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Succo
Salvo rare (e stimate) eccezioni, le cifre che girano sul giornalismo web sono queste: 3 euro a post e 900 euro per 12 ore al giorno, 5 giorni su 5. Come giustificano questi compensi ridicoli i committenti? "Dovresti essere felice di lavorare per noi. E' un lavoro che tanti vorrebbero fare là fuori".
Lo stesso discorso vale anche per gli altri campi della comunicazione: uffici stampa, agenzie pubblicitarie eccetera. - Succo
non si giustificano con gli incassi scarsi del web? - Paolo Landi
vale per tante aziende tipo Accenture eh :D visto anche in Yoox - DonnaAnnaM
Sì. Finché il mercato è questo, impossibile attendersi compensi diversi. - blimunda
sono strapagato. Che bello. - Alessiobblà
non mi pare ci sia niente da giustificare: finché ci sarà gente abbastanza cogliona da preferire permettere alla mamma di dire alla vicina di casa «mio figlio fa il giornalista» che pagarsi un affitto con lo stipendio, le aziende faranno benissimo a fare le aziende, cioè a pagare il meno possibile (son mica enti di beneficenza) - guia
no, scusate: gli editori ci mettono anche del loro, approfittando del fatto che questo mestiere, per motivi che mi sfuggono, attrae ancora le giovani masse. - blimunda
ecco, guia ha detto prima e meglio. - blimunda
Per una volta la penso come Guia: se la gente facesse soltanto i lavori che gli permette di vivere, probabilmente non ci troveremmo in questa situazione. Detto questo, seguendo la stessa logica anche molti giornali dovrebbero chiudere o ridurre i compensi. - Succo
"finché ci sarà gente abbastanza cogliona da preferire permettere alla mamma di dire alla vicina di casa «mio figlio fa il giornalista» che pagarsi un affitto con lo stipendio, le aziende faranno benissimo a fare le aziende, cioè a pagare il meno possibile " (guia) - blimunda
tutti vogliono i contenuti Internet gratis e gli stanno sulle palle i background pubblicitari in Home Page, però gradirebbero essere pagati per lavorarci sopra. C'è un problema noto in economia. La teoria dei fichi secchi - Paolo Landi
paolo, i giovani wannabe italiani lavorano per due lire anche per il cartaceo. - guia
a maggior ragione, è un disposto combinato, gli editori sanno che quello che già fanno sul cartaceo possono farlo benissimo sul web - Paolo Landi
sì, certo. è un paese di mitomani (e di mamme che pagan loro l'affitto pur di eccetera) - guia
Diciamo che il problema è che troppi wannabe (soprattutto i laureati in scienze della comunicazione) sono a spese dei genitori fino a 40 anni - Succo
questo paese cambierà quando le mamme potranno dire: "mio figlio assiste i vecchi in una RSA", si è butttato in un settore in crescita - Paolo Landi
Piccolo Fluffer: però è anche vero che se non becchi abbastanza, te ne devi andare - Succo
Piccolo Fluffer: Non mi sembra nemmeno giusto che chi non si mantiene con un lavoro pretenda di farlo pur di farlo. - Succo
a me hanno offerto cifre che non mi parevano adeguate solo una volta, all'inizio. ho detto «no grazie» e sono andata a scriver per altri. non avessi avuto proposte economicamente sensate, cioè che mi permettessero di mantenermi, avrei fatto altro. mi pare una cosa talmente ovvia che non capisco di che stiamo parlando. - guia
guia: lo sai bene anche tu che questo atteggiamento alla lunga sputtana anche il tuo di lavoro. Per questo ne parlo - Succo
scusa? - guia
Piccolo fluffer: se nessuno accettasse più di lavorare per quei soldi perché non può permettersi di farlo, dovrebbero cambiare le tariffe. - Succo
ma cosa c'entra essere poveri o ricchi? semmai è il discorso contrario: tanto più si è ricchi di famiglia, tanto più ci si può permettere di fare un lavoro nel quale evidentemente non si è neppure abbastanza bravi da farsi pagare quanto quella che fa le pulizie – tanto ti mantengono i tuoi. - guia
Io, pagata 5 mila lire ad articolo, ho smesso per anni, mi sono laureata, ho fatto altro, e poi ho ricominciato quando mi sono resa conto di potermi mantenere con quel lavoro. Migliorarsi socialmente non significa necessariamente fare il giornalista, significa essere retribuiti correttamente per il proprio lavoro. - blimunda
continuo a non capire di cosa stiamo parlando: del fatto che una società più giusta sia una società che permette carriere in settori ai quali sono inadeguati ai figli dei poveri? - guia
una società giusta è quella dove il lavoro viene pagato il giusto. - sfede
è una società giusta quella in cui esiste un unico contratto di lavoro con garanzie adeguate a un sistema capitalistico aperto, dove il prezzo sia deciso dalle parti, e dove esista un sussidio di assistenza a chi non trova lavoro - Paolo Landi
temo che si tratti di un perfido mix tra la convinzione, con cui ci hanno cresciuto, che potevamo fare tutto quello che ci piaceva, dimenticandoci di dire che però il giusto compenso è passato di moda ... detto questo, condivido che bisogna agire per cambiare le tariffe facendo blocco - giuliadev
una società giusta è quella dove il lavoro viene pagato il giusto per vivere decentemente. - Guy
introduciamo anche l'elemento qualità del lavoro prodotto? - Marco marmaz Mazzei
ma «il giusto» è quel che vale, non quel che credi che valga tu [soggetto ipotetico] che pensi d'essere truman capote e non sei in grado di fare decentemente neanche le brevi su belen. non esiste un diritto costituzionale a fare il mestiere che si sognava da piccoli, questa mitomania di fondo genera mostri come la salama da sugo che vuol ballare sulle punte ad amici. e no, non credo (ho capito tardi l'obiezione) che chi piglia tre euro ad articolo sputtani il mio lavoro, per il semplice motivo che se lo pagano 3 euro è perché il suo lavoro vale 3 euro, non credo che domani mi diranno «o ce lo fai per 3 euro anche tu oppure ciao», perché ho ragione di credere che quel che produco io non ne valga 3. e non ce l'ho perché ho introiettato l'autostima da barbie reginetta del ballo: ce l'ho perché sono tot anni che il mercato del lavoro (che esiste, anche se ci piace dirci di no e frignare «solo perché è raccomandato», «solo perché fa le pompe» e altre menate consolatorie pur di evitare la responsabilità individuale), che il mercato, dicevo, mi dice che il mio lavoro non vale 3. se un giorno le cose cambieranno, andrò – ripeto – a far altro. - guia
... scusate, ma state parlando di lavoro o di giornalismo (in Italia ?!) ? - sapu
c'è un dettaglio però. davanti alla massa dei freelance (ci sono ovviamente le eccezioni, guia) gli editori possono sventolare anche il miraggio del tesserino da giornalista e dell'art. 1, che alla fine di una luuuunga gavetta darà loro tanti e tali privilegi da ripagare tutti i pezzi scritti a tre euro. miraggio che il figlio di papà a sua volta provvede a sventolare davanti ai preoccupati genitori. - miic
miic, che minchia c'entra? se fai il praticantato mica ti pagano a pezzo. - guia
il praticantato è la luce in fondo al tunnel dei pezzi pagati tre euro. ed è vero che il figlissimo di papissimo lo ottiene subito, senza passare per il freelensato. è il sistema italia che si regge sulla generosità dei genitori (vedi anche avvocati, architetti, ecc.) - miic
miic inserisce una giusta prospettiva sul lungo periodo; la mia prima esperienza in una CE dice questo: ti pago 4€/h ma poi avrai il patentino da pubblicista. pare incredibile ma c'è chi se la beve. - diegodatorino
io tutta 'sta gente coi praticantati non l'ho mai vista, tranne che al foglio che è il giochino privato di un uomo di p.r. e non fa gran testo. - guia
quanti giornali in Italia sono sul mercato e quanti sono giochini (pagati con i finanziamenti pubblici) di uomini di p.r., politici, industriali ? il giornalismo in italia non funziona secondo il mercato calvinista, ma questo si può dire di tanti altri settori - miic
Succo, io te l'ho sempre detto: il segreto è metterci meno tempo, un po' meno ogni giorno. Fino a poter dire trionfalmente di rubare uno stipendio (anche se da fame). E avere quindi il tempo per aggiungere un altro cliente, e poi un altro ancora... Fino a guadagnare bene e non lavorare un cazzo. - Laura Carcano
guarda, io credo che invece funzioni così [edit: secondo una forma magari non perfettissima di mercato calvinista] molto più di quanto ci piace raccontarci (vedi sopra), credo che la categoria «figlio di papà» (o «raccomandato» o altra scusa del proprio fallimento) sia generata dagli autoclassificati nella categoria «genio incompreso». al di là dei praticantati eccetera, le chiacchiere stanno a zero: c'è un grande affollamento di gente incapace che fa pezzi a tre euro. quelli bravi per tre euro non lavorano, ne chiedono di più e li ottengono. dobbiamo batterci per garantire il diritto a vivere di giornalismo a gente che non è capace? io avrei un altro migliaio di battaglie in attesa, prima. - guia
guia, va bene, hai fatto questa scerta de carvinismo molisano e non accetti sfumature - miic
no, no, sono dispostissima a cambiare idea se mi indichi qualche genio incompreso che sia ritenuto tale non solo da se stesso dalla mamma e dalla fidanzata. io, quando interrogata, sono solita dire che in italia conosco solo tre persone che prenderei se dovessi fare un giornale. sono attualmente molto meno valorizzate di come secondo me meritino, ma sono tutt'e tre pagate per scrivere, magari non moltissimo ma insomma ci campano dignitosamente. capisci da solo che conosco un po' più di tre persone che facciano questo mestiere, no? ecco. gli altri, beh, non ne rimpiangerei la dipartita, dovessero aprire una pizzeria. - guia
E ora i nomi! - roberta
per farmi mettere il muso da tutti gli altri? figuriamoci. sai quanto tenga alla mia amabilità sociale. - guia
Piglia Landi lassù, riportalo quaggiù. - Reset
vale un po' ovunque ultimamente - bosic
Però tre sono davvero troppo pochi, i conti non torneranno a molti - roberta
chi può permetterselo li manda a cagare e fa bene, gli altri prendono e portano a casa e fanno bene - bosic
sono tre, e uno è morto. - vic
guia, scommettiamo che anche a qualcuno di quei tre i genitori qualche bolletta l'hanno pagata prima che campassero dignitosamente della scrittura? e scommetto, anche il commercialista. il fatto poi che tu conosca solo tre persone che sanno fare questo mestiere può significare solo due cose: o è una questione razziale - "gli italiani non sanno scrivere" - o ci sono barriere all'ingresso, che è quello che l'autore del thread sosteneva - miic
Non fa una piega - roberta
Dai, su, il pubblicista, il tesserino, l'esame. O sennò dodicimila euro *di partenza* a quelli di Perugia. Essù. - Woland
barriere all'ingresso che fanno passare solo gli incapaci? complesso di persecuzione, malattia senile del manuelfantonismo. - guia
io mica dico che sono tutti incapaci tranne tre - miic
Manfatti non quello, che c'entra. - Woland
(poi, forse «sanno fare questo mestiere» forse non è la definizione adatta. ho detto «gente che assumerei se dirigessi un giornale», siamo all'aspirazionale, cioè un bel po' oltre la soglia di decenza, direi.) - guia
beh, certo, la meritocrazia è un tratto distintivo dell'Italia. è per quello che i professori universitari fanno i professori universitari, ed è per quello che i giornalisti fanno i giornalisti. sono sempre i più bravi in. - cyb
Con tre persone l'unico giornale che puoi fare è il Post - Woland
(io tendo a pensare che siano tutti capaci tranne me) - miic
ecco, lanni ha il dono della sintesi, tipo. (pretendere che il parrucchiere di via paolo sarpi mi faccia per cinque euro lo stesso taglio di sally hershberger sarebbe folle da parte mia. chiedermi, per il taglio che è capace di farmi, la stessa cifra di sally hershberger sarebbe folle da parte sua. vediamo se sotto metaaafa è più chiaro.) - guia
poi, miic, ovviamente non stiamo parlando di «qualche bolletta all'inizio»: neppure io sono così talebana. e neppure io sono stata in grado di mantenermi a 21 anni col primo lavoro. non mi pare gravissimo. mi parrebbe gravissimo se a quarant'anni guadagnassi ancora non abbastanza per l'affitto pur di dire «lavoro in tv» - guia
ecco, il quarto che assumerei. tdb. - guia
"se la gente facesse soltanto i lavori che gli permette di vivere" (succo). Direi che 3 euro sono troppi. - Stefania
Se giovane parrucchiere di V. P. Sarpi, anche dietro raccomandazione, fosse assunto come apprendista da Vidal Sassoon in persona probabile che supererebbe in breve tempo non solo i concorrenti più o meno bravi di lui rimasti in V. P. Sarpi ma magari, chissà, anche la stessa Sally Hershberger (terza legge) - roberta
stefania, grazie, ché io mica posso dire certe cose senza perdere la mia amabilità sociale. roberta: cioè la tua terza legge è che tutti quelli che guadagnan poco, tutti, sempre, comunque sono geni incompresi? non vedo l'ora di vedere apo nel ruolo di ballerina grassa della de filippi. - guia
di nuovo? - Domitilla Ferrari
La prima cosa che ti dicono ai corsi di giornalismo ormai è "Hemingway è morto". Per dire, la qualità biunivoca di mezzo e messaggio. - Woland
Terza legge: capacità viene dall'esperienza (pratica) più che dal talento (teorico) - roberta
roberta, pensaci: vale per la piega. - guia
La discussione ovviamente è andata avanti anche fuori da questa sede e il succo è: se io azienda pago te giovane autore (giornalista, comunicatore, blogger, digital strategist e metteteci voi quel che vi pare) 900 al mese per 12 ore di lavoro al giorno, perché mai dovrei dartene di più quando ne avrai 40? In fin dei conti c'è la coda là fuori, no? - Succo
aridaje. «c'è la fila di incapaci. quelli bravi la fila non la fanno.» - guia
Non solo dall'esperienza, ma soprattutto. E vale anche per un articolo. Giornalisti sono come gli idraulici: spesso sanno fare quel mestiere perché lo fanno. Chi vuoi che si ricordi se all'inizio avevano o no talento? - roberta
guia: non è più così vero, non in tempi di "Great Recession". Gli investimenti nella comunicazione è la prima cosa che le aziende tagliano. - Succo
quelli bravi si trovano comunque davanti una folla. anche per quelli bravi è difficile avere un'opportunità, visto che non hanno scritto in fronte di essere bravi. quando l'opportunità ce l'hanno, è probabile che sia pagata poco o anche pagata nulla, ed è in ogni caso molto difficile rifiutarla, perché non sai quando e se ne capiterà un'altra. e poi, comunque, non sempre basta esser bravi e pubblicati per essere notati: bisognerebbe la certezza di esser letti e valutati da quei pochi che hanno il potere e la volontà di premiarli davvero questi famosi "bravi". sostenere che i migliori ce la fanno per forza è consolatorio ma falso - tamas
Guia, me lesgno che e' stupenda, e, nel caso improbabile in cui non sia gia' stato sottolineato, certifico che non viene detto solo dai datori di lavoro nell' ambito dell' informazione. - Cinzia Belliero from iPod
il problema è che ci sono realtà alle quali non interessa più avere pezzi di valore superiore ai 3 euro, perché tanto "vengono cliccati comunque". - Suzupearl ☥
succo, diventa un po' difficile prendere sul serio il tuo punto di vista sul tema «farsi pagare per scrivere», se non riesci a comporre una frase senza sbagliare almeno una concordanza. - guia
(il soggetto debole è debole non perché il mondo è cattivo ma perché non è così bravo da diventare forte in quel campo lì, e perché preferisce essere il milionesimo giornalista/creativo/sailcazzo sottopagato che essere quello più bravo a fare gli orli. ci fosse un lavasecco decente. in compenso è pieno di giornalisti.) - guia
basterebbe chiudere scienze della comunicazione per un paio di lustri, tanto non serve a niente tranne essere una fucina di disoccupati mitomani. Il mercato del lavoro funziona come un qualsiasi mercato e se i pischelli invece di farsi le pippe nella cameretta davanti al computer nell'illusione che l'attività masturbatoria si trasformi magicamente in un lavoro, o che scrivere un blog sia attività lontanamente assimilabile a un lavoro invece di rubricarla sotto svago, si iscrivessero chessò a ingegneria (è difficile, lo so - meglio stare a casa a scrivere post) o a qualsiasi altra facoltà che produca figure professionali ricercate dalle aziende (quindi non scienze della comunicazione), e se poi riuscissero a non parcheggiarcisivici per dieci anni, forse assisteremmo a meno piagnistei. - Carlo B. (Brodo)
my boy. - guia
COOOOOOME? farsi le pippe su youporn o tube8 non è un lavoro? - ilgian(2)
Carlo B.+2 (uno non basta) - Paolo Landi
(Si, fatto salvo che in Italia si riesce a sottopagare e/o licenziare anche torme di ingegneri. Vedi Report dell'anno scorso) - Woland
Sapendo che succede più o meno la stessa cosa nel mondo della sceneggiatura, concordo con Guia. C'è gente che accetta sul serio qualunque condizione pur di poter scrivere sul cv (che spesso nel mio mondo nemmeno si filano, perché ogni volta ricominci daccapo) 'ho lavorato con Pinco Palla'. Accettano pure di essere pagati 50 euro a soggetto e non firmarlo, che sarebbe il minimo sindacale, se mi paghi quanto guadagno per 9 ore di call center... Il punto è che non si muore se non si può scrivere giornalista o sceneggiatore sulla carta di identità. Io lo so tanto bene che da quando non riesco più a campare con il mio lavoro faccio altro. 10 anni sono stati un periodo ragionevole di tempo per provarci, poi una si rompe anche un po' le palle (10 anni e una partita IVA chiusa perché guadagnava più a rispondere al telefono all'assistenza clienti che a firmare script, peraltro...) - giuliana dea
sostituisci a ingegneri quello che ti pare. Io credo di averlo detto in lungo e in largo: su Roma mediamente non trovo laureati in ec. e comm. bravi. Non. li. trovo. - Carlo B. (Brodo)
guia: 96 commenti a me dicono il contrario, ma comunque - Succo
Terziario avanzato, ma sempre terziario rimane. Cioè l'ammortizzatore sociale delle economie rantolanti, Ovvio che l'eccesso di domanda riduca il valore dell'offerta.che deprimerà il livello della domanda che ridurrà ulteriormente il valore dell'offerta etc. - wuming7
succo: il contrario di cosa? novantasei commenti ti dicono che le tue concordanze son giuste? (novantacinque, in caso, ché sulla prima ce n'era uno di stefania) o novantasei commenti ti dicono che cosa contano mai, le concordanze, quando c'è l'ispirazione? dimmi, ti prego, sono ansiosa di sapere. - guia
di nuovo: solo se sei ricco (e incapace) ti accontenti di 3 euro a pezzo/post; se vali di più ti fai pagare di più, magari non da chi ti ha offerto 3 euro, ma se vali un giretto sul mercato te lo fai senza problemi [per la cronaca anche al <noto giornale milanese> pagano tra i 2.50euro a 14 euro a pezzo, a me ne davano mooolti di più] - Domitilla Ferrari
Oh, io comunque mi ascrivo alla mozione sonc, eh. Soprattutto in questo senso stringente e definitivo: basta. accettare. briciole. Fai un'altra cosa. Inventati qualche altra cosa. Soprattutto nei campi relativi alle scritture. Se vuoi diventare kafka, tanto, ci diventi dopo morto. Fai qualcos'altro e SMETTILA di fornire pretesti agli schiavisti di mestiere, che fanno appunto il loro mestiere. - Woland
guia: whatever - Succo
(ufficio comprensione del testo: carlo non ha detto che quelli che sono iscritti a scienze della comunicazione non studiano: ha detto che studiano cose inutili in generale e in particolare inutili nel reperimento del lavoro. l'idea che la società sia tenuta a creare posti di autore televisivo per venire incontro alle aspirazioni di giovani dementi è un'idea affascinante, ma temo non praticabilissima.) - guia
5 euro a post i più generosi ;) - pippawilson
succo: credo che la capacità di dire «ah, sì, ho sbagliato» sia distribuita alla nascita insieme a quella di capire quando un lavoro non fa per te, o tu non fai per lui. quant'è che ti pagano? - guia
Scusate arrivo tardi ma "se la gente facesse soltanto i lavori che gli permette di vivere" che discorso è? Uno deve pur cominciare l'importante è che se a 24 anni guadagni 900 euro quando ne hai 35 guadagni il doppio. A me nessuno mi ha mai pagato l'affitto e vivevo con 800.000 lire a Milano nel 2000. - pippawilson
Io le concordanze non le sbaglio mai, e anzi diciamo pure che quando metto le mani su una tastiera la lingua italiana si infila le mani nelle mutadine, però non trovo lavoro lo stesso. Come si spiega? Preciso poi che il mio sogno sarebbe, in realtà, farmi lasciare dai miei nonni qualche ettaro di terra e campare di quello. Solo che l'agricoltura italiana è messa persino peggio del terziario avanzato, e tocca buttarsi sulla scrittura - tamas
quoto piccolo fluffer - pippawilson
Scienza delle Comunicazioni è un ammortizzatore formativo. - wuming7
vabbè, vedo che iniziamo a ripeterci. siete tutti bravissimi, la società non è degna di voi, i giornali sono pieni di autolesionisti che preferiscono perdervi che pagarvi quattro euri invece di tre, suggerire di aprire un pizza al taglio o una qualsivoglia altra cosa che dia da campare dopo un ragionevole periodo in cui uno provi invano a farsi pagare per scrivere è da fascisti, e sulle concordanze faceva casino persino joyce. amen. - guia
guia: la prima cosa che mi hanno insegnato nel mondo della comunicazione: il tempo che devi impiegare per scrivere qualcosa deve essere proporzionale alla sua importanza. Se una mail a un collega è normale non rileggerla, figuariamoci dei commenti su friendfeed. Il fatto che tu stia dietro a certe cose, mi fa pensare. - Succo
Prova incontrovertibile a supporto delle teorie Sonciniane: sfogliare o cliccare in giro. A 3 eurini a post, i contenuti, piu' spesso che no, valgono quel che costano. - Michele Travierso
@Succo: come si misura l'importanza? - wuming7
a me fa pensare quella virgola che metti tra il soggetto e il predicato, vedi come siam diversi? quanto al tempo, se vuoi facciamo il confronto: io da quando è iniziata questa discussione ho scritto due articoli, fatto una lavatrice, visto beautiful e centovetrine, fatto tre telefonate, inseguito vanamente un intervistato, recuperato lettura di tutto un delirio rispetto a una cosa chiamata camp di cui fin qui ignoravo l'esistenza. tu? (naturalmente ho fatto tutte queste cose col tempo risparmiato non rileggendo: le concordanze mi vengon giuste al naturale, pensa che talento pazzeschissimo.) - guia
(ah, ho anche ordinato e mangiato un tataki e uno yakitori, il che ha richiesto parecchio impegno intellettuale.) - guia
a me, semplicemente, pare che in tutti i campi dell'economia italiana una volta entravano cani e porci (assieme ovviamente a gente capace) e adesso non entra più nessuno, o perlomeno chi entra lo fa con enorme fatica e accettando spesso condizioni molto poco dignitose. Punto. Non si vede perché gli ambiti creativi dovrebbero costituire un'eccezione - tamas
tanto per ravvivare questa discussione così pacata con una notazione poco calvinista ma assai realista: nel giornalismo - o almeno in alcuni settori del - sapersi far raccomandare (leggi: farsi degli amici, entrare in certi ambienti, rompere i coglioni finché non ti danno quello che vuoi, ecc.) è un requisito professionale. - miic
guia: Lucky you! So che in questo momento Obama è alla ricerca di gente talentuosa per risollevare la sua immagine. Contattalo. - Succo
le barriere non sono all'ingresso, semmai alla scalata della piramide (specie per il giornalismo tv) - cogitabondo
praticamente più sei veloce e multitask più sei pregevole e dotato? Mi sfugge l'apodosi. Manzoni era d'una lentezza esasperante, 4 giorni per scrivere il 5 maggio, una vita solo per il titolo di un romanzo. Moliere e maupassant andavano come treni, però tra i latini c'era chi si vantava del comporre et raro et tarde. Boh. Nell'helzapoppin in corso segnalo che nelle web agency, e la mia non è proprio tra le ultime in italia, gli amanuensi non dico che stanno nel sottoscala delle funzioni escatologiche ma certo han sempre contato poco più di un cazzo. Prima gli sviluppatori poi i grafici e viceversa, e poi i copy. Stipendi in conseguenza. Così è, se vi pare e anche se non. - wuming7
@wuming7 perché? perché per la legge di mercato (domanda/offerta) trovare uno sviluppatore/grafico è molto più difficile che trovare un copy - cogitabondo
manzoni? voialtri dovete bere meno, a pranzo. - guia
bevo per dimenticare centovetrine e beautiful - wuming7
eh, lo so. la tauromachia. - guia
anche Hemingway se la prendeva comoda - wuming7
dai, su. puoi farcela. ti tengo la mano. di' una cosa che abbia un senso. - guia
(chissà quanto pagavano stephanie per il podcast) - Eva
(bill spencer sì che sa valorizzare i giovani talenti) - guia
ma questo feed è lucchettato? perché la santificazione de Il Mercato (del lavoro, in questo caso) visto come entità neutra e sommamente giusta meriterebbe qualche approfondimento, mi sembra strano che nessuno fiati. insomma qui mi si dice che la capacità di trovare lavoro e di essere retribuiti è rappresentabile con una formula matematica che comprende esclusivamente competenze e abilità del candidato da una parte, e Il Mercato (sommamente giusto ed equo) dall'altra. io capisco che ognuno si fabbrichi le razionalizzazioni che più gli tornano comode per addormentarsi la sera col sorriso, sia chiaro, ma qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai Il Mercato in Italia abbia prodotto un tasso di scolarizzazione bassissimo se comparato con qualsiasi paese civile e allo stesso tempo mandrie di giovani laureati disoccupati, incompetenza a tutti i livelli, pressapochismo, leccaculi, amici di amici e calcinculo a volontà. Queste componenti nelle rappresentazioni della realtà che funzionano in maniera sì lineare su questo razionalissimo thread fatico a trovarcele. Lo stesso accesso alle reti di relazioni che permettono di fare il giornalista (per rimanere nell'esempio del thread) presuppongono conoscenze, amicizie di amicizie, telefonate benevoli, o una famiglia ben inserita. Chiunque non ha questo, fa gavetta, e gavetta oggi è anche scrivere per due lire. Per anni. Invece dalle vostre parti, com'è che si farebbe? Per capire. - cyb
A me una volta mio nonno ha dato il numero del vicedirettore di Panorama e mi ha detto "chiamalo". Io ho tergiversato un po', poi dopo due mesi di push&bash l'ho chiamato, mi ha detto "faccia il corso e poi venga a Milano, uff". Ecco, si dovrebbe anche considerare questo comparto del lavoro. La citofonata dei nipoti degli anziani. - Woland
(Toh, non l'avevo neanche letto il commento di cyb) - Woland
Comunque credo che sia stia dando per assodato di non essere nati in Danimarca, e di avere ormai meno dubbi del principe. - Woland
io non capisco mai dove si collochi il confine tra mancata comprensione del testo e malafede, comunque: non ho detto che il mercato è un sistema perfetto, ho detto che quelli (tu, tipo) che frignano perché «vanno avanti solo i raccomandati» di norma sono incapaci in senso tecnico (di fare quel lavoro) e psicologico (di assumersi la responsabilità dei propri fallimenti e del dislivello tra le proprie ambizioni e le proprie doti); e ho detto che gente bravissima inutilizzata, geni incompresi e simili, io non ne ho mai vista. e sto ancora aspettando che qualcuno me ne indichi esempi. - guia
applausi - Domitilla Ferrari
(ah, quanto allo scrivere per tre euro per anni come unica alternativa all'essere raccomandati, potrei indicarti almeno una vita professionale – la mia – che non si colloca in nessuna delle uniche due opzioni che tu ritieni possibili. ma, siccome conosco i miei mitomani, sono ragionevolmente certa che nessun dato di realtà ti smuoverebbe dalla convinzione che io sia la figlia del portinaio del dentista di scalfari.) - guia
di gente bravissima inutilizzata, geni incompresi e simili (cito guia) se ne vede poco, effettivamente; di gente incapace, raccomandata e cagna (professionalmente parlando) come alcune conduttrici di tg ad esempio, in compenso, se ne vede parecchia - cogitabondo
ma quelli che si fanno pagare poco quindi hanno anche un altro lavoro? - Domitilla Ferrari
ti è chiaro, sì, che era una risposta al suo non imbroccare una sintassi mai perché «nel mondo della comunicazione» gli hanno insegnato a non perder tempo a rileggere se non va sulla prima del corriere? anche perché, far la figa dicendo «ho guardato beautiful e fatto la lavatrice», ecco, 'nzomma - guia
No, dai, su, a parte tutto. Perfino in Italia se uno è bravo alla fine lavora. Su. Almeno nella maggior parte dei casi. Se non è proprio un sociopatico. Eddai. Non è un discorso sulla meritocrazia, che ce n'è quanta ci sia buon gusto su Raidue, ma di entropia. - Woland
(scusa, ho cliccato solo ora: «cinque giorni a casa dall'ufficio» per un'influenza – la rovina dell'italia sono le tutele ai lavoratori dipendenti, altro che la poca meritocrazia) - guia
guia, pur essendo relativamente giovane e pur avendo studiato psicologia e non ingegneria/economia (gli unici campi degni di essere approfonditi per Il Mercato, mi sembra) lavoro da una vita, da prima che finissi il corso di laurea. e mi pagano anche. ma non mi ritengo (solo) un figo, mi ritengo (anche) fortunato perché, non avendo calci in culo assicurati dalla famiglia, il rischio di trovarsi col culo per terra era elevatissimo. e l'ho sfangata. tu invece mi stai dicendo che è il mio essere un maschio alfa con 190 di Q.I. ad avermi assicurato un contratto a t.i. da prima che mi laureassi, e io ti potrei anche ringraziare, ma se apro un filo gli occhi io le ingiustizie le continuo a vedere. Come vedo chi meriterebbe molto di più, lo conosco, e anche qualcuno che meriterebbe zero e invece lavora e guadagna troppo. quindi, se non consideriamo solo gli estremi su un continuum di capacità (perché tu ragioni solo per "geni" e "capre"), io di casi di ingiustizie evidenti cui Il Mercato dice solo "suca", ne vedo parecchi. e i 3 euro a pezzo fanno parte di questo continuum, e quei pezzi non sono scritti solo da capre, ma anche da poracci che devono arrivare a 700euro/mese e che dopo aver studiato 20 anni non vogliono affettarti la pizza al taglio; e io li capisco. ("malafede", "mancata comprensione", abbasta su) - cyb
(Poi che questo bravobbravo prenderebbe il triplo da qualsiasi altra parte [leggi paese, leggi, settevà] lavorando la metà e che questo posto pare un suk in cui hanno vaporizzato dell'acido, ok) - Woland
oh, io non so cosa dire, a me pare di una tale evidenza che mi sento pure scema a continuare. se secondo voi uno studia vent'anni (non mi è chiaro chi studi vent'anni per fare il giornalista, e cosa studi: vent'anni fuori corso al dams? – ma non cavilliamo) e non è così capra che è come se avesse studiato venti giorni, è di intelligenza media e di resa proporzionata al ventannale sforzo, e ciononostante gli danno tre euro a pezzo, fate la rivoluzione armata: mi pare ce ne siano i presupposti. - guia
Però se io mi faccio mandare l'MK77 mentre tu ordini i takoyaki mi si ammoscia la rivoluzione. - Woland
bonii i takoyakiii - Andrea | pSiko
(per inciso, la questione iniziale, da cui ci siamo un po' discostati, era proprio in quello «studiare vent'anni per poi affettarti la pizza», cioè nell'idea che qualunque alternativa a miofigliofirmasuigiornali sia poco dignitosa: io trovo molto più dignitoso fare una buona pizza e farmela pagare bene, che scrivere una notizia sull'aifon pagata 3 euri.) - guia
gloria. - 1Co
(per laurearti, in tempo, a una specialistica di S.d.Com, ci vogliono 18 anni di studio, guia: elementari, medie, superiori, triennale, specialistica) un medio senza calci in culo nel settore della comunicazione vale moooooolto meno di un pessimo col calcinculo. mia esperienza, ovviamente non riesco ad abbracciare il mondo tutto. sull'ultimo commento: guia, questione di prospettive del malcapitato, magari un filo di empatia aiuterebbe a capire che se scrivi un pezzo per 3 euri puoi sognare di scriverne uno per 3mila, se affetti pizza al taglio.. - cyb
ma infatti son mitomani. sognano. e non pagan l'affitto. e io dovrei solidarizzare. (quindi la mia colfa ha studiato otto anni per pulire il mio cesso, contando elementari e medie? è un'algebra interessante, la tua.) - guia
Dream on brothers = Dream on borders - Woland
Art. 36 Cost. Qualcuno di voi sa dirmi quando è stato abrogato? http://www.quirinale.it/qrnw... - Sei Dee già Pulp
mai. infatti dice «qualità del suo lavoro» - guia
Feeeerrrrrrrrmi tutti. Ho trovato le mura di Gerico: http://gilioli.blogautore.espr... - Woland
Dice anche «in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa». ;) Libera e dignitosa. Che utopisti 'sti costituenti, eh? - Sei Dee già Pulp
Scusate, ma a me sembra che Succo non parlasse di stipendi di ingresso (abbastanza normali per qualunque professione), ma di cifre consolidate anche per chi ha anni e anni di esperienza, che è cosa ben diversa. Se dopo tot anni prendi ancora 5 euro a pezzo, beh, sei complice. - Peggy Guggenheim
Il problema è che ogni 10 metri c'è un tagliatore di pizze e tra i due un kebabber alternato a una piadineria. Come gli scribacchini. L'altro problema è che devi essere raccomandato per sfangare tre anni da cocopro a 800/mese. Per nn parlare del fatto che gli AD mediamente la costituzione non l'hanno mai sfiorata e sognano un'azianda pullulante di stagisti che lavorano aggratis con una scopa nel culo per non perdere tempo quando vanno a fare le fotocopia. E la cosa peggio re è che è tutto vero, quaggiu nel paese reale. - wuming7
mafe, non ho capito a chi obietti, ma credo di aver detto quattrocento commenti fa che ovviamente a vent'anni non mi pagavano quanto ora. - guia
ammé il declino italiano mi pare meglio rappresentato dalla quantità di spazio che ha gilioli, sarò strana io. - guia
wuming no, non devi essere raccomandato, devi essere capace (anche a contrattare i compensi) - Domitilla Ferrari
non sei strana guia, sei divertente come lo sono spesso le cose inutili. - U.
io non scriverei mai un pezzo per 3 euro (piuttosto gratis, ecco), per 3 euro non accendo neanche il computer, ma neanche sbatto le palpebre probabilmente, solo che trovo allucinante la maniera che hai di metterla giù. - cyb
Minetti Nicole, odontoiatra di Papi, zoccolina in tv, neo eletta. - 1Co
mafe, se dopo 5 anni prendi 5 euro a pezzo che fai? magari ti trovi un altro lavoro e continui a farti pagare 5 euro a pezzo, continuando a sperare. no? - cyb
@guia, obietto in genere a chi continua a parlare di università e di giovani, non per contraddirti, ma per ricordare che il problema non sono gli stipendi di ingresso, sono gli stipendi e che, come dici tu, fare il giornalista non è obbligatorio. - Peggy Guggenheim
cyb, per 2.50 c'è gente che corre a chiamata a seguire una conferenza stampa/un accoltellamento (è uguale), torna a casa, scrive 30 righe e le manda al <quotidiano> per poi dire alla mamma che fa il giornalista - Domitilla Ferrari
@fluffer, non so se ne parla altrove, ma qui da Succo non vedo riferimenti agli stipendi iniziali - Peggy Guggenheim
ma se l'universo intero grida il tuo non valore sul mercato del giornalismo, mi spieghi perché cazzo devi continuare a sperare? cioè, siete vittime degli slogan elettorali di obama o cosa? - guia
@Domitilla, se lo fa da 10 anni e l'affitto glielo paga mamma non sarebbe un tipo cui direi "bravo, vai avanti", se è questo che vuoi sapere. - cyb
(oh, poi se uno ha la vocazione o la passione, ed è ricco di famiglia, nessuno nega il suo diritto di rinunciare al lato capitalista del tutto. e non è che io non capisca le passioni, eh: per andare a intervistare madonna volai persino in economy.) - guia
@cyb, no. Come dice Domitilla la professionalità è anche nel contrattare cifre e stipendi, se dopo 5 anni sei pagato un cazzo vuol dire o che ne approfittano o che sei sostituibile. - Peggy Guggenheim
sostituibili, poi lo siamo tutti (mi hanno insegnato), anche questo mi aiuta ad essere sempre allerta (e pronta a ri-contrattare) - Domitilla Ferrari
mafe: hai ragione, infatti mi riferivo a quanto vengono pagati certi lavori, a prescindere dall'età e dalla professionalità. Poi certo, ho anche affermato che certe remunerazioni da fame sono possibili soltanto perché ci sono genitori che pagano affitti e bollette al posto delle aziende. Ma anche questo, spesso, si prolunga ben oltre i 30 anni - Succo
niente, mi secca averci da fare e non contribuire come dovrei, faccio solo notare che l'integrazione stipendio per i preti è di circa 700 euro al mese pagati con l'8 per mille, equivalenti a 11 euro a messa considerando due messe al giorno - Paolo Landi
mia mamma alla nonna la tradizionale messa di commemorazione l'ha pagata (a offerta libera) 25 euro, 25 quella del funerale - Domitilla Ferrari
Domitilla, sì, vero anche questo, anche se è diverso essere sostituibile nel senso che la testata sopravvive o sostituibile nel senso che neanche se ne accorgono che c'è un altro - Peggy Guggenheim
aggiungo che nell'editoria non si sono quasi mai fatti soldi veri, è un settore limitato che può fornire pochi impieghi come tutta l'industria culturale, in Italia, gli stessi imprenditori in genere ci perdono ma lo usano per motivi politici. Che non ci sia spazio salariale nell'editoria è una cosa ovvia - Paolo Landi
un paio di mesi fa ho intervistato la aspesi per un ciclo sui giornalisti che organizza l'auditorium a roma. ha detto che prima ogni tanto si rifiutava di fare qualche pezzo, ora no perché ha paura che al giornale rimpiazzino. secondo me faceva la vezzosa. - guia
guia, m'hai ritirato fuori Il Mercato giusto ed equo alle cui decisioni tutti ci dobbiamo attenere. il mercato prende tante cantonate, è sporcato dalle relazioni personali, lascia spiragli, concede occasioni. se molli dopo tre anni, difficile che te ne capiti qualcuna. @mafe (al di là della sostituibilità, che apre un altro mondo) quel prezzo non lo fa la competenza personale o la capacità di negoziare, ma la fila di umanisti che si buttano sull'unico mercato del lavoro che offre un ingresso anche senza spinte, ovvero quello web. c'è la fila, dietro ogni articolista da 3 euro - cyb
Sì ma i preti fatturano in nero, per una messa commemorativa 20 euri, per cerimonia almeno 50. Se non paghi vai in fondo alla lista d'attesa, come negli ospedali. - Elena89
landi: tutto quel che doveva esser detto sul tema l'ha detto ricucci. - guia
ecco, tipo se gli ottantenni si ritagliassero un po' più di tempo per beautiful - miic
non mi ricordo, cosa diceva Ric? - Paolo Landi
cyb: e il confine tra la tigna che serve per ottenere risultati in qualunque settore della vita e la mitomania che non ti fa prendere atto di alcun dato di realtà, dove me lo collochi? perché a un certo punto uno dovrà mollare, no? non è che le ambizioni non suffragate da risultati possano arrivare all'età della carta argento - o sì? - guia
una cosa tipo «il patto di sindacato rcs governa l'italia, cosa vuoi che gliene freghi del giornale» - guia
Il frocio con il culo degli altri? - Elena89
appunto - Paolo Landi
secondo me la cosa migliore è farsi preti, e poi da preti diventare giornalisti - Paolo Landi
in generale è così per tutto il mercato del lavoro italiano. la domanda è molto maggiore dell'offerta ergo chi offre comanda. E' l'economia italiana che è bloccata . Comunque chi entra nel mercato del lavoro dovrebbe avere in generale maggiore umiltà rispetto a quello che leggo qui ihmo - bosic
no ma se non c'è alternativa prendere i tre euro e ringraziare che almeno quelli ci sono. se l'alternativa c'è sono il primo a dire di approfittarne altrimenti ottieni solo di viverla male - bosic
@veru, ho già scritto di non prendere alla lettera l'idea di sostituibilità. Da ex imprenditrice, anche in ambito paraeditoriale, posso assicurarti che una persona agile e veloce, che non fa menate e non costringe i suoi capi a rimettere mano al suo lavoro ogni secondo, se chiede 1600 euro invece di 900 glieli danno. Lo vedo succedere, a volte lo decido o l'ho deciso io. Se ti becchi un no o hai davanti uno più abile di me a negoziare oppure quei 700 euro in più non li vali. - Peggy Guggenheim
@guia, infatti il punto vero della discussione è dove collocare quel confine, e se è diritto di qualcuno collocarlo e giudicare chi annaspa di brutto. di solito mi considero un cinico e invece mi tocca fare la parte dell'idealista, ogni volta che spunta fuori l'argomento "lavoro" qui su. @mafe: chiunque, oggi, in Italia, può dire quel "no" con la sicurezza che ricollocarsi a una cifra simile, per il tizio che ha chiesto l'aumento, sarà impossibile. parlo del mercato romano almeno, non so se lissù si respiri un'altra aria. - cyb
@cyb, non so che dirti, le persone con cui ho a che fare io si ricollocano alla velocità della luce (mercato milanese) - Peggy Guggenheim
io ho il sospetto che ci sia uno strano dualismo tra sentirsi geni incompresi («ah, io sì che varrei ben più di 3 euri, ma anche più di tremila») e sapersi miracolati («meglio che non chieda l'aumento da tre a quattro, considerando che manco mi è chiaro che i collettivi reggono il verbo singolare») - guia
qui è tutto oltre l'immobilità per i profili junior, ma non solo nella comunicazione. e non solo per i junior. lo studio di architettura dove lavora la mia compagna ha pubblicato un annuncio, a gennaio, sul sito dell'ordine; una posizione di partenza, a fatica la quarta cifra al mese; in un'ora sono arrivati 80 cv, in due giorni un numero incalcolabile, ma non erano solo di giovani, c'era anche qualche cinquantenne con 20 anni di esperienza. certo, potrebbero buttarsi sul kebab, però. (non dite "aprirsi lo studio", per cortesia) - cyb
non vorrei essere democristiana, ma credo che la verità stia nel mezzo ... e soprattutto, credo che la capacità di contrattare (di cui io sono praticamente priva) sia molto importante ... detto questo, credo che se non siamo soddisfatti di qualcosa dobbiamo cambiare situazione anche cambiando lavoro e "rinunciando" ai nostri sogni, con la speranza di trovarne altri... - giuliadev
Tecnicamente, il problema è che i lavoratori non surrogabili (in qualunque settore) sono una esigua minoranza. Chiaramente, il fatto che questi ottimi professionisti godano di una remunerazione proporzionata alle proprie capacità superiori alla media non è un problema. Il problema è che il lavoratore surrogabile offre in ogni caso un servizio all'impresa. Quel servizio dovrebbe essere pagato sempre con cifre che consentono al lavoratore di vivere e non di sopravvivere (o nemmeno questo, senza altri supporti esterni). Ripeto: in tutti i settori, non solo in ambito giornalistico, il mercato genera strutturalmente problemi di questo tipo. - Sei Dee già Pulp
Qualcuno ora potrebbe dire qualcosa sui tre puntini spaziati, ma non lo farà. - Woland
Amen - bosic
Ho ricevuto ora questo, che per qualche motivo mi suona pertinente: «Roma, venerdì 14 maggio 2010, ore 16. COMPLESSO DI SANT'ANDREA AL QUIRINALE AUTORIONLINE presenta - Mostra Internazionale Collettiva di Arti Visive "SGUARDO SULLA REALTÀ E OLTRE" Inaugurazione: 14 maggio 2010, ore 16 (la mostra resterà aperta dal 14 al 28 maggio 2010) Complesso di Sant'Andrea al Quirinale - Teatro dei Dioscuri Via Piacenza 1, Roma - Nella stessa sede sarà presentata l'Edizione 2010 dell'ALBO DEGLI SCRITTORI E DEGLI ARTISTI, nell'ambito della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, promossa dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO. Tra gli interventi previsti: Elisa Govi, curatrice della mostra e dell'Albo degli Artisti (con il coordinamento di Maurizio Lamorgese); Deborah D'Agostino e Massimo Nardi, curatori dell'Albo degli Scrittori; Carlo Jovine, presidente di AutoriOnline; Mariarosa Santiloni, Segretario Generale della Fondazione Nievo. Saranno presenti personalità delle Istituzioni e della Cultura.» - vic
N'avessi sentito nomina' uno, n'avessi. Mi sa che non chiedo settecento euro di aumento. - Woland
ecco, il mercato dell'arte. un altro campo in cui la sovranità del merito è di un'evidenza abbagliante - miic
alberto sordi, l'uscita è di là, quelli sono i cessi. - guia
@vic ti piace vincere facile, eh? - cogitabondo
tutti artisti e scrittori, che ambiscono all'Albo; al riconoscimento burocratico di uno status romantico. Le Istituzioni e la Cultura con la maiuscola. Mi sembra che quella dei giornalisti a tutti i costi sia solo un'altra faccia della medesima patologia. - vic
:-) - cyb
mi dai un nome alla patologia, ora? - cyb
ma no, sono molto meno sgamato di quel che sembro, altrimenti guadagnerei di più. - vic
ni-hao. - auro
Und wo-ai-ni - Woland
Il mercato è quella roba per cui i governi centrali hanno salvato il culo alle banche che hanno salvato il culo agli imprenditori. Bella lì. E miss guia: si contenga che lei usa il punto e virgola, cazzo sta a vedere che non ha mai letto Vonnegut? - wuming7
Lo uso anch'io, anche se con la parsimonia e il rispetto che sono dovuti a un anziano combattente. - Woland
uso tutta la mia capacità di contenermi per non rimarcare quanto sia traballante il suo italiano, a cazzo le sue citazioni, errate le ortografie di metà dei nomi che cita a cazzo, a ogni suo intervento. il contenimento è una quantità finita, ahimé. - guia
maureen dowd scendi dal pulpito che ti consegno il secondo pulitzer - padreralph
la reductio a chiticredidiessere, malattia wannabista del non avere argomenti. - guia
Scusate se intervengo solo ora. I liberi professionisti che si lamentano della scarsità del lavoro sono calciatori scornati per i rigori che loro hanno sbagliato. È penoso: meglio evitare. La meritocrazia non si può pretendere. Chi la applica la applica; gli altri fanno il cazzo che vogliono, e se vogliono assumere uno scarso o che fa benissimo i bocchini sono cazzi loro. Se non c'è un consiglio di amministrazione che decide e costringe alle dimissioni, loro fanno quello che preferiscono. Se non si ama il proprio lavoro, si va via. Se non si può andare via, si evita di fare i rivoluzionari a parole e poi stare lì in eterno. Il mercato non è la realizzazione dell'utopia di Michele Santoro: lavoro felice per tutti, secondo le aspirazioni di ciascuno. Non funziona così. Se uno sa fare cose che rendono, verrà pagato. Se no, verrà pagato una miseria, oppure anche niente. Se un lavoro che richiede del tempo frutta tre euro, quel lavoro non esiste. È semplice. Uno va a fare altro. - Matteo Bordone
Sì, dopodichè se le cose non ci piacciono non c'è nulla di male a volerle cambiare. Non per questo uno dev'esser preso a banalità in faccia. - Guy
così parlò Zaraminchia. "La meritocrazia non si può pretendere. Chi la applica la applica; gli altri fanno il cazzo che vogliono" e "Se uno sa fare cose che rendono, verrà pagato." nella stessa argomentazione, e uno dovrebbe anche prendere sul serio 'sta filippica postata dal pulpitino di "noi che ce l'abbiamo fatta". ma per piacere, ragazzi, che a cinismo siamo messi tutti benissimo, sono umiltà ed empatia a scarseggiare, ultimamente. - cyb
ancora coll'empatia? ma in nome di cosa, devo empatizzare con la ballerina grassa di amici? del fatto che tutt'e due da piccole guardavamo la signorina grant e ci siam convinte il sudore sia uguale per tutti? dai. su. - guia
che. che. che che che che che. - miic
(rectius: del fatto che) - miic
(superfluo) - guia
(come la grammatica italiana) - miic
empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri e valutare che oltre al talento che ci si autoattribuisce a fare la differenza è anche altro, altro che si può chiamare "cosa giusta al momento giusto", relazioni interpersonali, "figlio di", o semplicemente "culo". Autoattribuirsi tutto il merito di tutto ciò che si è ottenuto, in pubblico, lo trovo di una volgarità e di una presunzione disarmante (e io ho sempre avuto un ego ipertrofico). bacchettare gli altri dall'alto della propria posizione sociale invitandoli a non proseguire per una strada tortuosa perché "o ti pagano tanto, o cambi mestiere" la trovo una roba di una violenza, di un autoerotismo, di un generale autocompiacimento pipparolo e di una volgarità quasi insuperabili. e lo scrivo. - cyb
(amo cyb, sia messo agli atti). - Sabrina Briganti
1) quelli che son sempre lì a guardare la grammatica scopano poco. e male. 2) estensione: "oh, guarda, stanno randellando uno sotto in motorino!" "cazzomenefrega, devo empatizzare con quello lì? io giro in taxi." 3) anche io amo cyb, ma NON sia messo agli atti, eccheccazzo. - Guy
un punto a cyb, via - miic
game set match - U.
zaraminchia è carino, dai - cogitabondo
straw man coming (il punto è "ti pagano", non "tanto") - Peggy Guggenheim
io non ho capito perché mi ostino a discutere, comunque: temo tu abbia scarsa familiarità con la posizione sociale di bordone e nessuna con la mia, se pensi ci sia un «alto» dal quale bacchettare chicchessia. temo anche tu (e quelli che ti amano, se ti amano per questo) abbia scarsissimo senso della realtà, se pensi dire una cosa banale come «se ti pagano tre euro, il tuo lavoro, tecnicamente, vale tre euro, ergo mi pare più sensato trovarne un altro» sia segno di presunzione, violenza e altre amenità. poi capisco anche che «e lo scrivo» implichi una tua convinzione di sostenere posizioni scomode, e il ritenersi liberi pensatori scomodi invece che dementi semplici mi sembra perfettissimo complemento dell'(a non più sedici anni) invocare il diritto della ballerina grassa di amici a inseguire il proprio sogno, specie se codesta ballerina grassa non sogna la de filippi ma il tg3, e quindi la sua ambizione ha una presentabilità sociale di fronte alla quale la mancanza di doti è ovviamente men che secondaria. tornando alla presunta posizione sociale: non so matteo, ma io ho avuto i miei periodi di difficoltà professionale. sono ragionevolmente certa che quel che li differenzia dai tuoi (e li accomuna a quelli di matteo) è che non ho mai non dico detto, ma neanche pensato di pensare «quella scrive più di me perché fa le pompe», «perché ha lo zio prete», eccetera. - guia
"c'è una grande quantità di cultura in Italia, ovvero molte persone di buona famiglia scrivono uno o due libri" (ezra pound). la posizione di guia è utilissima se la applichiamo a quel che facciamo, verificando criticamente la nostra produzione senza farci il perenne sconto di essere incompresi o ostacolati da un mercato cattivo. detto ciò si può valutare lucidamente anche il contesto. e il web in Italia - quello era l'argomento: scrivere per il web - sta alle pezze. un banner in francia costa tre volte tanto. - diegodatorino
ma quindi, alla fine, quanto va pagato un post? - Marco marmaz Mazzei
eh, non saprei, non si può vedere, questo post? - Paolo Landi
non so, vi leggevo, poi pensavo alle scuole di giornalismo, alle università, alle decine di cv che arrivano ogni giorno "ho fatto la scuola di giornalismo" oppure "la mia grande passione è la scrittura" e al fatto che non ne arriva quasi nessuno dove c'è scritto "sono capace di farti trovare in un secondo quello che hanno scritto gli altri" oppure "la mia grande passione è l'architettura delle informazioni" - Marco marmaz Mazzei
supponiamo un post in un giornale di un sito non specializzato, dove il pubblico sia da un punto di vista pubblicitario clusterizzato ma non completamente individuato (supponiamo un femminile), a quanto raccoglie la pubblicità, quanto è il CPM cioè l'incasso per ogni mille pagine? considerato che la pubblicità a inventario paga 1 EUR per 1000 pagine supponiamo che il giornale raccolga 2 o 3 per euro ogni 1000 impression di banner, quindi per ogni 1000 pagine aperte. Supponendo di dare tutto all'autore 3 euro sono giustificati se quel post fa aprire almeno 1000 pagine, almeno mille lettori per quel post, diciamo, vado bene? se ha mille lettori 3 euro vanno bene, sono pure troppo, se sono più di 1000 lettori è sottopagato, altrimenti sopra pagato - Paolo Landi
@Marco, quelli che "sono capace di farti trovare in un secondo quello che hanno scritto gli altri" oppure "la mia grande passione è l'architettura delle informazioni", probabilmente non mandano i CV a te. Sono già quelli pagati bene. ; ) - Guy
@guy certo, infatti intendevo dire: produciamo molti, ma molti molti molti molti più content-giornalisti-eccetera di quelli che il mercato può assorbire - Marco marmaz Mazzei
Io non capisco, però, perché, se proprio si vuole santificare il mercato, invece di dire che se ti pagano tre euro a pezzo vuol dire che tanto vali, non si dica che l'impresa editoriale che pretende di stare sul mercato pagando i pezzi a cottimo e per cifre ridicole meriterebbe di fallire, visto che per fare utili deve comprimere le retribuzioni ben al di sotto di un mero salario di sussistenza. - Sei Dee già Pulp
(la reductio ad personam, malattia wannabista del non avere argomenti) guia, inanelli una serie di "temo" e "sono ragionevolmente certa" che collocano il tutto nell'ambito dell'autocompiacimento pipparolo, appunto. vuoi credere che io mi metta a frignare quando le cose vanno male? fallo pure, ognuno ha la fantascienza che si merita. farti un collage di ciò che hai scritto e trovare le 142 piccole differenze rispetto al «se ti pagano tre euro, il tuo lavoro, tecnicamente, vale tre euro, ergo mi pare più sensato trovarne un altro» che vorresti spacciarmi ora: è questo che mi chiedi? (ché un bignamino delle minchiate di Bordone lo puoi trovare più su) - cyb
marco, parafrasando quella, cv I don't know, but uso delle parole I do know: uno che mi scrive che la sua passione è l'architettura delle informazioni, io chiedo il tso. - guia
lamentarsi è volgare, sicuramente non c'è posto per tutti e probabilmente anche brandire la spada della meritrocrazia è overrated. ma questo darwinismo culturale, la cui tesi è che se ti impegni e se meriti ce la fai, cozza con un dato di fatto: la scarsa (eufemismo) mobilità sociale che è oggettiva. una giustificazione per molti? sicuramente, però esiste; un merito in più per chi l'ha sfangata, sia chiaro, ma è inelegante pavoneggiarsene. - padreralph
Lanni, io temo che sia il calcolo che fanno i producer di prodotti online, il tuo quale è? - Paolo Landi
@paolo landi: ti risulta che nella carta stampata si ragioni alla stessa maniera? - cyb
cyb, mi stai chiedendo se voglio che mi spieghi cosa penso? e poi sono io quella autocompiaciuta? comunque, ho capito, secondo te dovrei andare in giro scusandomi della grande fortuna che ho avuto, o comunque attribuendo alla divina provvidenza il mio destino. mi è chiaro. avete quel problemino con la responsabilità individuale nel male, ce l'avete anche nel bene, non è che si curino le tare culturali di un paese discutendo con un nomignolo su friendfeed, ne sono dolorosamente consapevole. - guia
nella carta stampata i calcoli sono più complicati dal fatto che non vedi l'efficacia della pubblicità, non puoi calcolare un feedback diretto di quanti quella pubblicità l'hanno vista effettivamente, come nel web. Nel web si tende a ingegnerizzare tutto, che piaccia o meno - Paolo Landi
@guia prima di chiedere il tso, per favore giramelo - Marco marmaz Mazzei
Lanni, è ovvio, dai valore alla testata se si verificano certe situazioni, per poi portarmi altri mille lettori. Li porti, o no? Perché alla fine lì si va a parare. Chi guadagna tanto nella carta stampata, sopt i freelance, significa che l'editore o direttore pensi che quella persona solo con i suoi articoli porti lettori al giornale - Paolo Landi
define:avercela fatta - Peggy Guggenheim
Saviano (sì, lo so) - Paolo Landi
mafe: quello, e anche «facendosi mantenere fino a quanti anni dalla mamma, non importa se proletaria» - guia
io non se ce l'ho fatta, comunque appena fatta la maturità mi sono dovuto mettere a lavorare per mantenermi e per mantenere il resto della mia famiglia - Marco marmaz Mazzei
paolo il casino è che la raccolta pubblicitaria sul web è all'inizio, soffre del conflitto di interesse e dell'incompetenza diffusa, anche ai vertici. oltre alle altre tematiche strutturali (connettività, ecc.) - diegodatorino
vedo frittate che si rivoltano, argomenti ad personam, rifugi, fughe. va bene così, lo so che hai capito. bacino. - cyb
diego, temo che sia più alla fine che all'inizio - Paolo Landi
io non capisco perché scomodare i calci in culo, il mercato, i ruffiani e l'incomprensione del proprio genio quando si può comodamente incolpare dio, però. - Riccardo
saranno anche stati gli anni ottanta, ma la correzione di bozze alle due del mattino non era proprio 'sta gran figata, eh? - Marco marmaz Mazzei
Ti ringrazio per il nomignolo, cyb: è la raffinatissima tecnica Travaglio (già tecnica Fede). Quello che dicevo vale per tutti, anche per me. “Arrivato” è un aggettivo che non ho usato né mai userei, non essendo quella dal mio punto di vista una categoria reale. E non ho mai lavorato per la rete, quindi non parlo dall'alto di niente. Togli la rete dall'argomento di questo post. Se qualcuno dicesse che un giornale paga i pezzi tre euro, cosa gli si direbbe? Che è scemo a scriverci, perché comunque non ci campa, e si fa prendere per il culo. Giusto? Mi pare che possiamo convenire, anche se io sono Zaraminchia arrivato e tu sei el cyb campeador. Per qualche strana misteriosa ragione, pare che le cose che succedono in rete siano ammantate di una strana aura utopistica e socialista assieme. Tutti felici, tutti per conto proprio, ma tutti empatici gratis, nei confronti di nick sconosciuti. C'è una gigantesca fetta di quello che si fa in rete che non è remunerativa e funziona benissimo. Poi ce n'è in Italia una piccola parte che è remunerativa, per dipendenti e liberi professionisti. Chi accede a quella fettina lì farà quel lavoro. Gli altri no. Io no, per esempio: mai preso un euro dal web. Ma la fascia grigia di chi inventa una domanda dove domanda non c'è, e paga 3€ il lavoro di qualcuno, non esiste. Sono forme di banditismo, se non sono intese come stage per ventenni che intanto fanno altro. Insomma, a mio parere i lavori sono quelli che ci paghi l'affitto. Poi ci sono i sogni nel cassetto. Se uno si lamenta del fatto che i sogni nel cassetto non si avverino, spiace, ma è quasi sempre così. Trovo assurdo che si parli di lavoro in rete come se si fosse da una parte Hemingway e dall'altra impiegati delle Poste, pencolando da uno all’altro a seconda di come va. Per quanto riguarda il tono, è il mio, e in particolare è quello che credo meritino certi temi trattati in rete: penso che siamo un paese di gente che adora il piagnisteo e non si mette mai in discussione, e che in rete questo fenomeno sia amplificato a fondo scala. - Matteo Bordone
argomenti ad personam per distinguerli da cosa? dai tuoi ad minchiam? comunque il tarallucci e vino anche no, grazie. io continuo a pensare tu sia un cretino (o una cretina, mancandoti dignità di nome non so come declinarti), e tu continua pure a pensare io sia cinica, violenta e tutto quanto. - guia
(lovvatsu') - guia
le aziende pubblicitarie non chiedono "quanto vuole il tuo giornalista?", il budget è quello - Paolo Landi
fluffy, se la variabile è quella torniamo al punto di partenza: se il punto è la sopravvivenza nessuno ti obbliga a fare il giornalista (o la ballerina, o l'architetto). - Peggy Guggenheim
sì, ma si ritorna a quanto diceva carlo: non si possono obbligare le aziende ad aver bisogno di migliaia di giornalisti nuovi l'anno. come conciliamo le ambizioni (spesso non supportate da doti) di millecinquecento (and countin') ballerine grasse che ogni anno fanno l'esame dell'ordine, più tutti quelli che non hanno il praticantato ma comunque quello vogliono fare, col fatto che come tutti i mercati del lavoro anche quello dell'informazione è a numero chiuso? - guia
ussanta, ma questa cosa che il miglioramento sociale passi attraverso l'espimersi scrivendo i boxini su leiweb da dove minchia viene? sai quanto ti migliori di più facendo l'ingegnere? - guia
definisci «fior fiori» - guia
Matteo, a parte che tira via quel broncio, il tuo parere va benissimo, solo che a Roma (Italia, 2010) oggi i "lavori" per uno laureato in materie umanistiche partono tutti da molto meno che "pagarci un affitto", sono temporanei, e si perpetuano a saltelli per anni. quindi, anche per te: tutti in pizzeria al taglio? @Fluffy: lavorano gratis? più giù di Roma ci sono studi in cui *paghi* per fare il praticantato. - cyb
a me lo dicevano a 14 anni che se facevo materie umanistiche poi non lavoravo, poi son scelte - Paolo Landi
fluffy, non so chi leggi qui, ma a partire da marmaz che l'ha appena scritto lavoro con tantissime persone "arrivate" che non sono certo ricche di famiglia. E' vero che il praticantato (in tutte le professioni) fa da barriera sociale, ma è anche vero che se ti suicidi perché non ti hanno preso alla redazione web, beh, fossi in tuo padre imbianchino (per dire) ti spiegherei che sulla scala sociale sta più in alto lui. - Peggy Guggenheim
io ci ho messo due anni a far venire uno a cambiarmi un rubinetto, per dire. pensa se non ero arrivata, e lui non era idraulico (da piccolo di certo sognava di fare l'autore del quesito della susy, e nessuno che empatizzasse) - guia
guia, riguardo agli argomenti ad minchiam, prima di definirli tali magari dovresti confutarli. si usa così da qualche millennio. se non sei in grado puoi continuare a darmi del cretino assertivamente o prendertela con l'uso dei nickname su Internet, figurati. argomentoni. - cyb
@fluffy, nel caso tu ti sia perso tutti gli altri commenti, il problema è che 3 euro a post non sono un salario d'ingresso, sono la media. Per questo si dice che se dopo X anni continui a prendere 3 euro a post forse dovresti farti delle domande, se cambiare strada, per esempio. - Peggy Guggenheim
domanda da bionda: ma non ci sono dei minimi sindacali stabiliti dall'ordine? o valgono solo per la carta stampata? oppure 3 euro è proprio il minimo stabilito dall'ordine? detto questo io per 3 euro cambierei mestiere. però è anche vero che le tariffe si sono di molto abbassate e per quanto qui nessuno sia un genio incompreso (tanto meno io) credo che oggi anche i professionisti siano sottopagati. quindi? smettiamo tutti di scrivere? non so. io so che con queste cifre arrivare a fine mese in una città come milano è un problema e so anche che la qualità di quello che produco non è cambiata. è cambiato quello che mi danno a pezzo, anche rispetto a tre anni fa. - Simona Siri
devo confutare il fatto che sia arrogante pensarsi responsabili dei risultati che si conseguono? ho smesso di discutere coi cattolici tipo alle medie. - guia
per siti come, scusa? spiegati che non capisco. - Simona Siri
tipo? - Simona Siri
@bionda non esistono tariffe minime nell'on line, ma anche perché un post può essere anche una cosa da 2 righe paragonabile forse solo a una didascalia sulla carta, ma il paragone comunque ha poco senso - Marco marmaz Mazzei
fluffy, è questo che stiamo dicendo: che continuare a vivere nella speranza non è il caso e che quelle di cui parla Succo non sono tariffe d'ingresso, sono la retribuzione media di un professionista anche con anni di esperienza - Peggy Guggenheim
(Ah, certo. Prima ti dà dello stronzo; poi devi toglierti il broncio. Empathy is the new paraculism.) Io stesso mi sono laureato in lettere, ma mica pensavo di fare la lettera di mestiere (la F maiuscola Helvetica Neue, per esempio). Mai pensato. Ho fatto altro: quello che ho trovato. Il rapporto tra laurea umanistica e posto di lavoro era già del tutto inesistente per me che sono del 1974. Qui immagino che ci sia gente dell’85 o del ’90 che ancora pensa che quel rapporto esista per lettere come per ingegneria. Ecco. Levarsi queste idee del cazzo dalla testa. Ho fatto una facoltà di lusso e fancazzismo perché mi piaceva. È più rischiosa di altre. Impone che poi si accetti l'eventualità di non saper fare niente che serva a nessuno. Uno se ne fa una ragione e via. Ma se si sta qui a lamentare le condizioni di lavoro in rete per chi scrive dei post da casa, allora siamo dalle parti della Strega dell'Ovest: seguendo la strada d'oro arriveremo dal mago di Oz. - Matteo Bordone
@marco: però qui l'ordine ha le sue colpe, allora. che cazzo ci sta a fare se non è in grado di regolamentare l'online? e comunque succo parlava di post quindi io mi immaginavo una roba di almeno 800/1000 battute. - Simona Siri
comunque io questa cosa che «piuttosto burger king, mi pare più dignitoso» la dico da quando, almeno tre anni fa, la gabanelli fece quella puntata sui finanziamenti ai giornali in cui gente che non mostrava la faccia diceva di venire pagata cinque euri ad articolo (o forse dieci o venti, non che cambi qualcosa) - e si parlava di cartaceo. ciò detto, bordone ha così completamente ragione che bisogna trovare una nuova parola per dirlo. - guia
@matteo: il web giornalismo era un esempio, ma la realtà è che in altri settori si sta andando nella stessa direzione. Ormai le aziende sanno che possono non pagarti, o pagarti pochissimo, perché comunque i tuoi genitori ti pagheranno affitto e bollette. E ti assicuro che quando puoi pagare una risorsa un quinto di un'altra, per quanto brava, alla fine l'altra prima o poi imparerà con il vantaggio che continuerò a non pagarla. Questo vale per i redattori web quanto per i contabili. - Succo
@simona a parte che io l'ordine lo abolirei, comunque guarda che per anni i giornalisti della carta se ne sono fregati dei temi dell'on line (e di quelli che ci lavoravano), quindi non è strano che oggi sia così - Marco marmaz Mazzei
guia: il problema è che tra poco anche BK non ti pagherà abbastanza da mantenerti - Succo
Matteo mi sembra sostenere spesso questa cosa che con l'on line non si debba guadagnare, e proprio non la capisco. - diegodatorino
@marco: pure io l'ordine lo abolirei, figurati. il fatto che non serva neanche in casi come questo è solo un'ulteriore dimostrazione della sua inutilità. questo dicevo. - Simona Siri
@fluffy: non ci sarà mai e non ha nemmeno senso. Dovresti essere tu a iniziare a dire: "No, questo lavoro non mi posso permettere di accettarlo". Finché io azienda trovo chi ci sta, perché devo cambiare registro? - Succo
Matteo, non ti ho dato dello stronzo, ma ho detto che nel tuo primo commento hai scritto minchiate. e confermo, eh: non mi sembra di essere stato l'unico a notarle, tra l'altro. te le ho anche riportate. comunque: io sono del 76 e ho fatto psicologia. clinica. mi occupo di tutt'altro (non di terapia insomma) perché per fortuna (anzi, no: perché sono un FIGO, dovrei dire così) sapevo fare anche altro, e unire psicologia cognitiva e informatica nel 99/2000 non era niente male come strada. Questo non mi autorizza a pensare di tutti quelli che provano a fare i terapeuti facendo sobbarcare alla famiglia altri 4 anni di specializzazione e 3 di analisi didattica che siano delle merde parassite che non si rendono conto che quello della psicoterapia è un mercato saturo. e quando dovranno fare un altro lavoro per pagarsi l'affitto di un pomeriggio a settimana di uno studio dove cominciare a 30euro l'ora da dividere in due per una terapia di gruppo, andandoci a perdere, continuerò a pensare che stanno facendo bene. permettersi di bombardare di ciniche banalità uno che prova a raggiungere un obiettivo mentre si sta col culo al caldo (che ho anche io, il culo al caldo, dico) mi sembra tutte quelle cose brutte che ho scritto su. fine. - cyb
@fluffy: i più poveri fanno un lavoro qualsiasi che gli permetta di campare. - Succo
io i minimi li abolirei anche per il cartaceo, altro che metterli sull'on line (sì, come fece bersani per gli avvocati); solo che contestualmente bisognerebbe abolire genitori mitomani di figli mitomani che li mantengono perché possano guadagnarsi l'eternità scrivendo (cit.), così chi scrive comincerebbe a dire «questo te lo faccio per tot», e il mercato si autoregolamenterebbe, che è l'unica modalità in cui abbia senso chiamarlo mercato - guia
Cyb, a me spiace tornare sul tema, ma l'intelligenza e la buona fede sono slegati dal reddito. È pieno di poveri cattivi, stupidi, superbi e ignoranti, al mondo. Il giorno che chi vota a sinistra lo capirà, avremo fatto un bel passo avanti. Si è responsabili delle proprie fortune e delle proprie sfortune. Spiace quando la buona fede e l'abnegazione ottundono il senso della realtà. Ma il senso della realtà è importante. Se uno sogna di fare l'imprenditore e poi realizza un prodotto che non vende, amen. Finché non si lamenta, tutto bene. Quando si lamenta, mi sembra penoso. E molte delle frustrazioni legate ai lavori in rete sono figlie di uno scarso senso della realtà. E tutti i piagnistei sono penosi. Io la penso così. - Matteo Bordone
fluffy: purtroppo è la verità. Se accetti di essere pagato da fame, vuol dire che te lo puoi permettere. In questo modo le regole del mercato le stai dettando tu, mi dispiace. Purtroppo, facendo così, quei genitori che vogliono dare un futuro migliore ai figli a) non gli assicurano alcun futuro, b) mettono nei casini anche chi quei genitori alle spalle non ce li ha. - Succo
@fluffy: non sono figlio di poveracci ma di tedeschi, di quelli che a 18 anni è tempo che tu esca di casa e ti mantenga e guai se torni indietro. Fatto. Lo sto facendo da 17 anni e ho vissuto in tre paesi diversi e in 9 città diverse per riuscirci e probabilmente non ho ancora finito. - Succo
sul lamentarsi sono tutto con matteo, continuo a non capire perché secondo lui (esagero) il web non debba portare guadagno o (esagero meno) è del tutto ragionevole che non porti guadagno. secondo me è una posizione retrograda. - diegodatorino
Io domani su questa discussione faccio un pezzo online, poi per un mese non scrivo più una riga. Conti fatti diventa una breve che non interessa NESSUN LETTORE pagata una stramadonna. Magari la intitolo "quanto guadagna un giornalista online" e allora facciamo 500 MISERI LETTORI IN PIU'. Vi adoro, seriamente. @Succo, ascolta i consigli di zia. - Laura Carcano
@laura: :) - Succo
@fluffy: No, infatti, si aspettano solo che io ce la faccia con le mie forze. Che poi io sia operaio al tornio, magazziniere o il dirigente di una multinazionale poco importa. Ad ogni modo, e non puoi negarlo, non mi sembra che tutti quelli che accettano lavori sotto pagati in questo momento siano figli di genitori in cerca di rivalsa sociale per i loro figli. Quello che mi sembra tu non voglia capire, è che quello che in questo momento pare un gesto lodevole in realtà sta uccidendo il tuo futuro. - Succo
Tra dieci anni, semmai ti dovessi trovare a spasso (e non te lo auguro), ti dovrai confrontare con gente che per fare il tuo stesso lavoro - anche se con meno esperienza - si farà pagare un decimo di quello che chiedi tu. E a quel punto dovrai accontentarti di quel decimo perché non ci saranno più alternative. - Succo
Ne parleremo tra dieci anni. Per ora mi fermerei qui :) - Succo
che bello, tra 10 anni sarò prepensionabile - Marco marmaz Mazzei
@marco: :D - Succo
ottima rassegna: dalla storia della piccola fiammiferaia che ce l'ha fatta, ma che non sposta una virgola del quadro generale (un metodo induttivo all'amatriciana) alla tesi ormai olderrima, quasi da neocon in quel ragionamento da ex di sinistra, per cui vale il move on, non piangerti addosso socialista del cazzo e chi è causa del suo mal pianga se stesso. Tutto bellissimo e inspiring però permane sempre la questione, o quistione come direbbe il compagno nino visto che siamo in tema, della fottuta mobilità sociale che in italia non esiste e chi se ne fotte del mondo utopico senza cattivi, superbi e ignoranti (però, che concetto innovativo) quando non c'è un minimo di equità. Si va avanti eh, ma negarlo è idiota almeno quanto piangersi addosso. - padreralph
Cyb, "Così parlo Zaraminchia" vale la lettura del thread. - ArimsvotnPESTzwei
guia ha detto quasi tutto quel che c'era da dire. aggiungo solo un elemento di basilare logica economica. l'unico effetto di una legge che imponesse alle aziende di pagare trenta euri un post che ne vale tre sarebbe quello di far sparire i post da tre euri. altro che salario di sussistenza. (poi ci sarebbe da aggiungere qualcosa sull'ordine, ma facciamo un'altra volta) - Il fu mass
selezione del personale. ottimo. solo quelli che valgono, eccetera. solo che, dando noi per scontato che gli italiani non siano in grado di discernere individualmente se valgono qualcosa, mettiamo una legge che imponga agli incapaci di far altro. makes sense. - guia
peccato che la meritocrazia non esista, di fatto. peccato davvero - Mario Profili
peccato che quando racconti storie di meritocrazia e che riguardano altri, non te, nessuno ti si fila perché interrompe il filo del discorso. La tizia che un mese fa prendeva 800 euro per fare un lavoro quando ha detto "signori, è poco, ne voglio xxx in più" glieli hanno dati (e per lavorare in un posto dove davvero c'è la coda fuori). Perché è fottutamente brava, brava come tanti altri. Non è tutta meritocrazia, ma se uno merita state tranquilli che anche il più scafato degli imprenditori o dei manager, piuttosto che perderla, la paga quel che vale. - Peggy Guggenheim
mafe: grazie. ché di quest'idea che le aziende siano fatte di dementi autolesionisti che fanno di tutto per mettere in fuga quelli bravi gli italiani non paiono percepire il ridicolo. - guia
(ma «fottutamente» resta merdosissimo doppiaggese) - guia
(che poi non piace neanche a me, fottutamente, chissà da quale scantinato della mente salta fuori) - Peggy Guggenheim
(a me non è sucesso. forse non sono abbastanza brava) - Simona Siri
mafe, sono d'accordo, ma ti posso garantire che, dopo 16 anni e passa di azienda privata nel campo dei sistemi spaziali (dove il fantastico concetto di mercato che è stato finora propugnato sostenendo il "chi è causa del suo mal pianga se stesso" dovrebbe essere più o meno applicato), vale molto di più il manuale Cencelli rivisitato togliendo quello bravo, che la meritocrazia. e questo è un fatto. - Mario Profili
@simona, magari mi sbaglio, ma eri già in una fascia superiore di stipendio, no? Non è che voglio sostenere che quelli bravi sono superpagati, qui parliamo di superare la fascia di sussistenza. - Peggy Guggenheim
cioè il fatto è che siccome *tu* non hai fatto carriera allora i bravi non fan carriera? land of the mythomaniacs, home of the braves. - guia
ma state facendo il telethon per quelli che mettono i post a 3 euro? ma sono 10 ore filate che discutete - Paolo Landi
tu chi, guia ? tendi un tantinello a trarre delle conclusioni più che gratuite, direi, dato che parli a vanvera sui mestieri di persone che non conosci, accusandoli di mitomania. ergo rilassati. @mafe: tanto per farti un esempio: le assunzioni da noi sono bloccate da tempo immemorabile in più o meno tutto il comparto (a meno delle chiamate ad personam, ma quelle non fanno testo, se mi serve una testa di serie la chiamo e basta), e come si fa ? si prendono tesisti (che ti ringraziano per fare la tesi in azienda), ma solo o quasi quelli "segnalati" (di cui ce n'è uno bravo e sopravvoliamo sugli altri, come diceva Rokko Smitherson), poi si mettono in borsa di studio per 3 anni (a 700 euro al mese), poi vengono assunti da una società interinale per altri due anni (con stipendio di entrata di mille euro circa), e INFINE (e parliamo di 5 anni di esperienza in azienda più tesi), forse, vengono assunti da noi. e questo in tutto il settore. e sono ingegneri. poi la carriera interna è tutta un'altra storia, cencellizzata, di solito. - Mario Profili
guia: non ho detto questo. non mi far passare per quello che non sono, per favore. sto uscendo e non ho tempo di argomentare, sorry, ma la mia storia credo che parli per me. se non pensassi che alla fine uno ha quello che si merita non avrei fatto certe scelte. - Simona Siri
siri, ma secondo te parlavo con te? - guia
ma che ne so. mo' devo andare se no mi lascia a piedi, cazzo. - Simona Siri
in quanti commenti siamo arrivati a che è colpa delle mie fatture se quelli son pagati tre euro? è un momento meraviglioso. - guia
Sinceramente non ho la voglia a quest'ora di starmi a leggere 350 e rotti commenti, però vorrei dire che nel meridione, 3 euro a post e 900 euro per 12 ore al giorno 5 giorni su 5, in molti se li sognano la notte. E questo, parlando non solo nel campo dell'editoria (e dove ci sono tanti che si limitano a lavorare gratis per anni) o di mantenuti dai genitori: ci sono persone che fanno mestieri più stressanti, fisicamente e mentalmente, per più tempo, e si beccano 600 euro al mese, per non parlare di contributi, assicurazione e tutto il resto. Sarà che da noi il costo della vita è inferiore, però io per una cifra simile in questo momento andrei pure su, e farei pure i toast e le pizzette. Detto questo, però, non manco di notare come un'economia si basi su domanda ed offerta, e quanta più gente percepisce un reddito forzatamente inferiore a quello auspicabile, al fine di produrre extra reddito per pochi, più l'economia continuerà a peggiorare... - Haukr U_U
@fluffly e di soliloquio soncinico, direi - Mario Profili
non mi riferivo alla totalità della discussione, ma al suo ultimo commento che ti riporto per completezza, dato che l'hai bloccata: "in quanti commenti siamo arrivati a che è colpa delle mie fatture se quelli son pagati tre euro? è un momento meraviglioso" - Mario Profili
@Matteo, "Si è responsabili delle proprie fortune e delle proprie sfortune" è una visione, per me, monodimensionale della vita, del mondo, e di tutto quanto, che tra l'altro mal si concilia con il tuo "La meritocrazia non si può pretendere. Chi la applica la applica; gli altri fanno il cazzo che vogliono". insomma, uno ci può mettere tutto l'impegno che vuole ma se (tu dici) il mercato è drogato e la meritocrazia non esiste, non capisco come fai ad essere responsabile eccetera. - cyb
Mario, però leggere quanto scritto finora come "chi è causa del suo mal etc" è un po' forzato. E' che il lamentismo, così come il poveraccismo, proprio non sono tra i miei hobby e tantomeno tra i miei spettacoli preferiti. Mi è capitato, anche di recente, di non guadagnare un euro e di essere senza soldi, una cosa è avere chiaro quanto è dura, un'altra decidere che è dura per colpa degli altri e tu non puoi farci niente perché il mondo è cattivo e la meritocrazia non esiste. - Peggy Guggenheim
d'accordo con mafe. L'unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e correre più forte... - Haukr U_U
si però dove li mettiamo i giornalistucoli che vanno in tv e parlano come fossero ispirati ? dove li mettiamo ? (compreso una che scrive qui) B-U-F-F-O-N-I TUTTI ! - saleppe
(ma questo/a mica parla con me - o sì?) - guia
E TU CHI SEI ? C'HAI LA CODA DI PAGLIAAAAA? - saleppe
guarda che ti si è incastrato il caps lock. più che altro io e siri siam le uniche giornaliste (so to say) che han scritto qui. quindi parlavi con lei. - guia
@mafe: il lamentismo è il male, e questo è un fatto. ma nello stesso modo è un fatto indiscutibile che il mercato del lavoro è drogato. e liquidare il tutto con "se ti pagano 3 euro vuol dire che vali 3 euro" o simili mi sembra tanto volersi bendare gli occhi. Fermo restando che i mestieri si cambiano, certo. E che l'autodeterminazione è fondamentale per cercare di guadagnarsi da vivere decentemente. Però non siamo certamente in un mondo dove si passa zompettando da un lavoro a un altro senza soluzione di continuità. Non in Italia. Poco ma sicuro. E quindi, un certo grado di incertezza verso la prospettiva di rimanere a piedi e, se vuoi, anche di rassegnazione in chi comunque qualcosa tira su per arrivare a fine mese non è necessariamente tutto e solo lamentismo. - Mario Profili
carissime, sono onorato. mi chiamo Saleppe e faccio post AGGRATIS.. ciao. vado a cenare. buona serata (che questo sta diventando un 2° lavoro- aggratis). adieux ! - saleppe
pensate che con tutte queste russe in giro anche le pompe sono calate a 25 euro - Carlo B. (Brodo)
Lo sapete che siete tutti matti, vero? Ma tutti tutti, neh. - Marco Beccaria
"a touch of class" - Mario Profili
@mafe, non so se l'aneddoto (o, come mi piace dire, parabola) della tua collega era rivolto anche a me; nel caso, io non fatico a credere che esista meritocrazia e che le aziende si tengano strette le persone fondamentali/chiave/difficili-da-sostituire-se-non-spendendo-di-più. Però non esiste solo questo, e ammettere l'esistenza di altro non è "lamentismo"; ragionare solo per estremi e casi limite non porta a niente. - cyb
a me sembra più teorema, lucah :P - Haukr U_U
certo :P - Haukr U_U
Voglio l'opzione "numera i commenti" - ArimsvotnPESTzwei
no, niente. ma se penso ai post che avrei potuto scrivere mentre leggevo tutto questo, non dico tutto l'affitto, ma metà sì. - marìka surace
Sappiate che dopo attenta riflessione ho deciso che il più matto di tutti è quello che ha citato l'articolo 36 della Costituzione. - Marco Beccaria
becca, il mio voto va allo psicologo. cioè, e se ha dei pazienti? mioddio. - guia
e comunque biagio antonacci è primo in classifica questa settimana. - marìka surace
per chi si è ricollegato tardi non c'è un riassuntino da leggere? - Domitilla Ferrari
cerchiamo qualcuno che lo faccia per 5 euro - Marco marmaz Mazzei
secondo me qualcuno ce lo fa gratis - Domitilla Ferrari
marika, ma dici che la metafa era quella? anche biagio come me in realtà ha fatto la lagna fino all'altro ieri ma ora la top ten ci ha privati dell'empatia? - guia
la bellezza di biagio è che si lagna e si autocompiace nella stessa canzone, a volte nella stessa strofa. gli manca la dignità coerente del far passare almeno 5 minuti tra lagnanza e sboranza. in quanto a te, credo che lucah ti conosca meglio di chiunque altro se si riferiva al tuo lagnarti dei chili di troppo mentre compiaciuta ti scofani i paccheri alle tre di notte. - marìka surace
avrei dovuto capire cosa si nascondeva sotto quel «forza di volontà»: paccheri. - guia
sotto ci sono sempre i paccheri. e su quelli che "iovorreinonvorreimasevuoiesepropriovuoisìmaiopiango" all'antonacci ci farei una rubrica. - marìka surace
marmaz, ok, offriamo 5 euro? altrimenti il riassunto non ce lo fa nessuno - Domitilla Ferrari
io lo faccio per cinquecento, ma solo perché siete voi. vi mando l'iban. - guia
Comunque Rep.it paga 30 euri a pezzo. Trenta. Per un qualunque pezzo online. Anche per quelli del boxettino morboso. [3€ a pezzo manco in Rwanda] - Andrea | pSiko from iPhone
guia, per risparmiare i 500 euro sono disposta a leggermelo da me - Domitilla Ferrari
ellevete. io mi offro per 400. - marìka surace
io per trenta euri a pezzo non scrivevo manco quando c'era la lira, manco in giornali assai minori di repubblica. per raccogliere i pomodori in puglia te ne dan 50, e fanno i reportage sullo sfruttamento degli schiavi - guia
guia, per 50 euro io non andrei a raccogliere i pomodori neppure dovessi farci un reportage - Domitilla Ferrari
smentisco. per i pomodori te ne danno 25. tra i 15 e i 20 per le arance, ma solo perché c'è più offerta. @domitilla: 50 euro al giorno vuol dire 250 a settimana, mille al mese. molto più di 12 ore al giorno a scrivere post secondo quanto scritto in questo thread. e almeno stai all'aria aperta. - marìka surace
e poi in nero, immagino, quindi netti. - guia
(comunque io capisco che la settimana scorsa a scuola hanno insegnato a tutti «ad personam», ma siete un po' ridicoli, ve lo volevo far notare) - guia
no, scusate, io dicevo che 50 euro per una gionata di 8 ore (immagino) sotto il sole, chinata nella terra a raccogliere pomodori o checchessia sono pochissimi - Domitilla Ferrari
pochissimi specie considerato che neanche stai seguendo la tua vocazione il tuo talento i tuoi quarant'anni di studi come quelli che scrivono i post su sailcazzopuntoit - guia
attention whore forevah, eh ? - Mario Profili
lucah, ad niente, semplicemente: si sta discutendo, se ti rivolgi a qualcuno è abbastanza scontato che le notazioni che fai siano individuali. anche se capisco che l'individualismo sia un peccato grave almeno quanto il determinismo, eh. - guia
se ti rivolgi a qualcuno facendo commenti di carattere personale dovresti farlo con cognizione di causa - Mario Profili
finché si parla delle botteghe dei pennivendoli va bene ma lasciate perdere i pomodori, che è roba seria (e magari fossero 50 euro al giorno: se ne becchi 30 sei un signore) - cogitabondo
immagino che nessuno abbia finora detto che chi raccoglie i pomodori non ha tempo di raccontarci la sua esperienza su ff - antag
taglietti, un lampo di ragionevolezza in abissi bui di mancata comprensione del testo. - guia
antag, ma noi che siamo tutti giornalisti d'inchiesta possiamo fare una telefonata e chiedere loro di raccontarcela - Domitilla Ferrari
@antag magari semplicemente non lo si fa più. ah dimenticavo se sei raccoglitore di pomodori per un periodo lo devi essere per forza a vita - cogitabondo
Vabeh quindi? Dove siete arrivati? - pippawilson
sto leggendo Il mugnaio urlante di Paasilinna, giornalista ex guardiaboschi, questo sì che è un cv http://it.wikipedia.org/wiki... - Domitilla Ferrari
ff mi ha insegnato poche cose, fra le quali l'insofferenza e la frustrazione costante dei "giornalisti" (termine da leggersi in tonalità dubbiosa) - Andrea | pSiko
Andrea, e la supponenza no ? - Mario Profili
ok questo lo sapevamo, ma perché giornalisti e web non vanno d'accordo, non si capiscono ;) - pippawilson
no Alessandro ci stiamo spostando anche da Giulia http://friendfeed.com/giuliab... - Domitilla Ferrari
@mario no, di supponenti non ne ho mai trovati. giornalisti supponenti, intendo. magari altrove, eh. ma io ho beccato solo quelli lagnosi. - Andrea | pSiko
@andrea beh, in questo thread hai delle prove incontestabili, a mio avviso - Mario Profili
@andrea dove vivi? sei cieco muto e sordo? p.s. Sono una giornalista ;D - pippawilson
ammé qua gli unici lagnosi pare facciano altri mestieri (ma sono generozizzimi e si occupano delle ambizioni dei giovani woodward) - guia
madonna santissima, che brava sono stata a farlo risalire. così imparo a fare la coca cola dei thread. - marìka surace
@pippa: (perché sul web non hai nessun cdr parasovietico.) oh, io no. lungi da me esserlo. mai scritto manco sul giornalino del liceo. anche perché, l'unica parte che mi attira è quella dell'editore. (pausa) anzi, parlando di cose serie. il dramma di noi wannabe editori: non ci sono guadagni. - Andrea | pSiko
via, sintetizzo io: hai voluto la bicicletta? mo pedali! - ezekiel
che bello questo thread, mi ha donato tanta gioia e consapevolezza - Laura Van der Beat