iriospark - La notte della caduta del muro di Berlino 20 anni fa, il 9 novembre 1989, il simbolo della divisione ideologica e politica della Guerra fredda finiva distrutto dai picconi e dai martelli dei cittadini delle due Germanie - http://iriospark.splinder.com/post...
Mi piacerebbe che qualcuno riconoscesse oggi che Reagan fu davvero un grande presidente americano, un vero wilsoniano che pensava alla democrazia e alla sua diffusione.
- Giovanni Cappellotto
Certamente vedendo quel che ha combinato Bush Reagan era meglio, purtroppo però non posso essere d'accordo con te sulla bontà di Reagan ed in particolare sull'idea di diffusione/esportazione della democrazia.
- PierLuca Santoro
:)) mah, forse tra qualche anno sarà rivalutato anche Bush...C'è però un fatto che mi viene in mente adesso e che porta un po' di nostalgia per un mondo che è diverso, anche per un neocon ostinato. Nel 1975 e nel 1976 era possibile partire da casa ed arrivare prima a Kabul e poi a Delhi in furgone. Un bel viaggio, lungo, ma possibile.
- Giovanni Cappellotto
Hassle-Free Healthcare, Delivered Digitally - eMarketer - Consumers show an interest in various new ways to communicate with their doctors and receive health services—no waiting rooms required - http://www.emarketer.com/Article...
"Tra Amazon Kindle e Google Wave, dunque, per ora vince il primo" O.o ...mele e arance?
- Opensource Obscure
Alessandro Robecchi, il sito ufficiale » Blog Archive » Voi siete qui - Pizzaballa e figurine, il deserto a sinistra - I gatti neri. Il numero 17. La frase “vocazione maggioritaria”. Tutte cose che portano una sfiga pazzesca, che nemmeno i gesti di toccare ferro, o indossare una collana d’aglio, o fare corna e bicorna, potrebbero fermare. Dal... - http://www.alessandrorobecchi.it/index...
iriospark - "L'essenza dell'uomo è una sociabilità felice. Non è per niente certo che l'essenza del desiderio sia la violenza e l'aggressione. L'essenza del desiderio è la soddisfazione ed è anche il desiderio di una gioia sociale, umana e intelligente". - http://iriospark.splinder.com/post...
Il governo cadde a fine estate (e il killer fu la Lega) | L'espresso - Non è solo un'acuta e amara parabola politica. Ma anche un esperimento di editoria via web. Perché il libro sarà acquistabile online - http://espresso.repubblica.it/dettagl...
Commentate pure [Grazie!] « Il Giornalaio - Se, come sostengo, l’apporto alla [ri]definizione della notizia così come il valore creato sono maggiori in contesti dotati di “ufficialità” le opportunità per il giornalismo ed i giornalisti in tal senso sono davvero tutte da cogliere anche sotto questo profilo. - http://giornalaio.wordpress.com/2009...
Ho letto. La differenza, dal mio punto di vista il valore aggiunto di Filtr rispetto ad altri attuali o passati sta nelll'impostazione di premasticare e digerire le notizie del giorno per fornire un servizio. E' qs che mi ha avvicinato a Filtr e penso sia una idea vincente con un "mercato" importante. @Giuseppe Granieri e/o @Sergio Maistrello sono - ovviamente - in grado di rispondere meglio al tuo quesito.
- PierLuca Santoro
PierLuca, parli di premasticazione e digestione e non afferro completamente il senso. Quindi il servizio principe sarebbe quello della "migliore presentazione" della notizia del giorno? Cmq aspetto Giuseppe e Sergio :) Quanto al "mercato"...
- Marco Dal Pozzo
No, selezione e sintesi. "Mercato" in termini di interesse potenziale al servizio.
- PierLuca Santoro
Ci risponderanno di sicuro ma, al mio attuale livello di conoscenza del servizio, sono convinto che l'interesse al Servizio sarà tanto maggiore quanto più credibile e qualificata sarà la Redazione che c'è dietro...il verofiltro [con annesso valore aggiunto] credo sia lì!
- Marco Dal Pozzo
Newspaper pay walls have confused writing on them | Media | The Observer - As Murdoch hesitates, there are no simple solutions over charging for digital content - http://www.guardian.co.uk/media...
SideWiki changes everything | Mark Borkowski | Media | The Guardian - The internet is an evolutionary tool and for the world of PR, - http://www.guardian.co.uk/media...
The Week Magazine Guarantees Effectiveness of Ads - NYTimes.com - The Week magazine is making a new guarantee to advertisers: that its readers will remember an ad in its pages more than ads in most competitive magazines. - http://www.nytimes.com/2009...
Articolo molto interessante e pieno di spunti per un contraddittorio stimolante. Ci siete? @Catepol, @Stefano Epifani siete svegli?
- PierLuca Santoro
from Bookmarklet
Io sono d'accordo con la tesi di Bascetta.
- Francesco LVDI
d'accordissimo anch'io. ma come fare per arginare la sovrapproduzione?
- Sara T.
commento per rileggere poi con calma
- masstrovato
Per me è più complesso di così. Il pericolo sono i due eccessi da una parte e l'altra non un equilibrato mix
- Maurizio Goetz
Il linguaggio è ancora quello della classizzazione degli intellettuali, ma tecnicamente ha ragione. Certo, poi dovresti trovare comunque qualcosa in grado di dare una "spinta", che se non la dà il mercato, ci vuole qualcosa di più dell'idea. Ci vorrebbe l'organizzazione.
- Woland
Sara investendo più nelle persone che nelle attrezzature, impianti etc.. Può sembrare banale, retorico, ma finchè si priviligerà investire e supportare investimenti in attrezzature e impianti, meno ce ne sarà per le persone, che vengono classificate come costi fissi.. altro che!
- Francesco LVDI
Alla fine manca sempre un progetto, si fanno le cose senza strategia, ma c'è un progetto vero per l'Università?
- Maurizio Goetz
Maurizio la tua domanda è valida anche per l'altro fronte.
- Francesco LVDI
Quello è sempre stato il problema: si attua il piano B perché non c'è un piano A
- Woland
(appena riesco a leggere mi inserisco. A dopo )
- catepol
from iPhone
quoto tutto tranne l'ultimo capoverso, dove il precariato nella produzione culturale è un reale problema di blocco generazionale ( assolutamente bipartisan peraltro) che ha determinato lo sterminio delle nuova idee da parte del gerontocomio che attualmente governa la cultura italiana. il passaggio finale su sacconi è proprio fuori tema...
- Andrea Casadei
il problema è che l'università è stata modellata, almeno dopo la riv. industriale dell'800, ai bisogni delle nuove tecnologie che man mano andavano sviluppandosi, quasi frenando la creatività e favorendo materie per lo più scientifiche. Oggi bisogna cambiare, bisogna ritornare a far sì che la parte destra e sinistra del cervello abbiano un certo equilibrio... dar più spazio alla fantasia, inventiva, estro, alla genialità.
- Gaspare Armato
Perchè non combinare? Perchè pensiero creativo non può essere coniugato all'ingegneria? Perchè ancora percorsi rigidi?
- Maurizio Goetz
@Maurizio: credo che certi insegnanti - con le debite e dovute eccezioni - non sono in grado o non sono capaci o non sono aperti alle novità; loro stessi non hanno sviluppato creatività e fantasia: come fanno a insegnare qualcosa che non hanno? C'è bisogno di un cambio generazionale... poco a poco
- Gaspare Armato
Il ricambio generazionale si impone, qui è tutto ingessato ed incancrenito
- Maurizio Goetz
@Maurizio: sono d'accordo, tutto è ingessato e, addirittura, il gesso si è annerito dal fumo dell'industria :-) della troppa tecnologia, della troppa mente dispersiva... forse, azzarderei, dalla troppa materialità
- Gaspare Armato
Non per nulla io ho smesso di leggere i manuali e solo l'arte mi da idee nuove e fresche
- Maurizio Goetz
perché quando un nostro figlio o figlio di chiunque si iscrive a danza, o alla carriera artistica o cose simili, subito gli si dice che non potrà mai vivere di questo e che è meglio faccia il medico, l'ingegnere... ? che c'è di male in un giovane che vuole suonare, per esempio la batteria, perché non dargli una buona carriera per esprimere le sue qualità? perché invece la scuola, i genitori, la stessa società non spingono a creare, a fantasticare, a ideare, a liberare tabù e idee ortodosse?
- Gaspare Armato
@maurizio, la gerontocrazia che ci governa è lì perchè la nostra generazione ha saltato un giro... ed è colpa nostra...
- Andrea Casadei
ho likato solo per segnalare a me stesso il post e tornarci con calma piu' tardi. l'articolo del manifesto e' in parte superficiale ed in parte banale - no, non mi e' piaciuto molto, quindi tolgo il like :-).
- Alb.
per quanto riguarda il merito dell'articolo, che devo dire. l'articolo parla in gran parte di niente, per cui c'e' poco da dire. che l'universita' non si debba piegare esclusivamente alle logiche del "mercato" mi pare talmente ovvio che ribadirlo non ha senso (altrimenti chiudiamo lettere e buona li'). e non mi sembra che il problema sia quello.
- Alb.
Alberto ha ragione, l'articolo non va da nessuna parte
- Maurizio Goetz
l'universita' risponde a logiche sue, tutte interne, e' diventata un corpo estraneo alla societa'. trivialmente, non serve piu' a un cazzo (quasi). noi abbiamo un corso di laurea fatto da dilettanti (un astrofisico insegna acustica, un matematico cultore di analisi matematica insegna reti e sicurezza informatica, un cultore di analisi armonica insegna computer grafica) in cui i laureati trovano lavoro dopo un mese, molti prima di laurearsi.
- Alb.
un corso che funziona ottimamente e che ha ottimi rapporti col mercato. peccato che i "grandi dilettanti" che fanno i corsi non ci guadagnino una cippa accademicamente parlando, anzi. bel titolo di merito per l'analista in questione la sua didattica (e ricerca: tesi, etc.) in materia di sicurezza informatica. se la presentasse ad un concorso come titolo si metterebbero a ridere e poi butterebbero via tutto.
- Alb.
potrei continuare a lungo. potrei parlare di cose che poi finiscono in un motore di ricerca se le dico, e qualcuno prima o poi me le rinfaccia (o mi querela), per cui non parlo.
- Alb.
l'universita' italiana in realta' non rende conto a nessuno. ne' a criteri di pura ricerca, ne' di efficienza nella didattica, ne' di buoni rapporti con il mercato. e' un oggetto-monstre che si nutre di se stesso e si preoccupa esclusivamente di autoperpetuarsi. ed i peggiori da questo punto di vista sono i moralizzatori, quelli che si richiamano al "merito" (e che in concreto propongono delle metriche di merito che premiano i proponenti).
- Alb.
metto qui un commento-segnalibro, e poi domani ritorno da queste parti. Ora purtroppo non posso: ho una ponderosa tesi da leggere :)
- PaperDoll
la gerontocrazia non e' la chiave di lettura giusta. molti giovani sono perfettamente inseriti nel meccanismo autoreferenziale. l'ingessatura e l'immobilismo si. non si puo' cambiare idea, sei analista, nefrologo, filologo classico a vita. anche se capacissimo a dare contributi estremamente interessanti in altri settori.
- Alb.
qual è la causa dell'immobilismo, la prima e la più grave?
- Maurizio Goetz
due cent, tanto per essere propositivo. mettere la didattica al centro, e premiarla in tutti i modi possibili. la ricerca non si puo' definire, e chi la fa veramente bene non la fa per i soldi: quindi spendete per finanziare la ricerca (computer, laboratori, viaggi, convegni...) e piantate di promuovere la gente per come ricerca bene ignorando la didattica, che nessuno ha inventato delle metriche per misurare la qualita' della ricerca (metriche vere, quantitative), mentre per la didattica e' piu' facile.
- Alb.
ora arrivo maurizio. vogliamo parlare di miei bravissimi colleghi, grandi scienziati, che insegnano da anni complementi di seghe mentali quattro alla laurea specialistica a 2-3 studenti, perche' devono fare ricerca? mentre c'e' chi si spacca i coglioni a insegnare le derivate a duecento studenti del primo anno?
- Alb.
l'università privata lo fa già, chi è al di sotto di certi standard è fuori
- Maurizio Goetz
Non è chiaro come la baracca stia in piedi, se non per la passione e la volontà di alcuni, che in genere si trovano a pagare i conti salati delle generazioni baronali del passato, e sono paralizzati da assurde pastoie amministrative e giuridiche. E' anche assurdo che la didattica non abbia alcun peso nella carriera: se a te appioppano un corso-monstre e al solito enfant gaté un quasi seminario d'elite, tu sgobbi e il tipo fa carriera.
- PaperDoll
come docente esterno, la valutazione della didattica è l'unica possibilità
- Maurizio Goetz
la causa prima e piu' grave dell'immobilismo secondo me e' l'autoreferenzialita' dell'istituzione universitaria. non c'e' modo di venire ad una resa dei conti, di far pagare le conseguenze delle proprie scelte a chi sbaglia.
- Alb.
Maurizio, non è per dire: l'università privata (e io ne conosco bene almeno un paio) non segue un diverso sistema di carriera. I professori a contratto sono ciliegine sulla torta, che certo in università e di università non vivono. Ma non esiste università privata senza personale di ruolo.
- PaperDoll
scusate la raffica di commenti ma ce l'avevo dentro. certo che se alcuni leggono cio' sono nei guai.
- Alb.
[ricordo a tutti che esiste un gruppo Academics on FriendFeed, eh. Linko questa discussione anche lì]
- PaperDoll
Per questo io domando, io sono un consulente prestato all'Università e non tutte le dinamiche mi sono chiare
- Maurizio Goetz
(ok paper) uno dei massimi esperti di informatica che conosco, peraltro un mio ex professore, non e' mai stato in grado di vincere un concorso di informatica. ha vinto fisica generale, perche' da li' veniva, e gli fanno insegnare fisica 1 (cosa che fa peraltro piuttosto bene) quando potrebbe formare ottimi studenti di informatica.
- Alb.
e se una persona ha 80 pubblicazioni internazionali a 30 anni, tra cui alcune di etruscologia, ma non sa spiegare gli etruschi e confonde gli scavi di cerveteri con quelli di tuscania?
- Alb.
basta e' meglio che mi fermi. (ho dovuto cancellare alcune cose potrei essere riconosciuto)
- Alb.
guarda, sono tanti e tali gli esempi che mi vengono in mente che mi devo fermare anche io, se no il laureando domani mi accide :)
- PaperDoll
Arrivo tardi dopo aver stimolato la discussione, sorry. Mi hanno interessato molto tutti i commenti. Si vede che @alb ha passione e qualche sassolino, chi non ne ha del resto. La mia personale chiave di lettura dell'articolo del manifesto - che ha ovviamente una forte postazione politica - e' che l'universita debba essere slegata dalla contingenza delle esigenze del mercato del lavoro....
more...
- PierLuca Santoro
from iPhone
discussione interessante. Ora sappiamo che la conoscenza NON E' un mercato, ok. Ma Bascetta non dice che cosa la conoscenza E'. Lui parla di conoscenzE, di industrie culturali e generalizza, fermo restando che la questione dei baronati sia una realtà. Sarebbe il caso di rivederla 'sta definizione di Conoscenza..
- titti cimmino
@alb, la gerontocrazia non ha mai avviato un meccanismo di cooptazione dell'elite cedendo man mano il passo come dovrebbe essere, in effetti dovremmo parlare di satrapia... il servaggio di giovani non è cooptazione di classe dirigente perchè verso i meccanismi di selezione degli innovatori si è sempre applicato un sistema espulsore...
- Andrea Casadei
la questione è sempre la solita: chi paga?
- masstrovato
La discussione è, ovviamente, focalizzata sul mondo universitario. Restando però ancora un attimo la rapporto con il mondo industriale, che non ha dinamiche molto diverse da quelle citate qui per l' Università con tutte le distorsioni, la domanda rimane intatta. La concenzione più diffusa in Azienda (intesa come sistema) è che il laureato così come esce non serve a granchè. Deve essere...
more...
- Francesco LVDI
Età d'ingresso nel mondo del lavoro - qualificato - 30 anni, uscita 40 e pensione a 70 anni. abbiamo costruito egregiamente la società del futuro.
- PierLuca Santoro
L'economia della produzione in crisi è dimostrato anche dall'aver trascurato l'economia della conoscenza come fattore differenziante.
- Metatech Group
Il declino del modello industriale non è dato dall'inutilità dei beni e servizi prodotti, ma dall'errata convinzione che differenziante è detenere mezzi produttivi performanti e processi lean a basso costo. A quel punto non servirebbero ( altra errata convinzione Fordista ) persone competenti o adeguatamente formate al di fuori dell'ambito Aziendale. Un richiamo a Oceano Blu è doveroso di come si dovrebbe costruire un modello d'Impresa.
- Metatech Group
scusate l'OT: poveri noi 40enni, troppo vecchi per lavorare, troppo giovani per governare... :)
- Andrea Casadei
@Metatech: Dopo la lean production si è passati alla lean organization, entrambi concetti per sfoltire e sfruttare le maestranze [impiegati e quadri compresi] con giustificazioni di presunto modernismo. @Andrea: Ti sei dimenticato...... troppo giovane x andare in pensione ;-)
- PierLuca Santoro
leggo, annoto... purtroppo non ho tempo per intervenire, speriamo stasera...... (tema interessantissimo)
- Gaspare Armato
ritorna sugli scaffali e nel discorso pubblico un piccolo e crudele divertissement che parla al cuore dell¿odierno sistema di potere, così come quest¿ultimo ormai stabilmente si configura tra Palazzo Chigi, Villa San Martino ad Arcore, Palazzo Grazioli e villa La Certosa
- PierLuca Santoro
from Bookmarklet
Motivare alla letrtura non è facile nei paesi in cui il contesto nega che questo sia un piacere o bolla chi lo pratica, ma va anche detto che dal punto di vista editoriale i giornali e i giornalisti fanno poco, se non dei polveroni ricorrenti e poco efficaci: http://giornalaio.wordpress.com/2009...
In generale mi sembra si faccia poco, non solo i giornali ma anche l'offerta, il modo in cui viene proposta ed il rapporto con chi vende. A naso manca il livello popular
- Annarella G.
from iPhone
Ihmo che quell'area e' gia' coperta o non ci sono lettori. Cosa vedo mancare sono i giornali di livello medio. Mancano un'Epoca o un Europeo e, un pochino, mancano servizi realmente interessanti
- Annarella G.
from iPhone
Pare non ci siano lettori a sufficienza e dunque la qualità non abbia spazio. Espresso e Panorama non coprono il segmento delle testate che citi?
- PierLuca Santoro
a mio avviso dipende - anche, ma non solo - dall'insegnamento ricevuto, dalla capacità di ciascuno di noi di interessarsi ed essere interessato alla lettura, sia questa di un libro che di un semplice quotidiano. La famiglia, la scuola, gli amici che frequentiamo e via dicendo, dovrebbero essere, così come dovremmo esserlo noi, spunto, aiuto, esempio.
- Gaspare Armato
Per il segmento citato mi veniva in mente la vecchia Epoca o qualcosa tipo Stern. Per inciso da noi mancano anche giornali tipo Bild o Sun (a meno che ci si riferisca ai vari Repubblica o Corriere on line che sono molto simili)
- Annarella G.
Quindi dici che il segmento della qualità non nesiste/non è redditizzio e che potrebbe andare un settimanale più popolare a cavallo tra "Chi" e "L'Espresso". Capisco bene?
- PierLuca Santoro
Esatto. Manca qualcosa che non sia tra l'Espresso ed i vari padre-pio-divi-famigghia
- Annarella G.
Tira un forte vento, la pioggia taglia la faccia. Il mendicante guarda automobili di lusso passare mentre signore su improbabili calzature frettolosamente entrano in chiesa [following di: http://friendfeed.com/pedroel...]
The Goods May Be Virtual, but the Profit Is Real - NYTimes.com - Silicon Valley may have discovered the perfect business: charging real money for products that do not exist. - http://www.nytimes.com/2009...
Informativos Telecinco.com - Detienen a un joven en EEUU que vendía copias ilegales de 'Call of Duty: Modern Warfare 2' - http://www.telecinco.es/informa...
Prima Pagina - "Repubblica": Influenza A, paura per i neonati - "Corsera": Brown: Ora tassare la finanaza - "Carlino": Tassa globale su chi specula - "Il Giornale": Chi non ci sta fuori dal Pdl - "Libero": Soluzione finale - "L'unità": Costruzioni - "Il Fatto": Caso marrazzo, perchè tutti mentono - "Il Manifesto": Partito -
"La Stampa": Bersani sfida il premier - "Avvenire": La prova della libertà - "Il Sole24Ore": Il G20 accellera l'exit strategy - "Liberazione": Camicie verdi - "La Padania": Bersani parte male.
- PierLuca Santoro
Il cielo è uniforme, grigio. Piove a dirotto e il mendicate si ripara nell'androne della chiesa attendendo infreddolito e speranzoso l'uscita dei fedeli. Potrebbe essere l'inizio di un romanzo, variante di "era una notte buia e tempestosa".