In basso i calici! 4 gennaio 2012 Quando manca una persona lascia sempre un vuoto. A volte il “vuoto” è incolmabile e i giorni si fanno pesanti. Ieri è morto Giulio Gambelli, forse ultimo interprete genuino del vino italiano e forse ultimo baluardo dell’autenticità. Autentico era il suo talento e l’amore con cui faceva il vino “buono” nel rispetto di luoghi, uomini e vigneti. Autentica la sua proverbiale sensibilità nell’assaggiarlo. Autentiche erano la sua integrità e la sua generosità nel diffondere cultura e conoscenze, maturate, giorno per giorno, girando e rigirando, palmo a palmo, tutte le zone viticole più importanti della sua amata Toscana. Ci mancherà molto; lo salutiamo con le parole di Federico Garcia Lorca.
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Ho trovato questo libro ad un incontro del dott. Rommel Jadaan, che puntava alla sensibilizzazione sul tema degli incidenti stradali e del soccorso d'emergenza. Ho deciso di comprare questo libro soprattutto per il modo schietto, e allo stesso tempo positivo, con cui Jadaan descriveva il suo lavoro di medico soccorritore. Nonostante la crudezza delle immagini e dei video di sensibilizzazione, l'ansia dei racconti delle uscite in ambulanza, l'oratore riusciva sempre a trovare lo spazio per un buon consiglio e per esaltare il valore della vita.
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Critica 4 ottobre 2011 “Il vino, in Italia, è oggetto di un virtuale inspiegabile proibizionismo dilagante e subdolo. Il suo consumo viene sempre più criminalizzato per gli effetti nocivi che, se assunto in dosi eccessive, può causare alla salute o per i danni che lo stato di ebbrezza può arrecare a se stessi e agli altri. Come se fosse una delle tante droghe o una delle tante bombe superalcoliche che vengono ingurgitate nei locali notturni. L’ideale, dicono alcune associazioni di ex alcolisti, sarebbe vietarne completamente l’uso. Neanche fosse un veleno. Non siamo d’accordo: il problema è solo una questione di educazione, o meglio, di mancanza di educazione. Quella che nei secoli, allontanandosi dallo spirito autentico del simposio greco, ha minato, corroso e corrotto sempre di più il rapporto tra vino e uomini. Ma il vino non è solo un alimento, fa parte della nostra cultura, per certi versi è la nostra cultura. Per sottolinearne l’importanza storica, culturale e sociale abbiamo...
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Assistere ad un incontro con persone di fedi diverse non mi era mai capitato fino ad ora, forse è per questo che mi ha colpito. Ma mi ha colpito molto anche il fatto che queste due persone, una di religione ebraica e l'altra cristiana, abbiano parlato di libertà, di laicità, di ugualianza tra i popoli, di giustizia sociale e della nostra Costituzione. L'incontro si è svolto il 30 agosto 2011, al Festival No Dal Molin per i Beni Comuni. I due ospiti d'eccezione: Don Andrea Gallo e Moni Ovadia.
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Critica 14 settembre 2011 “Il vino, in Italia, è oggetto di un virtuale inspiegabile proibizionismo dilagante e subdolo. Il suo consumo viene sempre più criminalizzato per gli effetti nocivi che, se assunto in dosi eccessive, può causare alla salute o per i danni che lo stato di ebbrezza può arrecare a se stessi e agli altri. Come se fosse una delle tante droghe o una delle tante bombe superalcoliche che vengono ingurgitate nei locali notturni. L’ideale, dicono alcune associazioni di ex alcolisti, sarebbe vietarne completamente l’uso. Neanche fosse un veleno. Non siamo d’accordo: il problema è solo una questione di educazione, o meglio, di mancanza di educazione. Quella che nei secoli, allontanandosi dallo spirito autentico del simposio greco, ha minato, corroso e corrotto sempre di più il rapporto tra vino e uomini. Ma il vino non è solo un alimento, fa parte della nostra cultura, per certi versi è la nostra cultura. Per sottolinearne l’importanza storica, culturale e sociale abbiamo...
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Per i primi anni della storia del cinema l'insulto è stato considerato come qualcosa da nascondere al grande pubblico, i genitori non sopportano che i loro bambini imparino le 'parolacce' e spesso si interrogano su chi possa averle insegnate loro. L'insulto e l'offesa sono, almeno nel senso comune, considerati come qualcosa da evitare, da nascondere goffamente, e spesso arrossiamo davanti ai più giovani quando in televisione vengono pronuciate parole poco consone da chi dovrebbe essere un esempio per la collettività.
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In basso i calici! 10 settembre 2011 Solo supposizioni, intendiamoci, ma da tempo abbiamo il dubbio che dietro alla guerra aperta che viene fatta al vino, in Italia e in Europa, ci siano interessi superiori di potenti multinazionali. Interessi economici è pacifico. Lasciamo perdere per un attimo pleonastici distinguo che sottolineino l’ovvietà che in molti casi è necessaria e utile una limitazione alle sostanze alcoliche. Qui siamo di fronte a qualcosa di diverso; si mira all’eliminazione fisica del vino dalle nostre abitudini, dalla nostra cultura, dalla nostra storia e, badate bene, dalla nostra economia. Non dimentichiamoci che il vino occupa molti posti di lavoro ed è una delle voci più importanti del Made in Italy nel mondo. Sopprimendo il consumo di vino si creerebbe un vuoto che, sperano, potrebbe essere colmato abituando le nuove generazioni all’uso di famose bibite gassate che, nel vecchio continente, raramente accompagnano i pasti. Se due indizi fanno una prova siamo sulla...
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Nata in Italia nel 1989, la Fondazione Banco Alimentare è una Rete nazionale che recupera eccedenze alimentari attraverso Unione Europea, industria alimentare, Grande Distribuzione organizzata e ristorazione collettiva, ridistribuendole gratuitamente ad associazioni ed enti caritativi.
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Lettera aperta del 2 Settembre 2011 “Le donne son venute in eccellenza di ciascun’arte ove hanno posto cura; e qualunque all’istorie abbia avvertenza, ne sente ancor la fama non oscura.” Lo scrisse già nel 1500 Ludovico Ariosto in queste ottave dell’Orlando Furioso (XX,II): chiunque conosca la storia sa bene che le donne hanno sempre saputo eccellere in qualunque faccenda alla quale si siano dedicate. Il mondo del vino non fa eccezione. Donne e vino è un binomio oggetto di discussione in dibattiti, conferenze e tavole rotonde. La presenza sempre più massiccia del gentil sesso nelle file o alla guida di aziende vitivinicole e la loro partecipazione sempre più numerosa a corsi di degustazione e a serate enogastronomiche è un fatto che merita di essere approfondito. E’ necessario, però, cercare di uscire da stereotipi stantii e banali frasi fatte come: “il fatto che ci siano più donne anche nel mondo del vino è segno di civiltà”, oppure “le donne sono più portate alla degustazione del...
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L’ONU, acronimo di Organizzazione delle Nazioni Unite (in inglese semplicemente UN, United Nations), nacque ufficialmente il 24 ottobre 1945 al termine della Conferenza di San Francisco. Inizialmente composta da 51 paesi, l’organizzazione si è ampliata negli anni fino a raggiungere, nel 2006, 192 membri, motivo per cui ora si parla di global membership. Quando uno Stato entra a far parte dell’ONU accetta gli obblighi della “Carta delle Nazioni Unite”, un trattato che pone i principi base delle relazioni internazionali.
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L'essere umano è spinto a viaggiare fin dall'inizio della sua storia, lo spirito di esplorazione lo ha portato ad adattarsi a tutti i tipi di climi, ambienti e mansioni. Il turismo è forse uno strascico di questa necessità intrinseca e, nell'era in cui ogni angolo di mondo è raggiungibile, l'uomo cerca nuove forme di esplorazione per mettersi alla prova, per immergersi nella natura o nelle culture che incontra nei suoi viaggi. L'ecoturismo nasce dall'esigenza di viaggiare e di tornare a casa maggiormente arricchiti rispetto ad una normale vacanza: si cerca un profondo contatto con i luoghi che si vanno a visitare tornando cambiati, lasciando un segno del proprio passaggio arricchendo l'ambiente invece che deturpandolo.
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L'idea di vacanza e di turismo è un settore relativamente nuovo rispetto ad altri che caratterizzano l'economia di una nazione, tanto che alcune aree geografiche non l'hanno ancora conosciuta e sviluppata adeguatamente. Questo principalmente accade nei paesi in via di sviluppo, in cui il livello di benessere della popolazione non permette loro spostamenti turistici e nemmeno la creazione di adeguate strutture per accogliere i viaggiatori. Come tutte le attività umane, il turismo trova sempre nuove forme di espressione per venire incontro alle esigenze di tutte le tasche e ai viaggiatori più intraprendenti.
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Il turismo è un'attività economica molto importante nel settore terziario di tutto il mondo. Da un lato presenta una importante risorsa per creare posti di lavoro, mentre contemporaneamente riesce a valorizzare il patrimonio naturale e culturale dell'area geografica interessata. Un ulteriore aspetto postivo è dato dall'incontro e lo scambio tra culture di paesi differenti, quindi l'effetto è quello di un doppio arricchimento: economico e culturale. Un tempo l'idea di vacanza era legata alla settimana al mare o in montagna, una terza alternativa era la visita di una città d'arte. Negli ultimi anni le offerte si sono moltiplicate in modo esponenziale; accanto alle tradizionali mete si possono scegliere anche vacanze in centri benessere o percorsi enogastronomici per citarne alcuni. Quella che vi voglio presentare con questo articolo è un tipo di vacanza alternativa, incentrata su un'idea di sostenibilità.
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Sono ben 125 le località italiane (233 spiagge) che quest'anno sono state premiate con la bandiera blu, il riconoscimento assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education) sulla base di criteri di qualità delle acque, di gestione ambientale e dei servizi offerti. Per il terzo anno consecutivo la Liguria mantiene il primato del maggior numero di località premiate con 17 bandiere blu, seguita come lo scorso anno da Marche e Toscana a quota 16, e da Abruzzo (14) e Campania (12). In classifica emerge anche una nuova località sul lago di Garda: Gardone Riviera (BS).
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Le centrali nucleari necessitano di combustibile nucleare composto per la maggior parte da miscele di ossidi di uranio e uranio metallico. Per poter essere utilizzato in questo modo, l'uranio estratto deve subire un processo di arricchimento. Il risultato di questo processo è una modesta quantità di combustibile e una maggiore quantità di uranio impoverito. Il combustibile esausto entra a far parte di una categoria diversa rispetto allo scarto del processo di arricchimento. Lo smaltimento dell'uranio impoverito è un problema diverso dallo smaltimento del combustibile esaurito e delle scorie. Per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie il problema è talmente complesso da richiedere una trattazione a parte. Qui ci occuperemo di alcune tipologie di riutilizzo o stoccaggio dell'uranio impoverito.
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L'uranio estratto naturalmente dalle rocce non è adatto come combustibile per alimentare una centrale nucleare. Dopo essere stato raffinato dai minerali di cui faceva parte, l'uranio deve subire un processo di arricchimento. In realtà nel reattore non avviene nessuna reazione di combustione: è l'attività radioattiva che, sprigionando calore, vaporizza l'acqua che fa girare le turbine per la produzione di corrente elettrica. Per ottenere questa attività radioattiva l'uranio naturale, nella maggior parte dei casi, è inefficace; infatti come combustile è necessario utilizzare una miscela di uranio in cui l'isotopo 235U sia presente tra il 3% e il 7% circa. Lo scopo del processo di arricchimento è quindi aumentare la concentrazione di 235U.
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In basso i calici! 6 giugno 2011 Noi italiani siamo un popolo consapevole, maturo e moderno; non ci facciamo prendere per il naso facilmente e vogliamo essere noi a decidere per il nostro futuro. Noi non ci facciamo condizionare da politica, televisione, falsità e demagogie; lo abbiamo dimostrato negli ultimi 20 anni. Che diamine, è giusto che chiedano direttamente a noi cosa fare attraverso i referenda del 12 giugno, noi sì che la sappiamo lunga.
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L'uranio e la sua disponibilità sono temi centrali in un'ottica di programma nucleare. Vediamo alcuni passaggi fondamentali per quanto riguarda la sua disponibilità in termini di risorse mondiali e quanto concerne le tipologie di estrazione e la successiva raffinazione.
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Verso la metà degli anni cinquanta si iniziò a intraprendere a livello internazionale la via per lo sfruttamento del nucleare a scopo civile. La svolta decisiva avvenne nel 1957 con la “Prima conferenza di Ginevra” convocata dalle Nazioni Unite; per la prima volta poterono riunirsi scienziati provenienti da tutto il mondo per confrontarsi su una nuova tecnologia e condividere, almeno in parte, i risultati raggiunti. L’energia nucleare divenne così una grande speranza per la produzione di energia elettrica a basso costo. La situazione in Italia all’epoca era abbastanza delicata; a seguito degli accordi presi dopo la seconda guerra mondiale non ci era infatti consentito costruire impianti per l’arricchimento del combustibile, inoltre i fondi disponibili per la ricerca in questo settore erano pesantemente limitati. Tuttavia dal momento che il nostro paese non disponeva, e ovviamente non dispone tuttora, di combustibili fossili, venne deciso di avviare un primo programma nucleare per...
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Il 12 e 13 giugno 2011 gli elettori italiani saranno chiamati a esprimere la loro opinione tramite un referendum abrogativo, in merito alla gestione delle risorse idriche, al programma nucleare e al legittimo impedimento. Abbiamo già avuto modo di discutere sulla privatizzazione dell'acqua e riteniamo di avervi fornito numerosi dettagli e informazioni sull'energia nucleare, mettendovi a disposizione tutti gli strumenti per decidere consapevolmente e serenamente riguardo a questi quesiti. Approfitto per ricordarvi che questo referendum è abrogativo: per eliminare la legge occorre sbarrare la casella con il ‘SI’, in quanto i quesiti sono espressi secondo la formula “Volete voi eliminare la legge (o i commi della legge) numero... ”. Sbarrando invece la casella con il ‘NO’ si sceglie di far rimanere la legge invariata.
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Istituita nel 1987, anno europeo per l'ambiente, la 'Bandiera Blu' è un riconoscimento conferito dalla FEE (Fondazione per l'Educazione Ambientale) alle località costiere europee che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. La campagna ha come obiettivo principale l'indirizzare la politica di gestione locale di numerose località, verso un processo di sostenibilità ambientale.
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Dal 2 marzo scorso Milano ospita la prima tappa dell'inedito tour mondiale della collezione americana dello statunitense "Sterling e Francine Clark Institute". Dopo la sua conclusione, il 19 giugno, i capolavori della collezione Clark continueranno a girare il mondo, ospitati in Francia, in Spagna, a Londra, in Cina e in Giappone. Il percorso espositivo della mostra è articolato in dieci sezioni, che evidenziano i temi fondamentali a testimonianza delle innovazioni stilistiche e tecniche quali luce, natura, corpo, viaggi e società della seconda metà dell'Ottocento. L'Impressionismo viene così raccontato inserendo le opere nel contesto artistico nel quale sono nate, ma offrendo anche una panoramica su quello che le ha precedute, accompagnate e seguite. Le 73 opere esposte sono i capolavori dei 26 più grandi artisti francesi dell'epoca, come Renoir, Monet, Degas, Pissarro e Manet, che rivoluzionarono il concetto di pittura e il ruolo dell'arte nella società borghese contemporanea....
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Istituita nel 1986 a Padova, l'UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) si propone di dare voce ai cittadini laicisti, atei ed agnostici residenti Italia. Nonostante il paese abbia una forte maggioranza cattolica, non tutti sono rappresentati dalle istituzioni religiose e dalla loro influenza nella vita politica. L'associazione nasce come reazione spontanea, per tutelare i diritti e i valori di coloro che ritengono che la religione abbia avuto troppa ingerenza nella nostra vita; esiste un nutrito gruppo di persone in Italia che ritengono sia preferibile seguire un'ideologia più laica ed aperta a tematiche bloccate dalla religione, come possono essere le unioni civili o il testamento biologico, ed è a questi che l'UAAR si rivolge.
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Sin dalle fasi di progettazione ed individuazione dei siti una centrale nucleare si presenta come un impianto molto complesso: ogni fase della realizzazione e del successivo ciclo di vita della centrale deve essere attentamente sorvegliata per garantire la massima sicurezza. Concluso il periodo di funzionamento una centrale nucleare richiede ancora grandi attenzioni perché non è sufficiente “spegnere” una centrale nucleare per cancellare ogni rischio, il combustibile, le scorie, e l’impianto stesso continuano ad essere pericolosi in quanto radioattivi per parecchio tempo.
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In basso i calici! 3 maggio 2011 Toni Capuozzo è un giornalista sottile, di quelli che sanno evidenziare anche gli aspetti più reconditi e meno scontati dei fatti e delle notizie, anche negli scenari difficili e agghiaccianti che, da inviato di guerra, conosce bene. In una recente intervista a Winenews ha dichiarato: “Durante i conflitti, vicino al campo di battaglia, ho visto sempre abbondare i superalcolici, che di per sé non hanno nulla di sbagliato, e in quelle situazioni aiutano a farsi forza. Di vino, in guerra, non ne scorre una goccia”. E continua, riportando scene di vita vissuta: “i militari non bevevano certo vino, simbolo di convivialità, di riflessione, di gioia. In guerra non è così, si è da soli, e il superalcolico ha un’accezione decisamente solitaria, come ci insegna ad esempio il cinema. Il vino, infatti, porta con sé una gestualità tale, già dal momento in cui si stappa la bottiglia, che aiuta la meditazione e lo stare insieme, e se uno medita bene, non fa le...
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Dal 13 marzo al 19 giugno 2011 Trieste è protagonista della mostra: “Trieste Liberty.Costruire e abitare l’alba del ‘900”, collocata al Salone degli Incanti (ex Pescheria). L'evento, illustrato attraverso una vasta serie di preziosi documenti d’archivio come disegni e progetti, fotografie d’epoca e plastici, ha lo scopo di far conoscere i modelli culturali che si sono affermati in città all’inizio del XX secolo e le modalità con cui sono stati importati, scegliendo come filo conduttore il tema del costruire e dell’abitare.
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Questo articolo ci è stato inviato da Vittorio Andolfato: professore emerito di storia e filosofia al liceo classico G.B.Brocchi di Bassano del Grappa e presidente dell’associazione 26 settembre. Il 25 aprile 1945, come altre date, fu scelto convenzionalmente facendo coincidere la fine della con l’insurrezione popolare che liberò Milano da giogo nazifascista. Bassano del Grappa fu liberata solo il 29 aprile dopo tremende giornate che videro le forze tedesche in ritirata compiere le ultime stragi. Il Bassanese aveva ancora da piangere il suo partigiano più importante Bruno Visentin detto Masaccio ucciso in circostanze mai chiarite proprio il giorno 29 aprile. Per la Germania la resa fu siglata si primi di maggio dopo il suicidio di Hitler. E per il Giappone bisognò aspettare le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki nei primi giorni di giugno.
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Che giorno è il 22 aprile? Il 22 aprile si festeggia l’ “Earth Day”, ossia la Giornata Mondiale della Terra. È un giorno come un altro dedicato all’ambiente e alla salvaguardia del Pianeta. È stata indetta dalle Nazioni Unite nel 1970 e viene festeggiata da quasi mezzo miliardo di persone in tutto il Mondo. Nato come movimento universitario negli USA, è occasione di approfondimento per le tematiche che riguardano il surriscaldamento globale causato dall’inquinamento dai combustibili fossili. Questo è solo uno dei problemi che aggravano la situazione ambientale, basti pensare all’inquinamento del suolo e dell’acqua, la distruzione degli ecosistemi, la deforestazione, l’estinzione di molte specie animali, la vivisezione, gli allevamenti di animali da pelliccia, circhi, allevamento in batteria…ecc…
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Critica 20 aprile 2011 Tempo fa ci capitò di leggere un articolo di Massimo Piombo, famoso stilista ed eclettico osservatore di moda e stile, in cui parlava di eleganza. “Lo sanno i latinisti che difendono il rigore perfetto dell’essenzialità, – scrive Piombo –, lo sanno gli architetti illuminati che valorizzano il genio del disegno e la purezza delle linee, lo dimostrano i pochi stilisti della haute couture, che hanno il dono di non passare di moda: l’eleganza si costruisce per sottrazione” In poche parole, per essere eleganti non serve munirsi di inutili orpelli, né ingrassarsi di accessori con la finalità assoluta di attirare l’attenzione e stimolare la sensibilità (fisiologica ed estetica) delle persone ad ogni costo. Basta proporsi con semplicità, una semplicità intelligente e non banale che sa esprimere fascino e personalità senza rischiare mai di scadere in eccessi o volgarità.
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Dare una definizione di transumanesimo non è un compito facile, in quanto molto controversa e dalle molteplici sfaccettature. Innanzitutto il transumanesimo è una corrente di pensiero, che potremmo definire una continuazione dell'umanesimo: l'essere umano è in una condizione molto particolare rispetto ad ogni altro essere vivente, la sua ragione gli permette di comprendere i fenomeni naturali, di prevederli e questa sua comprensione va a vantaggio suo e di ogni altra specie vivente sul pianeta. La comprensione delle malattie ha permesso i progressi nella medicina grazie ai quali possiamo curarci e vivere più a lungo, e così via... Il transumanesimo è una corrente che vuole spingersi più in la, considerando la condizione umana come ancora imperfetta, non ultimata.
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