purtroppo spesso si confonde l'autorevolezza online (nei social media) con la professionalità...
- ezekiel
io penso che una cosa è avere delle competenze e una professionalità, un'altra è vantarsi di averle. @ezekiel non è questione di autorevolezza online IMHO
- catepol
@catepol uno si può anche vantare sui social media di giocare meglio di Kakà ma scommetti che il Milan non gli farà fare neanche un provino? eppure per certe professioni digitali questo accade. quindi altrochè se c'entra l'autorevolezza costruita online e la capacità di proporsi, poi però i nodi vengono al pettine.
- ezekiel
@ezekiel infatti...quello che volevo dire io è che i nodi vengono al pettine prima o poi. Certe competenze (anche se sei un mito dei social network) non si inventano. Quando fai il consulente...non lo fai per la bella faccia e il bel profilo...ma perchè riesci a "risolvere" i problemi per cui l'azienda ti paga e quindi portare vantaggio e competitività all'azienda stessa no? Mi ha colpito molto l'esempio che fa nicola di quello pagato 500 euro/giorno che chatta in riunione...
- catepol
e voglio anche aggiungere che spesso si sovrappone la professionalità al talento: sono due cose molto diverse, posso convivere ma non è detto. si può avere un gran talento e non essere professionali.
- ezekiel
@ezekiel hai ragione, sono due cose ben diverse. Personalmente ritengo che un sano periodo di gavetta (e un po' di anni in azienda, prima di fare il libero professionista) faccia bene a tutti,a prescindere dal settore in cui si operi.
- armonicasolar
@cate eh sì, siamo nel dominio in cui di fronte a nuovi problemi si inventano nuove competenze a rotta di collo. quindi uno potrebbe dirti che è un flickr_publisher_media_mixer da anni e potrebbe stare anche bene. il punto è quali soluzioni concrete riesce a dare e come lo fa (cioè la professionalità che ci mette). tutto questo fa emergere inesorabilmente la differenza nel mercato del lavoro (anche in soldi) che a volte il calderone dei social media non svela.
- ezekiel
più che altro per imparare l'umiltà, la modestia, che di gente brava in giro ce n'è tanta. A rispettare delle regole, una disciplina, la convivenza con altri modi di fare etc etc etc.
- armonicasolar
io penso che ci sia una professionalità che non si inventa solo perchè c'ho il blog e sono iscritto a tutti i social network. Spiace vedere gente che si pubblicizza anche così. Banalmente...a scuola di mio padre c'è un docente esperto di informatica pagato per il sito della scuola. E perchè poi devo arrivare io, gratis, a sistemar le cose?
- catepol
Scusate ma 500 euro sono una tariffa da jr, plus o menus :)
- Annarella G.
FF non è il posto ideale ma cerco di dire la mia: io mi sento un po' tirato in ballo dal discorso di Nicola, perchè sto cercando lavoro e sto cercando di propormi ANCHE come consulente. Quello che a mio parere manca nel discorso di Nicola è come li si sceglie. Come hai deciso di pagare 500 euro al giorno per quel tipo e PROPRIO quel tipo? oppure come hai scelto di dare quel progetto a quell'altro? io devo per forza, se voglio che qualcuno mi consideri, essere il primo a dire che lavoro bene, ma non pretendo che ci credano sulla parola. E non ho ancora trovato nessuno che lo abbia fatto. Io ho lavorato 20 anni in società e in enti pubblici e quando ci sono stati problemi, quando si sono scelte nuove procedure ecc. sò di avere fatto il mio. Ma quando mi propongo a qualcuno, la prima cosa che dico è "mettetemi alla prova". I consulenti e i collaboratori non te li trovi tra capo e collo.
- Felter Roberto
from twhirl
fantastico : "beh, scusatemi la franchezza, ma la mediocrità impera e la presunzione abbonda" .................ne sono convinto da sempre :-(
- l'Ego di Gigi
benvenuto a bordo, dall'altra parte della barricata. Quella che lavora 24 ore al giorno 7 giorni su sette pensando a come far andare la baracca. Tieni conto che quello è IL mestiere di chi vuol fare l'imprenditore. Scegliere le persone. E certo che non è facile (il mio twit in tema tra l'altro è partito prima di leggere questo)
- Imprenditore
argomento attuale. ero giusto stamattina in una riunione in cui si parlava di recruiting e, visto lo stato della gente che esce dalle università, noi stiamo pensando 1) di seguire le persone fin dagli ultimi anni di liceo - inizieremo quest'anno con un campione dei migliori studenti segnalati dalle scuole 2) di farci una simil-università per conto nostro. E comunque è un problema serissimo, aggravato dal micidiale mix alte aspettative/bassa preparazione/scarsa voglia.
- Carlo B. (brodo)
Guardate che anche per trovare 2 commesse per un negozio in grado di fare il proprio lavoro come si deve, ce n'è voluto. Almeno per noi. Anche perchè se lo scopo è vendere di più...per la baracca... o lo sai fare o no. O ci sai fare...o non mi servi.
- catepol
tanto per fare un esempio minimo, senza parlare di cose specialistiche: il 60% dei cv che riceviamo contiene errori di ortografia (parliamo di laureati 3+2). Una altissima percentuale dei neolaureati appena inseriti ha rilevanti difficoltà a compilare memorandum di una pagina in italiano intelligibile (potrebbe continuare lungamente).
- Carlo B. (brodo)
io, che mi sono laureata in Relazioni Pubbliche dieci anni fa e faccio PR "analogiche" nel settore pubblico da quasi altrettanti anni, penso una cosa: ma la maggior parte di questi sedicenti "tutto fumo niente arrosto" di cui parlate hanno una solida base di Relazioni Pubbliche e di comunicazione? Nel senso che anche Picasso, prima del cubismo, ha dimostrato di saper disegnare (passatemi il paragone). PS: non lavoro in internet PR, quindi la mia è solo una riflessione, da prendere probabilmente con le pinze
- armonicasolar
Poi io faccio una professione che non ha nulla a che vedere con il mondo "internet" ma l'impressione - da fuori - e che più che un settore economico tutto il mondo del web sia una roba di ragazzini che sanno smanettare con un computer o gente variamente improvvisata
- Carlo B. (brodo)
vorrei anche far notare che Nicola è un imprenditore "evoluto" cioè si occupa di social media e quindi non sarebbe neanche facile ingannarlo. pensate a tutti gli altri impenditori, aziende e investitori (rarissimi in italia ma ci sono) che navigano praticamente alla cieca, per errori successivi... è sempre stato un problema molto serio in questo settore (almeno in Italia).
- ezekiel
@carlo infatti la radice dei mali è che manca un'"accademia"... una formazione univoca, stabile e consolidata. ma qui si innesterebbe l'annoso discorso dell'università italiana vs. innovazione
- ezekiel
@carolina il problema è anche quello... e nella storia di questo settore. si sta tentando di raddrizzarlo piano piano ma ci vuole tempo...
- ezekiel
è vero che il mondo evolve, le dinamiche comunicative e relazionali sono cambiate e blablabla, ma se non si padroneggiano le basi la vedo tosta. Perché le basi rimangono sempre le stesse, e vanno conosciute, studiate, vissute in prima persona prima di passare a un livello successivo e in continuo fermento.
- armonicasolar
serve studio ed esperienza. Ne uno ne l'altro, da soli, danno un buon risultato.
- Felter Roberto
from twhirl
Il problema delle consulenze, è che vengono confuse spessissimo con : lavoro poco, faccio finta di sapere, guadagno tanto. A volte riesce il trucchetto, ma lo sputtanamento è sempre alle porte. Il web 2.0 ne ha creati parecchi di questi mostri.
- Stefano Mainardi
occhio che ha ragione Carlo. Mancano ormai le basi... ma delle elementari. Saper scrivere in italiano decente e (non scherzo) saper leggere. Cioè capire almeno un po' quello che si legge. figuriamoci il resto
- Imprenditore
scusate, so che molti pensano che FF non sia il posto definitivo per questi discorsi seri (eppure si fanno e li stiamo facendo) ma ho pensato di creare una room pubblica e di libero accesso dedicata a chi offre o chiede lavoro in italia nel settore innovazione e media digitali. così chi vuole lì può proporsi, confrontarsi, offrire lavoro o progetti (e naturalmente è indicizzato su google). http://friendfeed.com/rooms...
- ezekiel
Mi sono iscritto, ma esiste comunque già quella dei lavoratori del web (http://friendfeed.com/rooms...). Magari si crea un doppione inutile, non so.
- Kurai (ff)
ah non lo sapevo. cerco e do un'occhiata...
- ezekiel
in ogni caso questo è un argomento da discutere al Barcamp di Parma. Quasi quasi faccio una presentazione...
- Felter Roberto
from twhirl
E' vero quello che dice nicola, però dall'altra parte della "barricata" ci sono parecchie persone che hanno esperienza, conoscenza, professionalità a cui però manca sempre quel qualcosa, età, laurea (anche se "sostituita da 7/8 anni di onorata e sudata" carriera), capelli bianchi (sì mi è stato risposto così ad un colloquio). in un campo che è totalmente diverso da quello del web
- Robie
@federico: visto, questa potrebbe essere un compendio all'altra perchè dovrebbe contenere solo domanda e offerta, cv, esperienze e relativi discorsi
- ezekiel
visto da vicino (lavoro con nicola): sono d'accordo con molti dei vostri commenti. E' davvero un panorama deprimente. Vedo in giro tanta spocchia, molta impreparazione, ignoranza estrema, pochissima voglia di lavorare. Quando mi sono lamentata con un collaboratore di una frase sgrammaticata mi sono sentita rispondere che non aveva riletto il testo!
- Patrizia Polito
@robie non sai come ti capisco, in quest'ultimo periodo ne sto sentendo di tutti i colori.
- Felter Roberto
from twhirl
ho commentato da Nicola ma, vorrei aggiungere per chiarezza che poi ci sono anche aziende ed aziende, ci sono quelle che vogliono il fenomeno e vogliono pagarlo come un apprendista, ovvio che li i fenomeni non ci andranno mai:)
- wolly
@wolly non ci piove che una parte di colpa è delle aziende. spesso guidate da incompetenti a loro volta che vogliono la luna come molti hanno detto senza pagarla. poi faremo una chat sull'incapacità della mia categoria ;-)
- Imprenditore
@Felter Roberto: quella dei capelli bianchi mi è successo a metà dicembre, ho capito il senso del ragionamento, ed effettivamente filava, però l'idea che mi hanno dato era: Preferiamo prendere uno con i capelli bianchi che sa fare meno, che prenderti e investire per poi magari mandarti in un azienda più grande di noi.
- Robie
@robie: a me invece hanno risposto in pratica il contrario: tu andresti bene, ma devi andare sotto un capo che vuol comandare, per cui è meglio che ci mettiamo uno giovane con meno esperienza, che tu che conosceresti già bene il lavoro e magari capisci che lui è abituato a lavorare alla cazzo.
- Felter Roberto
from twhirl
uno quando va a fare un colloquio o si propone, DEVE indossare l'abito buono, tirarsi a lucido. Poi pero', l'abito non fa il monaco, sotto ci vuole la sostanza. Questo lato-collaboratore. Lato-imprenditore, invece... beh, non basta leggere il cv, sei tu che devi avere l'intuito ed un sistema di selezione capace di far emergere i migliori, i talenti veri, come dice Pavolini in un commento al post. My 2cents.
- Markingegno - Donato
e comunque il più grosso "problema" che hanno la gran parte delle aziende italiane, è questo: primo Colloquio (ok) secondo colloquio (ok) terzo colloquio (ok e si parla seriamente di contratti, benefit, responsabilità, programmi). Poi le persone con cui si è interagito vengono risucchiate in un buco nero. Con alcune aziende straniere invece, dopo i classici due colloqui preliminari arriva la telefonata o la email di rito "no grazie, abbiamo preferito tal de tali che aveva..."
- Robie
... siam sempre lì: fai la gavetta e capisci quali sono i cattivi maestri, arrivi al posto del maestro e capisci quali sono i cattivi allievi. Volete 'sottoposti' migliori ? Prendete il meglio di quel che passa il convento e spaccatevi(gli) il culo a formarli (e non tirate fuori le solite scuse che non avete tempo, etc). La verità è che la mediocrità nell'offerta di lavoro riflette perfettamente quella della domanda...
- sapu
@sapu: in parte, per la mia esperienza, posso concordare. E' anche vero che per le aziende fare la formazione di base alle persone (di base, intendo quella che ti dovrebbe dare la scuola) è un costo improprio. Voglio dire: prendo un neolaureato, poi probabilmente gli devo insegnare l'italiano, poi sicuramente gli devo insegnare l'inglese, poi gli devo insegnare l'abc della professione perché "all'università c'è solo un esame di questo e poi ho fatto merceologia e ho tolto economia aziendale", ecc.
- Carlo B. (brodo)
Poi ovvio che si deve fare, e ci stiamo attrezzando per farlo, ma non mi sembra che sia un sistema sostenibile.
- Carlo B. (brodo)
poi con la (fallita) riforma dell'uni si vedono robe francamente improbabili, gente che si costruisce dei percorsi di studio che non servono a un cazzo (men che mai a loro stessi) e lauree che valgono la carta su cui sono stampate.
- Carlo B. (brodo)
@Carlo B. il problema della formazione però dovrebbe essere biunivoco, perchè ci deve pensare per forza l'azienda? O comunque perchè deve essere l'azienda ad invogliare (leggi obbligare) l'assunto a frequentare master/corsi che costano magari migliaia di euro, perchè la spinta non viene invece dall'altra parte? Ihmo proprio perchè "tutti" parlano di formazione ma invece di spendere 5 euro per un corso di aggiornamento si comprano 1 pacchetto di sigarette e vivono (secondo loro) meglio.
- Robie
perché è un dato di fatto. Vedo centinaia di persone che non sanno l'inglese e *tutti* mi chiedono se noi facciamo fare corsi al nostro personale (e si, li facciamo). Però quando gli spiego che non siamo una succursale del British Institute e che ci aspettiamo che le persone che vengono a proporsi l'inglese lo sappiano da prima, vedo grossi stupori. E così con il resto: "scusi, perché ha tolto l'esame X che è fondamentale per questa professione?" "perché ne ho messo uno più facile per finire prima"
- Carlo B. (brodo)
Oppure in alternativa: il dipendente che vuole certificazioni (diciamo oracle, per esempio), l'azienda non paga nulla del corso (forse una parte se si è molto fortunati). una volta conseguito il "titolo" si propone un aggiornamento dello stipendio (perchè un DB oracle certificato si vende molto meglio) e l'azienda di contro senza dare sostanziali aumenti pone come nuovo termine contrattuale un aumento del preavviso di 12/18 mesi.
- Robie
"perché ne ho messo uno più facile per finire prima" Ecco io vorrei proprio essere in quella situazione per vedere che faccia fanno questi minchioni.. e te lo dico da non laureato, con molti rimpianti
- Robie
@brodo, se per costo 'improprio' intendi 'non imputabile' (ovvero, poi ti tocca recuperare sul lavoro facendoti il mazzo doppio) allora condivido. Per modesta esperienza sostengo che la stessa formazione, così come si intende (e si effettua) oggi è una puttanata, (riunioni dove uno parla per far vedere quanto ce l'ha lungo, corsi in culo al mondo buoni solo per i rimborsi spese). Essenzialità, informalità (che non vuol dire 'senza cravatta' ma senza perdersi in minchiate superflue), maturità (no gente che la prende sul personale o si offende) e rabbia: il lavoro è una guerra !
- sapu
@sapu: io tendo a parlare delle cose che conosco per esperienza diretta, quindi non parlo degli altri. Per costo improprio intendo un costo che dovrei ricaricare sui clienti, cosa che spesso non si riesce a fare, perché le aziende non sono enti di beneficienza. Però, dato che il sistema scolastico/universitario lo paghiamo tutti, mi sembra altrettanto improprio che un'azienda si debba trasformare in un'università. Non è il mio lavoro insegnare l'italiano e le tabelline, cazzo.
- Carlo B. (brodo)