interessante la valutazione su Wikipedia. per molti sarà un brutto colpo...
- Alessandro Nasini
beh, più che una valutazione di wikipedia mi sembra (e mi sembrò al tempo del nostro colloquio) la definizione più che corretta di un processo, ovvero quello della verifica delle fonti, e della sua importanza. forse suona strano quando parliamo dell'uso che un bambino deve fare della rete, ma è semplicemente la realtà: con la disintermediazione dei giornali e, in molti casi, dei giornalisti, oggi spesso e volentieri siamo noi che dobbiamo selezionare e valutare le notizie, verificare le fonti, essere "giornalisti a nostra volta" (con tutti i limiti del caso). Quindi meglio imparare già da piccoli a scuola. Insomma il messaggio sembrerebbe essere: "niente è infallibile, serve ascoltare più voci e imparare da subito a distinguere il vero dal falso". Sbaglio?
- Alessio Jacona
direi che non sbagli o se sbagli siamo almeno in due. il fatto che wikipedia non venga presa come una fonte di verità assoluta lo sostengo da tempo, anche per un certo numero di pessime esperienze dirette. sul fatto che si possa imparare (o insegnare) a distinguere il vero dal falso sono un po' meno ottimista; dovremmo fare un complicato discorso sulla attendibilità delle fonti che ci porterebbe forse troppo lontano. ad ogni modo, la scuola fa pochissimo su questo fronte: se dai un'occhiata ai testi di "informatica" delle elementari ti viene un attacco di sconforto...
- Alessandro Nasini
L'attendibilità di wikipedia non è certo elevata. Ma il gran numero di persone che contribuiscono rappresentano un'importante cartina di tornasole per la verifica dei contenuti. Detto questo un confronto con i quotidiani è sempre raccomandato per sincerarsi dell'effettiva bontà della fonte.
- Andrea Bichiri
andrea, il problema di wikipedia non è sulle voci "comuni" dove l'interesse è alto ed alto è il numero di contributors. quando vai su voci più specifiche, il numero di contributors è spesso uguale a 1 ed il problema della attendibilità diventa serio e lo dico per esperienza diretta.
- Alessandro Nasini