“In vista del workshop Web 2.0 Security and Privacy 2009 che si terrà a maggio, 3 impiegati di google hanno preparato un interessante documento intitolato (Under)mining Privacy in Social Networks (pdf); ne parlano con Could your social networks spill your secrets? Newscientist e Google Warns of Privacy Issues on the Social Web ReadWriteWeb. Lo scritto illustra le tre distinte aree in cui, secondo gli autori, i social network e le relazioni tra di essi, possono compromettere (o semplicemente esporre) la privacy dei propri utenti. Di seguito un riassunto dei punti chiave ed alcune considerazioni personali.”
- Andre
from Bookmarklet
Io ho trovato il paper originale molto interessante, consiglio a tutti la lettura almeno di quello http://w2spconf.com/2008... (inglese)
- Andre
Grazie dei like a chi ha fatto finire il post su “idee in rete” (di cui ignoro il funzionamento, ma c’è di mezzo delicious) di http://apogeonline.com :)
- Andre
Non credo rappresenti il punto di vista di google ma di questi tre impiegati (che parlano “male” anche di Google Reader a dire il vero) — come dice una nota nel documento; personalmente l’ho trovato un documento bilanciato… non è che si attacchino i social network, si parla delle pecche passate (e risolte) e si fa informazione sui possibili rischi senza allarmismi
- Andre
comunque vale sempre la regola che se uno non ha segreti per nessuno, non avrà certo problemi di privacy...
- Mackley
“If you give me six lines written by the most honest man, I will find something in them to hang him.” —Cardinal Richelieu
- Andre
Macley, con la tua regola potremmo tranquillamente vivere in uno stato di polizia. La privacy è un valore che si apprezza quando viene meno, come la salute. Vale la pena rifletterci con considerazioni meno semplicistiche, seppur più che rispettabili.
- Luca Conti
grazie del link intanto e gran bel post che spiega anche a chi non capirebbe come funzionano le cose
- catepol
Post molto interessante, grazie. Sulla privacy concordo pienamente con Luca.
- Davide Leonelli
sono d'accordo con Luca. Ho scritto sulla privacy a Conversation Agent e a Fast Company - la maggioranza della gente non si rende conto di come l'informazione puo' essere usata e collegata. A suo tempo, mi riferii ad un altro ducomento presentato da Google.
- Valeria Maltoni
infatti il problema è proprio che la gran parte della gente non si rende conto di come le info possano essere collegate (e nello specifico di facebook strapensano e continueranno a pensare che è uno spazio LORO e invece è solo uno spazio PUBBLICO). Poi magari gli censurano l'account perchè fanno a gara a chi ha più amici o perchè per organizzare una pizza tra amici si mandano nmila messaggi di posta e protestano...
- catepol
concordo ma nel pericolo di "ricostruzione" dati bisogna distinguere tra dati molto sensibili (quelli che potrebbero esporci a truffe o discriminazioni di qualunque tipo) e dati che vorremmo fossero privati. i primi devono essere un limite invalicabile (e qui deve intevenire la legge, gli sviluppatori e gli utenti stessi devono vigilare), i secondi sono un "rischio calcolato" dell'esporsi pubblicamente ed è demandato alla consapevolezza degli utenti e alle loro accortezze. su questo c'è da sensibilizzare.
- ezekiel
Impiegati di Google che parlano di potenziali problemi di Privacy dei Social Network? Google è la multinazionale con il maggior numero di dati sensibili del mondo, guardare in casa propria no eh..? :)
- Giuliastro
Giulio: io trovo lodevole che partecipino a questo specifico workshop, e forse ho scritto male io il post ma il paper in questione mi è sembrato propositivo, non è che gettino fango sui social network
- Andre