Mah, secondo me su questioni simili il probelma maggiore è l'irritabilità di Massimo. Se uno ignora quella, il resto sono soldi con cui pagare una cosa che la gente legge.
- Luca Sofri
il problema delle co-brand è chi le disegna no la cosa in sé. “la cosa in sé" sono soldi, come dice luca.
- simone tolomelli
ma io ci sono nato a milano, avrò il cervello corroso da sempre :) ma la questione è che è brutta non che uno non possa trovare dei metodi per farsi pagare, questo intendevo. di norma le cobrand sono quasi tutte brutte ma o una o l'altra: gratis non si lavora, né io né te né loro, o paghiamo noi per leggere o paga la pubblicità. male minore?
- simone tolomelli
Il male minore è scegliere formati e stili compatibili con la testata. Si è sempre fatto, anche su carta.
- Peggy Guggenheim
appunto mafe, il problema delle cobrand è chi le disegna ;) però tu sai benissimo che siamo arrivati al punto che il formato è imposto dal cpa e non dal gusto. e lo è perché non ci sono soldi e non ci sono soldi perché non vogliamo pagare. io non sono mica dalla parte di chi sono ventanni che impone un modello di business sbagliato, però so in quale mondo viviamo. dobbiamo cambiarlo e mi metto in prima fila. :)
- simone tolomelli
il problema è di chi le disegna e anche di vende, che pur di vendere abbassa il valore di ciò che vende
- Peggy Guggenheim
ma santo cielo. non ci sarebbe nemmeno bisogno di parlarne!
- Marco De Rossi
@mafe sì, hai ragione. però per chi le disegna alle volte c'è uno sconto responsabilità "fai così che così funziona" -semo tutti designnner. apro fotosciop e te faccio vede.
- simone tolomelli
Sono con Sasaki: non possiamo passare il tempo a sottolineare le difficoltà di un nuovo modello di business, la necessità di mantenere i contenuti gratis, e poi fare gli irritabili sugli unici modi con cui questi contenuti si possono sostentare. Anche perché il risvolto della gratuità è che se non ti piace guardi altro, ma non hai nessun credito con cui piantare grane su quello che non è qualità dell'informazione. Se domani lo chiamano "Formichiere della Sera" ci facciamo due risate, ma non metterei su dibattiti sul rispetto del lettore eccetera.
- Luca Sofri
Il problema è che questo ADV non genera valore: la prima volta rido, la seconda mi irrito e la terza cambio giornale online -> hai perso un cliente, hai perso una visita -> hai perso valore, credibilità ->meno introiti. Questo tipo di pubblicità non paga
- Pierotaglia
Pierotaglia, sicuro sicuro? Tu non andrai più sul sito del Corriere, da oggi?
- Luca Sofri
Yes e tengo questa politica per tutti i siti che fanno adv invasivi (Sia ben chiaro che non sono contro la pubblicità online, anzi, devono sostenersi anche attraverso quella)
- Pierotaglia
A parte gli scherzi. Io parto da una constatazione: la pubblicità, dipendesse da lei invaderebbe tutto. Da questo discende che l'inserzionista per l'editore e' un nemico necessario. Il modello basato sulla pubblicita' non si regge annientando i contenuti sotto un mare di inserzioni, ma semplicemente pagando il giusto una quantita' adeguata di inserzioni (che e' un po' quello che spesso si riesce a fare sui fogli autorevoli). Seguendo il ragionamento degli entusiasti qui siccome i film su canale 5 sono gratis chissenefrega se ogni 10 minuti di film ci fosse 50 minuti di spot. Tanto e' gratis. Se gli editori non hanno la forza di impedire per esempio i loop dei banner flash (una cosa che spesso viene negata per la semplice ragione che e' fastidiosissima per il lettore) o altre ciclopiche invasioni dello spazio riservato ai contenuti poi domani come potranno opporsi al peggio che avanza?
- massimo mantellini
L'innovazione e l'adesione ai nuovi paradigmi culturali, economici, markettari e creativi che predichiamo in tutti i SN, non ammette mediazioni, IMHO! Fineco è stata una Banca che ha diffuso l'home banking in Italia, non ci vedo nulla di male! Anzi, la grafica è web 2, i loghi sono quelli dei SN. Predicare bene e razzolare male non è molto innovativo.
- l'Ego di Gigi
Pierotaglia, il tuo ragionamento fila ma non va così. Tu e quelli come te siete "churned users" che non preoccupano le concessionarie perché sono (e saranno) più gli utenti che non badano alla cosa di quelli che se ne fanno cruccio. Se così non fosse Google non sarebbe Google e non governerebbe il traffico mondiale con ricavi milionari mensili derivanti da Adsense. Ribadisco che non sono d'accordo che ci saranno sicuramente altri modi, ma oggi va così e bisogna saperlo se vogliamo proporre qualche cosa di nuovo e di alternativo che però funzioni “almeno” altrettanto, altrimenti etichettano il tutto come “belle parole” e continuano per la propria strada.
- simone tolomelli
Massimo, ti avviso che se ogni film su Mediaset fosse interrotto ogni dieci minuti e noi fossimo un paese in cui il mercato televisivo è libero, sarebbe lo stesso mercato a impedirlo: ma se non avvenisse, la risposta è davvero chissenefrega. Parliamo di libere imprese commerciali e di offerte ricche e libere: quella dell'informazione online lo è abbstanza, per esempio, per farti decidere di non guardare il Corriere senza traumi. O tu ti indigni se gli Abbracci del Mulino Bianco non hanno abbastanza cioccolato?
- Luca Sofri
@Massimo su Canale 5 ogni 10 minuti ci sono millemila spot e nessuno fa un plissé.
- Tiziano Caviglia
from iPhone
@mante e c'è di più secondo me. l'editoria italiana dei big si oppone con tutte le sue forze ai nuovi modelli (Riotta docet), se la prende con Google News (che invece in fin dei conti gli porta traffico e pubblicità), non molla la protezione del mercato, incamera anche i finanziamenti dello Stato e poi questo è il loro modello alternativo di innovazione. Mi sembra un po' poco.
- ezekiel
ezekiel hai mille ragioni su diversi argomenti (anche quelli che stai postando sull'altro 3d), ma torniamo al tema del bene e del male. Cosa c'è di male? Grafica? Il committente? Il mezzo (l'on-line)? Il buzz? La commistione con strumenti e servizi del web sociale?
- l'Ego di Gigi
@Sasaki Fujika Io sono per ADV mirati, che non stravolgano la struttura del portale che ospita. Poi sono d'accordo che gli heavy users (come noi) rappresentino ancora la minoranza, ma sono anche quelli che generano più "traffico": se devo scegliere quale giornale leggere farò una ricerca tra i miei contatti e, facilmente, troverò un gruppo FB "no all'home page del corriere", o questo thread ;)
- Pierotaglia
ecco, più che altro mi pare che il problema sollevato da ezekiel sia sensato. Se invece di piagnucolare si cominciasse a ragionare su modelli innovativi (e ci sono, arrivano idee nuove ogni santo giorno che permetterebbero la monetizzazione di contenuti premium, come infografiche interattive e simili) magari ci si accorgerebbe che questa direzione può pagare oggi, ma magari non sarà lo stesso domani.
- Federico [Kurai]
Aggiungo una cosa: brutti o non brutti, non possiamo neanche andare dicendo tutto il tempo che devono cambiare i paradigmi, che bisogna bruciare le navi, cambiare radicalmente prospettiva, e poi giudicare ancora le cose con i criteri delle abitudini ai vecchi giornali.
- Luca Sofri
la verità, temo, è che nessuno, nell'editoria come nella musica, ha la benché minima idea di come fare a strutturare un business sostenibile
- Luca Ciccarelli
@Pietrotaglia, per i dati che ho io in mano "voi" siete esattamente l'opposto di quelli che generano traffico.
- simone tolomelli
E detta ancora più in soldoni: rompe meno quella cornice di Fineco di una pagina di pubblicità da sfogliare su una rivista. Per me, brutta o non brutta, è irrilevante rispetto al mio interesse nelle notizie. Non toglie spazio a niente. La criticherò quando circonderà un fighissimo sito di webdesign.
- Luca Sofri
@Sasaki Fujika [gomenasai] non tanto come visite, ma come quantità di post prodotti ;-)
- Pierotaglia
com'è? Fineko si è mangiata il Corriere...eh, le banche...
- Loris Costa
@gigi personalmente non ci trovo qualcosa di particolarmente "male". Ci sono pubblicità molto più fastidiose. La gente su internet può ancora scegliere (e anzi auspico quotidianamente soluzioni diverse), però questo atteggiamento in effetti rischia un po' di rallentare alcuni processi da noi (sai, una cosa è proporre qualcosa di nuovo perchè è anche la direzione intrapresa da Repubblica, Corriere ecc. un'altra sembrare un pazzo che predica solitario nel deserto e pdalare il quadruplo)
- ezekiel
state facendo un po' di casino, parliamo solo di web. Il punto a me pare essere che agli editori del lettore e della sua dignita' non gli frega molto. E' l'unico aspetto per me interessante. Questo accade con la pubblicità esattamente come per tutto il resto. Non e' che all'estero siano messi economicamente meglio e perdono soldi e chiudono ecc, ma nonostante questo i suk in movimento di banner che vediamo sui grandi siti editoriali italiani non ci sono da nessuna parte. Vi siete chiesti come mai? La risposta secondo me ha molto a che fare con le notizie che non lo erano
- massimo mantellini
(fujika). @Pietrotaglia la quantità di post prodotti non è oggi un dato che interessi al marketing. nemmeno c'è una correlazione tra numero di post e cpa. anzi se mai all'aumentare del traffico crolla il ctr e tutto ciò che ad esso gira attorno. motivo per cui sui numeri dei siti come il corriere.it (che a prescindere da quanti post tu faccia non raggiungerai mai) si formalizza a pacchetto e non a click, ovviamente. il che rende "l'utente (heavy o meno che sia)" ancora più inutile.
- simone tolomelli
no massimo non è vero, all'estero fanno cobrand e overlayer esattamente identici a noi. credi che li abbiamo inventati qui?
- simone tolomelli
bon simone, appena ho un po' di tempo ti faccio qualche esempio concreto
- massimo mantellini
Massimo, confermo: all'estero si aprono cose molto più invadenti e fastidiose di queste. Questa almeno sta al suo posto e basta ignorarla. Il rispetto per la dignità del lettore sta nella qualità di ciò che gli offre il giornale, non nel tono di blu.
- Luca Sofri
io non so mica a questo punto che siti guardiate voi all'estero
- massimo mantellini
@massimo, si lo vedo che il nytimes è bello pulito ma ce ne sono altrettanti che ti ammazzano; in più c'è da dire un'ultima cosa forse: la customer base italiana rispettivamente al mondo angolofono non è nemmeo paragonabile. il che non ha un valore assoluto ma siccome al mkt interessano le percentuali il 5% di 20mln di navigtori tecnologicamente analfabeti genera meno soldi del 20% di circa un miliardo a parità di analfabetismo. il che ti permette di essere anche un filo meno invasivo perché hai dei ritorni molto alti. (è la solita questione: una "radio di nicchia che manda solo versioni country delle canzoni dei cartoni animati" può raccogliere negli USA migliaia di ascoltatori, cioè “la nicchia” -se la cosa avesse un senso- e sta economicamente in piedi, da noi probabilmente mento di qualche migliaio, quindi non ci saranno inserzionisti quindi si chiude).
- simone tolomelli
ma anche lemonde guardate che ha banner molto grandi ha sempre una attenzione minima ai contenuti che da noi non esiste, per non parlare di BBC, insomma ovvio che dipende da chi e' il nostro punto di riferimento ma mirando in alto non mi pare ci siano paragoni, poi se ci riferiamo alla base dei lettori allora ovviamente salta tutto il ragionamento
- massimo mantellini
e comunque esiste una strada intelligente alla pubblicita' grande, volendola cercare
- massimo mantellini
eh ma massimo bisogna fare i conti con la nostra realtà non con quella degli altri. a me ogni giorno mi scrivono per dirmi che firmare un contratto su internet è una rottura di palle. io sono d'accordo ma la legge italiana vuole che stampi e firmi e mi invii via fax. io sono un'azienda italiana e a quelle regole devo stare non a quello che vorremmo noi che ci affacciamo ogni giorno al mulino che vorrei. quando cambia la legge sono più felice pure io ma per adesso... you know :)
- simone tolomelli
Il trade-off tra la pubblicità e il contenuto redazionale sta nel male e nel bene reciproco. Quanto una testata può "contenere" altro prima di perdere di riconoscibilità e senso nei confronti del lettore che è il valore primario della testata stessa. In questo caso, come in molti altri (anche in casa nostra...) si va molto oltre quello che secondo me conviene sia all'editore (che vuole preservare il suo valore primario) sia all'inserzionista (che in fondo ha lo stesso interesse). Certo molto dipende dal fattore tempo: se il corriere rimanesse così per molte settimane non sarebbe più il corriere, ma se dura tre giorni forse non fa male a nessuno.
- paolo ainio
cristo simone e' arrivato il boss, sei fregato (e non solo e' arrivato ma c''ha pure ragione)
- massimo mantellini
"comunque esiste una strada intelligente alla pubblicita' grande, volendola cercare": Massimo questa frase o è un indovinello o non ha senso. Come fai a dare per certo che esista una soluzione perfetta a un problema? Spesso e volentieri non c'è: è tutta questione di compromessi. Inventati la strada intelligente e poi ne parliamo: finché nessuno mostra che esiste, non esiste.
- Luca Sofri
era un esempio, lemonde oggi ha banner molto grandi molto evidenti (di Vuitton) ma che non ostacolano i contenuti, questo volevo dire
- massimo mantellini
ostacola i contenuti "intangibili" marcando "fineco" l'intero corpo pagina. pare che si sono comprati il giornale. mi accodo a Massimo perchè sono d'accordo, ci sono contenuti come la reputazione e il controllo dell'informazione che si eroga che la cornice minaccia come elemento identitario molto forte
- marina ricciardi
comunque, secondo me, ci sono modi più raffinati ed efficaci per fare e per vendere spazi pubblicitari. se non li vogliono adottare è perchè o non li conoscono o credono che l'utente medio se ne fotte. dispiace esser sempre aggregati alla medietà, credo
- marina ricciardi
Massimo lemonde oggi ha un overlayer in hp. http://www.sasakifujika.net/otherim... non mi pare un buon esempio di adv meno invasivo. la differenza tra cobrand e overlayer poi è tecnicamente che una resta fissa e l'altra va ad utente_unico/giorno. quindi la seconda volta non la vedi più. che però significa che guadagni anche di meno.
- simone tolomelli
comunque come lettore mi viene da dire che è meglio la cornice di Corriere che i fastidiosissimi pop up di repubblica
- salsa77 - Risonante
credo che il punto sia quello di marina. Un overlayer è percepito come un elemento "altro" lo si chiude e si torna al nostro giornale. Una cornice cobrand si fonde al giornale stesso e lo trasforma. È per questo, credo, che alcuni lo possano trovare addirittura più fastidioso.
- dario dp
Nota a margine a proposito di Adblock e di Ars Technica... ma davvero ci si chiede perché le persone poi lo usano?
- dario dp
Il punto è che non possiamo criticare se vogliono mettere le notizie su internet sotto abbonamento; se su iPhone ci fanno pagare la navigazione per pagina; o se bloccano gli archivi ai non abbonati, e poi lamentarci lo stesso se trovano una (brutta da vedere, d'accordo) forma per portare a casa la pagnotta loro e dare le notizie gratis a noi. Questo discorso è aperto con Massimo dai tempi di Clarence e delle pubblicità dei loghi e delle suonerie (quando non, addirittura, dei dialer): quella roba lì permetteva a noi di fare gli scemi, gratis, per il pubblico. Quando quella roba lì è finita, abbiamo finito anche noi di fare gli scemi gratis.
- Gianluca Neri
Ok, ma i dialer proprio no, non li possiamo sdoganare
- alessandro longo
No, nessuno vuole sdoganare i dialer (e nessuno li ha odiati quanto me), ma c'è stato un periodo in cui tutti (tutti: portali e quotidiani compresi) i concorrenti li offrivano, e se non lo facevi anche tu molto semplicemente non portavi a casa la campagna. Quel periodo è, fortunatamente, durato poco (qualche mese, se ricordo), e se ci fu, fu proprio perché a nessuno, nel mondo della pubblicità venne lo scrupolo di dire "questa è una cosa illegale". Beh, parliamo di oggi: imbruttire oltremodo una pagina non è illegale.
- Gianluca Neri
SOno d'accordo: non lo è. Non solo: non dice niente dell'affidabilità della testata giornalistica. Smettiamola di fare salti logici, please
- alessandro longo
però d'impatto uno si dice: ma è uno scherzo o una cosa seria?perchè non riesco davvero a credere che il corriere intenda seriamente perseguire questo modello. Davanti ad una pagina così ti domandi se stai davvero leggendo il Corriere. Ma è anche vero che ha messo on line questa soluzione sa che Adlock è usatissimo. E quindi a chi vuole davvero rivolgersi quella pagina? A uno che la vede per caso da un computer usato lì lì per caso?
- Loris Costa
l'esempio più orrendo resta il vecchio sito di ansa.it, che fino a un paio d'anni fa aveva una specie di saracinescona con sopra l'ad che, scendendo lenta ma inesorabile, ti costringeva a scrollare freneticamente la pagina per non rimanere schiacciato.
- Joshua Damian Held
In realtà dice molto: qualunque elemento contribuisce alla creazione del senso. Siamo animali visivi, quindi se la tua pagina iniziale sembra uscita da Badoo il senso di credibilità è al pari di Badoo (che ti piaccia o meno). Quanti di noi si farebbero mettere le mani in bocca da un dentista con il vestito sporco? (magari è bravissimo, ma la forma è sostanza)
- Pierotaglia
Un giornale e la sua controparte online non sono lo stesso prodotto. Bisogna decidere cosa si vuole salvaguardare. Senza questa premessa questa discussione non ha alcun senso. Inoltre paragonare il Corriere a Clarence o ai film su Canale 5 non ha nessun senso (e indica quanto ormai per la pagnotta si sia perso completamente il senso della ragione per cui si fanno le cose). Capisco le posizioni di quelli che qui stanno su FriendFeed perche' su internet ci si magna ma Mantellini secondo me parla di una cosa diversa.
- Ciro
@Loris, corriere.it eroga (dato per difetto) 310milioni di pagine al mese per 6.2milioni di utenti unici al mese (ww). Adlock è usatissimo, nei termini di quanto? Duecento mila persone? -e per mia esperienza di tre anni in un prodotto sono una cifra ragionevole- Ma vi rendete conto di cosa stiamo parlando o no? Ci sono delle professioni in rete. Si fondano aziende. Non è sempre tutto all'acqua di rose. sei milioni di utenti unici mensili. ce ne fossero anche un milione con TiBloccoLaPubblicitaCosìSeiUnPuro ce ne sono altri 5 che fanno il mercato. Ma di cosa parliamo?
- simone tolomelli
ho anche il dato giusto di adblock: average daily download 72k non ci ero andato distante. Average Active Users ww 7mln
- simone tolomelli
l'estetica dell'advertising sicuramente influenza negativamente i contenuti: mettiamo che domani i giornali online diventino a pagamento Dopo aver visto questa pagina e quella del NYT per quale paghereste? (Io per il NYT...)
- Pierotaglia
Che ti piaccia meno l'estetica rappresenta una parte fondamentale del modo in cui recepisci le informazioni : ) Un biglietto da visita scritto a matita sulla carta igenica, anche se valido come contenuti, serve a una cosa sola... Ovvio che oltre alla forma, la presenza di contenuti è necessaria : )
- Pierotaglia
@roldano è vero quello che dice @pierotaglia le creatività alle volte sono molto più che un contorno del contenuto. questo a prescindere che tu ci faccia più o meno caso. è il motivo per il quale su vogue trovi prada e sul giornale di provincia i saldi del "mago della scarpa".
- simone tolomelli
Relativamente fastidioso, assolutamente necessario.
- Lorenzo El Carro
Lorenzo ha centrato il punto: dato che è assolutamente necessario, perché renderlo fastidioso? Non sarebbe meglio armonizzare l'adv con la struttura e i contenuti della pagina?
- Pierotaglia
Non si può scandalizzarsi per la sostanza E per la forma?
- Luke
Anche se ci fossero contenuti incredibili, se presentati male, il loro valore diminuisce. Dato che i giornali non operano in monopolio, ma posso scegliere tra diverse testate, a parità di contenuti, vince la forma
- Pierotaglia
@Pierotaglia la Fineco deve perseguire una comunicazione coerente su tutti i mezzi di comunicazione (l'adv ha la stessa struttura cromatica dei cartelloni che trovi per strada, ad esempio), non potrebbe mai ridurre per una questione di "fastidio" i suoi colori ad una scala di grigio come l'occhio del lettore consiglierebbe. E il Corriere ha un disperato bisogno di soldi. Penso sia tutto qui. No?
- Lorenzo El Carro
Ecco, lo sapevo torna fuori la FORMA e la SOSTANZA :-(
- l'Ego di Gigi
vabbè, c'è sempre una questione più importante, secondo questa logica delle cazzate minori non dovremmo mai parlare. con conseguente morte di FF, tra l'altro.
- Luke
la sostanza è l'unica cosa che deve sopravvivere. e i siti devono tornare ad essere tutti come erano all'inizio. prima che a qualche testaccia di cazz venisse in mente di usare le tabelle per gestire un layout grafico del quale le informazioni avrebbero benissimo fatto a meno.
- peppe, in cerca di nick.
(per quanto mi riguarda, siffatta homepage ha rinforzato la mia opinione, preesistente, che il corriere sia un giornale del cazzo)
- Luke
Roldano era una constatazione sulla "ricorrenza" di questo concetto, che si sta sviluppando anche in altre conversazioni. Ci hanno TARATO!
- l'Ego di Gigi
roldano è quello che si dice da un pezzo. in aggiunta, permetti si possa ipotizzare (non dare per certo) che ci fossero inserzionisti disponibile ad offire cifre paragonabili senza stuprare graficamente la home.
- Luke
Possiamo discutere anche se l'ossigeno è importante per vivere, ma la sostanza non cambia: siamo animali visivi e il modo in cui presenti le cose influenza la percezione dei contenuti. Non mi sembra che nessuno affermi la superiorità della sostanza sulla forma : ) Poi non si tratta di fighetteria, ma di mera estetica funzionale.
- Pierotaglia
Roldano, credo che chi tende a banalizzare schierandosi pro o contro in modo fazioso, non ha capito che i contenuti costano e qualcuno li deve pagare. Oppure crede ancora in un mondo fatato dove tutti danno tutto gratis a tutti.
- l'Ego di Gigi
Di qualunque colore purché nera : ) Sul fatto che sia secondario rispetto ai contenuti non ci piove, ma che sia fondamentale meno.... La mia domanda è: hai contenuti così forti da permetterti una grafica bizzarra? La grafica che utilizzi mina la tua credibilità come giornale?
- Pierotaglia
Ma se la tappezzeria è orribile fai scappare le persone :)
- Pierotaglia