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mi volsi e considerai
Il dramma sono soprattutto i quindicenni. Non i trentenniquarantennicinquantenni.
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Lavoro minorile... - Ele
Ma la cosa straordinaria sarebbe che implicitamente pare che lavori invece il 73,8% dei giovani in età "studentesca". - Gilgamesh
perché non hai visto i dati tra i 10 e i 14, non ci sono più gli sfruttatori di una volta - mario leone
Tecnicamente. Praticamente a quell'età ti mantengono i genitori e il dramma della disoccupazione si traduce nel rimandare l'acquisto della PlayStation 3. - mi volsi e considerai
L'obbligo scolastico è da qualche anno passato ai 16 anni compiuti. - Gilgamesh
la disoccupazione è conteggiata tra coloro che cercano lavoro. - Heart Attack
chi studia non è inserito in quella percentuale. - .mau.
HA e mau hanno detto tutto, mancherebbe di sapere quanti sono quelli che studiano in quella fascia d'eta` per farsi un'idea di quanto sia rilevante il dato - d☭snake
@d☭snake: è una fascia di età molto variegata in effetti. Fino ai 19 anni, secondo le statistiche OCSE del 2009 (cito a memoria, se sbaglio mi corrigerete), i NEET in Italia sono circa l'11.3%, però non è detto che cerchino lavoro. Ovviamente tra i 19 e i 24, lo scenario cambia radicalmente. - Heart Attack
HA: ho trovato una tabella su eurostat che mi dice quanti sono quelli 20-24 ad aver completato il ciclo di studi delle secondarie superiori e risulta il 73% in italia. Quindi c'e` un 27% come limite inferiore di persone 20-24 che *non* sta studiando. Ho trovato il dato degli iscritti all'universita` su popolazione 20-24 ma su base *regionale*, cmq direi che a occhio si parla di una cosa che va da meta` a un terzo dei giovani non iscritti. Quanti di questi cercheranno lavoro? Se si suppone la maggior parte il dato sulla disoccupazione e` oggettivamente preoccupante. - d☭snake
la preoccupanza è ancora maggiore se pensi che 'sto dato è una media nazionale e che probabilmente in Lombardia, Veneto e Lazio è la metà e in Calabria e Sicilia è il doppio. - Heart Attack
Non è lungimirante manco mettere i quindicenni insieme ai ventiquattrenni e parlare di "ggiovani", anzi, "ommioddioiggiovanisenzalavoro". Non sarà lungimirante parlare di paghetta ma se resti senza lavoro in età adulta hai problemi ben più pratici e pressanti che quello di cercare di non diventare un delinquente (anche perché di solito le persone che possono aiutarti sono morte, o rincitrullite, e il welfare italiano è quello che è, sbilanciato sappiamo come). - mi volsi e considerai
mivolsi: capisco che qui si parli di percentuali e quindi sia un discorso molto difficile, ma se a 19 anni non stai studiando e stai cercando lavoro e non lo trovi probabilmente hai problemi pratici e pressanti. Forse non hai inquadrato per bene di quale fetta demografica sta parlando la statistica. - d☭snake
A diciannove anni hai chi ti aiuta. Puoi ancora farcela a rinsavire, a formarti nella direzione richiesta dal mercato in quel momento. A quaranta, con una famiglia e un mutuo a carico? A cinquanta? Col problema di ageism che c'è in Italia? - mi volsi e considerai
@mi volsi e considerai: oltre alla giusta considerazione di d☭snake, c'è da aggiungere che la misurazione del lavoro soprattutto nella fascia 20-24 è un indicatore molto rilevante del livello di difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Se il differenziale rispetto alla 36-45 è molto alto, tipicamente sopra la soglia fisiologica, ciò vuol dire che il mercato del lavoro non funziona adeguatamente. - Heart Attack
HA: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm... qui ci sono i dati sugli iscritti all'educazione terziaria per regione in rapporto alla popolazione 20-24. Tiene conto della migrazione verso le regioni dove ci sono le universita` quindi e` effettivamente 1- il numero di giovani *sul territorio* che non sta studiando e come dici c'e` un'enorme differenza tra regione e regione - d☭snake
Per quanto riguarda la difficoltà di inserimento di un giovane nella fascia 20-24 basta prendere un normale giornale di annunci e constatare quante volte ricorra la dicitura "età massima 30/35 anni". - mi volsi e considerai
sotto i 35 devi morire povero - *zoe (Non mi piaci più)
@mi volsi e considerai: la notizia originale è qui: http://www.istat.it/it... e se la media generale di disoccupazione nella fascia 15-64 è del 10.1% in calo, mentre quella giovanile è del 36.2% in crescita, evidentemente le agevolazioni connesse all'apprendistato non sono sufficienti a controbilanciare l'immobilismo del mercato del lavoro. - Heart Attack
io ci leggo anche che tutti sti discorsi sull'"inutilita`" del "pezzo di carta" che si sentivano fare fino a un po' di tempo fa sono evidentemente falsi: la fascia 15-24 in cerca di lavoro e` evidentemente tutta fatta da non-laureati - d☭snake
@d☭snake: è una speculazione. Dovresti confrontare i dati dei laureati e non laureati delle fasce successive e valutare la differenza di percentuale nel numero di occupati e il reddito medio delle due categorie. - Heart Attack
HA: si si e` una speculazione e da qualche parte mi pareva di aver letto che il reddito medio e` inferiore, pero` mi pare un'ipotesi sensata da mettere alla prova come spiegazione della disoccupazione che scende globalmente, ma sale nei giovani - d☭snake
@d☭snake: imho, il problema principale è che è il concetto stesso di laurea che è svuotato di significato. Pure quello con la laurea in aromaterapia fa statistica e la mia impressione è che la laurea in molti casi sia una forma di iperscolarizzazione pensata per risolvere i problemi dei cicli di studio precedenti, più che per rendere i giovani pronti al mondo del lavoro. - Heart Attack
Il punto è che quello che le statistiche non dicono è che per un cinquantenne ritrovarsi senza lavoro può essere molto, molto più drammatico, quindi che la disoccupazione in quella fascia di età sia calata conta relativamente. Il ventenne non trova lavoro non perché non è laureato (se è laureato in Lettere probabilmente non gli servirà a una fava), ma perché non è formato, non sa fare qualcosa che risponda alle esigenze attuali del mercato. Se il cinquantenne nella vita ha fatto solo cose e accumulato esperienze poco appetite dal mercato del lavoro attuale non è che può tornare magicamente ventenne e fare apprendistato... - mi volsi e considerai
il giovane non specializzato non trova lavoro anche perché le piccole e medie industrie, quelle che avevano bisogno di quel tipo di manovalanza da impiegare e far crescere, non ci sono più o versano in cattivissime acque, sia in termini finanziari sia in termini di mercato (quote e tipologia di prodotto). Io conosco i distretti tessili = deserto. - [a]teleologico
HA: beh ma la laurea in aromaterapia e` sostanzialmente irrilevante ai fini statistici, sempre secondo eurostat la distribuzione delle persone nei corsi di studi e` piuttosto sensata e abbastanza in linea con il resto d'europa (abbiamo pochi iscritti nelle scienze, che e` strano visto che siamo molto forti in quel campo, ma come negli altri paesi la maggior parte delle persone fa giurisprudenza o economia). Credo che i nostri problemi siano per la maggior parte nella struttura del mercato del lavoro piu` che nei lavoratori - d☭snake
@d☭snake: quindi secondo te il fatto che secondo PISA2006 tra i paesi OCSE a 15 anni siamo meglio solo di Messico e Turchia non ha degli effetti negativi sull'efficacia della formazione avanzata e sul mondo del lavoro? - Heart Attack
HA: no aspe`, certo che puo` avercela, ma ti stavo rispondendo sulla laurea. Non mi pare che ci siano gli elementi per dire che il nostro "pezzo di carta" sia particolarmente piu` vuoto che altrove, sicuramente non per il fatto che ci siano corsi di laurea "creativi". La maggior parte della gente, in italia come altrove, sceglie lauree tradizionali. Cosi` a naso penso che sia piu` un problema come illustrato da ateleologico (manca il datore di lavoro) che un problema di formazione secondaria superiore (che e` quello che guarda PISA2006, mi pare, e che sicuramente avra` un qualche peso, non sto dicendo che ne abbia zero) - d☭snake