Non mi ricordo se eravamo insieme o meno quando ho sentito dire da qualcuno (fonti certe, eh?) che noi si deve lavorare per trasmettere un metodo, più che per risolvere i problemi. Forse eri tu stesso a dirlo. Non so più, la vecchiaia. Il punto è che il modello consulenziale tradizionale è conservativo e non aiuta in realtà a risolvere i problemi, bensì semplicemente a superare l'ostacolo più vicino e avvicinarsi di conseguenza a quello successivo. La prospettiva sia per il cliente che per chi collabora è molto limitata e non aiuta ad avere il respiro progettuale necessario per innovare, o comunque cercare strade nuove.
- Matteo Balocco
è un po' di tempo che lo penso e lo dico in giro, poi un giorno mi ricordo che ho sentito qualcun'altro dirlo, quindi ho pensato "non è poi un'idea così balzana". il "modello consulenziale tradizionale", come lo chiami tu, è proprio quello da cui dobbiamo fuggire per differenziarci dal mercato. :-) occhio però che "risolvere un problema" è sicuramente l'obiettivo primario, il secondario è quello di "trasmettere il metodo": è questo che i "tradizionali" non fanno per paura di essere sostituibili...
- Alberto Mucignat