ciao sara, eccomi qui, con un po' di ritardo, ero fuori copertura... il mio "mah" in effetti si spiega anche da solo con le quasi 48 ore tra il mio post e la tua risposta. nulla di personale, ovviamente, e prontissimo a cambiare idea se non ho capito io qualcosa.
- Nasini
le quasi 48 ore tra il tuo post e la mia risposta sono dovute al fatto che seguo le PR degli altri e non le mie?!?! ;-) mi è piaciuto molto il "mah", per questo ho pensato di scriverti. E' bello sentire che qualcuno ogni tanto è "dubbioso"...
- sara caminati
Sara, mi sa che ti serve un Personal Digital Vip... ;-)
- Nasini
Dai Ale, che il calzolaio abbia le scarpe rotte non è una gran novità... a me pare una buona idea, anche se conferma il fatto che la relazione diretta con il VIP non ha un gran valore, sin dal tempo delle letterine ai settimanali da parte della "gente comune"... il social networking amplifica l'illusione delle relazioni dirette con chi conta, anche se credo importi di più agire per fini comuni che non illudersi di (inter)agire con chi pare lavori a tal fine. Se il fine è positivamente perseguito, le persone interessate a tal fine interagiranno, ma non sempre si raggiungono i fini cercando di agire con chi cerca di raggiungerli (e ti parla a mezzo Digital VIP...).
- Giovanni Sarbia
In altre parole, non sono un target per i clienti del servizio Digital VIP, ma comprendo vi sia un ragionevole mercato, anche in considerazione dell'età media del VIP in Italia.
- Giovanni Sarbia
Giovanni, sto punzecchiando Sara bonariamente (Ok Sara ?!?), però concorderai che se le scarpe non risuolate le tieni quando lavori in cantina, passi. Se le appendi su friendfeed (ma leggilo qualsiasi SN...) è una cosa un pochino differente... ;-)
- Nasini
io trovo che se Sara ha trovato una nicchia e propone un servizio per cui c'è un mercato ha fatto bene. In Italia l'imprenditoria viene sempre avversata. Il fatto che noi non siamo in target, non significa che altri lo siano. Io non giudicherei a priori
- Maurizio Goetz
Maurizio non discuto il fatto che esista una nicchia per Sara e le auguro di cuore (da imprenditore ad imprenditore) ogni bene. Nello specifico, se vogliamo fare un discorso "serio", discuto il fatto che ai social network siano applicabili (con duraturo successo e risultati misurabili per il cliente) modelli di servizio del tipo "personal qualcheccosa". L'orario però non è dei migliori per discorsi "seri", magari lo riprendiamo domani a mente fresca... notte!
- Nasini
Capisco perfettamente ciò che dici perchè lo pensavo anche io. Si sta ripetendo la stessa situazione di 15 anni fa quando io proponevo strategie di marketing digitale ed altri proponevano pagine web. Grazie a loro il mercato si è aperto e tutti si sono resi conto che le pagine web a peso non servono a niente. Lo stesso è sucesso con il search engine marketing che ho visto nascere in Italia. Persone come Sara aprono il mercato a nuovi tipi di clientela che evolveranno
- Maurizio Goetz
Buongiorno a tutti, chiedo scusa per l'assenza ma sono ancora preda di una terribile influenza. la storia del calzolaio con le scarpe rotte non credo mi riguardi (la mia prima affermazione era un cercare di capire meglio il "mah" di Nasini).
- sara caminati
Non mi riguarda per due punti fondamentali: il nostro target non è sui social e quindi sinceramente dedico più tempo ad altre attività, secondo punto (ed è una discussione che ho già cercato di sollevare in passato) io durante il giorno "lavoro", coordino uno staff di persone, mi occupo dell'amministrazione, pianificazione, new business. Sinceramente fare discorsi filosofici su FF (o altri social) non rientra nelle mie priorità imprenditoriali. Perdita di tempo = perdita di introiti. E in ogni caso se qualcuno ha visto la nostra rassegna stampa, credo che le mie scarpe siano suolate piuttosto bene ;-)
- sara caminati
Parlando invece del nostro target, come scrive il caro Maurizio (che conosco da anni e stimo moltissimo) ho trovato una nicchia che, attenzione, è tale agli occhi dei media perchè in realtà la maggior parte dei nostri clienti sono aziende. Ribadisco che il concetto di "Personal Digital VIP" è nato per avere un impatto mediatico. Obiettivo raggiunto. Con questo non abbiamo mai affermato di essere i primi, o più bravi degli altri.
- sara caminati
indipendentemente da qualsiasi considerazione io, quando vedo un ragazzino/a :-), intraprendere con successo, sono strafelice. Complimenti Sara.
- wolly
Grazie mille Wolly. ma...ragazzina a chi?!?! ;-)
- sara caminati
Sara, non far la furba con me, eh... ;-). Io ho comincaito esprimendo un "mah" per l'articolo del Il Sole 24 Ore ed a quello mi sarei limitato. Non mi interessa la polemica ma la discussione, però se ci raccontiamo delle balle allora la chiudo qui perchè perderei tempo io e ne perderebbe chi chi legge o commenta. Dopo un articolo-intervista come quello citato non puoi dirmi "Il nostro target non è sui social" solo perché ti ho pizzicata durante 48 ore di legittima influenza. A parte il fatto che tra i diritti degli imprenditori non rientra il "diritto di malattia" (e lo dico dolorosamente sull'esperienza di vent'anni e passa...), cosa vuol dire che "durante il giorno lavori e non hai tempo per i discorsi filosofici su FF"? Dal momento che mi pare di aver capito che non lavori ad un tornio o nei campi, mi pare un certo controsenso e la giustificazione de-facto del mio "mah" iniziale.
- Nasini
Hai ragione Alessandro chiudiamola qui che è meglio :-) Questa è una conferma al fatto che per gli imprenditori e il business ($) questo tipo di discussioni sono sterili. Per questo solitamente le evito.
- sara caminati
? (stavo per metterne 3, ma ne basta uno).
- Nasini
io personal digital VIP per Nesli..
- Nicola Greco
E allora apriamo la discussione e rispondo punto per punto ;-)) Da imprenditore quale sei, mi stupisco che tu non comprenda che quello che ho scritto in relazione al target sia vero. Come potrei proporre il nostro servizio a chi utilizza già i social network? Quale sarebbe l'utilità e soprattutto il riscontro? Il Personal Digital VIP è un servizio per tutti coloro che non conoscono/non sono in grado di utilizzare il web ed i suoi strumenti. Per il discorso del mio tempo dedicato sui social ribadisco che non è l'assidua presenza e la partecipazione a discussioni che fa salire il mio fatturato e da imprenditrice devo fare ciò che porta soldi all'azienda e una qualità di servizio elevata per i clienti. Abbiamo visioni diverse dell'imprenditore e delle strategie aziendali a quanto pare, tutto qui.
- sara caminati
Avevo espresso il mio dubbiosissimo "mah" in un pezzo su Nòva24 a proposito dei personal digital vip. Nulla da togliere all'intuito imprenditoriale di sara che spero non si voglia mettere in discussione qui. solo qualche perplessità sulla genuinità dei tuoi clienti, questa concedimela. "non uso i social network, mi compro qualcuno che lo fa in nome e per conto mio". come quando andavano di moda i flog... insomma, così, non mi piace. tutto qui. poi che sara sia brava o meno è un altro discorso.
- Iabicus
non ho capito nello specifico cosa fai tu. Comunicazione nei social media? "Strategie"? Io sono più sullo sviluppo web - non credo che quello che faccio io si chiami davvero come lo chiami tu. Io assisto e creo degli strumenti per un vip per raggiungere degli obiettivi. In poche parole tu fai la Social Media strategist + Internet PR per i vip?
- Nicola Greco
@Iabicus parliamo dei clienti, non sono tutti uguali ma in ogni caso tutti "comprano" la competenza di una struttura in grado di seguirli, supportarli in determinate scelte di comunicazione sul web. Equivale ai tuoi clienti che "comprano" la creatività, le idee e la fantasia dell'agenzia. Per alcuni siamo i ghost writer della situazione, per altri dei semplici "supporti tecnici". In ogni caso, per ogni nostro cliente siamo una sorta di guida, sul web che spesso interagisce anche con l'off-line. Tra i nostri clienti ci sono anche diverse agenzie di comunicazione, per esempio, non strutturate internamente per far fronte alle esigenze e agli obiettivi di alcuni clienti.
- sara caminati
Giusto per chiarire il mio punto fatto prima, il discorso del calzolaio con le scarpe rotte non intendeva essere negativo. Anche il calzolaio ha come missione riparare le scarpe altrui, e non è certo giudicato per lo stato delle sue scarpe, che peraltro pochi vedono dietro il banco (ma se anche le vedessero, che male c'è se è ben conosciuto nel riparare bene le scarpe altrui). Nell'informatica, analogamente, pur essendo buono il concetto del "eat your own dog food" anche al fine di testare meglio ciò che si propone ad altri, non c'è necessaria relazione tra l'uso interno che si fa dell'IT con quanto si produce, si propone e si vende. Nel mestiere di Sara, mi sembra rispettabilissima la sua posizione, mi è chiaro che lei non possa stare tanto a parlare di sé durante il lavoro, deve aiutare gli altri a parlare di sé. Un aspetto che appunto sottolineavo come preoccupante è quanto evidenzia labicus. Trovo sconcertante che vi siano persone disposte ad essere presenti sul web per "interposta persona". Già amo poco gli account fittizi, figuriamoci i falsi. Eppure c'è tanta gente, per esempio, che sulle varie "fan pages" di Facebook, anche qualora evidentemente gestite da altri fan, scrivono "al personaggio" come se davvero ci fosse lui, ed alcuni magari ci credono. L'esempio è volutamente banale ma davvero sono d'accordo con labicus. Poi sono certo che, come sottolinea Sara, ci sia una più ampia attività di supporto marketing, ma indubbiamente l'enfasi di Digital VIP mi pare proprio sul meccanismo della "interposta persona" (e se così non fosse forse il messaggio andrebbe reindirizzato meglio)
- Giovanni Sarbia
sara, comprendo tutto e immagino perfettamente come funziona, credimi sulla parola... solo che sono abituato a ragionare diversamente. tutto qui. vendiamo anche strategie, non solo creatività. e vendiamo anche approcci mirati sui social network. solo che proviamo a farlo attraverso l'intervento diretto delle persone. se questo non c'è, è una finzione. e non mi piace. tutto qui. http://www.aghenorblog.com/2009...
- Iabicus
@Iabicus l'intervento diretto delle persone è importantissimo. ma se ci viene chiesto di intervenire in prima persona, lo facciamo proprio come qualsiasi altro "lavoro" creativo/strategico
- sara caminati
Molto, molto interessante questa discussione. Sto facendo la tesi sulla strategia che c'è stata dietro la campagna di Obama, ed un paragone con l'Italia in effetti ci starebbe tutto. Certo, con le dovute proporzioni...
- Anto.
@Giovanni concordo su tutta la linea ma credo che tutto dipenda da come si svolge questo lavoro. Difficile riassumere in poche righe quello che si fa per alcuni clienti in mesi o anni. Vi lancio due esempi (altri non possiamo citarli per contratto) molto semplici Mario Furlan e MariaGiovanna Luini, personaggi noti che interagiscono sempre e direttamente con i propri contatti. Noi aggiorniamo i loro siti (di Mario Furlan e dei City Angels lo facciamo come attività di solidarietà, per cui non è neppure un "cliente" come stato invece definito nell'intervista), gli suggeriamo dove postare e cosa, teniamo sotto controllo eventuali discussioni ma NON SCRIVIAMO AL LORO POSTO. Possiamo ritoccare alcune foto, fare l'editing di video ma non parliamo per loro con i contatti. Per altre realtà portiamo avanti direttamente l'interazione, ma non credo sia un "reato" se fatto in modo eticamente professionale. I risultati per il momento sono dalla nostra. Comunque due esempi banali, pensate ai libri di Bruno Vespa (o simili) chi li scrive? E gli auguri di Natale che vi arrivano da parte di un amministratore delegato? li ha scritti lui di proprio pugno? però leggiamo tutto ciò e siamo "contenti".
- sara caminati
@Sara: quindi diciamo che sarebbe un "ufficio stampa", online, per persone anziché aziende?
- Anto.
Ancora più felice di non leggere Bruno Vespa e di non firmare biglietti di natale... buona continuazione.
- Iabicus
@Antonio benvenuto! La campagna di Obama è stata una svolta cruciale secondo me. A ruota anche i nostri politici hanno iniziato a capire che dovevano seguire la stessa strada
- sara caminati
@Antonio ufficio stampa è un pò limitato ma può rendere l'idea. Comunque è anche per le aziende. Il discorso delle persone è stato sottolineato dai media. Ad ogni modo Innovation Marketing si occupa anche di comunicazione off-line, per cui riusciamo a coprire tutti i fronti.
- sara caminati
@Sara. Se mi parli della campagna Obama la cosa mi è più chiara, anche in UK pare che Cameron, giovane candidato conservatore, stia prendendo piede proprio grazie ad un acuto utilizzo del web 2.0. Se però si parla di social networks in particolare, un presupposto chiave, che è poi lo stesso che permette peraltro di rendere potenzialmente attraente il meccanismo della interposta persona, è che davvero s'inteloquisca direttamente con una persona, e non con un avatar. Su libri e bigliettini, come anche su molte trasmissioni di apparente reality (p.es. Forum: mi fu persino proposto di partecipare una volta per raccontare una storia per 1000 Euro con rimborso del viaggio a Roma; per il bene della mia immagine rifiutai; conosco altri a Genova che hanno partecipato per interpretare una storiella davanti al "giudice") tutto è noto da tempo, e chiunque lo sa sin dai tempi dell'Università (quanti professori "scrivono" libri grazie a tesi di studenti?). In quei casi però non è davvero importante "chi" scriva ma quello che vi si trova scritto (a parte i bigliettini, che davvero sono "fregnacce" come dicono a Roma). Come scrivevo prima, ritengo più importante quello che si fa che chi lo fa, il "chi" per me segue il "cosa". A me sono piaciuti molti libri nella vita, ma davvero poco importa chi davvero li abbia scritti. Mi piace molta musica, ma cosa importa se l'autore sull'etichetta è "reale". Ci sono però molte persone che amano innamorarsi del (presunto) autore, così come in politica ci sono molti che amano riferirsi alla persona, e questo oggi più che mai. Nei social networks però credo venga prima la persona e se così non sarà, o non è già più, peccato. Io di certo non mi aspetto risposte dirette da Obama e se ne vedessi mi insospettirei e nulla cambierebbe, se non forse in peggio, del mio giudizio sul suo (che poi ovviamente, e per fortuna, non è neanche quello "suo") agire politico.
- Giovanni Sarbia
hai centrato il punto. Obama non offre certamente risposte dirette. Interagire per conto di una persona o un'azienda non ha nulla a che vedere con l'ingannare il consumatore/fan.
- sara caminati
Sono contento che comunque qualcosa si stia muovendo anche qui. Certamente, vedere come alcuni politici usano il web (una minoranza, quelli che non lo criticano) e fare un paragone con gli altri Stati (non parlo di Obama, il paragone con il caso UK citato da Giovanni va benissimo) mi fa sentire come un abitante di un Paese arretrato. Ma almeno, è l'inizio.
- Anto.
@sara non è questione di visioni e strategie imprenditoriali (fermo restando che tutto è lecito e che ci "separano" una ventina d'anni di attività) ma di sostanza. Non ho dedicato ore o giorni allo studio della tua azienda (e questo lo premetto) ma faccio fatica a vedere l'innovazione in quello che proponi, almeno per quanto riguarda il P.D.V., che è la cosa che ho commentato ed alla quale mi limito. I fatto che un servizio abbia un mercato (anche ricchissimo) non lo connota automaticamente come un buon servizio. Non trovo corretto essere presenti sui SN per interposta persona (e se proprio la vogliamo dire tutta, anche per interposta azienda) e trovo poco corretto farlo - da fornitore - per persone ed aziende, senza dichiararlo esplicitamente. Una posizione estrema la mia? Può darsi. ma un conto è aiutare un Cliente a comprendere dinamiche, meccanismi e persino "trucchi", assisterlo, formarlo, un conto è sostituirsi al Cliente come avatar. Avatar più o meno di lusso. Il 2.0 (perdonate la sigla, che odio...) doveva essere altro e dovrebbe essere altro. Poi, intendiamoci, c'è anche chi paga 10 euro a bottiglia l'acqua di rubinetto.
- Nasini
Ma se la domanda da parte di alcune aziende/persone è un supporto più pratico che teorico...io mi sono limitata a rispondere a queste esigenze. E' un servizio (discutibile) nato per rispondere a delle esigenze. E se questo mi ha permesso di sopravvivere ma soprattutto dare lavoro in un periodo in cui le aziende licenziano o peggio ancora non pagano. Amen. Il fatto di avere avuto dei riconoscimenti, oltre che mediatici, da parte di confcommercio, donna è web, econtent award e il dover cercare nuovi collaboratori conferma che questa "tendenza" anche se per molti "triste" non è da sottovalutare. Forse le aziende oltre che di tante belle teorie hanno bisogno di strumenti pratici. Ripeto che NON SCRIVIAMO PER CONTO DI TERZI AGLI UTENTI! Mi sembra che questo concetto non sia ancora chiaro. Pubblicare un video o una foto per conto di una persona o un'azienda non significa ne ingannare gli utenti ne parlare a nome dell'azienda/persona.
- sara caminati
si può comunicare in proprio, essere proprietari delle parole e delle idee, e avere un PR digitale intelligente e mirato la persona che tiene le PR di qualcuno, se brava e molto sensibile, sa come muoversi senza creare "un falso" soprattutto se si parla di Sara Caminati, che ha la discrezione, il rispetto e il talento di pochi
- MariaGiovanna Luini
@sara Vedi, al di la di ogni sofismo, quale è il nocciolo della questione? Ora sarebbe legittimo domandarsi "quale MariaGiovanna Luini sta scrivendo in questo momento?" oppure "a rispondere è realmente Sara Caminati, oppure qualcuno del suo staff?".
- Nasini
Alessandro, io capisco il tuo punto di vista. A questo punto ti dico...pensi io sia realmente Sara Caminati ;-) Ti auguro una buona giornata e un grande sorriso.
- sara caminati
Ps. ma tu sei davvero Nasini? Il CEO di maple?! ;-)
- sara caminati
assolutamente no, sono il suo avatar. lui sta facendo un pisolo... ;-)
- Nasini