Mi raccomando, subito dritti al punto (non ho scritto 100 euro, ho scritto 100, possono essere chili di platino)
- Allegra Geller
non ho detto 1000 euro per fare una battuta. se ci sono libri di carta che costano tali cifre (e giustificatamente) non vedo ragione per la quale non debba esistere come ebook qualcosa di (concettualmente) paragonabile. basta anche solo pensare (tanto per fare un esempio) a certa manualistica tecnica...
- Nasini
@valentina*, se prima leggi l'articolo aiuta
- Allegra Geller
l'ebook deve costare abbastanza da giustificare la sua esistenza come prodotto ma non troppo da far sentire il lettore preso in giro, nel confronto con la versione cartacea.
- Guy
Secondo me l'ebook come prodotto finale dovrebbe effettivamente costare meno del libro tradizionale perche' costa meno produrlo/immagazzinarlo/distribuirlo. Poi non e' detto che tutti debbano avere lo stesso prezzo, cosi' come ci sono prezzi diversi per libri diversi pur nella stessa edizione, e cosi' come ci sono prezzi diversi per lo stesso libro in edizioni diverse. Se portare in digitale un libro di cui non esistono i file originali comporta x ore di lavoro, mettere direttamente in digitale un nuovo libro costa x/100 ore di lavoro, i due libri quindi non possono avere lo stesso prezzo.
- Stefania
"Non ha più senso chiedere di pagare il diritto di copia, perché il costo di copia non esiste più. Dal punto di vista dei costi la copia stessa non esiste più: esiste solo l'originale. E l'autore? E l'editore? E la remunerazione del lavoro intellettuale? "
- Allegra Geller
"Qualunque soluzione impositiva e colpevolizzante, come i DRM, non fa che peggiorare l'esperienza di acquisto e di utilizzo e quindi alla fine favorisce la pirateria: come fare quindi a modificare la percezione della gratuità della copia e dell'ingiustizia del prezzo pieno per gli ebook? L'unica soluzione sembra essere quella presagita da Kevin Kelly con la sua teoria dei 1.000 fan: la creazione di una relazione di fiducia tra editore, autore e lettore, per cui più che pagare la copia contribuisco a finanziare la creazione dell'originale. Non pago un oggetto, pago un'esperienza, tanto più se quest'esperienza è di lunga durata e mi permette una relazione con l'autore o con il suo immaginario."
- Allegra Geller
la relazione di fiducia è già bell'e che andata: se l'esperienza degli editori è servita a mettere in piedi questo accrocchio dei DRM, siamo messi molto male. Il prezzo: a mio modo di vedere, deve coprire i costi della casa editrice [vedi sotto] e garantire il suo giusto guadagno, valorizzando l'autore: ma non può essere pari a quello di un libro 'fisico'. La forbice tra i due prezzi è troppo stretta. Competenze da formare: nel tempo i costi si ammortizzano e vanno a beneficio dell'intera struttura. Li vogliono far pagare tutti e subito al cliente? Mancanza di materiali informatizzati: magari creare un archivio sistematico - cosa fattibilissima, da una certa epoca in poi - non sarebbe stato male. Ri-lavorazione editoriale: così magari fanno anche un po' di editing decente, che nel cartaceo si vedono cose... Per certi libri ci sarebbe da chiedere indietro i soldi, altroché.
- PaperDoll
@mafe scusami, ho espresso il mio punto di vista sulla domanda del titolo perché trovo molto efficace come l'hai formulata e mi occorreva segnarla per risegnalarla più tardi (non potendo adesso). l'articolo lo leggo senz'altro, sono una fedelissima a nologo della prim'ora
- Valentina*
lo trovo demoralizzante... se i potenziali acquirenti di ebook ragionano così "analogicamente", gli ebook non hanno futuro.
- Nasini
@mafe, dovrebbe costare il prezzo di impaginazione più quanto prenderebbero editore e autore con la copia cartacea, e ci sta tutto: ma in ogni caso sarebbe molto meno di un libro cartaceo. togli carta, distribuzione, librerie...
- Claudio Brandolino
ci sono i costi di infrastruttura che non sono zero
- quel *** di Luca I
1/3 del prezzo cartaceo. Essendo che stampa, distribuzione e promozione sono quasi l'80% del libro [ma anche di più] credo che sia un buon compromesso.
- Camphora
@camphora, la promozione, mi dicono, si fa anche col digitale.
- Claudio Brandolino
@Alessandro, allora è giusto che non ce l'abbiano. Non si può accettare che sia il mercato a fare le leggi solo quando va bene a noi (tipo, assumere le persone a co.co.co.)
- Guy
Guy, cioè deve costare quello che uno è disposto a pagare?
- Allegra Geller
from iPhone
@Claudio: sì ma il promotore [quello che va nella librerie a prendere le prenotazioni e si prende una percentuale sul venduto, oltre che una cifra mensile] non esiste più. C'è un altro tipo di promozione [che costa lo stesso ma non si svolge allo stesso modo]. E dimenticavo, non ci sono costi di spedizione, magazzino, macero [aaargh], ecc... Questo significa che ci sono meno costi ma non bisogna trascurare il resto.
- Camphora
Un libro ha un prezzo per pura necessità, perché dal punto di vista del lettore il libro ha banalmente solo un valore. Il valore di un ebook può essere maggiore o minore rispetto ad un testo di carta a seconda di una serie di fattori (http://essepunto.it/2010...). A questo punto, indipendentemente che sia di carta o elettronico il prezzo deve essere di poco inferiore alla moda del valore dei lettori.
- Stefano Ṣ (non ci sono)
@Camphora: d'accordissimo, leggi il mio commento appena su. @mafe, rispetto alla risposta a guy: costerà quello che uno è disposto a pagare, non credo si scappi. Se quello che uno è disposto a pagare sarà troppo poco per gli editori, si aspetterà fin quando non ci si riuscirà a mettere d'accordo. Di massima, comunque, sono d'accordo più o meno su tutto quello che dici nell'articolo, ma la conclusione (ovvero che un'e-book, lasciando perdere le edizioni aumentate, debba costare come un libro di carta) no. Perché delle spese si tagliano comunque, e sono tante. Se poi finirà a costare così, vabe', è sempre per via degli editori e consumatori che si mettono d'accordo: però il guadagno sarà tutto degli editori.
- Claudio Brandolino
e sulla relazione di fiducia non si esprime nessuno? A me pare uno spunto interessante. La percezione del prezzo può cambiare, se si instaura una relazione di fiducia.
- PaperDoll
Mafe, un ebook deve costare meno del cartaceo perché l'ebook reader ce lo devo mettere io. E' la stessa storia che gli acquisti online devono essere più economici di quelli in negozi brick&mortar. Perché?
- Stefano Ṣ (non ci sono)
mafe, solo una cosa: far pagare al cliente finale anni e anni di cattive (quando non pessime) abitudini riguardo la conservazione e la digitalizzazione dei loro contenuti non mi sembra proprio il caso, tantomeno mi sembra il caso far pagare il costo della formazione dei proprio dipendenti. E' un investimento: o lo fai o non lo fai, non lo fai pagare a chi vendi. Se ti sei perso nel tempo le tue copie digitali, le hai archiviate ad minchiam oppure le hai fatte col culo (mi scuso, ma il termine è tecnico), è un problema tuo, non del cliente. E quindi la copia digitale dovrebbe costare meno. Punto. Al cliente tocca comprare qualcosa per leggerli, 'sti benedetti ebook. Pari e patta, e magari se la smettessero di lamentarsi sarebbero più credibili.
- xlthlx
Ammetti Mafe che gli editori vorrebbero fare come le banche che dicono che visto che con l'home banking entri in banca quando vuoi comodamente seduto sul divano, ergo paghi pegno. Poco importa che i risparmi per le banche siano enormemente maggiori.
- Stefano Ṣ (non ci sono)
(Ma esiste al mondo qualcosa di *meno* leggibile dei commenti di Punto Informatico? Che stress)
- Gaspar Torriero
Grazie paperdoll, la mia conclusione è quella, non certo che l'ebook debba costare come il libro di carta
- Allegra Geller
from iPhone
Ringhio, perfettamente d'accordo con te, se hai sbagliato in passato oggi rischi, non è che puoi prendertela con altri
- Allegra Geller
from iPhone
Sarà banale ed immediato, ma per me non più di cinque euro
- Ignazio Del Campo
Claudio è difficile essere in disaccordo sul fatto che dovrebbe costare quello che uno è disposto a pagare, non credi?
- Allegra Geller
from iPhone
Sinceramente non lo so. Di certo meno del cartaceo, ma non saprei quantificare in euro non conoscendo i costi "digitali" che (mantenendo i diritti dell'autore e delle case editrici e della siae et similaria, tutte le cose cui accennava anche Camphora) sostituiscono carta, stampa, distribuzione, addetti commerciali che girano in auto ecc. Dovrebbero secondo me avere più o meno i costi di un'edizione "economica", che può variare in certi casi dai 16 euro ai 9. (e poi do ragione a Gaspar: leggere i commenti di PI è faticosissimo ;-)
- Mitì Vigliero
ma di che stiamo parlando, però? (mafe io l'art. l'ho letto e anche i commenti a cascata illeggibili) L'ebook cosa può essere? Una semplice versione digitale del testo altrimenti leggibile su cartaceo? Allora i costi è bene che siano proporzionati all'indotto che permette al formato digitale di 'produrlo'.
- creattivina
Creattivina, nell'articolo parlo solo di digitalizzazione del catalogo esistente, senza aggiunte
- Allegra Geller
from iPhone
Io spesso mi trovo a leggere o studiare fuori casa. Io parlo quindi da non profana della tecnologia. Punto importante per iniziare a ragionare su l'ebook vs cartaceo... Il 'prodotto' digitale potrebbe essere più che mera trascrizione testuale. In casi di ricerche/studio sarebbe una salvezza avere link a note esplicative ed interattive....Ci potrebbero essere (compresi nel prezzo) dei 'servizi' aggiuntivi molto utili, come ad esempio la possibilità in tempo reale di approfondire alcuni concetti presenti nel ebook (che io sogno la notte...). Sarebbe un altro leggere per me...
- creattivina
@mafe, condivido il post, anche e soprattutto il desiderio di giocare in un campionato diverso, che sarebbe utile per tutti.
- luisa capelli
@gaspar: leggibili per contenuto o per forma? :) ahimé, la forma è il risultato di una serie di compromessi inevitabili (e evitiamo le paginazioni almeno) ;)
- quel *** di Luca I
@paperdoll, nessuno raccoglie perché pochi hanno letto tutte le righe fino alla fine; nessuna polemica, ci sono abituata. La mia proposta è di passare da un "costo per copia" a un "costo di partecipazione a un'esperienza", perché la copia, di fatto, cessa di avere valore. Questo implica un cambiamento tale del modo di vendere libri che non credo lo vedremo mai succedere, a meno di non farlo succedere noi :-)
- Allegra Geller
@luisacapelli, sto raccogliendo un po' di persone disposte a ragionare su questi temi per un lavoro che sto facendo, ti tengo aggiornata
- Allegra Geller
è successo nel passato, con certi momenti della storia di Mondadori o Einaudi, ad esempio. Non che la copia cessasse di avere valore (questo non credo sia successo mai nella storia del libro papiraceo, pergamenaceo e cartaceo): ma la sensazione di condividere un'esperienza culturale in certi momenti s'è creata. Fugacemente, magari, e con derive ideologiche. Ma s'è creata.
- PaperDoll
Diciamo che a livello latente è sempre un'esperienza e forse - forse - online si può ricreare: se amo un autore l'idea di finanziare il suo lavoro (con 5, 10, 20 euro) è più facile se questo lavoro ha una vita online anche a lettura finita. È tutto da progettare, ed è questo il bello.
- Allegra Geller
E comunque fissando un prezzo questo diviene slegato sia dal costo che dal valore. Di norma a prezzo fisso corrisponde qualità calante perché si cerca di ridurre i costi ed al contempo un prezzo moderato facilmente è inferiore al valore e dunque anche la moda del valore dei lettori cala.
- Stefano Ṣ (non ci sono)
mafe, i termini "costo di partecipazione a un'esperienza" è una cosa, secondo me, che mi ricorda molto "le arti sperimentali" dei primi anni '70, fenomeni "diversi" e nuovi di libri, teatro, poesia ecc che entusiasmavano solo una stretta nicchia di seguaci, ma che allontanavano per l'innegabile senso di "aleatorietà" dei termini gli altri appassionati di libri, teatro ecc. I lettori di libri sono, almeno sino a oggi, e mi sa che lo saranno ancora per minimo un paio di lustri, molto "concreti". Se sentono parlare degli e-book come di un qualcosa di sperimentale e "astratto", perdono interesse e continuano a comprare libri di carta. Per le nuove generazioni (bimbi di oggi) non ci sarà problema, proprio come non hanno problema con gli odierni mezzi di comunicazione (per loro cellulari, smartphone iphone ipad computer ecc sono cose banalissime, li han visti da quando sono nati e cadono in crisi davanti a un telefono a disco). Ma per i loro padri e nonni, che ancora hanno difficoltà (se non decisamente un rifiuto) a usarli, l'uso di approcci e linguaggi non semplici ma troppo tecnici, "bit-intellettuali" e, quindi, distanti dalla loro realtà quotidiana, rischia di allontanarli e non convincerli affatto.
- Mitì Vigliero
È una riflessione interessante. Il punto centrale è che col digitale si vende un prodotto diverso - NON si venderà, al tempo futuro, ma si vende, al tempo presente - un prodotto diverso dal libro di carta, anche quando compro la versione digitale di un libro e nient'altro. 2. Che oggi non si paghi per il prodotto nuovo, è solo un effetto della miopia degli editori antichi, e di quella degli editori nuovi, che non hanno ipotesi sensate su cosa vendano quando vendono ebook.
- palmasco
Sì: ma cosa si vende? Non lo so. Ma posso portare delle idee. Immagina che noia un libro di carta che raccolga le sottolineature che fa Calasso durante la sua giornata di lavoro. Immagina invece quanti mondi ti si spalancano a potere avere accesso alle sottolineature giornaliere di Calasso, qualsiasi cosa sottolinei. Personalmente pagherei parecchio, perché avrei accesso al day before dell'editoria italiana di qualità, quella che m'inteeressa più delle altre. Idee così, secondo me, sono quello che si vende, quando si vende un ebok.
- palmasco
Per dire, se proprio fosse da pagare e vi servisse. Questo testo http://appunti.linux.it/a2... (9094 pagine) lo preferireste stampato e rilegato o in un comodo file da leggere e consultare con comoda ricerca interna? Per quale dei due sareste disposti a pagare di più?
- Stefano Ṣ (non ci sono)
@mitì, infatti sono termini che uso nella discussione qui, non sul cartellino del prezzo.
- Allegra Geller
Per fare un esempio concreto uno dei punti di forza di Lady Gaga è la sua capacità di far sentire importanti e seguiti i fan; c'è un legame tra questo e le vendite dei dischi? Io credo proprio di sì. Ruberesti un libro a Paolo Nori che leggi tutti i giorni? La percezione del valore cambia a seconda della distanza che hai con l'autore di questo valore, non credo di averlo scoperto io oggi.
- Allegra Geller
Io che Jeffrey Deaver venda una copia in meno mi frega poco, mi diverto a leggerlo e basta; con Stephen King ho una relazione diversa (per le prefazioni, per le dichiarazioni, per la sua biografia) e mai gli negherei i miei soldi.
- Allegra Geller
"ruberesti un libro a paolo nori che leggi tutti i giorni?" punto. incontro.
- Valentina*
penso che, giacché il prezzo adeguato (percepito) cambia caso per caso, debbano essere tarate proposte economiche differenti. semmai un giorno la spiegherò meglio, per ora non vi tedio
- Valentina*
la frase di King secondo me e' una un po' una sciocchezza, l'idea di KK purtroppo non risolve il problema del passaggio da un grande mercato analogico ad un grande mercato digitale. Sul costo degli ebook mi parrebbe pacifico che sui "vecchi" libri la versione digitale debba costare moltissimo meno di quella analogica (un editore intelligente in un periodo di transizione la offrirebbe gratis a chi compra il cartaceo forse) sui nuovi ebook che nascono in digitale il prezzo è una variabile molto più complessa che ha a che fare col suo "essere applicazioni". In ogni caso anche per i libri le vacche grasse sembrano comunque finite, piaccia o meno.
- massimo mantellini
@valentina*, in altro thread parlavamo di prezzo dinamico, per i libri secondo me è l'ideale.
- Allegra Geller
@massimo, non a caso nell'articolo ho specificato che parlo di conversione di libri già esistenti. Perché la frase di King è una sciocchezza?
- Allegra Geller
L'idea di KK è una partenza, non credo sia quello il modello economico, credo sia però la relazione da costruire e ricostruire, magari per un editore nuovo, che quelli vecchi sono abbastanza sputtanati.
- Allegra Geller
>"La percezione del valore cambia a seconda della distanza che hai con l'autore di questo valore" - che però è diverso da voler pagare quel valore. @Paperdoll: se però vendi un ebook come opera d'arte deve essere "costoso" ed elittario, imho
- Jakala
@jakala, ho fatto questo esempio proprio perché per me è la stessa cosa, se sento un autore come vicino voglio pagare il suo lavoro, se lo vedo come uno stronzo arricchito lo frego volentieri
- Allegra Geller
se lo vedo come uno strunz arricchito e quindi mi sta sulle scatole, non compro/leggo il suo libro manco se mi puntano un mitra alla schiena. ;-D
- Mitì Vigliero
@mafe, grazie per ogni aggiornamento: seguo con attenzione anche se non riesco a partecipare alle discussioni quanto vorrei. Sulla formazione e decisione del prezzo, per esempio, nel passaggio dall'analogico al digitale, gli editori sono ancora fermi a ordini di quantità del venduto basati sul libro di carta. Si venderanno effettivamente tanti più ebook quanto più si abbasserà il prezzo di cover? Alcune esperienze sembrano dimostrarlo, sui libri e senza bisogno di guardare al mercato musicale. Se poi, come fai giustamente, pensiamo a tutti i libri già pubblicati allora, appunto, dovremmo ragionare a partire da un punto di pareggio già raggiunto. Ma se ci spingiamo oltre? Una ricerca statunitense dell'anno scorso pubblicata su FT stimava in circa il 50% le opere fuori catalogo (non in pubblico dominio, né orfane). I costi si ridurrebbero a quelli per la digitalizzazione e produzione dei formati adeguati (o anche di semplici pdf) e avremmo accesso a una quantità di titoli impensabile. Con guadagni per tutti, se non si giocasse il torneo di quartiere.
- luisa capelli
@mafe è se l'autore "vicino" ti chiede 100€ per un racconto breve che fai? lo compri per empatia? ti limiti a desiderarlo e basta, visto che non ti viene di "fregarlo".
- Jakala
@jakala, se un autore vicino chiede 100 euro per un racconto passa nel girone degli stronzi, no?
- Allegra Geller
@luisacapelli, grazie per aver tirato fuori il discorso delle opere fuori catalogo, è un altro ambito dove davvero potremmo mettere su delle forme di prenotazione dal basso per convincere un editore che conviene ripubblicare alcuni titoli.
- Allegra Geller
mafe, io ho imparato da tempo a dividere fra persona "stronza" e persona che produce "arte/valore". un artista può esser stronzo come persona, ma produrre ugualmente qualcosa che per me ha "valore". ripeto in quel caso che faresti? Edit: sarebbe l'improvviso cambiamento di prezzo a far vacillare il "valore" iniziale?
- Jakala
@mafe, quella di King a me pare una frase ovvia dalla cima del monte (vallo a dire a quelli giu' nella valle che non riescono a farsi leggere), sui libri "convertiti" mi pare che il tuo no logo sia molto condiscendente con una certa idea editoriale che 'e in parte giustificata e in buona parte difensiva nei confronti del proprio prodotto
- massimo mantellini
@jakala, certo che io e te proprio non comunichiamo, eh? Non stronzo come persona, stronzo come artista perché mi chiede troppo e quindi io gli pirato la copia. Non sarebbe l'improvviso cambiamento di prezzo, ma di relazione (io ti ho dato fiducia e tu ci marci)
- Allegra Geller
@massimo, ma se l'obiettivo è farsi leggere che il libro sia cartaceo o digitale cosa cambia? Sulla condiscendenza non mi ci ritrovo proprio, ho fatto una breve indagine sui costi di produzione e questa è la situazione, non è che posso falsare i fatti: da qui a dire che quindi i prezzi devono essere alti è un'altra storia (che nel mio pezzo non c'è, è una deduzione di chi legge ed è sbagliata).
- Allegra Geller
L'unica cosa che affermo è "Non ha più senso chiedere di pagare il diritto di copia, perché il costo di copia non esiste più.", non mi sembra molto condiscendente ;-)
- Allegra Geller
@mafe, l'idea dei fuori catalogo come apripista (con prezzi chip) secondo me va tentata seriamente e su questa penso che le posizioni potrebbero convergere e sbloccarsi più rapidamente.
- luisa capelli
le opere fuori catalogo sono il mio sogno. attendo paziente.
- Mitì Vigliero
+1 Mitì, ed aggiungerei anche molte non tradotte, anche se alcune già si trovano su diversi siti :)
- Haukr
Io ci ho già provato, eh? Mi hanno opposto costi legali e di reimpaginazione, non è che mi arrenda però.
- Allegra Geller
costi legali...si perde il diritto di copia, ma non i diritti. l'autore verrà pagato lo stesso, in ogni caso, sia per opera nuova che per "bit-ristampa". Glieli daranno magari tutti insieme (suppongo). Quindi basterebbe ricontrattare l'autore o gli eredi. Come si fa col cartaceo. E la reimpaginazione sarebbe la stessa. O troveremo come ebook solo libri nuovissimi o pubblicati dal 2000 in poi (quando c'è stato l'obbligo per tutti gli autori di presentare manoscritto e dischetto/chiavetta? Metà dei miei libri, ad esempio, è stata scritta a macchina e presentata in manoscritto. E mica solo i miei)
- Mitì Vigliero
@mafe, beh per esempio oggi ancora cambia, la probabilità di essere letto in formato digitale e' infinitamente piu bassa di quella legata alla produzione su carta (che gia' e' quello che e'), quanto al resto e' solo una impressione che ho avuto leggendoti
- massimo mantellini
si perderanno forse le edizioni, in caso di testi nuovi. non più prima seconda ecc, ma una sola per sempre. e anche lì cambieranno i contratti diritti autori
- Mitì Vigliero
@mitì, costi legali nel senso di dover riaprire dei contratti che non prevedevano l'edizione digitale e rinegoziarla; per la reimpaginazione pare non sia così semplice, ma io ci proverei lo stesso, sia chiaro.
- Allegra Geller
@massimo, pensa che secondo me un esordiente ha più chance con un'edizione digitale che cartacea, ci sono anche già un po' di casi.
- Allegra Geller
@roberto io direi il contrario: proprio perché la copia non è fisica, ma elettronica può essere soggetta ad aggiunte, modifiche, appunti o spunti condivisi, indipendentemente dalla tipologia del contenuto. Inoltre un sistema digitale permette all'autore di "staccarsi" dal cordone ombelicale della struttura editore-distributore etc. Insomma l'idea di un mecenatismo 2.0, quindi condiviso e partecipato dai fruitori (che siano presenti o futuri) può essere un'idea vincente, molto dipende dal reale valore dell'autore e dell'opera per il circoscritto numero di interessati che saranno disposti (ed in grado) di valutare e valorizzare l'opera.
- Dario Pecorella
Secondo me si dovrebbe guardare a quanto successo con i cd e gli mp3: è possibile comprare i singoli brani invece l'intero album, prezzi più contenuti rispetto a prima (questo è innegabile). Eppure anche qui vale lo stesso discorso che non si sta comprando un bene materiale ma un contenuto ed un'esperienza. Come la mettiamo? Inoltre la soluzione dei 1000 fan può anche funzionare ma per vederlo realizzato c'è bisogno di una certa celebrità già raggiunta visto che si parla di 1000 persone pronte a comprare tutto quanto prodotto dall'artista durante tutta la carriera...beh non è da tutti.
- Daniel Londero
@mafe non conoscevo la teoria dei 1000 true fans. è geniale e per me la risposta è quella. Ma non è per tutti: devi credere molto in quello che fai, avere passione e contenuto e, purtroppo, non tutti quelli che pubblicano (e vendono) libri ce li hanno. Giro subito il tuo articolo ad un paio di persone a cui potrebbe cambiare la vita. :)
- l@nto
from BuddyFeed
secondo me le questioni sono due: 1) la creazione di valore aggiunto (esperienza, fiducia?) 2) la percezione di tale valore. Su entrambi c'è ancora molto da lavorare. Ma la strada credo sia questa
- roberta milano
@daniel londero, e pensa che la musica, a differenza del libro, ha una durata (un pezzo lo ascolto più e più volte, molta narrativa è usa e getta). Non prendiamo alla lettera il discorso dei mille fan, non è solo questione di "avere dei fan" ma di comportarsi come se i lettori fossero una parte importante del testo (perché lo sono). E come dice Arsenio, questa è una fase di transizione: la prossima puntata, se mi aiutate, è sul come remunerare una forma di racconto che libro non è più.
- Allegra Geller
Un terzo del cartaceo e assolutamente non più della metà
- Cienfuegos
from FFHound!
(non ho letto il thread) credo che il dividendo digitale debba essere retrocesso al cliente qualunque siano i costi che ci si porta dietro dal passato (calcolare il costo a base zero), ma soprattutto tenendo conto della vecchia teoria della massimizzazione del ricavo sulla elasticità percepita del prezzo. nella mia esperienza personale, nulla dovrebbe costare più del 50 % del cartaceo con un massimo di 9.99 euro.
- Gianluca Diegoli
@gluca, oltre al thread è utile capire se hai letto l'articolo: la mia proposta (ragionando ad alta voce) è di non vendere più gli oggetti digitali a copia, ma a partecipazione (anzi, che poi Mitì mi cazzia, a biglietto di ingresso).
- Allegra Geller
si' conoscevo l'idea dei 1000 fan, l'avevo citata al festival del giornalismo per provare a proporre un modello di business per l'editoria basata su legami e non su obblighi o divieti. pero' una cosa cosi' secondo me funziona solo se il prezzo è trasparente "quanto va all'autore di quei 9 euro di biglietto di ingresso?"
- Gianluca Diegoli
l'idea dei 1000 fan per me però da sola non funziona, eh, è solo un punto di partenza. Interessante lo spunto sul prezzo trasparente, però pensando a editori nuovi non diamo per scontato che debbano sempre e solo essere vissuti come parassiti.
- Allegra Geller
assolutamente no, mafe, anzi. si valorizza l'efficienza dei nuovi editori nel lasciare più parte del prezzo all'autore.
- Gianluca Diegoli
Intendevo dire che magari la relazione di fiducia è con l'editore e che ti fa piacere pagare anche il suo lavoro: siamo sicuri che la percentuale dell'autore sia il problema dell'editoria attuale? E se sì, per chi? Per me (autore da poche copie), per Covacich (autore da decine di migliaia di copie) o per Stephen King?
- Allegra Geller
(ma no che non ti cazzio ;-D! questa discussione è magnifica :-*)
- Mitì Vigliero
Se mi venisse praticato un buon prezzo certe pubblicazioni le comprerei sia in cartaceo che in ebook, come ho visto fare da una casa editrice americana.
- Silvia T.
Temevo questa domanda...devo fare un po' di ricerca per "ricostruire", dovrei avere un loro libro cartaceo comprato via Amazon, mi sono accorta del fatto guardando il loro sito. Vado a vedere subito!
- Silvia T.
personalmente tutta questa fregola d'avere a che fare con l'autore non la sento. sarà per la tipologia di letture o un brutto carattere, non so. Comunque segnalo la mia esperienza che è questa: ho deciso di comprare tutto quello che pubblica 40K. Curiosità fiducia, velocità di lettura, i motivi sono diversi e non tutti esplorati a fondo. Siccome scrivete tanto di autori e sottoscrivere l'eventuale produzione degli stessi, mi chiedevo e vi chiedo, se non è il caso d'estendere la cosa ad una casa editrice o una collana della stessa. Detto questo, non vi sembra che si stia parlando di qualcosa di simile ad un abonamento? (ah si, il costo dell'ebbok. mi nutro principalmente di best seller e una volta letti li posso anche cancellare, tutt'altro discorso per quel che riguarda un manuale o delle poesie. Quindi direi che dipende dal contenuto. Ovvio che minore è il prezzo minori saranno i dubbi di quanto valga la pena averlo)
- gıørgıø
@gıørgıø, non con l'autore (che è spesso anche morto), con il suo immaginario: sì, è esattamente una forma di abbonamento, come scrivevo sopra non legata solo all'autore. Amo Minimun Fax, per esempio, e pagherei volentieri loro una quota annua per avere accesso a tutto quello che pubblicano, soprattutto se non fossero solo libri.
- Allegra Geller
Mai detto o pensato che sia facile o che valga per tutti, Roberto: è anche possibile che molti libri diventino di pubblico dominio, sai?
- Allegra Geller
from iPhone
@Mafe, in soldoni sì. Tutto deve costare ciò che il cliente è disposto a pagare, dalla brioschina del Mulino Bianco all'Aston Martin DBS. Non umilierò le tue ferratissime nozioni di marketing spiegandoti concetti come "valore percepito", beneficio intrinseco, comparazione istintiva del valore etc. Per farla breve, diciamo che se una novità su Amazon costa 9,90 Euri (al cambio, ovvio) da noi dovrebbe costare lo stesso, grosso modo, euro più, euro meno. In aggiunta, occorre tener conto del "fattore sbattimento": quanto mi sbatto a cercarlo p2p, scaricarlo, convertirlo? Il mio sbattimento vale i 10 Euri dell'acquisto, se costa 10 Euri? Vale i 16 Euri se ne costa 16? Quanto costa all'editore produrlo, distribuirlo, etc. è un fattore che viene tenuto in conto si e no da un 5% del pubblico. Ti interessa vendere al 5% o al 100%, in potenza?
- Guy
@guy, grazie per non aver aggiungo niente alla discussione :-)
- Allegra Geller
@mafe, grazie per l'ennesimo commento per avere l'ultima parola quando non sai cosa rispondere.
- Guy
@guy, cosa devo risponderti? Sono perfettamente d'accordo con quello che hai detto che ripete quello che è stato detto per tutto questo thread e ogni volta che si parla di questi argomenti. Ma perché sei tanto aggressivo?
- Allegra Geller
@robertodadda, stiamo parlando di digitalizzazione del catalogo già esistente: se un editore mi vende l'accesso al mondo di Camilleri so esattamente cosa compro.
- Allegra Geller
@mafe, rispondere un semplice "Sono perfettamente d'accordo con quello che hai detto", invece di passare la solita accusa dell'avere o no aggiunto qualcosa alla discussione. Ché poi, forse, non c'è nulla da aggiungere, ma da scremare, casomai.
- Guy
@robertodadda, sì, tutto quello che ha pubblicato (il catalogo esistente) e tutto quello che pubblicherà; se la linea editoriale cambia e non mi soddisfa più disdico l'abbonamento.
- Allegra Geller
@robertodadda, a me capita ogni volta che compro un libro: come fai a sapere prima se ti piacerà?
- Allegra Geller
@robertodadda, no, non convengo, ma dipende dalle proprie abitudini di lettura, raramente scelgo in base a alette e recensioni; d'altra parte questa degli abbonamenti è già nell'aria, per dire "Per la prima volta al mondo, a Natale, grazie alla collaborazione tra Telecom Italia e il Gruppo Mondadori verranno presentati tre canali tematici su abbonamento per ebook: alta letteratura, letteratura di genere - giallo e rosa - e ragazzi. Cambierà così completamente il modo di offrire e proporre il libro al lettore. Con il pagamento di una cifra fissa mensile si avrà accesso a un palinsesto tematico composto da libri da leggere, uno alla volta, ma tanti quanti si desidera."
- Allegra Geller
E di una soluzione "paghi dopo in base a quanto ti è piaciuto" sulla falsariga di alcuni nuovi ristoranti?
- Stefano Ṣ (non ci sono)
@robertodadda, ti spieghi, ho capito, a te lascerebbe qualche perplessità, a me no: siamo diversi, abbiamo abitudini di lettura diverse
- Allegra Geller
@mafe: la tariffa forfettaria è molto interessante, ma su questa ribalto la domanda quanto deve costare questo abbonamento? Quanto può durare? Legato al catalogo dell'editore? Multi catalogo? Legato al genere o legato all'autore? Limitato numericamente a prodotti in un tempo o solo ai prodotti o solo al tempo? Ti chiedo questo perché, sulla falsa riga del modello attuale (non per forza legato alla lettura) il prezzo dell'ebook potrebbe continuare ad essere l'unità di misura.
- Dario Pecorella
>alta letteratura, letteratura di genere - giallo e rosa - e ragazzi. Cambierà così completamente il modo di offrire e proporre il libro al lettore. - L'ORRORE. Già l'editoria italiana è zeppa di incompetenti nella scelta generica di ciò che andrebbe pubblicato, figuriamoci se lascio che mi scelgano dei titoli addirittura nei canali tematici. E' come farsi scegliere le fidanzate da Platinette.
- Guy
faccio notare che esistono già realtà che ti fanno pagare un abbonamento fisso per distribuirti i loro libri, ma quando scade l'abbonamento tu *devi* distruggere ogni copia http://www.ili.co.uk/
- Jakala
e se il discorso della fiducia lo mettessimo insieme agli "abbonamenti"? cioè, non più abbonamento all'autore (beh forse questo sì, almeno per questa generazione), all'editore o ancora peggio al genere/canale. Ma un "libraio" che ha la mia fiducia e mi propone mensilmente quello che ritiene valido.
- Marcello Testi
from BuddyFeed
@robertodadda, ad agosto i libri che io volevo leggere in vacanza non c'erano né per Kindle né per iPad
- Allegra Geller
@dariopecorella, non è che adesso possiamo fare il pricing definitivo valido per tutte le situazioni; in questa fase (che spero duri poco) mi accontenterei di avere delle offerte a bundle (autore e/o collana) e/o in abbonamento (tutti gli "Strade Blu" del 2010) a un prezzo ovviamente inferiore a quello della somma dei titoli (Einaudi faceva qualcosa del genere per il cartaceo con una riduzione intorno al 25%, ma per i cartacei è un casino).
- Allegra Geller
scusate, arrivo adesso. Non credete che potrebbe, il prezzo, essere il medesimo delle app cioè 2- 4 euro? in questo modo si venderebbero.
- evres
@robertodadda ho pensato anch'io al club ma è un po' diverso quello che penso. Rough Trade ha qualcosa del genere per i dischi: il funzionamento è quello del club del libro, tu scegli se ricevere 1 o n dischi (il formato digitale è solo UK). cosa cambia? innanzi tutto, RT pubblica dischi ma si comporta qui da negoziante, non promuovendo solo suoi prodotti. Inoltre, ha una connotazione di mercato ben precisa, per cui io so bene cosa (non) aspettarmi e per finire, la cosa è orientata prevalentemente a debutti o quasi. ma facciamo un passo avanti e torniamo ai libri. E ai librai. La presenza di piattaforme di distribuzione possibilmente agnostiche rispetto a tecnologia e editori permetterebbe a ogni libraio virtuale di costruire pacchetti di abbonamento che garantiscano convenienza all'abbonato e una massa critica di vendite alla catena libraio/piattaforma/editore. Chiaro che il punto di partenza per un modello del genere è il concetto prezzi bassi - alte quantità. Viaggio troppo con l'immaginazione?
- Marcello Testi
from BuddyFeed
@Marcello è un viaggio che ho fatto anch'io :) e perdonatemi la monotonia: a me sembra che 40K sta funzionando proprio a questo modo.
- gıørgıø
Fanno abbonamenti? Io ho sempre comprato solo libri singoli
- Allegra Geller
from iPhone
Gli editori moriranno. Qualcuno creerà qualcosa di simile a youtube dove vendere ebook al prezzo che l'autore stesso stabilirà, mettendoselo interamente in tasca. Così dovremmo essere tutti contenti, o no?
- peppe, in cerca di nick.
ovviamente, verrebbe meno tutto il lavoro di aggiustamento e consiglio degli editori, e non so come risolvere/se risolvere questo punto.
- peppe, in cerca di nick.
@robertodadda e come il paperless office sarà un successo planetario :-D
- Nasini
@mafe. no niente abbonamenti (che io sappia) ma pubblicano cose interessanti che compro a prescindere da autore e titolo. cosa che non potrei fare con altri editori.
- gıørgıø
Io accetterei un ebook costasse anche una cifra significativa, anche 5-10 euro. Che è di molto più di quanto un autore ricava oggi dalla propria opera, si noti. In quei 5-10 euro però la percentuale del distributore non dovrebbe superare il 5%, dato che di fatto non ci sono supporta né rischi né costi di distribuzione paragonabili a quelli del mercato del libro tradizionale
- Sig. N