[Bernardo Parrella intervista Gennaro Carotenuto] La libertà di espressione si è trasformata in libertà di omologazione e soprattutto di concetrazione, distruggendo le realtà medio-piccole. In Italia i primi sei giornali vendono la metà di tutte le copie e la più piccola delle tv nazionali, Rai3, costa 300 milioni di euro l’anno. Tutto ciò ha però prodotto anche la crisi etica ed economica dei media mainstream, mentre i giornali cartacei sembrano alla fine del loro ciclo vitale e allo stesso tempo stanno sprecando l’opportunità offerta dalla Rete. In tal senso la cosiddetta “coda della cometa” – centinaia di migliaia di media partecipativi, né buoni né cattivi per definizione, ma sì sfuggenti all’ottica concentrazionaria del “pensiero unico” – rappresenta una possibile speranza.
- Apogeonline
si vede la tappezzeria del traghetto? (grazie, grazie, speravo di essere più buffa che intelligente, magari dopo posto cose più significative)
- Laurazeta
ma è un "hello Squonk" quello che leggo lì sotto?
- Massimo Morelli
Woland: non capisco, è chiaro che io sono io ;)
- Antonella
in the meanwhile in another part of the hyperlocal universe... "CNN teams up with Outside.in" [for 7 megabucks] :) http://www.avc.com/a_vc...
- Marco Fabbri
la coda lunga di chris anderson - un'idea, per essere buona, non deve essere per forza nuova
- antonio pavolini
mumble... mumble... Internet Galaxy di Castells? La coda lunga di Anderson?
- Christian
Le armi della persuasione di Cialdini, applicabili sia online che offline :-) un must
- DanielSan
Anderson, Castells, uno spruzzo di Granieri. La bibliografia "essenziale" comincia a prender forma... Concordo in pieno con Antonio. Non necessariamente "ultime uscite", sono ben accetti i "classici"
- stefano epifani
aggiungo che dato che per fare marketing delle idee e personal branding del guru di turno bisogna sempre tirare fuori idee nuove (anche pessime) si può giungere alla conclusione paradossale che le idee più sono vecchie più sono buone (vedi alla voce: Cluetrain Manifesto (1999))
- antonio pavolini
Antonio tieni conto - tenete conto tutti - che del CM ne sapevano in sei. Su ottanta presenti in aula. Quindi non diamo nulla per scontato...
- stefano epifani
Da laureando in SdC (tra 3 giorni ormai, visto che è passata la mezzanotte) posso citare altri testi affrontati o leggiucchiati: Remediation di Bolter e Grusin, Mediamorfosi di Fidler e Cultura convergente di Jenkins
- Christian
from fftogo
io infatti consiglio tapscott proprio perchè non è cazzuto :)
- antonio pavolini
oltre ad aggiungere libri, a questo punto ci sarebbe da aggiungere accordi con le banche per aprire i mutui necessari a comprarli tutti. Nonchè una fornitura omaggio dall'IKEA di librerie. :)
- Felter Roberto
@Roberto ecco il motivo per cui esco sempre sconsolata dalla Feltrinelli con i miei due/tre libri in mano...vorrei poterci entrare e dire alla commessa "mi faccia il conto, compro tutto!" (lasciatemi almeno sognare...)
- Elesa (silvia)
La guida galattica etc etc. A parte gli scherzi non è che molti dei libri citati si riassumono in un concetto spiegato per n pagine?
- Frangino Lucarini
from fftogo
Da studente e non professionista mi permetto... Un po' più specifico ma perché non citarlo in fondo (si parla di comunicazione online ed è estremamente coerente con il corso): Naked Conversations di Scoble e Israel (http://www.amazon.com/Naked-C...)
- Daniele Righi
la parte abitata della rete di Maistrello per l'approccio iniziale, confermo boyd e Benkler a seguire nell'ordine. Ma secondo me la vera base per il futuro saranno il vecchio Smart Mobs di Rheingold ed il più recente Here Comes Everybody di Shirky.
- Giuseppe (regolo)
Forse la risposta giusta per i tuoi studenti è che non c'è una risposta giusta. "Muoversi" nel mondo online è un concetto un po' vago... pensano a libri che gli dicano "come fare certe cose" o libri che li facciano pensare su uno scenario più ampio? si potrebbero creare decine di combinazioni di n libri tutte ugualmente sensate e tutte ugualmente sorrette da una logica interna con il...
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- Luca
My Top Ten: Castells, la trilogia. Granieri, la trilogia. Giovanni Boccia Artieri, I Media-Mondo. Luca De Biase, L'economia della felicità. Anderson, Gratis. Charlene Li/Josh Bernoff, L'onda anomala. Boaretto, Open Marketing. John Grant, Green Marketing. T.B.Lee, L'architettura del nuovo web. Lessig, Cultura Libera. - Bonus Track: Cluetrain Manifesto. Tutti i riferimenti bibliografici, se servono, qui: http://www.anobii.com/iabicus
- Iabicus
@Luca anch'io ho qualche dubbio su Rheingold e comunque dovendo scegliere consiglierei Comunità virtuali e non Smart Mobs. Giusta la tua osservazione sugli autori spariti, se ci pensi oltre a Lévy nessuno ha citato ancora De Kerchove che fino a pochi anni fa godeva di un riconoscimento quasi incondizionato. Tornando ai consigli di lettura, pur non essendo un libro attuale e non parlando...
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- Stefano Mizzella
Spezzo una lancia a favore di rheingold. Pur essendo un libro confusionario getta le basi su fenomeni che cominciamo adesso a vedere. Concordo su levy e rilancio con qualcosa di Steven Johnson (emergence prima di tutto) e con Nexus o L'atomo sociale di Buchanan
- Federico F.
from iPod
Luca, in realtà speravo proprio in questa discussione, più che in una serie di top ten! :-) Ciò detto, meraviglia anche a me che alcuni autori siano letteralmente spariti (ma poi son spariti davvero? O li diamo per scontati?). Per il resto, tutti i consigli mi sembrano abbastanza "allineati"; salvo il fatto che "de-enfatizzerei" il buon Rheingold, anche se devo ammettere che non mi è mai piaciuto, quindi non sono obiettivo!
- stefano epifani
Nulla contro Rheingold in particolare... mi sembrava solo strano che - tra i tanti che erano più in auge qualche tempo fa - lui fosse rimasto citato. Non lo inserirei in una top10 ma è anche vero che non sono mai stato bravo a fare questo genere di cose. @SM anch'io inserirei Sherry Turkle (cont tutti i suoi anni) anche perchè si parla di comunicazione online. Inserirei anche (ben più...
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- Luca
Giusto perché non sono stati ancora citati, mi permetto di aggiungere: Small Pieces Loosely Joined di David Weinberger, We the Media di Dan Gillmor, Free Culture di Lawrence Lessig, Gonzo Marketing di Christopher Locke
- Gaspar Torriero
immergercisi. praticarla. viverla. al diavolo i libri. "Le temps ne pèse que les fous/L'abîme est seul à verdoyer/Et les sages sont ridicules." (Paul Eluard).
- Alb.
aggiungo: averne una discreta conoscenza tecnica.
- Alb.
alb mi spiace, ma non sono d'accordo sull'"al diavolo i libri". E d'altro canto pure i poeti - anche quelli surrealisti - hanno pubblicato libri...
- stefano epifani
era una provocazione: ed in ogni caso (questa non e' una provocazione!) i libri vengono dopo la full immersion. e ribadisco: averne una discreta conoscenza tecnica e' fondamentale.
- Alb.
non ho letto tutti i commenti, ma spero che "La lunga coda" sia stato menzionato. Poi, la comunicazione online si sperimenta, si vive, non si studia. Credo. Un po' come raccontare una storia vissuta è sempre più coinvolgente che raccontarne una di cui si è sentito dire.
- v per vitzbank
beh, poi dipende anche da cosa uno vuole fare... ma la comunicazione online si può (e si deve) anche studiare ... :-D
- Luca
non volevo dire che non si debba studiare. Mi sono espresso poco felicemente. Un po' come tutte le cose, se le studi, ma non le vivi, ci fai poco. Penso allo studio delle lingue, per esempio. Fa molto di più la pratica che la teoria. Meglio? :)
- v per vitzbank
d'accordo con quanto già citato, aggiungo più social: The Whuffie Factor, Trust Agents,The New Community Rules,Six Pixels of Separation, Tribes....però leggersi un bel S. D'Arrigo alla fine sarebbe molto meglio.
- Irada Pallanca
a me han fatto il culo venerdì perché siamo indietro con una consegna, non ho preso ferie, e oggi in uttot il reparto siamo in cinque (su 40). pensa te come siamo indietro...
- Tambu
from twhirl
a me hanno chiuso l'ufficio, non potevo fare altrimenti che rimanermene a casa, ma ci ho il PC con me...
- Stefano Canepa
io stamattina a preparare fascicoli pe mercoledì...gaudio
- Katia
oggi no, però sarò in ufficio sia domani che sabato. vale uguale?
- eli
come al solito, preseeente! figurarsi se ci facciamo mancare queste cose qua :)
- prezzemolo
Mi sembra perfetta l'immagine di mafe che legge con nonchalance il Financial Times il sabato mattina!
- Alessio Bragadini
Uno dei pochi giornali decenti rimasti (lo compra @gallizio, ovviamente)
- mafe
from iPhone
Vero, qui in ufficio abbiamo 2 o 3 abbonamenti ed è un gran bel giornale, richiede tempo ma merita. Intanto mi segno l'articolo qui sopra :-)
- Lawrence Oluyede
blue elephant per il kitsch sontuoso, portobello gold per le ostriche, l'atmosfera e il mini giardino tropicale interno, Fish! in Cathedral Street perché adoro la zona
- blimunda
dalle parti di kensington è pieno di ristoranti e non c'è il casino di piccadilly circus
- Nicola Mattina
x le ostriche: wright brothers, borough market. busaba thai è buono ma ti fanno aspettare in coda fuori... oggi si gela. se vuoi giocare coi tavoli interattivi imamo (o un nome simile) in wardour st. (gradita prenotazione). Se vuoi sentirti a casa Princi, sempre in wardour street :)
- Riccardo Cambiassi
io avevo mangiato piuttosto bene in un barbecue mongolo, walking distance da piccadilly circus ma non ricordo esattamente dove ... poi un messicano a Canary Wharf
- Luca Zappa
Bru, anche il sushi dove siamo andati, era buonissimo e a prezzi ragionevoli :)
- Federico F.
@maurizio/videogioco quoto a 3000 busaba eathai , anche ping pong è buono
- Luigi Filograna
inamo (quello delle ordinanzioni interattive). bisogna prenotare
- Stefania/stered
scusate, qualcuno sa come si chiama quel ristorante di pesce che sembra una latteria (ricordo delle piastrelle blu, tavoli bianchi, molto semplice ma fighissimo) dalle parti di sant martin's lane (credo)?
- Simona Siri
ah, anche la zona di old street nasconde simpatiche sorprese. hmm, forse più per il dopocena
- Riccardo Cambiassi
A questo sono stato l'anno scorso o giù di lì e apparentemente c'è ancora (i ristoranti vanno e vengono…) secondo me vi può piacere per cucina e per ambientazione – un poco kitsch, il giusto. :-) A Camden. http://www.gilgameshbar.com/ – cucina "pan-Asian", whatever that means.
- Alessio Bragadini
Sausage & Mash cafè, non ti ricapiterà di mangiare cose così buone in tutta la tua vita (di quel tipo): occhio che la scelta del gravy diventa fondamentale, infatti è a parte, vai giù a piedi pari con la più "truculenta" non te ne pentirai (http://www.london-eating.co.uk/3806...)
- sasaki fujika
uffa, qualcuno mi risponde per favore?
- Simona Siri
Simona, a memoria da quelle parti direi Kyashii ma è un giapponese (che è pur sempre un ristorante di pesce).
- ialla
no, non è un giapponese. è un posto finto povero molto fighetto. sembra davvero una latteria. si mangia sea food, ostriche. credo sia anche abbastanza caro. ci andai quando stavo ancora a londra, secoli fa. magari non esiste più, vai a sapere.
- Simona Siri
ma sei ubriaca? j sheekey gliel'ho suggerito io, me lo ricordo benissimo, ma non è quello che cerco (senza contare che dovrei essere daltonica: j sheekey è rosso, non blu!)
- Simona Siri
ialla: no, no. il posto che dico io sembra veramente una latteria, con le dimensioni della latteria. ricordo solo delle gran piastrelle blu. un misto tra una vecchia latteria italiana e un posto portoghese.
- Simona Siri
Mi piace la cucina di ricerca, sperimentale, magari non etnico. Da Jamie Oliver in giù (o in su).
- mafe
Per i milanesi: Alistair era uno dei miei ristoranti preferiti
- mafe
@siri, allora, come ovvio non avevo capito che tipo di ricposta aspettavi. - avevo capito che cercavi la ocnferma che fosse ancora aperto -
- pm10
Yauatcha 15 Broadwick Street, London, W1F 0DL Tel: 0870 780 8265, http://www.yauatcha.com/, e anche se ho una passione sfrenata per il DIm Sum, perciò faccio poco testo, merita sia il posto sia il cibo, sia i tè...
- Sara Maternini
Se hai tempo per andare poco fuori Londra, The Fat Duck
- Paola Bonomo
from fftogo
@sara, quando sei stata da Yauatcha? Sarebbe la mia prima scelta ma le review dopo il restyling sono un po' bruttine :(
- mafe
ci siamo stati a fine aprile 2009, non so se avevano già fatto il restyling... A me è piaciuto moltissimo, a parte il cibo sopraffino, ma anche il fatto che fosse buio, con solo i tavoli illuminati, un po' di vista sulla cucina, pieno di orchidee (la sala sotto)... La luce per le foto era perfetta ;)
- Sara Maternini
Io sono un esperto di cucina a Londra..ci vado solo per questo! Sushi consiglio vivamente KAPPA è a Earls Court Road difronte WAGAMAMA un ristorante spettacolare dove fanno roba orientale..zuppe piccanti, piatti alla piastra..buono davvero.. Per mangiare un buon Hamburger e sentirsi un po Fonzie in Happy Days consiglio ED'S, arrivati a Piccadilly costeggiate il trocadero all'angolo...
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- Danilo Agati
questo è il mitico Ivanone (ex pugile e anche poeta) da cui mi sono fatta fare il mio mitico anello con le 5 lire; dopo mezz'ora che stavo nel suo negozio ero comodamente al bancone che sorseggiavo una birra artigianale gentilemente offerta ascoltanto le sue poesie in romanesco, è veramente un personaggio!!!!!
- Clarissa
@goldie, hai ragione, ma me ne dimentico sempre...
- Mery
Senti, parto subito.. Porto una scorta di croccantini a Micia Rossa e una bella bistecca alla fiorentina per te! Ovviamente anche il bambecue e un po' di carbone.. Il fuoco per accendere ce l'hai vero?? ;)
- Elena T.
io stasera sono riuscita a fare una buona spesa in 6 minuti alle 19.50, un miracolo :D
- goldielocks (Laura)
Sono un milanese a Roma per qualche giorno, ieri a quell'ora decidevo dove andare a mangiare :)
- Max Trisolino
"– La vicenda è diventata ancora più grottesca dopo che alcuni buontemponi hanno pubblicato alcuni commenti sul sito web locale nei quali hanno fatto notare che dalla foto si evince chiaramente che il venticinquenne non è affatto uno stallone. Risentito, Meng ha voluto rilevare che l'immagine non gli rende giustizia: «La gente sta ancora ridendo per come appaio senza vestiti» ha dichiarato. «Tuttavia mi preme ricordare che quella è stata una giornata molto fredda"
- Luca Perugini
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