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Suzupearl ☥
Mo la sparo: secondo me Friendfeed per i prodotti editoriali è inutile. Qualcuno prova a farmi cambiare idea?
@suzupearl cioè? - Aldo Latino
no, è inutile :-) - Domitilla Ferrari
si ok, non ho capito il nesso coi prodotti editoriali - Aldo Latino
nel senso che ff mi sembra un buon mezzo per fare un mix di cose, non solo per convogliare i propri contenuti. è utile per discutere, dare un'opinione e riceverne, ma non solo su quello che fai tu. Per dire, una delle cose che trovo più utili è quando un amico o un contatto segnala un contenuto... perché c'è filtro umano a priori. Se segnali solo cose tue, vieni considerato fazioso e spammoso a priori - Suzupearl ☥
prodotti editoriali=testate, network, portali e affini - Suzupearl ☥
ah ok, allora, concordo! :) - Aldo Latino
meglio twitter per quelli, che ne dici? - Aldo Latino
anche su twitter avrei qualcosa da dire: devi offrire quel qualcosa in più, se si tratta solo del feed è inutile. E anche i vari "tu cosa ne pensi?" sono inutili: la gente vuole dire cosa ne pensa di una tal cosa ai suoi contatti, non ad un'identità-network. a meno che questa non si metta davvero in discussione - Suzupearl ☥
io seguo il nyt ed il washington post e non penso sia inutile - alieb
@alieb, spiega perché. cosa offrono? - Suzupearl ☥
non offrono niente di particolare a parte i classici feed e twitter, ma ho modo di seguirli anche qui, piazzare like, commentare fare lo share, etc etc. - alieb
usate la loro pagina o li aggiungete come "amici immaginari"? - Suzupearl ☥
li aggiungo come contatti, come amici immaginari lasciare commenti e via discorrendo non avrebbe senso - alieb
@Gatto dunque se un cliente dovesse chiedermi se conviene, la cosa più sensata da dire sarebbe di non credere di poter mandare tutto in automatico (come spesso sperano). Calcolando che il NYT ha circa 500 iscritti su ff e io che sono asociale ne ho un quinto dei loro, vale la pena? Tipo, blogosfere ha solo 2 iscritti su ff - Suzupearl ☥
bè, un cliente così merita di essere truffato e spremuto come un limone. :) - Confuso
ok, però il cliente andrebbe avvisato che gli italiani che leggono Friendfeed sono 2.000 max 4.000, cioè meno degli abitanti della mia via. :D - Confuso
dunque qui mi sembra ci siano due fazioni: una che sostiene sia comodo come feedreader plus (+commenti +commenti etc), l'altra che sostiene il dialogo, la partecipazione attiva. Mmm. (Sì, Confuso, uno dei punti fondamentali è anche quello. Per questo non mi stupisco che il NYT abbia così pochi iscritti, in prospettiva. Che anche all'estero, non è che ff sia proprio sulla bocca di tutti!) - Suzupearl ☥
Dipende da quanto costano la pubblicità ai Family Day e quanto l'agenzia che ti consiglia di postare su Friendfeed. :) E da cosa ci si aspetta come risultato. - Confuso
@Gatto, ovvio. Però parlando terra-terra, qui le aziende sentono cose tipo che i social network servono per fare pubblicità a costo zero, dunque devi ridimensionargli le cose e chiedergli cosa davvero vogliono fare - Suzupearl ☥
Eh eh la pubblicità sarà pure gratis, ma la consulenza no. :) - Confuso
@gattonero: hai tutte le ragioni du questo mondo. però, secondo me, bisogna ESSERCI. e sì, forse è solo una questione di immagine oppure di test sulle persone che ti seguono. test nel senso: vedere quali sono le cose che suscitano più attenzione e conversazione. magari solo come punto di partenza per sviluppare una strategia. non so, non sono un'esperta ma ho questa sensazione. - LaMarra
Non sono d'accordo sull'esserci per forza. Monitorare senza dubbio ma esserci? Dipende. - Nicola D'Agostino
@Nicola, dunque? offrire contenuto? - Suzupearl ☥
se ci sei per forza offrire contenuto... - LaMarra
@Confuso Gli utenti italiani di FriendFeed sono mooolti di meno, diciamo un migliaio scarso di cui 400 attivi - Roberto
Se non puoi fare qualcosa di valido e originale meglio non esserci (leggi: investirci tempo, energie e soldi). Idem se non lo capisci ma "bisogna farlo". Si fa figura migliore (e si sprecano meno tempo, energie e soldi) a stare in silenzio e ascoltare. - Nicola D'Agostino
@☥Suzupearl FriendFeed potrebbe (ma è tutto da dimostrare) essere uno strumento utilizzabile in aggiunta a un prodotto editoriale, non come prodotto editoriale, perché la sua natura è quella di aggregatore di feed sui quali sviluppare conversazioni. Considera anche che è molto limitato per quanto riguarda la pubblicazione dei contenuti multimediali, la grafica e, soprattutto, non avresti in casa la cosa più importante: i dati - Roberto
Concordo con Roberto. Io su Friendfeed ci sposterei tutta la parte di commenti e dibattiti di una testata editoriale anche se questo va a ridurre il numero di accessi. - Nicola D'Agostino
@roberto: boh, questo: http://trends.google.com/website... dice di più. - Confuso
Prodotto editoriale no di certo. Sto dando per scontato che in un ambito simile debba essere un supporto al sito di riferimento, dunque convogliare un po' di lettori evitando di spammare - Suzupearl ☥ from iPhone
Suzupearl: ma anche per risparmiarsi la forumizzazione delle pagine di contenuto (paginazione, chi era costei?). - Nicola D'Agostino
@confuso Quelli sono i visitatori unici, non gli account registrati. Questi sono 1000 tondi tondi, ma ci sono persone che ne hanno registrato più di uno http://ffholic.com/Users... - Roberto
@roberto: infatti avevo scritto "gli italiani che leggono FF" non che "che usano". :-) Ma quindi ci sono almeno duemila / tremila persona che guardano FF senza neppure usarlo, leggono e basta? Sono pazzi o masochisti? - Confuso
FF non puoi leggerlo se non sei registrato come account: molto probabilmente è tutta gente che periodicamente ripulisce i cookies - Roberto
prova a fare logout e a ritornare sulla homepage di FF: questo è quello che vede chi non ha un account - Roberto
ma guarda che se il feed di un utente è pubblico non è necessario essere loggati per leggerlo :) - Confuso
@confuso Vero. Sai che probabilmente hai ragione? Sembrano proprio 2/3 mila lurkers che si leggono senza potere intervenire, perdendosi tutto il valore aggiunto di questo ambiente. Boh, c'è gente strana in giro...a meno che non siano quelli che arrivano tramite i contenuti indicizzati dai motori di ricerca, credo che sia l'unica spiegazione - Roberto
Io da utente, concordo con lovlou. - Elenucci
dico la mia: penso che i social network siano un modo, più rapido di tanti altri, di avvicinare utenti e redazioni. Perché credo che questa sia una cosa utile? Perché ritengo che per avere davvero una marcia in più, se si lavora in Rete, la chiave sia PERSONALIZZARE. Fidelizzare gli utenti significa dare loro motivi e stimoli per leggere una tua recensione di "cinema" invece di quella, che so, di un "Morandini". Cosa fa la differenza? Purtroppo non credo che in Rete venga premiata tanto la qualità... ma spesso più la fantasia, la creatività, il modo "diverso" di offrire un contenuto. Per me discriminante è anche il tipo di immagine/idea che hai di chi scrive, il rapporto che si crea tra penne e utenti. Far conoscere un po' di più chi sta dietro quei pezzi, cosa pensa, che passioni ha... è un primo passo per renderlo simpatico (o antipatico, perché no, ci sta anche quello). E, perché no, pure affidabile e autorevole. Sono stata logorroica, ma spero di essermi spiegata. :D Sono pro-social. In Rete sono la forma di PR per eccellenza. :D - lovlou
OT: ho fatto casino e ho ripostato il commento. il che dimostra che io friendfeed non lo so usare... :D - lovlou
@elenucci @gattonero Grazie grazie! Poi vi pago... ;D - lovlou
@lovlou, i tuoi presupposti li condivido, in uno scenario però in cui ogni autore del testo in oggetto partecipa alla discussione. Altrimenti l'"addetto friendfeed" si trova a dover rispondere di cose che hanno scritto altri, sulle quali magari non sa rispondere. Posso però io dire al mio cliente, che ha una decina di persone che scrivono sul suo progetto, che dovrà far iscrivere a ff tutti i suoi autori? E questi, saranno disposti? Ha senso creare nella sua realtà una sola figura che risponda agli utenti? ed è possibile questo? (ti porto il mio esempio: sito che si occupa di fare informazione molto specifica in area architettura e design, impossibile avere un'unica figura esperta in tutte le tematiche.) - Suzupearl ☥
Gatto nero: perché questa divisione dei ruoli? Secondo me può e deve essere il redattore, se non proprio il 'giornalista' a star dietro a commenti e compagnia bella. - Nicola D'Agostino
@gatto è una realtà molto più piccola, non sanno neanche cosa significhi community manager, non è quel genere di sito :) Sono più sul genere "mio nipote può passare i link su quelle cose social". Ma appunto, il discorso che volevo fargli io è che 1)se mandi in automatico i feed, è un po' inutile 2)se fai altro, lo devi fare bene e con un'idea precisa di base. Infatti sono sempre più dell'idea di disincantarlo sulle questioni "social" - Suzupearl ☥
per me non ha senso usare friendfeed in questo modo ad esempio: http://friendfeed.com/apogeon... - lovlou
lo usano come aggregatore, vedo - Suzupearl ☥
Gatto nero: ti rispondo rigirando la questione nell'altro verso. E se il 'community manager' diventasse (anche) redattore? Ciò che mi sembra deleterio per la testata e la qualità del confronto è proprio la distinzione tra le due figure. - Nicola D'Agostino
lovlou: il loro uso di Friendfeed è perfettamente in linea con quanto fanno con l'account su Delicious: http://delicious.com/apogeon... - Nicola D'Agostino
@Nicola aggregano, tutto qui. E' comodo se vuoi seguire i loro feed su ff, ma non partecipano attivamente. Non è una critica: dipende da cosa vuoi fare - Suzupearl ☥
Suzupearl: nemmeno la mia è una critica, è una constatazione (di coerenza). Io non farei così su Friendfeed, come non userei in quel modo Delicious (estrarrei le informazioni, cosa si può fare) ma questa, è un'altra storia (come diceva il barista in Irma la dolce). - Nicola D'Agostino
dunque mantenere la stessa linea e coerenza su ogni mezzo utilizzato. uh, non suona male :) - Suzupearl ☥
Gatto Nero: giustissimo. Peccato che quel punto d'arrivo in realtà sia molto lontano (vedi anche il discorso sull'intervento di Calabrese de La Stampa) e che quindi si assiste (anche) ad uno scollamento tra redazione dei contenuti e gestione della risposta dei lettori. - Nicola D'Agostino