"Giusto! Ammetto che io mi trovo sempre più a mio agio dentro l'ecosistema del Kindle, per quanto sia chiuso, un ebook preso su Amazon lo leggo ovunque. Però hai ragione; anche il Kindle non legge gli epub.. eccetera.. Grazie dei complimenti!"
- Marco Castellani
"Caro Marco, capisco il tuo punto, tuttavia mi pare che il centro gravitazionale dell'intervento di Rondoni sia un'altro. Io lo rintraccio nella frase conclusiva dove si scorgono poesia e scienza alleate - anzi, se ne rintraccia la comune origine nella "tensione alla conoscenza del reale". Direi una ventata d'aria rispetto alle trite ruminazione delle "due culture" (infausta dizione che apre la strada, quella sì, a tutte le ipotesi di subalternità dell'una e dell'altra). Giustamente Davide rivendica alla poesia il primato di procedere per "illuminazione". In realtà sappiamo che anche la scienza può procedere per illuminazioni, per intuizioni (anzi spesso lo scienziato geniale è così abbarbicato alla sua intuizione che continua ad interrogare i dati finché non gli mostrano la verità della sua intuizione, o alternativamente, riescono infine ad inchiodarlo allo sbaglio). Certo nella scienza c'è - ci deve essere - la paziente ricerca di ogni giorno. La lenta costruzione. Ma se non si..."
- Marco Castellani
"Mi piace molto quello che hai scritto; separare scienza e poesia impoverisce prima di tutto me scienziato (e sospetto che faccia lo stesso anche per te), mentre è molto più appagante capire che nascono tutte da una "comune meraviglia". Ragionare su un sapere scientifico primario o secondario, subalterno rispetto ad una diversa forma di conoscenza, non lo ritengo più produttivo che ragionare sul fatto che l'uomo sia subalterno alla donna o viceversa. Voglio dire con questo che, nell'approccio corretto (pieno di stupore e rispetto) fiorisce come evidente una sinergia, una felice complementarietà. Non puoi togliere l'uno senza che l'altro, cada. E' vero, la scienza è lenta per i moti dell'animo, per la sete di senso dell'uomo. Ed è bene che sia così, è una palestra, un cammino, un lavoro quotidiano (anche arido, a volte, aspro), ma procede con un senso continuo di costruzione, edificazione. Cambia la nostra percezione dell'universo e su questo la poesia anche procede, fiorisce, elabora...."
- Marco Castellani