non ho capito: ma tutti 'sti quotidiani che non vendono una ceppa e si lamentano se adesso gli tolgono il finanziamento: ma se i loro giornali non li compra nessuno e quindi loro devono risparmiare, perché non fanno solo l'edizione online? con i soldi tolti alla cartiera e alla distribuzione potrebbero andare avanti per secoli
la stampa (er giornale) già si è attrezzata, vedremo gli altri dinosauri
- jungle dì
from fftogo
no ma io dico proprio che il manifesto (per dirne uno) smette di spendere trilioni in stampa su carta di carta che sarà invenduta e distrubuzione in edicola di copie invenduta e comincia a pubblicare le sue cose solo su internet, a costi assai più bassi (e magari evitando di licenziare persone).
- Confuso
il problema non è tanto che non vendono - vendevano poco anche prima - è che non hanno più il sostegno della pubblicità. Ciononostante, gli investimenti pubblicitari sulla carta rispetto quelli sul web non sono nemmeno confrontabili. Comunque passare tutto all'online significherebbe licenziare una caterva di giornalisti, il che è pressoché impossibile, per cui è molto meglio mandare avanti le cose in questo modo
- Succo
succo scusa magari non ho capito, però io di pubblicità, ad esempio, sul manifesto (per dirne uno di quelli che si lamenta più spesso) ne ho sempre vista pochina. Insomma se tanto il manifesto perde soldi e basta, non vende una mazza e il solo scopo della sua esistenza consiste nel far scrivere i giornalisti e lasciarlo leggere agli interessati: per quale motivo bisogna pure stamparlo?
- Confuso
Pensa, tra tutti gli esempi che potevi fare, hai citato proprio uno dei pochissimi giornali che ha una vendita di copie reale e che sarebbe meritatamente destinatario di finanziamente in quanto ha tutti i requisiti. Ma pensa un po', sei proprio confuso.
- ganassa
ganassa, sostituisci a tuo piacimento le parole "il manifesto" con il nome di qualsiasi altro giornale invenduto e finanziato. a me il manifesto piace, se fosse online lo leggerei tutti i giorni. così invece non lo leggo mai.
- Confuso
Le entrate on-line sono mediamente un centesimo. Non ci puoi pagare un inviato nemmeno per la sagra dei waffle.
- Woland
Ma il Manifesto non è invenduto, o meglio: non dichiara copie vendute così alla carlona tanto per farsi pagare i finanziamenti un tanto al chilo. E' venduto, ha un suo pubblico, ed è persino autorevole. L'esempio è sbagliato, ci sono decine di esempi sui quali si potrebbe ragionare per capire bene dove dovrebbe andare a parare una norma di regolamentazione che impedisca l'accaparrarsi di denaro pubblico a sbafo. Se ti interessa, sull'argomento puoi scaricarti il Podcast della trasmissione "Il Nodo" di Radio Popolare di questa mattina, c'era un bel servizio al riguardo (dopo molti altri, a partire da quello epocale di Report).
- ganassa
Infine: Il Manifesto E' online, basta abbonarsi.
- ganassa
e il manifesto fa solo da cartina di tornasole di quanto siano debolmente strutturati gli argomenti su questo tema, non è questione di stare a fargli la difesa di ufficio. Se dite una vaccata non verificata sul manifesto magari si nota prima, ma tutto il ragionamento avrà probabilmente delle falle.
- Aldo Oldo
Confuso: ti ricordo però che gli stipendi dei giornalisti del Manifesto non sono proprio uguali a quelli delle altre testate ;)
- Succo
Ganassa, la trasmissione l'ho sentito pure io: al giornalista presente è stata posta la stessa domanda di questo thread. Mi pare che il giornalista non abbia risposto e abbia cambiato argomento. Comunque...
- Confuso
.... a mio avviso la risposta è banalmente questa: si pensa ancora che una cosa stampata su carta abbia più dignità della stessa identica cosa pubblicata su un sito. Che poi tale carta sia costosissima nonché destinata al macero, poco importa
- Confuso
confuso: la carta ha ancora maggiore dignità perché chi lavora sul web per primo gliela riconosce. Si considera normale farsi pagare 5 euro per un post e 100 per un articolo cartaceo, poi fa niente se per scrivere su internet si debba saper scrivere in maniera accattivante, trovare dei link interessanti, delle immagini e rendere l'articolo appetibile ai motori di ricerca. Tutta questa professionalità (al momento) non viene riconosciuta se non da pochissimi
- Succo
Appunto. Quindi basterebbe che lo stato dicesse: caro quotidiano, facciamo così: io soldi te li do lo stesso, tu non licenzi nessuno però smetti di spendere soldi in carta e distribuzione, pubblichi tutto su un monitor e morta lì. Se poi vediamo che così risparmi qualcosina, siamo tutti più contenti. Ecco. Una cosa del genere, i giornalisti italiani la accetterebbero?
- Confuso
L'ipotesi che buona parte della gente non stia tutto il giorno davanti a Internet no, eh?
- Alessio Bragadini
Confuso: mi sembra una proposta assai sensata la tua, ma non credo accetterebbero perché il passaggio evidenzierebbe un quadro inquietante: redazione di un cartaceo = 60 persone. Redazione online = 10. O i primi cazzeggiano troppo o i secondi fanno troppo. A te la conclusione...
- Succo
Ci sarebbe il piccolissimo problema di convincere i giornalisti cartacei a lavorare per l'online, cose che a molti di loro risulta ancora ostica se non impossibile.
- Giulia B.
basta con la carta portatrice di batteri e virus utilizziamo la tastiera dopo averla ben disinfettata.
- Laura
giulia che imparino, si adeguino o si levino di torno che la maggior parte sono dei tromboni accordati male
- jungle dì
from fftogo
@succo: ma scusa: se per fare il quotidiano X oggi ci vogliono 60 autori, pubblicando la stessa identica mole di contenuti sul sito ce ne vorranno sempre 60, no?
- Confuso
Confuso, le sovvenzioni ai giornali vanno non in proporzione contraria alle vendite ma in proporzione alle vendite. Questo perché il grosso delle sovvenzioni non è sulla tipologia del giornale ma sul macero (cioè sulle copie tirate e invendute). In questo, un giornale come il Corriere o Repubblica ha MOLTE più sovvenzioni del manifesto (o altro quotidiano a piacere) IN PROPORZIONE alle copie vendute. Il manifesto infatti ha pochissimo macero, dato che essenzialmente viene distribuito solo nelle grandi città e quasi tutte le copie distribuite vanno in vendita. Corriere fa metà delle copie per il macero, invece. Se vuole sparagnare sulle sovvenzioni ai giornali, il governo dovrebbe quindi tagliare le sofvvensioni per il macero, non quelle per le cooperative e per i giornali politici. A me è questo che sta sulle ba££e. Ergo, finché non tolgono le sovvenzioni per il macero, mi batterò perché rimangano anche le (molto più parche) sovvenzioni ai giornali di partito e di cooperativa.
- Alice Twain
Per far girare un quotidiano online ci vuole la stessa gente, se non di più, perché i contenuti che vengono pubblicati sono di più, ruotano più spesso e devono essere costantemente aggiornati.
- Giulia B.
finanche il contratto giornalistico (robe da dinosauri) ha equiparato il giornalista della carta stampata a quello dell'online, eppure spesso il secondo viene considerato un mentecatto
- LaMarra
@Confuso: se ti capita, fatti invitare a una riunione di redazione di un settimanale. Scoprirai che c'è gente pagata profumatamente per scivere un pezzo/due alla settimana, che questo pezzo viene poi spesso riscritto dall'ufficio centrale, per infine passare un paio di volte nelle mani dei correttori di bozze. Ora dai un'occhiata alla realtà che ti circonda in questo momento ;)
- Succo
non so cosa stia succedendo, ma a quanto ne so la gente non paga per le versioni online, cioè non è propensa a farlo in misura tale da cambiare le tendenze e non c'è in giro ancora un modello convincente su come fare profitti. Questo mi risulta, ma potrei non essere aggiornato o abbastanza informato.
- Aldo Oldo
ah ma perché i quotidiani cartacei come il foglio o il riformista fanno profitti?
- Confuso
@Confuso, senza pubblicità e senza finanziamenti anche Repubblica, Corriere e Gazzetta sono in rosso sparato. Se non fanno casino è perché a loro nessuno minaccia di togliere i finanziamenti.
- Alice Twain
io ho l'impressione che il foglio per un certo periodo abbia fatto in proporzione più utili di altre testate: quattro fogli in croce venduti a prezzo pieno. Ci vorrebbero i dati per giudicare. Ma il punto è fare la lista dei fedifraghi o capire da che parte si sta andando? Basta saperlo, però nel secondo caso è difficile prescindere dal fatto che online al momento la cosa non funziona ancora. Se no ci ripetiamo sempre le stesse identiche cose in circolo.
- Aldo Oldo
@alicetwain: ma quindi la vendita di pubblicità non vale come profitto? e perché mai? (profitti=ricavi-costi, la pubblicità mi risulta essere un ricavo :)
- Confuso
@Confuso, il problema è che la pubblicità non viene venduta in maniera equanime a tutte le pubblicazioni, per cui l'ho esclusa dall'equazione per una mera questione di praticità. Ma che un'azienda scelga di pubblicizarsi solo su certe testate molto costose ed escluda altre dalla campagna anche se molto meno costose... Anche qui sparagni assurdi IMHO. Se sto già spendendo 100, perché non spendere 102?
- Alice Twain