Sei Dee già Pulp
[dalla crisi non si esce licenziando, ma assumendo...] Gallino e la lezione del New Deal: istituire subito un'Agenzia per l'occupazione sul modello della WPA statunitense. Una proposta concreta. - http://www.ilmanifesto.it/approfo...
- Sgravi fiscali, investimenti in grandi opere, incentivi alle imprese perché assumano, sono poco o punto efficaci per creare rapidamente occupazione. Occorre che lo stato operi come datore di lavoro di ultima istanza, assumendo direttamente il maggior numero di persone. La proposta: Istituire un’Agenzia per l’occupazione simile alla Works Progress Administration del New Deal americano (works = opere pubbliche). L’Agenzia stabilisce i criteri di assunzione, il numero delle persone da assumere, il livello della retribuzione, i settori cui assegnarle. Le assunzioni vengono però effettuate e gestite unicamente su scala locale, da comuni, regioni, enti del volontariato, servizi del lavoro, ecc. Per cominciare si dovrebbe puntare ad assumere rapidamente almeno un milione di persone. Poiché tale numero è inferiore a quello dei disoccupati e dei precari, occorre stabilire inizialmente dei requisiti in cui i candidati dovrebbero rientrare. Un requisito ovvio potrebbe essere l’età: p. e. 16-30 anni, oltre ovviamente alla condizione di disoccupato o precario. L’Agenzia offre un lavoro a chiunque, in possesso dei requisiti richiamati sopra, lo richieda e sia in grado di lavorare. Le persone assunte dall’Agenzia dovrebbero venire impiegate unicamente in progetti di pubblica utilità diffusi sul territorio e ad alta intensità di lavoro. (Le grandi opere non presentano né l’una né l’altra caratteristica). Progetti del genere potrebbero essere: la messa in sicurezza di edifici scolastici (oggi il 50% non lo sono); il risanamento idrogeologico di aree particolarmente dissestate; la ristrutturazione degli ospedali (nel 70% dei casi la loro struttura non è adeguata per i modelli di cura e di intervento oggi prevalenti). Per attuare progetti del genere sarebbero richieste ogni sorta di figure professionali. Finanziamento. Nell’ipotesi che ogni nuovo occupato costi 25.000 euro, per crearne un milione occorrono 25 miliardi l’anno (la maggior parte dei quali rientrebbero immediatamente... more... - Sei Dee già Pulp
SEI mi spieghi come fai a decidere cose così intelligenti quando quelli che abbiamo eletto noi sono SOLO GRANDI TESTE DI CAZZO? - MarcoScud
C'è un po' di gente che sta provando a trasformare l'esperienza referendaria dell'anno scorso in partecipazione politica quotidiana. Io so che ci sono un po' in tutta Italia questi fermenti politici di rinnovamento. Bisognerebbe fare lo sforzo di provare a buttarsi dentro e/o di costruire ponti per percorsi unitari. «Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso», diceva uno di quei tizi barbuti che io stimo molto... ;) - Sei Dee già Pulp
adesso salvo e leggo con calma ma anticipo che un'altra "agenzia" non mi sembra il caso - Mario Pietre
Riassumendo all'osso è una tipica ricetta keynesiana, Le novità sono la proposta di attuarla localmente e le ipotesi avanzate per il reperimento dei fondi. - Sei Dee già Pulp
Occhio che però, al netto delle obiezioni pratiche come prevedo siano quelle di Mauro, mettere in competizione i nuovi "lavoratori socialmente utili" sul mercato del lavoro, avrebbe un effetto distorsivo e controproducente sul livello di occupazione. - Ubikindred
Sei stato a Rimini il 24-26 febbraio? - La Donna Cannonau
No, niente Rimini per me. - Sei Dee già Pulp
Ubi, io non credo che si tratti di (ri)proporre la questione degli LSU come categoria di lavoratori meno garantiti. Da quel che ho capito, si sta ragionando sulla spesa e sul collocamento locale, nella prospettiva che ho già segnalato in passato della costituente dei Comuni (istituzioni) e dei beni comuni (impegno politico diretto e diffuso, trasparenza assoluta, bilanci partecipati). L'utilità sociale, insomma, è un riferimento di indirizzo, rispetto alle attività da finanziare. Del resto, il punto 4 mi pare abbastanza esplicito, in proposito: «Le persone assunte dall’Agenzia dovrebbero venire impiegate unicamente in progetti di pubblica utilità diffusi sul territorio e ad alta intensità di lavoro. (Le grandi opere non presentano né l’una né l’altra caratteristica). Progetti del genere potrebbero essere: la messa in sicurezza di edifici scolastici (oggi il 50% non lo sono); il risanamento idrogeologico di aree particolarmente dissestate; la ristrutturazione degli ospedali (nel 70% dei casi la loro struttura non è adeguata per i modelli di cura e di intervento oggi prevalenti). Per attuare progetti del genere sarebbero richieste ogni sorta di figure professionali». - Sei Dee già Pulp
la frase "Per attuare progetti del genere sarebbero richieste ogni sorta di figure professionali" non mi convince granché -- il campo di applicazione mi sembra solo l'edilizia pubblica - Al & Luminio ™
io trovo queste proposte veramente pericolose. Penso che politiche di questo genere realizzate negli anni scorsi inquinino tutt'ora la nostra democrazia. Gli LSU sono un bacino elettorale clientelare e basta. Del resto l'efficacia del new deal è messa generalmente in dubbio dagli storici economici. - mentegatto
@mbuto. Beh... Sono trenta righe divulgative. Ora, bisogna vedere il programma dettagliato. - Sei Dee già Pulp
Fra l'altro immagino che oltre a questi 25 miliardi di euro annui di stipendi si debba poi considerare l'ulteriore costo degli interventi in termini di investimento complessivo. Una cosa da incubo - mentegatto
il fatto è che il "diritto al lavoro" è una bella espressione usata più o meno a sproposito da molti: quando ci sono (ci furono) le "vacche grasse" non si esitò a far migrare internamente centinaia di migliaia di persone (Torino è un esempio, ma non solo), ora che ci sono le "vacche magre" e che i profitti di quell'epoca sono spariti nella pancia dei capitalisti che ne hanno saputo approfittare, si piange per la "mancanza di risorse", lo squilibrio territoriale e tutto il resto dell'iconografia politica (che tende sempre a nascondere la realtà) - Al & Luminio ™
Mentegatto, io in tutta sincerità credo che a questa forma corrotta di liberismo che viene spacciata come unica soluzione, qualcosa - una visione politica differente - si deve provare a proporre, oltre alla denuncia delle storture, no? Detto con altre parole: i mercati sono un insieme di operatori economici; persone, non meccanismi. Oggi, i mercati (= i soggetti privati che vi operano) sono il problema economico, non la soluzione. L'intervento pubblico, svolto localmente, con metodo di scelta democratico e in assoluta trasparenza, non mi pare che sia una soluzione da demonizzare. Anzi - Sei Dee già Pulp
Fermo restando che le grandi questioni finanziarie (speculazione sui debiti sovrani et similia), invece, sono fuori dalla portata di un'azione efficace anche solo a livello nazionale, ovviamente... - Sei Dee già Pulp
Io penso che proporre soluzioni che si caratterizzano - a livello pratico - per un aumento dei rapporti clientelari, per l'arbitrarietà delle decisioni, per l'aumento della dipendenza dei cittadini dal governo sia in realtà un pericolo per la democrazia. - mentegatto
a questo punto, meglio altre soluzioni, che magari mettano da parte lo stato e garantiscano più, non meno, libertà - mentegatto
Il tuo caveat mi è ben chiaro. Mi chiedo (e ti chiedo): possiamo ipotizzare che, si possa uscire da questa situazione, non usando le istituzione democratiche per rafforzare i poteri privati precostituiti (del potente e del suo clan), ma attraverso un'assunzione di responsabilità collettiva? L'idea di forme di democrazia non rappresentativa che si realizzino localmente, laddove solo possono essere realisticamente concretizzate, è così assurda e/o necessariamente in contrasto con le sovrastrutture giuridiche già in atto? - Sei Dee già Pulp
sono scettico sulla democrazia non rappresentativa e sul governo partecipato. ma in principio posso essere d'accordo. non vorrei però che l'ottimismo della volontà si traducesse in ua scarsa comprensione dei vincoli oggettivi (il grande problema del primo piano quinquennale sovietico e della progressiva emarginazione degli "specialisti borghesi"). - mentegatto
Chiaro, che non c'è un pacchetto pronto preconfezionato, tipo "soluzione garantita al 100%" e che ci sono rischi anche nell'alternativa e margini operativi alquanto stretti... Ma io, al momento, sul tavolo non vedo molte altre proposte concrete, che non siano la deprimente invocazione/giaculatoria: "O ricco, potente e stimato economista, che ha lavorato per anni con le banche, salvaci tu!"... :D - Sei Dee già Pulp
beh, io penso che spendere 25 miliardi per pagare gli stipendi a dei lavoratori inutili (perché si parte dal lavoratore, non dal progetto) sia peggio che finanziare 25 miliardi di progetti anche di dubbia utilità e farli realizzare a imprese vincitrici di appalti. insomma, penso che l'idea di gallino sia solo pessima, non alternativa - mentegatto
Qui, da quel che ho capito io, si definisce l'obiettivo prioritario: incrementare l'occupazione. Si sopperisce a una carenza oggettiva: i privati che non assumono o assumono solo in nero o con i tanti artifici che conosciamo tutti benissimo e che sono ora materia di conflitto tra governo e confindustria nella parte della riforma dedicata alla c.d flessibilità in entrata. Si sono ipotizzati dei criteri per non aggravare le voci di uscita del bilancio pubblico e per provare a evitare quei meccanismi distorsivi dell'intervento pubblico indiretto, che purtroppo sono più che concreti (es. massimo ribasso dichiarato per vincere l'appalto, coperto poi con subappalti che permettono di stare nei costi e di fare profitti, sfruttando condizioni di lavoro al limite della legalità, quando non manifestamente illegali). La bozza di lavoro che è qui suggerita, tra l'altro, si propone - col riferimento all'utilità sociale delle opere - di risolvere alcune carenze notorie nella sanità, nella scuola e sul piano ambientale. Non capisco, insomma, come tu arrivi a pronunciare una stroncatura così netta. Quantomeno il beneficio del dubbio, io credo che si potrebbe concedere. - Sei Dee già Pulp
Per me concedere il beneficio del dubbio a politiche così poco pensate e tanto avventuriste è pericoloso. Per sopperire alle carenze come per investire in infrastrutture non servono lavoratori, servono prima di tutto progetti e poi imprese capaci di realizzarli. Cosa faremo fare a questo milione di pale e picconi?non sarebbe meglio spendere questi 25 miliardi fantomatici in ricerca scientifica ad esempio, o riducendo le tasse o costruendo acquedotti? Gli lsu ad esempio non servivano a niente perché le imprese pubbliche n o n hanno pochi dipendenti ma un cattivo management,cattive direttive e poco capitale.Perché lanciare un piano così simile al panem et circenses?dove sarebbe il buono? Considera poi che quei 25 miliardi vengono da qualche altra parte e non sono una tantum ma un aggravio permanente. Gallino sembra pensare che in questa spesa cisia un effetto moltiplicatore. Mi pare evidente che sia solo un costo e un inquinamento di una democrazia già fragile - mentegatto from Android
Io con beneficio del dubbio intendo questo: vorrei leggere un programma dettagliato, rispetto a delle linee di indirizzo in cui intravedo aspetti interessanti. Il fatto che da noi quando si appaltano le opere pubbliche i costi medi di realizzazione sono più alti che altrove (nonostante il massimo ribasso), unito alla stima complessiva degli aggravi di spesa pubblica dovuti a pratiche corruttive (60 miliardi l'anno, secondo la Corte dei conti) non rendono consigliabile (anche) il vaglio di modalità differenti per l'assegnazione di lavori pubblici? Io non sto prendendo parte direttamente a tutto il dibattito che si sta sviluppando sui percorsi di democrazia partecipata, ma da quel che ho letto fin qui, l'idea di fondo potrebbe essere quella di tante comunità locali che decidono assieme e trasparentemente, di volta in volta, qual è l'opera di utilità sociale in cui impiegare gli 'n' lavoratori per i quali l'agenzia ha stanziato i fondi (una cosa simile, tra l'altro, ce l'hanno venduta per anni con formule tipo "federalismo fiscale"). Si tratterebbe, poi, in ogni caso di una metodologia operativa aggiuntiva, non necessariamente sostitutiva. Ovviamente, le mie sono solo congetture fatte incrociando questo articolo con altre proposte emerse in questi ultimi mesi. Soprattutto, io non leggo nella proposta di Gallino un incremento stabile dei dipendenti pubblici, come dici tu. Io ho capito che lui propone di stanziare una cifra necessaria a sbloccare una situazione di stallo, facendo lavorare anche solo per un anno una fetta rilevante dei non occupati. Che questo poi possa mettere in moto un moltiplicatore keynesiano, io non mi sento né di garantirlo, né di escluderlo. Di certo, se si opera sbloccando fondi europei non ancora spesi e incidendo sulle grandi ricchezze, anche senza sapere come si vuole configurare l'intervento della Cassa depositi e prestiti, io vedo solo aspetti positivi in un milione di nuovi percettori di reddito che (almeno) per un anno possono rilanciare... more... - Sei Dee già Pulp
Ma i lavoratori da soli non servono a nulla!una volta che tu avessi un milione di lavoratori poi dovresti cmq appaltare i lavori a chi li sa fare e a chi ha i macchinari e le strutture.in pratica sarebbe solo un'agenzia per il lavoro interinale pubblica e in concorrenza colle imprese private (che dovrebbero licenziare).le assunzioni,anche se teoricamente temporanee,verrebbero rese permanenti dalle proteste dei disoccupati organizzati e simili. Oppure resterebbero temporanee e sarebbero rinnovate a ogni tornata elettorale.il peggio del peggio. - mentegatto from FFHound(roid)!
Ma tu dai sempre per scontate cose che non lo sono: 1) che si diano dei salari senza che vi siano reali esigenze lavorative da coprire; 2) che tutto ciò che di peggio abbiamo già visto (segnatamente: le dinamiche clientelari), si riproduca sempre e solo in senso peggiorativo. - Sei Dee già Pulp