ho comprato lo stesso anche se faceva 15300, c'era un bel sentiment in acquisto
- Mauro
Webank - la banca che non ti ascolta. Suggerimento inserito ne La banca che vorrei: "Vorrei che abbassaste a zero il valore minimo della soglia per i girofondi automatici da conto deposito a conto corrente, in modo che si possa automaticamente azzerare lo sconfino sul conto ordinario prendendo dal conto deposito"; risposta di webank "La soglia per...
...i trasferimenti automatici tra conto corrente e deposito di risparmio è fissata a 2000 euro.". E lo sapevo anch'io, altrimenti mica facevo la richiesta! Piuttosto ditemi perché non volete abbassare tale limite a zero!!!
- Mauro
Webank=BPM. BPM=ho avuto bruttissime esperienze con loro (hanno fatto un errore madornale sul saldo del mio conto, una volta: roba da sanzioni penali, a mio avviso). Mai più.
- ganassa
I 2000 euro sono fissati solo per il trasferimento automatico. Puoi lasciare comunque una giacenza minore, spostando manualmente.
- Webank (www.webank.it)
Vi piace non rispondere alle domande, vedo... è già scritto nella mia domanda che vale per i girofondi automatici, continuate a nascondervi dietro un dito
- Mauro
Cara Webank, perché quando si comprano titoli controlli il saldo contabile del c/c e non la somma di c/c e c/deposito, dato che i girofondi hanno pari valuta?
@yeaxx Il conto corrente operativo è il conto principale, che ha la finalità di regolare le operazioni di trading. Il conto deposito (per definizione) serve esclusivamente per la gestione dei risparmi.
- Webank (www.webank.it)
la finalità dei rapporti è diversa, ma la liquidità è la stessa dato che i girofondi sono immediati, quindi perché non considerate la disponibilità liquida sommando i due?
- Mauro
Cara Webank, gli sms se vado in rosso sono utili, ma perché non attivare un girofondi automatico dal conto deposito al conto ordinario della somma necessaria per azzerare lo sconfino?
si, ma non posso impostare il valore a zero, è prevista una giacenza minima di 200 euro. Potrebbe essere una soluzione, se mettete la soglia a zero.
- Mauro
Io cambierei banca, con tutto il rispetto per Webank :)
- Rachele Zinzocchi
@Rachele, in generale guarda che mi trovo bene (forse il sito un pò lento), però dovrebbero sistemare queste piccole cose...
- Mauro
Leggo e riporto: "Ti faccio un esempio: la COOP che ha tanto sbandierato il fatto che dal 1° gennaio 2010, con largo anticipo sull'entrata in vigore della legge, ha messo al bando le bustine in plastica sostituendole con quelle in mais (che tra l'altro si guastano lungo il tragitto ipermercato - automobile non permettendoti neppure di...
riutilizzarle più volte o di usarle per la spazzatura ...) consuma in un anno 900 milioni di shopper (17 miliardi il consumo di buste per tutta la GDO italiana) pagandole (fonti del fornitore, anche mio fornitore e maggiore produttore italiano) 0,09 centesimi cadauna ... e vendendole (facendosi bella) sul punto vendita 0,15 centesimi ... Vogliamo fare due conti spiccioli ... la COOP incassa di guadagno solo dalla vendita di shopper 0,06 centesimi per 900 milioni ... risultato 54 milioni di euro ... Ho scritto per questo al giornalino COOP e sul sito di tutte le Coop (Estense, Adriatica, ecc ... ) per chiedere spiegazioni o pareri visto che sul giornalino si vantano di quanto fanno risparmiare ai consumatori. Ma di questo piccolo particolare non si è mai parlato e non ci crederai ma il mio articolo non è mai stato pubblicato (ad oggi) sul giornalino né tra gli articoli né tra le lettere dei lettori e nessuno ha neanche mai avuto la cortesia né l'educazione di rispondermi ..."
- Mauro
la coop a me pare che in ogni modo stia scoraggiando l'uso di shopper usa e getta, quindi non ci vedo nulla di strano
- chiaratiz™
No, la risposta all'articolo sarebbe dovuta essere :"Embé?"
- Xabaras (G.O.)
Ma non va confuso il costo con il prezzo di acquisto, a questo vanno aggiunti ad esempio i costi di distribuzione e stoccaggio, i costi fissi aziendali. E poi perché la coop non dovrebbe avere un margine anche sugli shopper?
- mattiaq
from YouFeed
io risolvo utilizzando le borse in tela. Mi son stufata di pagare per qualcosa che dovrebbe già esser nel prezzo degli alimenti! Esattamente come fanno tutti gli altri negozi.
- Elenucci
Resta il fatto che durano pochissimo e non possono essere riutilizzati, nemmeno per buttarci la spazzatura
- SimplyGiulia
from Android
ma sì, dài, io quando mi dimentico le borse di tela e prendo i sacchetti sto solo attenta a non riempirli troppo e poi li uso per l'umido
- chiaratiz™
di solito me le porto dietro, 2 in tela e un paio di quelle per tenere i cibi che vanno in frigo, gli shopper nuovi li ho presi qualche volta ma non mi hanno dato particolari problemi. Secondo me si rompono esattamente come quelle di plastica, bisogna vedere quanta roba ci metti dentro e come la metti. Il ricarico che ci fanno non mi pare esagerato e comunque preferisco che buschino su quelle che magari sui prodotti che compro
- Simone| Suspicious Mind
onestamente mi si sono rotte solo una/due volte da quando sono in uso e le uso regolarmente per la spazzatura...
- maxtofa
io uso le buste enormi dell'Ikea, ne ho sempre 2/3 in macchina così non mi trovo impreparata (le buste nuove comunque confermo non s'affrontano).
- Ladra di Caramelle
Ma cosa avrebbero dovuto rispondere e soprattutto, quale sarebbe la questione da discutere?
- Ubikindred
la questione è sempre quella: "come si permettono questi gomunishti di fare dei guadagni?"
- dario
@Ubi ho letto questo commento e l'ho collegato ad una cosa che mi è successa qualche sera fa: faccio alla spesa alla Coop e la cassiera, premurosamente, mi dice "usi molte buste perché tengono poco" al che l'ho ringraziata per la cortesia, però ho anche osservato che per loro è un business, mentre invece molti altri negozi le regalano, e questi ultimi sono più incentivati a offrire buste più capienti e resistenti. Anche perché, a parte il costo, avere 50 buste tutte semivuote è molto scomodo.
- Mauro
Il commento originario faceva riferimento al fatto che la legge prevede il cambiamento dal prossimo 1 gennaio, ma che non c'è traccia del decreto attuativo e quindi tutti si aspettano una proroga della situazione attuale.
- Mauro
Mauro, se calcoli il costo la distribuzione, il trasporto, i costi logistici ed organizzativi, direi che dubito ci guadagnino alcunché. Detto ciò, io non so chi le regali, i supermercati dove vado io le fanno pagare tutti. Non voglio difendere la Coop di cui mi frega poco o nulla (abitando a Milano, poi, non ci sono mai andato in vita mia) è che tutto questo discorso mi pare particolarmente pretestuoso. Hai altri motivi di lagnanza? Questioni pregressse?
- Ubikindred
@Ubi nessuna lagnanza, semplice osservazione. Non è un discorso relativo alla Coop, penso anch'io che non sia un gran business, però mi chiedo: possibile che l'attenzione all'ambiente debba essere scollegata dall'attenzione al cliente?
- Mauro
Secondo il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) i killer più feroci per la vita marina sono le classiche buste della spesa non biodegradabili. Coop è partita da quello, incoraggiando l'uso delle buste in tela. Poi concordo sul fatto che le nuove buste non siano granchè, ancehe se la spazzatura ce la fanno a tenerla, e soprattutto sul fatto che nel caso riportato la cosa in assoluto più grave è la mancata risposta da parte dell'azienda.
- pieghinsky
mah, "piu' grave in assoluto", un po' di scala, nelle questioni di gravita' assoluta non farebbe male. i miei 2 cent: vado da sempre a fare la spesa con una busta di tela e ne tengo una di plastica piegata in borsa al bisogno.
- FedericaB.
FedericaB, ritenendo tutto il resto spiegabile, il fatto che un reclamo giusto o sbagliato non venga preso in considerazione lo considero una cosa grave. L'assoluto era ristretto all'ambito, ovvio che è più grave altro, ad esempio Bondi.
- pieghinsky
persino in ambito coop sono in grado di individuare altri assoluti, ti diro'. cmq e' giusto che rimani della tua idea. personalmente ho fatto troppi anni di capro espiatorio: se non e' un clear and present danger, a volte non c'e' tempo o risorse per rispondere
- FedericaB.
vero anche questo, anche se comunque rischioso. Non sai mai chi trovi. Magari trova uno che posta su un social network e ti sputtana, oppure è un opinion leader nel suo piccolo. Poi è verissimo quello che dici e lo vedo anche succedere.
- pieghinsky
le grandi catene di distribuzione sono dei robbosi barboni che ti presentano il conto sull'unghia e senza parere della più molecolare delle loro spese di esercizio, laddove nel piccolo esercizio queste vengono spesso considerate intrinseche all'offerta alla clientela e non manco di dirmelo lanciando contumelie a labbra serrate. Non è esattamente una novità e fa parte del modello, come...
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- Aldo Oldo
la cassa che te la fai da te io personalmente la considero una gran comodità, sai? peraltro, puoi pure fare la coda se preferisci.
- Alessandra Farabegoli
e pensare che c'è gente che guadagna persino vendendo il pane. E' proprio gente senza scrupoli!
- Luca Sartoni
o tono paradossale, o tu grande incompreso
- Aldo Oldo
Io le buste della coop le pago 5 cent..però è vero che non tengono un cacchio, a volte rischio di non farle arrivare intere a casa (300 metri), e spesso l'unico ulteriore utilizzo che ci posso fare è coprirci il sellino della bici quando piove
- Senza Sicura Renton
Qualcuno sa se Matching (www.e-matching.it) come evento business merita? Vale la pena di partecipare?
perché leggo spunti un pò buttati lì! Le banche sono diverse tra loro, ma mi pare che per gli interventi siano tutte una macrofamiglia. Una banca virtuale ha una clientela ed un modello di business (e comunicativo) diverso da una banca tradizionale. Tanto per dire su 4sq un vostro cliente può diventare sindaco dell a vostra unica filiale? :-) Il riferimento al microcredito di Gianluca...
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- Mauro
Genovese "se una banca si apre ai social media deve dare contenuti di valore" perché, le altre imprese no? Diegoli "essere intermediari opachi è una modalità continuamente sfidata dalla rete" la rete arriva buona ultima dopo alcune decine di anni di lamentele da parte dei clienti e di leggi discutibili (es. quella sulla trasparenza). Se le banche cambiano è perché cambia la coscienza...
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- Mauro
mi fermo perché non ho un blog ed ho scritto anche troppo :) e poi devo ancora vedere i video, magari verrò smentito completamente! ne sarei ben lieto :-)
- Mauro
e poi una cosa che mi sembra sia mancata (ma ripeto, non ho ancora visto i video) è il lato business: la banca deve guadagnare: banalizzando, quanti conti correnti fanno aprire (o non chiudere) i social networks? Considerando tutti i costi di gestione, il gioco vale la candela? perché un conto è essere il direttore della comunicazione, un conto il direttore generale :-)
- Mauro
comunque è un problema mio, nel senso che, stabilendo un argomento così orizzontale, è evidente che volevate un brainstorming aspecifico
- Mauro
Mauro, io non parlavo delle banche: ho detto che la traduzione corretta di "social" in questo contesto è socievoli, non sociali, e che di una banca socievole non me ne faccio niente
- Allegra Geller
from iPhone
@Mafe come dicevo, non ho ancora visto gli interventi, ho commentato quanto riportato sul live di @Webank
- Mauro
speriamo si riesca a smentire che "la prima impressione è quella che conta". a me è sembrato un appuntamento denso di stimoli. i feedback che ho raccolto subito dopo a caldo dalle persone in sala erano tutti positivi. la tematica non è semplice, ma credo che ieri sera sia stata affrontata correttamente. non credo che l'obiettivo volesse essere esaustivo, ma solo porre una serie di questioni su cui riflettere. #myfivecents
- Iabicus
Mauro, esci dal tuo corpo di bancario per un attimo! :-) a parte gli scherzi, quanti conti facevano aprire quelle tristi attività di PR bancarie? Si facevano/fanno perché era un modo per contribuire alla comunità. La stessa cosa potrebbe valere online. Sull'opacità citata da me, non mi riferivo a quella trasparenza blah bah bancaria, ma a quella che portata dalla rete potrebbe rendere...
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- Gianluca Diegoli
@gluca, non ho ancora avuto tempo di vedere i video, però rifiuto il collegamento banche-microcredito: la banca assume i rischi in proprio, non fa da semplice intermediario, quindi ha tutto il diritto di dare i soldi a chi vuole e come vuole. Il microcredito sarà social, ma se un finanziamento va in default ci rimette il prestatore, non lo zopa o il prestiamoci della situazione, quindi...
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- Mauro
@Commercialista quando vedo l'andamento delle sofferenze rettificate anch'io piango, ma non è commozione :-)
- Mauro
MAuro peró la banca rischia in proprio fino a un certo punto: mi pare che la storia recente dimostri che il sistema bancario scarica il rischio sui clienti con meccanismi legali ma eticamente censurabili. O mi vuoi dire che ad esempio nel crack parmalat ci hanno rimesso le banche? :)
- Max Kava
from iPhone
@Max è un discorso un pò diverso, quella è una truffa, e comunque anche in questo caso diverse banche ci hanno rimesso dei soldi (quelle che hanno collocato le obbligazioni forse un pò meno direttamente, ma comunque parecchi considerando i giusti risarcimenti e le spese connesse alle cause). Ma è un discorso più in generale (peraltro, restando alle truffe, sai quante ne fanno alle...
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- Mauro
Mauro, ho estremizzato citando parmalat ma se vuoi ci sono millemila casi che legalmente stanno in piedi, eticamente no. Ripeto, il sistema bancario oggi ha legalmente il rischio su di sè, ma nella pratica scarica il rischio sul cliente. Casi a bizzeffe, e non è un segreto che anche durante la crisi le banche fanno utili d'oro. Sono tutti tutti bravissimi, geni, ecc? Io credo di no, per cui evidentemente ci sono meccanismi che permettono di avere leve abbastanza elastiche nella gestione.
- Max Kava
niente, non riesco a farti uscire dal corpo del bancario. intendevo solo dire che il microcredito, associando persone, storie, emozioni, progetti, sarà sempre infinitamente piu' social di qualsiasi altra banca. e che il microcredito sia piu' rischioso, in condizioni di trasparenza in ambiente di rete, be'.
- Gianluca Diegoli
@Max chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma certi comportamenti sono validi per tutti i settori, non solo per le banche. Non tutte le banche fanno utili durante la crisi, certune chiudono (vengono fatte comprare da altre). Comunque si tratta di un mercato regolamentato e si lavora su licenza, un pò come le società di telecomunicazioni.
- Mauro
@gluca la bestia è dentro di me :-) si, in effetti ho risposto al tuo post dopo avere letto le considerazioni sul blog di una che lavora per prestiamoci, la quale faceva dei ragionamenti simili ai tuoi ma non limitati agli aspetti social (cioè includendo ragionamenti business) trascurando le notevoli differenze che ci sono tra una banca ed un intermediario (in primis la gestione del rischio)
- Mauro
In pratica si andrà alla nuova banca con l'elenco dei titoli da trasferire e questa li chiederà all'altra banca tramite la rete interbancaria. Tempi certi di trasferimento, costi da definire. E' una inizativa dell'Abi, quindi sarà valida per tutte le banche.
- Mauro
Ho appena scritto una email all'AGCOM perché l'operatore, per il trasferimento del credito residuo da una sim scaduta ad una attiva, chiede una raccomandata (no sito? no PEC? ahiahiahi)!
cioè se in rete si sa che questa persona parla a nome dell'azienda (o meglio gestisce le comunicazioni virtuali dell'azienda), di fatto di fa portatore dell'immagine dell'azienda?
- Mauro
assolutamente si. Ed e' poi difficilmente scindibile il pensiero del singolo da quello aziendale poi... Insomma l'argomento e' una "bomba a orologeria" e penso che i testimonial non si rendino conto della "criticità" del ruolo.
- Believe'nYs
questo però ha delle conseguenze notevoli sulla limitazione della propria libertà di espressione senza contropartita economica: una "indennità di rappresentanza 2.0"? :-)
- Mauro
la fedeltà al prestigio dell'azienda è implicita nel rapporto fiduciario del dipendente
- Storvandre
voglio dire... se il contratto della persona che si occupa della mia comunicazione è quello standard dell'impresa, l'azienda che titolo ha per chiedere che il dipendente ne sia testimonial, assunto che esserlo ha conseguenze che vanno aldilà del lavoro? Oppure, da un altro punto di vista, perché il dipendente dovrebbe farlo?
- Mauro
il dipendente non è tenuto a farlo. o tace, o ne parla bene. nel dubbio delle conseguenze, può tacere. non è che posso chiedere la provvigione alla cocacola perché ho detto ad un amico che è buona.
- Storvandre
@Mauro: allora penso ci sia da distinguere. 1. Se sei l'incaricato alla comunicazione penso ci debba essere una certa chiarezza anche nel contratto etc etc... 2. Come diceva invece Francesco, in realta', chiunque viene identificato come "dipendente dell'impresa" e che ha contatti con l'esterno (leggi: commerciali, amministrativi, finanche la centralinista) sono in realta' "portatori di...
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- Believe'nYs
Certo Barbara, però formalmente parlando ci sono dei ruoli in azienda. La centralinista parla a nome aziendale nel momento in cui dice la formula di rito per rispondere e poco altro. E lì è disciplinata dal mansionario e dalla formazione interna. Se un commerciale parla a sproposito dell'azienda, è una sua opinione personale, e come tale va presa: il suo risultato si misura in base alle...
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- Storvandre
I agree with Francesco. L'interlocutore non puo' sapere i dettagli del contratto di chi ha di fronte e in base a quello capire se cio' che sta' sentendo e' una opinione personale o aziendale. Sia chiaro, lo dico perche' e' davvero un argomento delicato e penso sia anche altrettanto complicato contrattualizzarlo. E non parlo solamente di "opinioni" sull'azienda per cui si lavora ma anche un semplice parere su un cliente o su una situazione... puo' far scoppiare faccende diplomatiche complicate da gestire.
- Believe'nYs
(hmmm... ho una sensazione di già letto :D)
- Max Kava
si però... qua su FF ci sono persone che scrivono a titolo personale e anche dall'account dell'azienda. Si sa chi sono e tengono distinte le due cose. Ciò non toglie che se io pensassi (per ciò che scrive sul suo accont personale) che quella persona sia poco intelligente/sensibile/ironica/ecc. , mi verrebbe naturale pensare che i medesimi problemi li avrà scrivendo a nome dell'impresa....
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- Mauro
(@maxkava è una riflessione nata dalla risposta di @max mem sul thread di @gluca :-D)
- Mauro
@Francesco, se l'interlocutore parla con la centralinista o con un impiegato e in base a questo si fa un'idea dell'azienda, è giusto che accada ma non è rappresentanza né attività di portavoce. Se invece interpreta quelle opinioni o le immagini come impegnative per l'azienda fa lui un macroscopico errore di valutazione.
- Storvandre
Tant'è che quasi mai un commerciale ha potere di firma su contratti di un certo spessore. Tutte le altre chiacchiere fatte per arrivare a quella firma stanno a zero, se non per il fatto di aver indotto o dissuaso il cliente a sedersi al tavolo della firma. E per questo il commerciale percepisce una provvigione.
- Storvandre
Però il contesto transazionale secondo me non fa molto testo. E' risaputo che i commerciali esagerano e i clienti pure (ognuno a suo vantaggio), quindi è uno dei casi nei quali mi verrebbe naturale da distinguere tra azienda e persona (venditore). Voglio dire: mi incazzo col venditore se mi ha venduto una cosa irrealizzabile spacciandomela per fattibile (e penso che l'azienda abbia...
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- Mauro
@francesco @mauro : non sto dicendo che il commerciale non influenza il cliente, è il suo lavoro. ma proprio perché è il suo lavoro quanto dice è parte del suo mandato. se poi le sue parole vengono strumentalizzate contro l'azienda per cui lavora, è un cattivo commerciale. non è dovuto un compenso extra per saper fare il proprio lavoro.
- Storvandre
@MAALOX ragione di più per vietare l'esposizione diretta dei dipendenti preposti al presidio dei sn, allora...
- Mauro
cosa intendi per "esposizione diretta"
- Storvandre
il fatto che uno scriva con un suo account personale anche se è risaputo che fa parte del team di comunicazione di una azienda... sto cercando di capire i pro e i contro, e dal punto di vista aziendale mi pare di capire che ci siano tanti contro e pochi pro
- Mauro
che facciamo, ci nascondiamo? un account personale è personale, con riflessi ovvi anche sull'immagine aziendale ma la posizione dell'azienda la dà solo l'azienda stessa attraverso i suoi portavoce.
- Max Kava
@maxkava ma l'azienda ha modo di tutelarsi da quei riflessi? Lo chiedo anche nell'interesse della persona, che altrimenti magari potrebbe essere chiamata a rispondere di danno all'immagine...
- Mauro
molti SN (ad es. facebook) permettono entrambe le cose. uno dovrebbe scrivere con il suo account personale su una pagina aziendale. ed essere titolato a farlo. se la struttura lo consente, avere anche una figura di responsabile della comunicazione che raccolga e uniformi i messaggi lasciando le firme originali. alcune comunicazioni possono essere impersonali, ma non sono molto efficaci.
- Storvandre
@mauro: attraverso una comunicazione formale dell'azienda che incarica tizio ad un certo incarico, con determinati paletti e responsabilità definite. se poi lui scrive cazzate, si può avviare un procedimento disciplinare e/o la rimozione dall'incarico.
- Storvandre
il tutto comprovato dalle credenziali informatiche relative
- Storvandre
Social media a ROI: sto cercando informazioni in merito alla misurazione del ROI dei social media da parte di aziende di servizi (es. utilities), avete qualcosa da suggerirmi?
io ho smesso di comprarla quando mi sono accorta che facevo principalmente i cruciverba e che la finivo in un giorno
- Minchi ♡
io scrocco... finisco i cruciverba di mia madre, quando sto a casa. per le altre cose non ho quasi mai avuto pazienza.
- cartaphilus
ti dirò... io praticamente leggo solo le vignette, quindi mi dura anche meno... ma in spiaggia va bene, e poi a volte ci sono curiosità interessanti :-)
- Mauro
Beh, che dire. La cantina di Berlucchi è davvero notevole.
e poi ci scappa un salto da Mori per del buon sushi
- Mauro
[le banche ci credono tutti deficenti] ho appena scoperto che l'internet banking di una banca virtuale di cui sono cliente considera le prenotate dare e non le prenotate avere. Questo per evitare che i clienti facciano casino tra saldi liquido e saldo disponibile. E quelli che saprebbero come fare, si attaccano. #failbank
Da ABsette n. 448 del 25/6/2010. Non so se il sondaggio sia stato condotto solo su società finanziarie però è evidente l'impegno diretto dei vertici aziendali nello sviluppo della brand reputation nel social world...
Ora, moralismi di vario colore a parte, piuttosto della riapertura del condono edilizio del 2003 non sarebbe meglio regolarizzare la prostituzione e far pagare loro le tasse?
che poi, quando le vedo passare col macchinone, non è che penso subito alla mia aliquota Irpef... ma dopo un pò il collegamento tra le due cose arriva!
- Mauro
(tra l'altro i proventi di operazioni illegali sono già tassabile per legge)
- [Wasabi] Pea Bukowski
mi pareva di avere sentito tempo fa di una che voleva regolarizzarsi con l'Agenzia delle Entrate, ma non c'è riuscita perché non esiste il codice professione
- Mauro
concordo. anche per loro sarebbe meglio avere un quadro legale in cui operano, al di la delle tasse in più
- Jakala
la cosa più assurda è che c'è un emendamento (mi pare di Malan) che prevede esattamente questo, con tanto di controlli sanitari ecc.. ma la Carfagna si oppone perché "è in aperto contrasto con la linea del governo" http://is.gd/d0vCc quando però evidenziano che in Germania incassano 3-4 miliardi di euro e nessuno si lamenta, viene da chiedersi come mai i politici pensano che le...
more...
- Mauro
probabilmente farebbe gonfiare la fattura :-)
- Mauro
@spad: traduzioni/accompagnamento, così in genere le fatturano. O tu pensi che quando vadano con le agenzie estere non scarichino le spese sostenute ;-) @Mauro: vabbé, queste cose non si fanno via emendamento. almeno non in Italia vista l'influenza vaticana (sfruttamento donne, ecc).
- Jakala
@Jakala ma nemmeno con leggi ordinarie... forse con un referendum, anche se sarebbe sicuramente boicottato
- Mauro
l'unico problema che ci vedo è che, trattandosi di servizi alla persona, resterebbe il problema del nero (ricevuta o sconto?).
- Alessandra Farabegoli