Cos'è sta stronzata? perché virale? perché lo fate? [Youmark - LPF augura a tutti un 'buon virale' col suo nuovo cliente] - http://www.youmark.it/article...
Lowe Pirella Fronzoni scopre le sue carte, o meglio, apre il suo regalo. Il misterioso cliente, dal peso internazionale, di cui vi abbiamo parlato questa mattina, altri non è che Babbo Natale. L’agenzia ha infatti realizzato una campagna virale raccontando il rilancio di Santa Claus, in difficoltà come tanti tra crisi, problemi di immagine, credibilità e appeal della marca. Su savesanta.it lo spot che per una volta non vende nulla, ma regala tanti auguri a tutti. Firmano la campagna l’art Lorena 'Pandizenzero' Cascino e il copy GB 'Folletto' Oneto, che hanno lavorato sotto la supervisione di Alessandro 'Capitone' Bedeschi e Macs 'Vischio' Ambrosini. Direzione creativa di Mauro Manieri e Umberto Casagrande.
- markettara
(dirò una cosa che forse mi renderà impopolare più di quanto già non sia e quindi lo dico sottovoce: lowe pirella mandarono una account o non so cosa a lezione da noi e mi fecero una pessima impressione)
- alesstar
@alesstar io non lo dico sotto voce perché sono arrabbiata: lavoro nel non-convenzionale, cerco di farlo nel modo più serio possibile e cose come questa generano confusione e rovinano lo sviluppo della "nuova" comunicazione rendendola ridicola. Ma dico: cazzo, volete fare le cose, fatele... ma perché a tutti i costi chiamarlo virale? perché utilizzare una terminologia "trendy" nel modo sbagliato? e poi sta cosa viene da professionisti del settore. per favore!
- markettara
allora ti racconto cosa fece la tipa. il corso era brand management, e gli altri ospiti invitati vennero a raccontarci come gestivano il brand; la tipa era stata invitata per raccontarci come anche un'agenzia pubblicitaria possa essere considerata un brand e come questo viene di conseguenza gestito. era maggio 2008. la signora ci presentò l'agenzia, che fa parte di un network, come sono organizzati, i clienti ecc ecc. dopodichè cominciò a raccontarci di come stavano lavorando per l'espresso e repubblica per ilmiolibro.com o quello che è, omaggiandoci di segnalibri che spiegavano cosa fosse e cominciando a chiederci a noi studenti di comunicazione come avremmo pubblicizzato questo "prodotto" del loro cliente. non una parola su quello che ci aspettavamo, ma una marchetta e uno sfruttare le nostre idee e le nostre menti. io prima di allora non li conoscevo, ma da allora in poi ne ho sempre diffidato.
- alesstar
@alesstar non so come lavorano, ma capisco la tua considerazione di loro :-) Dico solo una cosa, quella che mi fa arrabbiare: le agenzie non strutturate in ambiti nuovi della comunicazione e con nessuna competenza o ricerca in questi ambiti, rovinano chi su queste cose ci lavora seriamente e cerca di dare credibilità e spessore a nuovi media. E questo è un esempio, come taaaanti altri :(
- markettara
Se non si presta attenzione si fanno brutte figure, come in questo caso. Però, secondo me, chi è in grado di lavorare seriamente e con competenza ha solo da guadagnarci da scivolate così.
- Luca Basili
@Luca forse è vero, ma è vero anche che in questi ambiti molti clienti non sanno che pesci prendere e se quelli che dovrebbero aiutarli (agenzie, professionisti della comunicazione) non sono professionali e si improvvisano in tal modo, creano solo confusione nel mercato della comunicazione... e in parte rovinano il lavoro di chi cerca di fare le cose con competenza.
- markettara
Insomma, esempi recenti spiegano abbastanza chiaramente che avrebbero dovuto fare una fanpage FB, piuttosto. Sono arrivati in ritardo solo di quei 2-3 anni... Carini e coccolosi, ma in terribile ritardo.
- Matteo Balocco
comunque ho guardato ora il video, è agghiacciante. Peraltro la solita tizia scosciata vestita da babbonatale, non ce n'era proprio bisogno.
- Federico [Kurai]
Anche perchè se vuoi avere la speranza di fare un virale dovresti optare per le aiutanti con le ginocchiere.
- Matteo Balocco
Se le agenzie hanno una certa professionalità sugli spot, su tutta la comunicazione diciamo alternativa hanno ancora molto da imparare. Gli standard attuali sono veramente al di sotto di quelli internazionali. Sarebbe bello aprire un dibattito sull'argomento, se ci fosse qualcuno nel mondo delle agenzie che avesse la volontà di farlo
- Maurizio Goetz
@Maurizio eccomi - magari settimana prossima apriamo un dibattito serio, se siete d'accordo :) ora vi auguro buon weekend (per la serie: stacco definitivamente da tutte le menate lavorative)
- markettara
Un dibattito sarebbe molto utile e interessante. Partecipo volentieri.
- Luca Basili
Concordo sul dibattito. Ma è chiaro che 1. le agenzie per essere cool dicono "famolo virale" ai clienti la cui competenza è zero (spesso come quella delle agenzie" 2. molti consulenti stanno inquinando il mercato 3. per quanto ci si impegni il concetto di virale a me sembra un po' un ossimoro: creiamo strategicamente una cosa che si diffonda spontaneamente... come dire: il virale è dopo (si lo so che esistono pianificazioni strategiche che consentono di costruire la cosa ma non si garantisce nulla...) 4. il termine virale ha rotto
- gba
La viralità è una conseguenza naturale del successo di un messaggio, non la premessa.
- Maurizio Goetz
Meraviglioso. Il dibattito si può considerare chiuso con successo. :-)
- Luca Basili
sorry, arrivo tardi, ero chiusa in un'agenzia... Credo che in tutta Milano non più di 3 direttori creativi sappiano veramente integrare offline e online.
- Roberta Greenfield
Poi ci sarebbe anche da capire se vogliono, eh. Che per alcuni investire sull'online, a parole, non è cosa. Salvo poi produrre aberrazioni.
- Federico [Kurai]
D'accordo con tutti. Perdonate l'ardire. E' il punto di partenza del 3D ad essere abbastanza ingenuo... ce la si prende con l'utilizzo della parola "virale" in un comunicato stampa, mentre - più drammaticamente, secondo me - l'Italia si fa notare al festival di Cannes con un oro assegnato a cose così: http://www.youtube.com/watch..., oppure all'ultima edizione di un Crystal Festival assegnato a una campagna cyber che ha tutta l'aria di essere un fake: http://adinitaly.blogspot.com/2009... Scusate davvero, ma di cosa stiamo parlando?
- Iabicus
@Iabicus del premio alla campagna baci perugina se ne è parlato già tanto, e male. Come dei fake nei premi autoreferenziali del settore. E' drammatico, certo. Ma sinceramente, trovo anche drammatico che l'attenzione del mondo della pubblicità sia rivolto così tanto ai premi anziché ai clienti. Molti dei direttori creativi che conosco tra gli obiettivi che il cliente pone ce ne mettono spesso uno tutto loro (anziché pensare ai risultati): i premi. Insomma, è una malattia molto profonda. Sia chiaro, se ricevo un premio io sono felice come una Pasqua, ma ho un dictat personale: se fai bene il tuo lavoro, i premi vengono, ma dopo (non nel brief). Altra cosa. L'ingenuità del thread è dovuta all'attualità del topic (come in tutte le discussioni online): io cerco di fare bene il mio lavoro, in base agli obiettivi del cliente, mentre ogni giorno vedo cose (come questa) che invece appiattiscono la percezione e la cultura dei clienti in materia. Una parola come "virale" affibbiata ad un video solo perché è sul web mi fa incazzare sempre, molto. Perché chi è competente in materia sa che è una grandissima stronzata.
- markettara
Che ci piaccia o meno, gli award creativi rientrano tra i parametri usati per valutare il successo di una campagna. Ed è un tema che solletica non solo i creativi, ma anche i nostri clienti. Ciascuno di noi ha i propri "dictat" personali, ma questi non sempre corrispondono alle scelte di chi paga i nostri stipendi o - peggio ancora - le nostre campagne. Ergo, io la penso esattamente come te e credo che tu lo sappia. Non volevo urtare la tua sensibilità. Mi sembra ingenuo prendersela con l'abuso della parola "virale", mentre intorno a noi stanno succedendo cose ben peggiori. Tutto qui. Scusa l'intromissione. Mi ritiro nelle mie stanze. Ché c'ho un paio di scam ads da mettere a punto, in vista del prossimo festival di Cannes... ;-)
- Iabicus
@Iabicus (forse avrei dovuto mettere qualche faccina sorridente nell'ultimo commento ;-) no no, nessun urto alla sensibilità, credimi, e come sempre per il resto siamo d'accordo :-) La questione dei premi è da affrontare certo. Ma credo sia un di cui. E cerco di sintetizzare quello che per me è il nocciolo in ordine consequenziale (la freccia è da leggersi come "porta a/determina"): cultura, preparazione, serietà dei professionisti della comunicazione (agenzie) --> cultura, rispetto e consapaevolezza del marketing (aziende) --> collaborazione/confronto elevati su temi della comunicazione --> possibile giustizia nei premi/una più alta qualità della comunicazione/maggior interesse e rispetto da parte dei pubblici
- markettara
Ok. Pace. Occhio alla posta settimana prossima che tutto quello che scrivi, tutto in fila, bussa alla tua porta dentro una busta in pluriball arancione. Buon natale!! (Con un sacco di faccine sorridenti).
- Iabicus
E pensare che a Cannes hanno vinto anche lavori straordinari, tipo Why so serious?, l'ARG per promuovere l'ultimo Batman. Roba spettacolare, che per ora in Italia ci sogniamo. Va beh, taccio :)
- Federico [Kurai]
Ha ragione markettara, anche nel blog dell'Adci, non si faceva che parlare di premi, premi e premi e mai di clienti. Credo che abolire i premi forse riporterebbe le cose in equilibrio.
- Maurizio Goetz
Quoto Kurai. Abolire i premi non può essere la soluzione, caro Maurizio. Mi piacerebbe che questo mestiere fosse ancora guidato dalle idee. Ed è bello assistere periodicamente a un sano confronto di creatività. Non è che adesso vogliamo aprire il solito dibattito sulle performance nostrane alle competizioni internazionali, vero? Aspettiamo almeno che si avvicini il mese di giugno e poi ripeschiamo a caso i 3d degli anni precedenti, che saranno ancora attualissimi...
- Iabicus
La cosa che mi dispiace e che sono pochissimi gli uomini di agenzia che frequentano la rete e quando vi si accostano lo fanno in modo non sempre appropriato. Alla fine qui si finisce a parlare solo con pochissimi pubblicitari che potrebbero visto il numero esiguo essere messi allo stesso tavolo in un ristorante. Di questo dibattito c'è n'è tanto bisogno, anche perchè qui ci sono delle professionalità che alle agenzie farebbero tanto comodo. Esperti di marketing, di usabilità, di contenuti, web designer ecc.
- Maurizio Goetz
Quando volete, io per un dibattito al ristorante sono sempre pronto... ;-)
- Iabicus
Cominciamo il giorno 20 gennaio e lanciamo il dibattito
- Maurizio Goetz
Guarda che avrei pagato io il conto... ;-))
- Iabicus
Dopo il 20 allarghiamo il tavolo e ti pentirai di esserti offerto di pagare il conto ;)
- Maurizio Goetz
Acc. Così mi fai rimpiangere di non essere riuscito ad essere nell'onda degli anni '80, quando gli stipendi dei direttori creativi mi avrebbero permesso una tavola rotonda al billionaire... Mi organizzo e trovo una manciata di panche in qualche circolo arci...
- Iabicus