamente. Questo non è mercato.
- Maurizio Goetz
tassare gli utenti di un'infrastruttura per sovvenzionare servizi che non riescono ad utilizzare con profitto l'infrastruttura stessa ai danni dei servizi che invece ci riescono?
- Federico Bo
ma perchè bisogna salvarli al posto di investire le proprie risorse in modo più adeguato al mondo in cui ormai viviamo? potrebbero chiudere bottega ed investire nel campo dei rollable screen (scherzo) oppure, seriamente, nel rendere adeguati al mezzo internet i portali dei giornali .. se vogliono salvare il giornalismo potrebbero iniziare a valutare il grado di trustness raggiunto dalla rete oggi.. è il sistema dell'editoria che va riformato e aggiornato, a mio vedere...
- Alessandro Fontana
@Alessandro lo è fino a che non hai un editore a cui fare riferimento
- wolly
Si Alessandro mi riferivo al tuo intervento, io credo che il futuro dell'informazione sarà di cooperative tra giornalisti, liberi dal peso di un editore di riferimento. Ora come ora non esiste un informazione libera(secondo me ovviamente).
- wolly
l'unica possibilità è la multicanalità e la diversificazione delle revenue
- Maurizio Goetz
Il mondo dell'editoria deve trovare dei nuovi modelli di business. Di sicuro è finita l'epoca delle vacche grasse e dei profitti iperbolici. Sono rimasti indietro ed ora cercano di conservare la loro rendita di posizione.......... Mi preoccupa piuttosto l'asse potere politico/lobby editoriale che può provocare danni enormi alla libertà di espressione ed alla libera circolazione delle idee.
- Mario Sabatino
È sbagliato il presupposto, cioé la presunzione di meritare dei soldi a prescindere.
- Nicola D'Agostino
@Alessandro: è costitutivo per la democrazia produrre informazione libera e uno dei presupposti della libertà dell'informazione è la sua indipendenza economica. Come fare? Con le piccole cose, leggi semplici che producano circoli virtuosi. Per cominciare: mi quereli per diffamazione o intenti una causa civile contro di me e vinci? Bene, ne pago le conseguenze. Ma se perdi la causa mi paghi i danni: salati, subito e automaticamente.
- Matteo
Anche i beni primari sono fondamentali, ma non per questo devo dare un sussidio a chi produce pane, latte e beni di prima necessità. Se un'azienda non sa stare sul mercato deve chiudere.
- Maurizio Goetz
@maurizio piano con il mercato davanti a tutto, l'informazione non è un bene come il pane o il latte. E' un servizio, è il quarto potere (ancora?). Quindi bisogna trovare una quadra. Personalmente vedo una frammentazione del giornalismo con editori (di news e di giornali, per i libri è un'altra storia) che devono trovare un nuovo modello di business (micropagamenti su web, e-book con abbonamenti a tema, con tariffa flat+ a consumo?). Occorrerà anche trovare un sistema di ranking dei contenuti e degli autori...
- Aiace aka Franco
Per me occorre garantire libero accesso a tutti e pari opportunità, poi è il mercato che si deve sostenere, prevederei anche possibilità di aggregazione di contenuti per giornalisti indipendenti, ma non riesco a spiegarlo in poche righe.
- Maurizio Goetz
poi uno si alza e chiede a De Benedetti: quindi visto che il 30% del tuo traffico arriva da google poi tu giri quei soldi a Mountain View?
- massimo mantellini
aggiungo, massimo: e quei soldi che guadagni dai banner sul tuo portale di notizie, me li ristorni alla fine dell'anno?
- Gianluca Diegoli
Ok. Ok. Idea attaccabilissima. Una sola considerazione a favore: ad oggi e da sempre gli unici che guadagnano veramente sono i carrier sfruttando quanto generato dai contenuti di altri.. Che gli editori tradizionali siano risibili nel loro tentativo di sopravvivere è indubbio. Che non sia più possibile che migliaia di editori online siano strozzati nel vuoto del "gratis" e debbano sottostare ai ricatti di Google Adds è una dato incontrovertibile. Siamo poi così certi che un meccanismo come quello della famigerata SIAE, rivisitato per l'occasione, finanziato dai carrier non possa essere un aiuto credibile?
- Bonsarto
"ad oggi e da sempre gli unici che guadagnano veramente sono i carrier che sfruttanoo il traffico generato esclusivamente da contenuti di terzi." A parte che su questo, in Italia, l'unico carrier che ci guadagna veramente, per ragioni storiche e regolamentari pregresse, è Telecomitalia.
- Gianluca Diegoli
Vogliamo considerare il fatto che gli editori - come De Benedetti che è uno dei più grossi insieme al papi - prendono già milioni di euro ogni anno come rimorso sulla carta, dallo Stato!! Cioè dall'erario pubblico... e poi ci si lava la bocca con la parola 'mercato'!!! Finchè in questo paese le leve dell'economia e della politica saranno in mano a persone anziane come De Benedetti sentiremp 'ricette' come questa, che servono solo a tentare di mantenere l'oligopolio attuale! Scusate i punti esclamativi, non è mia abitudine... ma cazzo, come possono anche solo pensare proposte così unilaterali e paracule? Piuttosto TOGLIAMO il contributo che lo Stato versa ai dodicimilacincquecento giornalacci che prendono il rimborso della carta... e di questi la metà sono proprio di Debenedetti, fra l'altro. Tanto la 'libertà di informazione' è già andata a farsi fottere, non è certo Repubblica che può giustificare questa 'deferenza' verso gli editori non-papi. Provassero loro a combattere con la 'meritocrazia' che impongono - come must ideologico - ai lavoratori e ai dipendenti (giornalisti per primi). E il merito di un'impresa lo stabilisce il mercato, non le sovvenzioni statali o le 'decime' sulla adsl. E' che sono talmente abituati alla loro posizione di rendita che pensano che la 'manomorta' sia un'infezione al muscolo tendineo... NO sono proprio i De Benedetti che si considerano da decenni i feudatari dell'industria italiana... per quanto mi riguarda questa notizia mi ha gettato addosso un'incazzatura straordinaria....
- ''Ignobile''
Ma se andiamo a vedere il traffico generato, quanti soldi dovrebbe ricevere l'industria del porno? E poi mi sembra ci sia una grossa confusione tra internet e web. La ADSL ti collega ad internet e può e il web è solo una parte non piccola di internet
- zuck
from fftogo
Ma che scherziamo? Sono d'accordo con Luca e con Zuck. Con questa logica allora il porno e le case discografiche dovrebbe fare i soldi a palate. De Benedetti vuole sempre fare il furbetto.
- Alessandro Marocchini
E del traffico generato dal p2p ne vogliamo parlare ? Una quota della tassa anche alla baia dei pirati? :-)
- Mario Sabatino
from email
A questo punto perché non si fa una legge per i contributi statali a chi scrive e pubblica regolarmente facendo cultura e informazione anche se non è registrato come testata? Del resto gli oneri ed i doveri ce li ha già, no?
- Nicola D'Agostino
La proposta non e' per nulla "interessante" - questa non e' altro che la ricetta che la Electronic Frontier Foundation aveva proposto svariati anni fa per il P2P. Mi pareva l'ovvia soluzione allora e continua a sembrarmi tale. E' lampante che i rivenditori di connessioni a banda larga siano stati i principali beneficiari in termini economici della diffusione non autorizzata di contenuti online (moltissimi utenti hanno sottoscritto abbonamenti DSL dando per scontato l'uso del P2P), ne consegue che una parte dei loro introiti dovrebbe andare ai titolari dei diritti su quei contenuti. Per cui non 120€/mese per noi, ma introiti inferiori per le TLC (sta a De Benedetti convincerle..)
- Opensource Obscure
dire che repubblica è indipendente è come sostenere che google news realizza un servizio trasparente, qui sbagliano sia gli analogici come de benedetti abituati da decenni ad abbeverarsi alla tetta delle provvidenze del consiglio dei ministri, che i nuovi attori digitali come google news che di fatto hanno creato un monopolio molto più pericoloso di quelli passati. in una situazione del genere non è solo come finanziare gli editori, ma come e dove parlare di una editoria indipendente ed autorevole.
- michele ficara
Mi pare simile a imporre una tassa sui CD vergini perché potrebbero essere usati per copiare musica. In altre parole un'altra forma di rendita a danno dei consumatori.
- Michele Costabile
ANNO 2020 riscoperto negli archivi server di friendfeed una discussione su come monetizzare l'informazione. La notizia è pubblicata sui rotoloni regina la cui cocessione è stata appena acquistati dal figlio di Murdock.
- Giuseppe Sangiorgio
ho forse ammazzato la conversazione? non volevo avere l'ultima parola....:-)
- Giuseppe Sangiorgio
Appoggio la proposta di Mantellini, ma soprattutto libero mercato, libero mercato, libero mercato, libero mercato...
- Albert
from iPhone
non sono d'accordo per due motivi: 1) nonostante i provider guadagnino da internet sono aziende iperindebitate che non hanno nemmeno soldi da investire nella NGN, inutile togliere profitti a loro ma cercare di incrementare offerta e concorrenza, 2) allora quanto dovrebbero avere i discografici ed i cinematografari?. Io porrei l'attenzione su quanto intasca lo stato con l'IVA. su 20 euro di connessione sono circa 4 euro. Che fanno più di 600 milioni di euro l'anno, 4 volte l'intero sostegno all'editoria. Lo stato con parte di quei fondi dovrebbe dare la "completa detraibilità fiscale" a chi si abbona ad un giornale. L'abbonato poi potrebbe vedere per intero i contenuti del giornale su Internet. Un abbonato in ogni casa è l'obiettivo da perseguire. Io credo poco ai micro pagamenti e temo che per la pubblicità sià una strada troppo lunga e buona solo per i giganti.
- Paolo Landi
Sono d'accordo con Paolo Landi anche se stiamo discutendo la cosa da un'altra parte in modo un po' diverso. Sai Albert, anche io sono per il libero mercato. Totale. Ad alzo zero, chi muore muore e arrivederci. Però se non sei uno Stato stronzo (che lo fa apposto perché proprio gode nel fare cattiverie) magari un'alternativa a tutti quelli che ci vivono dentro a quel mercato sarebbe carino proporla. Che penso poi sia in sostanza la differenza tra una proposta democratica liberale ed una conservatrice.
- simone tolomelli