(OT: "La fabbrica di trattori era alla periferia di R. e si trattava di un agglomerato di tristi e grigi baracconi di cemento, che sorgeva quasi di sorpresa, al limite nord del malinconico pianoro giallastro. Questa schifezza si chiama "civilta' industriale" ed è uguale in tutte le parti del mondo: don Camillo pensò con cocente nostalgia al suo borgo lontano dove il calore umano vivificava ogni pezzetto di terra, dove ognuno dei mattoni delle case aveva conosciuto la carezza dell'uomo e, perciò, fra gli uomini e le cose, esisteva un tenace e invisibile legame.")
- Stefano Ṣ (non ci sono)
(OT: Per me è bellissimo questo passaggio, come tantissimi altri in Guareschi.)
- Stefano Ṣ (non ci sono)
Allora si fece avanti un muratore e disse: Parlaci della Casa. E lui rispose dicendo: Costruite con l’immaginazione una capanna nel deserto, prima di costruire una casa entro le mura della città: poiché come voi rincasate al crepuscolo, altrettanto fa il nomade che è in voi, sempre esule e solo. La casa è il vostro corpo più vasto. Essa si espande nel sole e dorme nella quiete della notte, e non è senza sogni. Non sogna forse la vostra casa?
- Sato80
"costruisco questa casa senza ferro né cemento, costruisco questa casa, senza tetto e pavimento, costruisco questa casa, senza tetto e fondamento. e ci faccio quattro porte, per i punti cardinali che ci possa entrare il cane, che ci possa entrare il cane, quando sente i temporali, quando cambia la stagione, costruisco questa casa con il legno ed il cartone... e ci pianto quattro rose per i quattro evangelisti, e ci pianto quattro rose e ad ognuna do il tuo nome e le guardo arrampicarsi, sopra il legno e sul cartone... costruisco questa casa senza inizio e senza fine, come il sole a mezzogiorno quando incendia le colline, costruisco questa casa, questa casa sul confine. e ci pianto quattro spine, quattro spine dolorose, e ci pianto quattro spine, quattro spine, quattro rose, che raccontano la vita, che raccontano l'amore, quattro spine quattro rose da portare dentro al cuore... e ci metto quattro vigne, per il vino di Settembre... e ci metto la scommessa, che ti voglio amare sempre.... e ci metto quattro vigne per il vino di settembre." de gregori
- dud (modifica | elimina)
Franco Fortini, "La Gronda" (Scopro dalla finestra lo spigolo d'una gronda,/ in una casa invecchiata, ch'è di legno corroso/ e piegato da strati di tegoli. Rondini vi sostano/ qualche volta. Qua e là, sul tetto, sui giunti/ e lungo i tubi, gore di catrame, calcine/ di misere riparazioni. Ma vento e neve,/ se stancano il piombo delle docce, la trave marcita/ non la spezzano ancora [...])
- mich in sintesi
poi Szimborska, "La casa di un grande uomo" e anche una variante beat del tema con Ferlinghetti, "Home Home Home"
- mich in sintesi