quoto in pieno @PaperDoll ... la gran parte dei giornalisti fa lo stesso errore dei politici, non provando neanche a conversare con i propri followers ... è molto importante anche vedere la sproporzione con i pochi utenti che seguono (quando seguono qualcuno)... indicativo, a mio avviso, del fatto che non sono interessati a quello che gli altri hanno da dire :)
- Ernesto Belisario
pienamente d'accordo con Ernesto. Per esperienza personale, i giornalisti americani dialogano con l'utente (brutta parola, ma non mi viene in mente null'altro), rispondo alle eventuali domande, ti retwittano se di loro interesse, ti seguono se li segui. Quelli italiani, ne seguo due, a parte che non mi seguono (avranno le loro buone ragione) non interagiscono con il pubblico (per quanto posso leggere), sono concentrati nella loro cabina di lavoro... - il tutto con le dovute eccezioni -
- Gaspare Armato
Segnalo Massimo Esposti @24visual da cui, in più occasioni, ho ricevuto feedback
- Matteo Stagi
@Gaspare > non sarà perché in questa grande conversazione a volte prevale quello spirito polemico e fine a se stesso che dà molto fastidio a chi quotidianamente e professionalmente registra e commenta la realtà dei fatti?
- Bruno Pompa
@Bruno: non so, probabilmente hai ragione, in Italia sembra che chi più grida, chi più critica abbia ragione. In ogni modo, c'è la possibilità di scegliere, nel senso che, se seguo Tizio che polemizza sempre, posso defollowarlo quando voglio, posso bloccarlo, ma una chance debbo dargliela... tutti possono insegnarci, comunicarci qualcosa...
- Gaspare Armato
e comunque il feedback sul proprio lavoro mi pare importante, per un giornalista.
- PaperDoll
Alfredo Di Giovampaolo alias Sirdrake :)
- Felter Roberto
ma se dico Francesca Pitta, sono di parte?
- Vincio
@Bruno Pompa: sono sostanzialmente d'accordo. Ogni tanto do' uno sguardo ai commenti dei blog o dei feed i politici e/o giornalisti, e se va bene ti fanno domande che riguardano tuttaltro, se va male ti insultano pesantemente. E' un Paese così, che ha alfabetizzato informaticamente chi non conosce neanche le regole del dialogo. Alla fine uno si rompe le palle, e comunica in altri modi.
- ganassa
vatti a fidare dei servizi online di piccole startup! (prossime all'estinzione, dopo fatti del genere!)
- Luca Conti
from Bookmarklet
maddai! E pesare che c'avevo pure un qualche account su Ma.gnolia:)Però, però, io non saprei mica di quali servizi online ci si possa fidare ciecamente di sti tempi!
- matteobaldan
Altro che riavvia. Formatta, dovevano scrivere. E magare cercare un sistema operativo più adeguato all'hardware che ho (l'italia delle risorse e dei manufatti), al wetware che ho (gli stili, le credenze delle collettività), al software che voglio farci girare sopra (in verità, dovrei cercare di avere come output una certa qualità del vivere)
- Giorgio Jannis
naaaa! "Army of Two" bannato per via di presunti "incontri omo-erotici". "Metal Gear Solid 4" perché i personaggi indossano abiti discinti. "Mass Effect" all'indice per via di, dicono, "lesbian encounters".
- matteobaldan
Forse ancora più pesa . Su un atom netbook certe cose si notano :)
- Dema
non mi sembra un cambiamento epocale... sono indifferente
- Luca Conti
solo la funzione “hide unread count” vale l'aggiornamento (se poi togliessero anche il bold inutile sarebbe pure meglio). esteticamente un po' “uhm”: caruccio, ma non è coordinato con il nuovo default di gmail.
- Michele Campeotto
sono convinto che non sia un restyling definitivo, ma l'imbocco di una nuova strada
- Maurizio Goetz
Ho lasciato twitter un mese fà (3500+ updates, lo usavo). non ne sento la mancanza. Ho anche chiuso il blog (900 post in poco più di due anni). Non ne sento la mancanza.
- Davide Tarasconi
from twhirl
È che le alternative non sono mutuamente esclusive, caro.
- Zio Bonino
dico che possiamo tranquillamente vivere senza (si anche senza twitter)...e per dirlo io :-)
- catepol
Ovviamente potrei farne a meno, ma perchè dovrei? :)
- Mattia (Raibaz)
La frase, nel contesto, ha senso, ma senza contesto, meno. A fine ottobre ho portato il computer in assistenza e per due mesi ho usato il vecchio Powerbook. Non ci ho installato Twitterrific, per limitare lo spreco di risorse. Quando ho riavuto il mio, stavo bene senza twitterrific. Usavo il sito di Twitter, quando sentivo l'urgenza. Poi quando aggiornare Twitter sembrava diventare una lotteria, ho smesso del tutto. E non mi guardo indietro. Però mi piace sempre per i messaggi diretti.
- Zio Bonino
Non c'é dubbio, si può vivere senza, ma forse la domanda + corretta è: Does this hyper-connectivity lets you live better or not?
- Markingegno - Donato
I can’t live with you - yeah But I can’t live without you I can’t breathe if you stay But I can’t bear you to go away
- alberto
bè però non vale copiare le domande da mashable ;-)
- catepol
scherzi a parte ricordiamoci sempre che una tecnologia abilitante che ci permette di comunicare serve quando ne abbiamo bisogno e non sempre
- catepol
twitter mi piace quando sono in vacanza, 3 check al giorno. E' come dare un'occhiata alla cronaca locale della blogosfera. comunque si', potrei vivere senza.
- gluca - [mini]marketing
Twitter non mi ha mai preso, non sono mai riuscito a coglierne l'utilità. FF, invece, è l'unica piattaforma che mi sembra veramente utile, a parte i blog, che però sono un'altra cosa.
- matteobaldan
Twitto a periodi alterni di mesi a volte. Ho anche collegato insieme tutti i social network/microblog che ho potuto tramite hellotxt/friendfeed, non per puro isterismo da hyper-connectivity (non solo almeno :) ) ma perchè il fenomeno è talmente agli inizi che ogni nuovo servizio mi sembra aggiungere un "mattone giallo" che avvicina inesorabilmente verso una ben determinata evoluzione....
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- Cris